Microsoft: venghino siori venghino

L'economia va male? Le imprese possono sopravvivere solo grazie agli investimenti nei reparti IT. Microsoft lo dice con una nuova campagna di advertising spendacciona
L'economia va male? Le imprese possono sopravvivere solo grazie agli investimenti nei reparti IT. Microsoft lo dice con una nuova campagna di advertising spendacciona

In un ideale “stimulus” informatico rivolto alle aziende messe di fronte alla realtà dell’economia in crisi, Microsoft si appresta a spendere 150 milioni di dollari per ribadire che la tecnologie “è affare di tutti”, che sulla tecnologia non si può risparmiare ma che, al contrario, è la tecnologia (e quindi i PC, Windows, Office e quant’altro) a far risparmiare chi ne fa un uso adeguato, sempre maggiore e sempre migliore.

Milioni di dollari verranno spesi sulla stampa, in televisione, online per veicolare il messaggio “It’s Everybody’s Business” scelto da Redmond per rendere chiara ai professionisti l’idea chiave dell’information technology come opportunità per essere competitivi, per innovare soprattutto quando le risorse si riducono , il mercato conta i morti sul campo e i concorrenti si trasformano in sciacalli affamati delle carcasse avversarie.

Gayle Troberman, general manager dell’ Advertising and Customer Engagement Team di Redmond, sostiene che la campagna è “ideata per dimostrare come le aziende possano arrivare al successo mettendo a disposizione del proprio personale la giusta tecnologia”.

Nel caso specifico la giusta tecnologia la vende naturalmente Microsoft , e IEB farà in modo di far conoscere alla clientela di Redmond “la vasta gamma di soluzioni che siamo in grado di offrire”, come dice Troberman, “tra CRM, virtualizzazione, business intelligence, comunicazioni unificate, sicurezza, collaborazione e qualsiasi altra cosa possa fornire una funzionalità reale per permettere a tutti di avere un peso, non importa quale sia il loro ruolo nel business”.

La tecnologia insomma fa bene, ma se è prima marcata Microsoft, manco a dirlo, fa più bene. Troberman evidenzia poi la sostanziale differenza tra l’approccio business di IEB e quello consumer di “Ìm a PC”, campagna partita nel settembre scorso in risposta agli storici sfottò di Apple sulle (presunte) differenze intrinseche tra la “generazione Mac” e quella cresciuta a pane e Wintel (MS-DOS incluso).

“Questa è una campagna business-to-business” dice Troberman, “ed è diretta a chi deve prendere decisioni sul business e sulla tecnologia, laddove la campagna su Windows è piuttosto indirizzata ai consumatori. Qualcuno può voler comparare le due campagne, ma esse si rivolgono a target con audience differenti e hanno messaggi differenti da veicolare, con approcci completamente diversi”.

Alfonso Maruccia

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12 01 2009
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