Mixed Reality, Microsoft lavora con Samsung e non solo

Redmond si prepara al debutto della nuova versione di Windows 10 annunciando nuovi caschetti virtuali dei produttori OEM, una tecnologia che attira ancora investimenti nonostante lo scarso appeal sin qui dimostrato sull'utenza comune

Roma – Nel 2016 HTC Vive e Oculus Rift avrebbero dovuto cambiare il mondo informatico per sempre imponendo la realtà virtuale come una piattaforma tecnologica accolta con entusiasmo dall’utenza mainstream. Siamo nel 2017 e la realtà virtuale (o aumentata) continua a essere proposta come la “next big thing” dell’informatica per gli anni a venire, un movimento di marketing capitanano soprattutto da Microsoft e partner di terze parti che hanno ora annunciato nuovi prodotti per la prossima main release di Windows 10 .

Con l’arrivo del Fall Creators Update , infatti, l’OS-come-servizio integrerà una nuova piattaforma chiamata Windows Mixed Reality con l’obiettivo di offrire supporto completo ai caschetti per l’immersione nei mondi virtuali, l’interazione con avatar poligonali mischiati agli ambienti reali e le interfacce a pulsantoni fluttuanti nel bel mezzo del salotto di casa.


Accanto a Microsoft, una delle aziende interessate alle potenzialità (economiche) di Windows Mixed Reality è Samsung: il colosso coreano ha presentato HMD Odyssey , un caschetto dotato di doppio display AMOLED da 3,5″, 1.440×1.600 pixel a 90/60Hz, interfaccia HDMI 2.0+USB 3.0, angolo di visuale a 110°, sistema di sensori completo, cuffie AKG, microfono (per i comandi da impartire a Cortana) e un costo non popolarissimo da 500 dollari.


L’HMD di Samsung è in effetti equipaggiato con caratteristiche hardware superiori a quelle della concorrenza soprattutto sul fronte della risoluzione del display, la frequenza di refresh e le cuffie integrate. Per chi vuole spendere qualche decina di dollari (o di euro) in meno, invece, con Windows Mixed Reality arriveranno presto i caschetti e le interfacce di Acer , Dell , HP e Lenovo .


Microsoft scommette sulla sua realtà mista parlando di una ” nuova era ” dell’informatica, in maniera non dissimile da quanto avevano nel recente passato detto Oculus e HTC raccogliendo frutti piuttosto magri per lo sforzo. Ma a Redmond sono fortemente convinti della strada intrapresa, al punto da investire anche nell’acquisizione della startup AltspaceVR assieme alla sua tecnologia di “social chat” in virtualità.

Accanto a Microsoft c’è infine Intel, corporation storicamente legata a filo doppio al software di Redmond che scommette sul successo della Mixed Reality: Santa Clara è al lavoro su una nuova “esperienza” in virtualità (aumentata) da proporre agli spettatori delle prossime Olimpiadi invernali in Corea del Sud. La stessa cosa proposta dalla americana NBC in occasione delle Olimpiadi di Rio del 2016 , anche se nessuno se ne ricorda più.

Alfonso Maruccia

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  • uffa scrive:
    aiuto
    Mettere i taxi in mano a queste persone mi fa paura meglio continuare nel classico modo, hanno ben fatto a Londra a metterli al bando
  • bradipao scrive:
    non è il vero obiettivo
    Secondo me la causa verso Uber non è il vero obiettivo finale di Waymo, perchè non avrà mai la prova finale dell'utilizzo delle proprietà intellettuali sottratte da Levandowski. Finirà con un accordo extra-giudiziale moderatamente a favore di Waymo.Viceversa questa causa sui brevetti è servita per farsi dare da Uber una quantità incredibile di documenti incriminanti per la PROSSIMA causa, quella penale che avvierà contro Levandowski. Documenti che non avrebbe mai ottenuto denunciando subito Levandowski stesso.
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