Modalità Incognito di Chrome: Google a processo

Modalità Incognito di Chrome: Google a processo

Una giudice federale ha dichiarato ammissibile la class action promossa contro Google per il tracciamento con Chrome in modalità Incognito.
Una giudice federale ha dichiarato ammissibile la class action promossa contro Google per il tracciamento con Chrome in modalità Incognito.

Google dovrà rispondere davanti alla legge delle accuse mosse da tre utenti in relazione al tracciamento dei dati durante la navigazione in modalità Incognito con Chrome. L’azienda di Mountain View aveva tentato di evitare la discussione in tribunale, ma la giudice Lucy Koh ha deciso che la class action deve proseguire.

Chrome non ha informato correttamente gli utenti

La modalità Incognito di Chrome permette di navigare su Internet “in privato” perché il browser non salva la cronologia, i cookie e le informazioni inserite nei moduli. Si tratta quindi di una funzionalità che serve soprattutto per nascondere l’attività online ad altre persone che utilizzano lo stesso dispositivo. Non è assolutamente vero che garantisca la massima privacy, dato che è possibile risalire ai siti visitati.

Infatti quando l’utente attiva la modalità, Chrome mostra questa schermata:

La modalità Incognito di Chrome

Si legge chiaramente che l’attività online potrebbe essere visibile a siti web, provider Internet, al datore di lavoro o alla scuola. L’unico modo per evitare il tracciamento prevede l’uso di una VPN. Nonostante ciò alcuni utenti hanno avviato una class action da 5 miliardi di dollari contro Google.

La richiesta sembrerebbe piuttosto pretestuosa, ma la giudice Lucy Koh ha dichiarato che Google non ha informato gli utenti sulla raccolta dei dati durante la modalità di navigazione privata. Un portavoce di Google ha nuovamente evidenziato che “incognito” non significa “invisibile”:

Contestiamo fermamente queste affermazioni e ci difenderemo con forza. La modalità di navigazione in Incognito di Chrome offre la possibilità di navigare in Internet senza che l’attività venga salvata sul browser o dispositivo. Come affermiamo chiaramente ogni volta che viene aperta una nuova scheda in Incognito, i siti web potrebbero essere in grado di raccogliere informazioni sull’attività di navigazione durante la sessione.

Al momento non è possibile prevedere l’esito della class action. In passato è stato trovato un accordo tra le parti con il pagamento di una somma di denaro inferiore a quella chiesta dagli utenti.

Fonte: Bloomberg
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15 03 2021
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