Due attacchi all’abitazione di Sam Altman registrati nel giro di 48 ore, uno venerdì e l’altro domenica. Nel primo, un giovane di 20 anni ha lanciato una molotov contro la casa, nel quartiere di Russian Hill a San Francisco, mentre nel secondo una donna di 25 anni e un uomo di 23 anni hanno sparato verso l’edificio. Fortunatamente nessuno di è fatto male. Tutti e tre sono stati identificati e arrestati.
Due attacchi in 48 ore all’abitazione di Sam Altman
La polizia locale racconta che ieri mattina una berlina Honda è passata due volte davanti alla residenza, fermandosi nella seconda occasione. La persona seduta dal lato passeggero ha poi messo la mano fuori dal finestrino e ha sparato. Lo testimoniano sia le telecamere che hanno ripreso la targa sia il personale di sicurezza presente nell’area. Il CEO di OpenAI ha subito collegato l’accaduto alle tensioni che circondano le discussioni sull’intelligenza artificiale con un intervento sul proprio blog personale. Ecco un estratto.
Non tutto andrà per il meglio. La paura e l’ansia legate all’IA sono giustificate; stiamo assistendo al più grande cambiamento sociale degli ultimi tempi, forse di sempre. Dobbiamo garantire la sicurezza in modo adeguato, e questo non significa solo allineare un modello: abbiamo urgente bisogno di una risposta a livello sociale per essere resilienti alle nuove minacce. Ciò include, ad esempio, nuove politiche che aiutino ad affrontare una difficile transizione economica per costruire un futuro migliore.
Non è una visione poi così diversa da quella delineata nell’elenco di proposte pubblicato da OpenAI la scorsa settimana, una sorta di agenda politica per la democratizzazione dell’intelligenza artificiale e dei suoi benefici che include, tra le altre cose, la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni senza variazioni di stipendio. Di certo, l’intera industria deve iniziare a fare i conti con il malcontento provocato da alcune conseguenze dirette dell’impiego della tecnologia.