MPAA, guerra al Topolino dei link

L'industria cinematografica assolda opinionisti fantoccio per pubblicare interventi favorevoli all'estradizione del giovane admin di TVShack Richard O'Dwyer. Il suo caso non riguarderebbe affatto la libertà della Rete
L'industria cinematografica assolda opinionisti fantoccio per pubblicare interventi favorevoli all'estradizione del giovane admin di TVShack Richard O'Dwyer. Il suo caso non riguarderebbe affatto la libertà della Rete

“Questo caso non riguarda la libertà su Internet. Riguarda un uomo che ha guadagnato rubando”. Parola dei vertici della Motion Picture Association of America (MPAA), nel delicato processo che porterà il giovane studente britannico Richard O ‘Dwyer al cospetto delle autorità a stelle e strisce. Estradato per volere del Department of Justice (DoJ) per le attività illecite della sua piattaforma di indexing TVShack .

Hollywood ha così iniziato la sua personale propaganda per supportare l’estradizione autorizzata dal Segretario di Stato britannico Theresa May. O ‘Dwyer resterebbe un ladro del copyright, al di là della sua felpa adolescenziale – il riferimento di MPAA è al Mickey Mouse stampato davanti – e la vicinanza costante di una madre devastata dal dolore. Per non parlare delle petizioni avviate dal leader di Wikipedia Jimbo Wales.

Dettaglio curioso, la MPAA avrebbe assoldato una serie di opinionisti fantoccio per la pubblicazione online di editoriali e post in favore dell’estradizione dello studente di Sheffield . Nel Regno Unito, il 95 per cento degli intervistati in Rete si è dichiarato contrario al trasferimento dell’ admin di TVShack all’estero. Figure come la sua sarebbero deleterie per la libera circolazione dei contenuti legali. (M.V.)

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09 08 2012
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