Musica, gli artisti UK vogliono affittare i brani alle major

Si prepara una rivoluzione: musicisti di primo piano decidono di cambiare passo, di non aspettare le etichette e di muoversi in autonomia. Si preparano ad imporre nuove condizioni all'industria

Roma – La musica made in UK si coalizza: è ora di cambiare le normative sui diritti d’autore, di adeguarsi al mercato digitale. Sono oltre 60 i nomi riuniti a formare la Featured Artist Coalition , associazione nata tra gli artisti britannici e per gli artisti britannici. Tra nomi di assoluto rilievo si chiede a gran voce più controllo della propria musica e più voce in capitolo nelle strategie di marketing.

i Radiohead A formare la coalizione quasi tutto il meglio della musica britannica: Radiohead, Iron Maiden, Robbie Williams, Billy Bragg, David Gilmour, The Verve, Kaiser Chiefs, Paul Oakenfold, Travis… un coro di voci eccelse per cambiare il volto della musica odierna. Sabato scorso l’annuncio della joint venture di artisti, una forte risposta come reazione ai profondi cambiamenti subiti dall’industria musicale nell’ultimo decennio. In particolare l’associazione chiede che l’artista sia messo in primo piano nella negoziazione dei contratti derivati dalla flessibilità digitale che assume la musica , come ad esempio il settore delle suonerie musicali per cellulari e la distribuzione via Internet. Cambia il contesto della distribuzione, cambiano le regole: questa la filosofia alla base della FAC, sul cui sito web campeggiano i sei punti intorno ai quali deve essere incentrata la svolta.

FAC preme affinché i diritti delle produzioni rimangano ai musicisti, per poi poterli affittare successivamente alle label . Questa sarebbe una vera e propria rivoluzione, poiché ad oggi sono le etichette discografiche a detenere i diritti legati alla musica dei propri artisti. La FAC indica il modello tedesco tradizionale, nel quale si tende a far rimanere i diritti in mano agli artisti. Ma non solo: vogliono sapere cosa viene venduto, a chi e in che modo, in quale contesto e soprattutto sperano di ottenere una fetta più grande del ricavato. Vogliono dettare legge, piuttosto che essere sfruttati dalle major, diventando un punto di riferimento per tutti gli artisti, per garantire i diritti di tutti.

“La tecnologia digitale ha trasformato il modo in cui compriamo e ascoltiamo musica, alterando radicalmente i rapporti economici tra artisti e pubblico, ed il mondo del business che opera tra loro” – si legge sul sito della Featured Artist Coalition . “Gli artisti hanno bisogno di una voce collettiva che li rappresenti a tutti gli effetti e possa plasmare il futuro dell’industria”.

Effettivamente qualcosa è cambiato: la repentina ascesa del web ha inevitabilmente aperto nuovi mercati e nuovi scenari, rendendo spesso ambigui i rapporti tra artista e casa discografica. Semplificando, gli artisti hanno capito di poter sfruttare autonomamente i nuovi canali, mentre le major sono poco inclini a vedere intaccato il proprio campo d’azione. Ed è così che nascono esperimenti di web-marketing come nel caso dell’ ultimo disco dei Radiohead . Sempre più artisti tentano di uscire dagli schemi classici legati alla produzione e alla promozione degli album: l’hanno fatto i Marillion e i Nine Inch Nails , lo stanno facendo gli Oasis , senza contare il settore delle label indipendenti.

Vincenzo Gentile

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  • Umanoide69 scrive:
    scaricabarile
    "i genitori devono poter affidare i figli a schermi di qualsiasi foggia e dimensione e a contenuti distribuiti via cavo, via etere e online, sicuri di non doversi poi confrontare con un pargolo improvvisamente divenuto un sanguinario turpiloquente".Ovvero, i genitori devono sentirsi liberi di abbandonare i figli davanti alla televisione, tutto il giorno, sbattendosene allegramente e senza doversi preoccupare nemmeno di cosa vedano.E poi la colpa di chi è? Della televisione naturalmente.mondo boia
  • Nome e Cognome scrive:
    Ho visto proprio l'altro giorno...
    ... Demolition Man, non so se avete in mente di quale film si tratta.Ebbene, mi sembra che bene o male stiamo proprio andando in quella direzione. L'unica differenza?Semplice, l'emendamento 61 alla costituzione di cui parla il personaggio interpretato dalla Bullock e che è servito a fare eleggere Schwarzenegger alla presidenza non è ancora stato votato.Per ora il caro Schwarzi è ancora solo senatore.ciao, Leo
  • vistabuntu. wordpress. com scrive:
    ma mamma preoccupata
    dov'e'?
  • Homo Politicus scrive:
    bambini o di interessi economici?
    "Il sangue di pixel potrebbe assumere le sembianze di una meno spaventevole gelatina verde, improperi che non si addicono ad un pubblico di minori potrebbero temperarsi in imprecazioni delicate, sulle sequenze controverse dei film potrebbe calare l'ombra..."... notiziari cui dovesse sfuggire qualche informazione sui legami tra le famiglie Biush e Bin-Laden sarebbero trasformati in puntate dei Simpsons, velate critiche all'atteggiamento con cui l'Amministrazione regala i soldi dei contribuenti alle banche che li hanno truffati verranno convertiti in canzoncine che dicono che è colpa dell'Euro.........;-)
  • unaDuraLezione scrive:
    vietare ai minori non accompagnati
    contenuto non disponibile
  • lufo88 scrive:
    assurdo
    Si vuole dare una legge che dia ragione ai queli idioti che lasciano i propri figli davanti alla TV 24 ore su 24.BAH!
  • Antonio Macchi scrive:
    ecchesara' mai...
    perche' continuiamo a voler nascondere il sesso? a far finta che non esista?assurdo... i ragazzini hanno pulsioni sessuali, e -giustamente- vanno a vedersi le immagini erotichese non lo facessro... allora si' che sarebbe da preoccuparsi
  • Gengis Ghat scrive:
    tempi tristi
    -- censura automatizzata a favore dei minori --Chiamiamola per quella che è: "censura automatizzata a favore dell'idiozia di genitori che vivono fuori dal mondo".Qualcuno mi spieghi per favore che terribili traumi possa causare a un bambino imparare da un film che quando esce dell'emoglobina dal corpo di individuo quest'ultimo sta soffrendo e magari rischia di fare una brutta fine!Anzi, ci rendiamo conto che si rischia di far crescere dei bambini che ignorano persino le regole fondamentali della sopravvivenza, ovvero che abbiamo dentro di noi il sangue, che può essere fatto uscire e che se succede si rischia morire o quantomeno finire in ospedale?Perché i bambini devono crescere credendo che ferendosi esce della gelatina e che nessuno si fa niente e si torna poi a ridere felici e contenti?O forse si vuole una generazione di idioti convinti che scaricare bombe da 10.000 km di altezza contro i "terroristi" sia solo un gioco?Ecco, forse mi sono già risposto da solo...Che tristi tempi che viviamo, però.
    • 200 OK scrive:
      Re: tempi tristi
      La cosa divertente è che esistono dei rating per stabilire l'età minima consentita per usufruire di determinato materiale.Poi se genitori incoscienti comprano al figliolo minorenne un gioco VM18, reclamando poi dei contenuti, sono davvero dei babbei...Ma l'ipocrisia dilaga senza confini
    • Obi Lan Kenoby scrive:
      Re: tempi tristi
      Concordo sulla tristezza dei tempi.Mi ricordo un episodio di quando ero bambino, di quando la censura copriva ombelichi, i cowboy erano i buoni e gli indiani presi a fucilate cadevano da cavallo senza farsi male.Un mio vicino di casa perse il figlio, perche' si getto' dalla finestra tentando di emulare superman, con un mantello: mi ricordo benissimo che la cronaca dell'epoca diede la colpa "alla violenza", e non al fatto che quelo poveretto era da solo in casa dalla mattina.Mio figlio (cinque anni) ha visto da poco kung-fu panda, e da quel momento sta dando calci tipo air-kick a tutti i suoi nemici virtuali; mobili, ombrelliere, finestre ... e ... povera bestia, anche al mio/suo cane! Ho sempre pensato che queste manifestazioni no siano "cattiveria", ma e' semplicemente lo spirito donchisciottesco di un bambino, che vede nei mulini a vento dei giganti da sconfiggere (per lui la morte e' un concetto ancora astratto, l'eternita' a cinque anni dura lo spazio di una nottata).Ieri si e' preso da me un urlaccio, perche' aveva dato un calcio al cane: non gli ha fatto (troppo) male e la nostra fortunatamente e' una cagnola che e' una tata perfetta; ma ... mi sono reso conto che il limite e' stato raggiunto, e che deve capire dove finisce il gioco e inizia il rispetto. Ci ho poi parlato una ventina di minuti, non sono sicuro che abbia capito; credo mi abbia detto di si per farmi stare buono. Stasera ci riparlo; un cane che ha dedicato 15 anni della sua vita a sopportarci, ha diritto ad una vecchiaia tranquilla e ad un trapasso senza dolori.Il sangue degli indiani deve essere rosso, i bambini devono capire che quello che gli esce dalle ginocchia e' uguale a quello di un'altro bambino e anche a quello del "nemico": che se vuole puo' dare calci ad una sedia pensando che sia un orco, ma che deve avere rispetto di tutto quello che e' animato, piante incluse.Se i contenuti non sono adatti, beh ... non mi pare nemmeno il caso di farglieli vedere. Se una coltellata getta sangue verde da uno stomaco, diventa eticamente accettabile?
    • Giocatore110 scrive:
      Re: tempi tristi
      So di fare il precisino, ma...10000 km DI ALTEZZA???????????????????? :| :| :|
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