Musica online, iTunes meglio di Amazon

Secondo una ricerca di NPD, l'offerta musicale di Cupertino sarebbe più competitiva e più remunerativa del diretto concorrente. Critiche sulle offerte del giorno proposte da Amazon

Roma – Buone notizie per Apple in chiusura di 2010. Secondo una ricerca di mercato di NPD, iTunes mantiene il ruolo di leader nelle vendite musicali online , nonostante l’agguerrita concorrenza. Lo store di Cupertino dominerebbe il mercato musicale digitale con una percentuale del 66,2 per cento, seguita da Amazon che registra il 13,3 per cento nei primi tre quarti del 2010.

L’indagine di NPD sottolinea la capacità di Apple di gestire e incrementare il 63,2 per cento delle quote di mercato che iTunes raggiungeva nei primi mesi dell’anno, nonostante gli sforzi del suo concorrente diretto, Amazon, di incidere sulla comunità di utenti e di artisti in forza presso la Mela.
Secondo il Wall Street Journal , l’arretramento di Amazon rispetto ad Apple sarebbe avvenuta con il lancio del catalogo dei Beatles su iTunes Store .

Secondo i ricercatori, il pezzo forte offerto dall’azienda di Seattle sarebbero le promozioni chiamate Daily Deal , capaci, secondo gli addetti ai lavori, di minacciare l’egemonia di Apple al punto da costringere quest’ultima ad aumentare la pressione sui propri artisti temendo che possano cedere alle offerte convenienti del competitor.

Per molti distributori di contenuti, la strategia di Amazon di vendere gli album a prezzi bassi (fino a 3,99 dollari ciascuno) ha avuto un successo modesto dal momento che l’azienda la offre in perdita. Secondo gli esperti, infatti, la società di Jeff Bezos, il più delle volte, pagherebbe a prezzo pieno (circa 7 o dollari) le sue proposte di convenienza quotidiane.

Pete Baltaxe, a capo del negozio di musica digitale di Amazon, difende le scelte della dirigenza e considera il Daily Deal “un’ottima soluzione per rendere gli utenti entusiasti di provare Amazon”. I tratti caratteristici e distintivi delle due proposte, secondo Justin Edmund, docente presso la Carnegie Mellon University , sarebbero la maggior ampiezza del catalogo della Mela contrapposta alla convenienza economica delle offerte Amazon.

Cristina Sciannamblo

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  • v67 scrive:
    MA cosa centra la UE?
    Entrambe le aziende sono Americane, è vero che potrebbero avere un effettivo guadagno rispetto la concorrenza, ma di fatto MCAFEE a livello enterprise non ha rivali, comunque la UE non ci può metter naso, al massimo potrà vietare a determinati chipset futuri "provenienti dalla fusione" l'ingresso nel mercato Europeo, ma di certo non si può opporre alla fusione, non ne ha il potere!!!
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