Musica, tra cinque anni il crollo del CD?

Il regno fin qui incontrastato dei dischetti di plastica che diffondono musica in tutto il mondo è destinato ad entrare in crisi nel breve volgere di un lustro. Il futuro sono bit che si diffondono nell'etere elettronico. Tutti i dati
Il regno fin qui incontrastato dei dischetti di plastica che diffondono musica in tutto il mondo è destinato ad entrare in crisi nel breve volgere di un lustro. Il futuro sono bit che si diffondono nell'etere elettronico. Tutti i dati


Londra – La rivoluzione elettronica che tutto travolge ha nel mirino il compact disc. Entro cinque anni il download via Internet di musica avrà superato i volumi di distribuzione musicale che la floridissima industria del CD ha fin qui garantito in tutto il mondo. Questo cambiamento epocale avrà effetti molteplici su industria, produzione, prezzi.

A dare i numeri di un’evoluzione da lungo tempo prevista dagli esperti, sono gli osservatori di Jupiter Research , società di ricerca che da tempo si occupa nello specifico del download digitale.

Nel 2009, sostengono gli analisti nel rapporto annuale redatto dall’azienda, gli utenti internet europei compreranno musica via Internet per un totale di almeno 836 milioni di euro , spendendo in download e in abbonamenti a servizi di streaming.

Il rapporto non prende in considerazione quanto avviene o avverrà al di fuori dei jukebox ufficiali e all’interno delle grandi reti di scambio peer-to-peer . Va anche detto che nelle considerazioni di Jupiter non hanno trovato posto le suonerie musicali , che oggi costituiscono un mercato esplosivo.

Ad ogni modo, i numeri raccolti significano che le entrate derivanti da musica diffusa sul medium elettronico costituiranno l’8 per cento del mercato musicale europeo , stimato in 10,2 miliardi di euro. Da segnalare che le stime di Jupiter cozzano con quelle di Forrester Research , secondo cui nel 2009 le vendite digitali costituiranno non l’8 ma il 30 per cento del mercato complessivo, che però non supererà per valore i 3,5 miliardi di euro. Oggi le stime delle vendite online per il 2004 si fermano a 46,3 milioni di euro.

L’idea fondamentale che permea il rapporti di Jupiter è che il mercato digitale, per quanto importante, nel complesso del settore rimarrà ancora a lungo un mercato di nicchia , abitato da un’esplosione di lettori portatili e altri dispositivi sparamusica ma ancora per diversi anni inferiore nei volumi al fin qui sempreverde CD. “La vendita online di musica – hanno spiegato gli analisti – costituirà una fonte di reddito importante, ma ancora ci vorrà tempo prima che rimpiazzi il CD”.

Il “sorpasso” potrebbe essere guidato, spiegano gli esperti, proprio da dispositivi come l’ iPod di Apple , che costituiscono un traino per il mercato elettronico.

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28 09 2004
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