Musica usata, ma non digitale

Nella sentenza di un giudice newyorchese, la piattaforma ReDigi non può invocare i principi della rivendita dell'usato per distribuire brani legalmente acquistati. Le major devono infatti fornire la propria autorizzazione

Roma – Il principio del mercato di seconda mano non può essere applicato alla musica digitale, in quella zona grigia della cosiddetta first sale doctrine applicata ai beni digitali. Confermata da un giudice federale di New York, la sconfitta della piattaforma ReDigi – già autodefinitasi il primo mercato online per la musica digitale usata – apre il fronte delle polemiche nell’impianto legislativo statunitense.

Richiamando la storica sentenza nel caso Napster, il giudice newyorchese ha dato ragione alle grandi etichette discografiche nel momento in cui la distribuzione non autorizzata dei file musicali su Internet rappresenta una chiara violazione del diritto d’autore . Al centro del contenzioso tra la Recording Industry Association of America (RIAA) e i responsabili di ReDigi, la distribuzione di brani legalmente acquistati dagli utenti.

Da iTunes ad Amazon, i file acquistati legalmente dagli utenti possono essere rivenduti online al mercato digitale di seconda mano? Stando alla decisione del giudice di New York, le attività legate alla distribuzione resale dovrebbero essere soggette all’autorizzazione dei legittimi detentori dei diritti . Dunque legate al benestare di major che già hanno beneficiato dal primo acquisto sulle piattaforme online.

La normativa statunitense ha un corrispettivo in Europa nel principio dell’ esaurimento del diritto di distribuzione , in base al quale l’acquirente può legittimamente regalare o vendere un prodotto protetto da proprietà intellettuale . Citando la Direttiva 2011/29/CE : “La prima vendita nella Comunità dell’originale di un’opera o di sue copie da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il contenuto del diritto di controllare la rivendita di tale oggetto nella Comunità”.

In risposta alla sentenza del giudice di New York, i vertici di ReDigi hanno sottolineato come la sola versione 1.0 del servizio possa risultare oggetto della contesa legale con la RIAA. Quella attuale, la 2.0, sarebbe perfettamente in regola con le disposizioni pretese dalle etichette discografiche . Per la prima beta del servizio statunitense ci sarà un ricorso in appello per evitare di dover ricompensare in termini pecuniari i discografici.

Mauro Vecchio

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  • iRoby scrive:
    Brevetto il nick
    Vado a brevettare il mio nick, si sa mai che Apple mi faccia causa...Comunque anche i cinesi ci sguazzano parecchio con gli equivoci...ePad Mini: http://2offer.net/7-epad-mini-android-tablet/
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Brevetto il nick
      - Scritto da: iRoby
      Comunque anche i cinesi ci sguazzano parecchio
      con gli
      equivoci...
      ePad Mini:
      http://2offer.net/7-epad-mini-android-tablet/
      2013
      Android 2.3
      2GB
      fotocamera da 0.3 mega pixel
      4 ore di carica, quindi realisticamente 2.5/3
      novantotto dollariSondaggio: Questo secondo voi conta più come furto con destrezza o come circonvenzione di incapace?
      • Funz scrive:
        Re: Brevetto il nick
        - Scritto da: Nome e cognome

        2013

        Android 2.3

        2GB

        fotocamera da 0.3 mega pixel

        4 ore di carica, quindi realisticamente 2.5/3

        novantotto dollari

        Sondaggio: Questo secondo voi conta più come
        furto con destrezza o come circonvenzione di
        incapace?Se sei un macaco analfabeta, entrambi.Altrimenti, ottieni quello per cui hai pagato, semplicemente.
        • Leguleio scrive:
          Re: Brevetto il nick
          Colgo l'occasione per ricordare che i prezzi alti, purché chiaramente indicati, non costituiscono reato in nessun sistema che sia diverso dai regimi a guida comunista (che sono sempre di meno).Alcuni problemini si potrebbero verificare in caso di aumenti vertiginosi da un giorno all'altro, ma l'aumento è un valore matematico calcolabile. Il prezzo di un bene o di un servizio, no: decide il mercato, come ha spiegato Altan:http://tinyurl.com/cxm9orp-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 aprile 2013 14.38-----------------------------------------------------------
          • Jacopo scrive:
            Re: Brevetto il nick
            - Scritto da: Leguleio
            Colgo l'occasione per ricordare che i prezzi
            alti, purché chiaramente indicati, non
            costituiscono reato in nessun sistema che sia
            diverso dai regimi a guida comunista (che sono
            sempre di
            meno).

            Alcuni problemini si potrebbero verificare in
            caso di aumenti vertiginosi da un giorno
            all'altro, ma l'aumento è un valore matematico
            calcolabile. Il prezzo di un bene o di un
            servizio, no: decide il mercato, come ha spiegato
            Altan:

            http://tinyurl.com/cxm9orp
            --------------------------------------------------
            Modificato dall' autore il 03 aprile 2013 14.38
            --------------------------------------------------Grazie per l'inutile intervento! ;)
          • Leguleio scrive:
            Re: Brevetto il nick
            - Scritto da: Jacopo

            Grazie per l'inutile intervento! ;)Ti faccio eco: grazie a te.Costa così poco...
          • Legumeleio scrive:
            Re: Brevetto il nick
            - Scritto da: Leguleio
            Nella lingua comune con calmiere si intende un
            intervento grossolano e generalizzato. Nulla
            contro questi interventi di tipo chirurgico,
            purché siano appunto circoscritti e giustificati
            da circostanze oggettive.no, nella lingua comune si intende "Prezzo massimo di vendita (anticamente detto meta), fissato in via amministrativa, in genere per beni di largo consumo particolarmente rilevanti dal punto di vista sociale"http://www.treccani.it/enciclopedia/calmiere/


            Per tutti gli altri tipi di pane, c'era

            libertà


            di prezzo e concorrenza fra panetterie.



            appunto, come vedi, a differenza di quanto
            avevi

            dichiarato, i prezzi alti in alcuni casi
            sono
            un

            reato

            O piuttosto erano.il che non cambia quanto detto sopra


            i libri di testo??? scusa ma dov'è che si
            sarebbe

            parlato di libri di

            testo?

            Qui hai ragione tu. :s
            Ho incrociato questa discussione con un'altra. :pmi sembrava, mi sono riletto news e commenti alla disperata ricerca di pane.







            di



            solito si usa (o andrebbe usata)

            quando,

            per



            uscire da una crisi, si spende a
            deficit


            (cosa



            che non puoi fare con moneta non

            sovrana

            come



            l'euro) svalutando la moneta; con
            la



            calmierazione, puoi garantire che i

            beni

            di


            prima



            necessità non subiscano elevati
            aumenti

            di



            prezzo, a causa della



            svalutazione.





            Allora, ho la febbre a 38 °C, ma

            truccando


            la scala del termometro vien fuori 36,8

            °C,




            <B
            sembro </B
            sano. Ecco

            l'unico


            effetto della svalutazione


            monetaria.



            questa è una colossale fesseria, la
            svalutazione

            del 1992 ci permise di uscire da una

            crisi

            Quando non c'è altro da fare, in effetti, la
            svalutazione è una scelta obbligata. Ma
            presentarla come una cosa positiva equivale a
            dire "che bella la chemioterapia!"; "che gioia,
            mi hanno amputato una gamba!".perdonami ma perchè? dal punto di vista economico la svalutazione della moneta corrente di una nazione, rispetto ad altre valute, non è un male di per se, dipende dal tipo di economia in questione, se è più basata sugli export allora svalutare un po la moneta è positivo, viceversa se si importa più di quanto si esporta può essere negativo (ma non necessariamente, ad esempio pur essendo l'Italia una nazione che importa molto, nell'ambito di una crisi ci ha fatto molto bene svalutare)


            L'ultima che avvenne in Italia fu il 13

            settembre


            1992, io me la ricordo bene. Chiedi agli

            italiani


            che allora c'erano, se ancora se ne

            ricordano,

            se


            erano contenti che da un giorno
            all'altro
            i

            soldi


            che avevano in tasca (o in banca)
            valevano

            il

            20


            % in meno.


            :|



            altra mega fesseria, la svalutazione (dal
            20%
            al

            30% a seconda della valuta di riferimento)
            che
            si

            scelse di fare nel 1992 riguardava lo
            scambio
            con

            altre valute, non il potere d'acquisto,
            difatti
            a

            fronte di una pesante svalutazione,
            l'inflazione

            anzichè crescere

            diminuì

            Le svalutazioni sul potere d'acquisto della
            valuta nazionale su prodotti nazionali non
            esistono. Io, almeno, non ne ho mai sentito
            parlare.infatti non ho parlato di prodotti nazionali, ma di perdità di potere d'acquisto in generale (ovviamente riferita ai prodotti importati)
            Tornando alla lira: i beni importati costarono il
            20 % o il 30 % in più. Certo i beni di largo
            consumo non erano quasi mai importati, per questo
            la manovra non provocò grandi contraccolpi
            sull'inflazione (peraltro già alta di suo). questa è un'altra fesseria, i beni importati non subirono un aumento del 20/30% al pubblico, semplicemente perchè noi, riguardo i beni di largo consumo, importiamo prevalentemente materie prime, e non è detto che il prezzo finale di un prodotto aumenti, all'aumentare di alcune materie prime necessarie per costruirlo; vale la legge della domanda e dell'offerta, se c'è crisi e disoccupazione, la gente non ha soldi da spendere, quindi nonostante un prodotto costi ad un imprenditore di più, il prezzo d'acquisto finale non sale perchè la domanda è bassa.L'unica grossa eccezione è il petrolio, ma visto che il prezzo al consumatore è per la stragrande maggioranza composto da accise, non varia più di tanto anche in presenza di una forte svalutazione.
            Ma qualunque italiano che
            passasse la frontiera con la Francia, la
            Svizzera, l'Austria e la Slovenia si rendeva
            conto che aveva in tasca, da un giorno all'altro,
            biglietti che valevano dal 20 % al 30 % in
            meno.assolutamente, mai detto il contrario, ma il rovescio della medaglia è che l'export subisce un'enorme spinta in avanti e l'economia cresce

            A dimostrazione di questo ci sono i dati

            inconfutabili del fondo monetario europeo
            che,

            come ho dimostrato, testimoniano che a quei
            tempi

            l'inflazione scese anzichè

            salire.

            L'inflazione italiana la misura l'ISTAT. Che
            c'entra il fondo monetario
            europeo?scusa, errore mio, intendevo scrivere fondo monetario internazionale, in particolare le edizioni 2010-2012 del International Financial Statistics(quindi dati attendibili)


            Lo stesso Monti che oggi paventa disastri

            inflattivi, a fronte di un'uscita dall'euro e

            della relativa svalutazione, a suo tempo
            dichiarò

            che la svalutazione ci aveva fatto

            bene:


            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r

            Monti, a
            distanza di un anno (l'intervista la rilasciò nel
            1993) constata che alcuni effetti temuti della
            svalutazione non ci sono stati. Meglio così.appunto
            Ma
            non nasconde che alla vigilia del 13 settembre
            1992 lui era fra quelli che sostenevano il cambio
            fissoinfatti questo dimostra quanto poco sia lungimirante ed affidabile (per non dire peggio) il suo giudizio
          • Leguleio scrive:
            Re: Brevetto il nick
            - Scritto da: Legumeleio
            no, nella lingua comune si intende "Prezzo
            massimo di vendita (anticamente detto meta),
            fissato in via amministrativa, in genere per beni
            di largo consumo particolarmente rilevanti dal
            punto di vista
            sociale"
            http://www.treccani.it/enciclopedia/calmiere/Prendo atto di questa definizione. Ma l'opportunità di un calmiere dipende molto da come lo si fa. Alcuni giorni fa in una discussione ho ricordato cosa avesse significato il contratto di equo canone nel mercato degli affitti a partire dal 1978: la scomparsa, da un giorno all'altro, delle case in affitto. O vendita, o sotto i ponti. I proprietari di case non erano benefattori, guarda che strano.L'equo canone era un calmiere, di fatto. Quattro anni dopo venne parzialmente aggirato con i contratti di affitto ad uso foresteria. E in seguito abolito.


            questa è una colossale fesseria, la

            svalutazione


            del 1992 ci permise di uscire da una


            crisi



            Quando non c'è altro da fare, in effetti, la

            svalutazione è una scelta obbligata. Ma

            presentarla come una cosa positiva equivale a

            dire "che bella la chemioterapia!"; "che
            gioia,

            mi hanno amputato una gamba!".
            perdonami ma perchè? dal punto di vista economico
            la svalutazione della moneta corrente di una
            nazione, rispetto ad altre valute, non è un male
            di per se, dipende dal tipo di economia in
            questione, se è più basata sugli export allora
            svalutare un po la moneta è positivo, viceversa
            se si importa più di quanto si esporta può essere
            negativo (ma non necessariamente, ad esempio pur
            essendo l'Italia una nazione che importa molto,
            nell'ambito di una crisi ci ha fatto molto bene
            svalutare)Mi riferisco alla svalutazione decisa il 13 settembre 1992, di fatto con decreto governativo. L'Italia uscì dallo Sme per ben 4 anni proprio quel giorno. E secondo me ci rientrò per miracolo.Altre forme di svalutazione più sottili, che l'Italia attuava da decenni, andrebbero discusse a parte. Ma erano cose diverse.

            Le svalutazioni sul potere d'acquisto della

            valuta nazionale su prodotti nazionali non

            esistono. Io, almeno, non ne ho mai sentito

            parlare.

            infatti non ho parlato di prodotti nazionali, ma
            di perdità di potere d'acquisto in generale
            (ovviamente riferita ai prodotti
            importati)E quella c'è stata. Solo che l'inflazione rileva pochissimo i valori di certe merci all'ingrosso.L'aumento (temuto) dell'inflazione fu contenuto soprattutto dalla svalutazione di altre valute Sme (Peseta, Sterlina irlandese) e dal dollaro, con cui si pagavano la maggior parte delle merci, che in quel periodo era in costante discesa.Ma non sempre va così.

            Tornando alla lira: i beni importati
            costarono
            il

            20 % o il 30 % in più. Certo i beni di largo

            consumo non erano quasi mai importati, per
            questo

            la manovra non provocò grandi contraccolpi

            sull'inflazione (peraltro già alta di suo).

            questa è un'altra fesseria, i beni importati non
            subirono un aumento del 20/30% al pubblico,
            semplicemente perchè noi, riguardo i beni di
            largo consumo, importiamo prevalentemente materie
            prime, e non è detto che il prezzo finale di un
            prodotto aumenti, all'aumentare di alcune materie
            prime necessarie per costruirlo; vale la legge
            della domanda e dell'offerta, se c'è crisi e
            disoccupazione, la gente non ha soldi da
            spendere, quindi nonostante un prodotto costi ad
            un imprenditore di più, il prezzo d'acquisto
            finale non sale perchè la domanda è
            bassa.Fin qui ti seguo.
            L'unica grossa eccezione è il petrolio, ma visto
            che il prezzo al consumatore è per la stragrande
            maggioranza composto da accise, non varia più di
            tanto anche in presenza di una forte
            svalutazione.Ripescare dati relativi a quel periodo non è facile. Che l'Italia dovesse pagare più care le materie prime è però matematico. Furono compensate dalla discesa del dollaro.

            Ma qualunque italiano che

            passasse la frontiera con la Francia, la

            Svizzera, l'Austria e la Slovenia si rendeva

            conto che aveva in tasca, da un giorno
            all'altro,

            biglietti che valevano dal 20 % al 30 % in

            meno.

            assolutamente, mai detto il contrario, ma il
            rovescio della medaglia è che l'export subisce
            un'enorme spinta in avanti e l'economia
            cresceNon sono ricette da ripetere. Non è automatico. Può andare bene, come nel 1992, ma può andare molto, molto male.
            Ma
            non nasconde che alla vigilia del 13 settembre
            1992 lui era fra quelli che sostenevano il cambio
            fisso
            infatti questo dimostra quanto poco sia lungimirante ed affidabile (per non dire peggio) il suo giudizioBe', ma allora perché lo citi? ;-)Lo hai tirato fuori tu dal cilindro.
        • Nome e cognome scrive:
          Re: Brevetto il nick
          - Scritto da: Funz
          - Scritto da: Nome e cognome



          2013


          Android 2.3


          2GB


          fotocamera da 0.3 mega pixel


          4 ore di carica, quindi realisticamente
          2.5/3


          novantotto dollari



          Sondaggio: Questo secondo voi conta più come

          furto con destrezza o come circonvenzione di

          incapace?

          Altrimenti, ottieni quello per cui hai pagato,
          semplicemente.E' esattamente questo il problema: non per fare l'Enjoy della situazione, ma ci sono tablet cinesi con caratteristiche un BEL po' più al passo coi tempi venduti allo stesso prezzo al pubblico, tipo i Mediacom da 7 pollici; o, se vogliamo vederla dall'altro punto di vista, ci sono tablet cinesi con le stesse caratteristiche dell'ePad di cui sopra, che però costano la metà.Poi vabbè, siamo su PI, quindi HURR HURR I MAKAKI.
  • Lord Kap scrive:
    Mah...
    In effetti è un po' troppo. Se si lascia brevettare anche quello...
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