MWC 2019: Qualcomm, i tempi sono maturi, 5G is Here

MWC 2019: Qualcomm, i tempi sono maturi, 5G is Here

Le prime iniziative di Qualcomm legate a ricerca e sviluppo in tema 5G sono state messe in campo nel lontano 2006: un lungo percorso d'innovazione.
MWC 2019: Qualcomm, i tempi sono maturi, 5G is Here
Le prime iniziative di Qualcomm legate a ricerca e sviluppo in tema 5G sono state messe in campo nel lontano 2006: un lungo percorso d'innovazione.

Se lato consumer a monopolizzare la scena al MWC 2019 sono i dispositivi pieghevoli e le soluzioni studiate dai produttori per sperimentare nuovi form factor, il filo conduttore della fiera è senza alcun dubbio il 5G. Non a caso nello slogan della kermesse (Intelligent Connectivity) si cela un riferimento diretto a una nuova era della connettività. Tra coloro determinati a giocare un ruolo da protagonista in questa evoluzione-rivoluzione dei network mobile c’è anche Qualcomm.

Qualcomm, roadmap per il 5G

La roadmap del gruppo relativa al 5G è quella che abbiamo avuto modo di discutere nei mesi scorsi con Rahul Patel (Senior Vice President and General Manager Connectivity & Networking) in occasione del Broadband World Forum andato in scena a Berlino. Un percorso arrivato ora a concretizzarsi con l’accensione delle prime infrastrutture che compongono i network di nuova generazione, ma che affonda le proprie radici in un passato ormai lontano. Ne ha parlato Enrico Salvatori (Senior Vice President & President di Qualcomm Europe), nel corso di un intervento andato in scena a Barcellona, nella cornice del Mobile World Congress.

La fase di ricerca e sviluppo ha preso il via nell’ormai lontano 2006 (per capire quanto sia distante è sufficiente pensare che allora YouTube spegneva la sua prima candelina). Dopo un decennio trascorso tra prototipi e partnership finalizzate alla definizione di standard si è giunti nel 2016 all’annuncio dello Snapdragon X50, modem ora integrato nei primi device compatibili con il 5G destinati al mercato. Lo step successivo prende il nome di Snapdragon X55 ed è stato svelato nelle scorse settimane.

Un percorso comune

Sul palco, Salvatori è stato affiancato da Marc Allera (CEO dei brand consumer di BT) e Carl Pei (co-fondatore OnePlus), quest’ultimo con una t-shirt rossa “5G is Here”, a testimonianza di come la strada verso il futuro della connettività non sia da percorrere in solitaria. Dev’essere, per forza di cose, un cammino condiviso, comune, che passa da collaborazioni e sinergie tra chipmaker, operatori, produttori e ogni altro protagonista del settore.

Carl Pei, co-fondatore OnePlus

L’appuntamento ha costituito un’ennesima occasione per ribadire quanto la velocità, pur importante, non sia il vero punto di forza del 5G, la discriminante utile per parlare di rivoluzione anziché di evoluzione. La latenza sempre più ridotta rappresenterà il principale driver dell’innovazione, abilitando soluzioni, servizi e applicazioni fino ad oggi solo immaginabili, andando a toccare non solo gli ambiti della comunicazione o della gestione dati, ma anche l’industria (si pensi a robotica e intelligenza artificiale), la sicurezza (monitoraggio e analisi in tempo reale di ogni tipo di scenario), l’automotive (self-driving car, V2V, V2I ecc.), le smart home e il segmento IoT solo per fare alcuni esempi.

Carl Allera (BT EE), Enrico Salvatori (Qualcomm), Carl Pei (OnePlus)

Un punto di partenza, non un traguardo

Ciò che emerge da padiglioni, corridoi e sale meeting del MWC 2019 è che il rollout dei network di nuova generazione sia un punto di partenza anziché un traguardo raggiunto. L’accensione di infrastrutture, antenne e small cell fungerà da starter per la corsa allo sviluppo di soluzioni studiate in modo da soddisfare specifiche esigenze, nel territorio consumer, in quello enterprise e più in generale pensate per andare a integrarsi in modo profondo nella vita di tutti i giorni, di tutti noi.

Il 5G sarà la piattaforma, il terreno fertile in cui coltivare l’innovazione, costituirà le fondamenta sulle quali edificare una nuova era per la connettività. Non andrà a sostituire o rimpiazzare tecnologie e standard come 4G o WiFi, ma a potenziarne la portata, a integrarle e completarle. In questi giorni a Barcellona si parla di cloud, intelligenza artificiale ed edge computing, con le reti di nuova generazione a fungere da fattore abilitante.

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Pubblicato il
25 feb 2019
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