Nascono sopra la tastiera

Sono piccoli, hanno tre, quattro o cinque anni, imparano a usare il PC prima di imparare a leggere, considerano il digitale e Internet alla stregua del mondo fisico. Sono soprattutto americani
Sono piccoli, hanno tre, quattro o cinque anni, imparano a usare il PC prima di imparare a leggere, considerano il digitale e Internet alla stregua del mondo fisico. Sono soprattutto americani


Washington (USA) – Esistono hacker in tutte le famiglie: i bambini, spinti da una innata curiosità e passione per tutto ciò che è affascinante. E cosa c’è di più affascinante, per un bimbo, se non innumerevoli tasti da schiacciare e coloratissime immagini da vedere? Non c’è quindi da stupirsi leggendo i risultati dell’ ultimo studio condotto dal Ministero per l’Educazione degli USA: l’attuale generazione di giovani americani ha la tecnologia nel sangue .

Non sanno ancora leggere, ma utilizzano il computer e la connessione ad Internet per guardare cartoni animati e seguire lezioni interattive online. Un fenomeno che coinvolge addirittura il 23% dei piccoli d’età compresa tra i 3 ed i 5 anni, tanto che il governo di Washington ne ha immediatamente approfittato per ribadire l’importanza delle piattaforme informatiche nei processi didattici. Utilizzando i servizi messi a disposizione da appositi siti web, i piccoli informatici possono esercitarsi nel riconoscere le lettere dell’alfabeto, imparare i fondamenti della logica e le basi della calligrafia. L’indagine ha messo in evidenza che circa l’80% dei bambini in età da asilo riesce complessivamente a destreggiarsi con mouse e tastiera sia in famiglia che a scuola, essendoci entrato in contatto a partire dal terzo anno di età.

I più piccoli, secondo la ricerca statunitense, sembrano aver sviluppato una sorta di istinto naturale per l’alta tecnologia. Un fenomeno dovuto all’ubiquità del digitale: una responsabile del Ministero dell’Educazione, Susan Patrick, spiega il fenomeno dicendo che “i bambini non riescono a discernere la differenza tra lezioni frontali ed Internet, perché sono nati nell’età dell’informatica e percepiscono queste tecnologie come parte integrante della loro esistenza”.

Questo insolito istinto, coltivato da un accurato programma nazionale di alfabetizzazione informatica, è così uno dei tanti effetti scaturiti dalla larghissima diffusione di informatica ed Internet: oltre l’80% delle case americane è dotato di un PC connesso alla Rete, mentre in tutte le scuole del paese c’è un computer ogni cinque alunni. L’uso di tecnologie informatiche coinvolge addirittura il 97% degli studenti americani al momento della scuola superiore. Cifre che fanno riflettere, specialmente perché noi italiani rimaniamo indietro anche in questo caso: il 40% degli studenti italiani oltre i 14 anni non utilizza mai nè computer nè Internet (fonte: Federcomin-ANIE).

Tommaso Lombardi

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07 06 2005
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