Navalny si scaglia contro Google, Apple e Telegram

Navalny si scaglia contro Google, Apple e Telegram

L'attivista ha scelto Twitter per esprimere il proprio disappunto nei confronti delle tre società, ritenute complici di Putin e del Cremlino.
L'attivista ha scelto Twitter per esprimere il proprio disappunto nei confronti delle tre società, ritenute complici di Putin e del Cremlino.

La scorsa settimana, alla vigilia delle elezioni presidenziali in Russia, l'applicazione promossa da Alexei Navalny è improvvisamente scomparsa dagli store ufficiali di Google e Apple, impedendone così di fatto il download agli utenti dei dispositivi Android e iOS. Un software messo a punto con l'obiettivo di informare i cittadini e invitarli a esprimere un “voto intelligente”, opponendosi al partito RU (Russia Unita) che da ormai due decenni detiene la maggioranza assoluta nel paese e che anche questa volta è uscito a testa alta dalle urne con il 54,2% delle preferenze.

L'attivista russo contro le Bit Tech

La replica dell'attivista non si è fatta attendere molto ed è stata affidata al profilo Twitter, chiamando in causa direttamente i due colossi statunitensi. Navalny si dice sorpreso per il comportamento accondiscendente nei confronti della fazione politica che sostiene il presidente Vladimir Putin.

I giganti Apple e Google hanno accolto le richieste del Cremlino e rimosso la nostra applicazione dai loro store. Il mio amato YouTube ha rimosso i nostri video e la messaggistica di Telegram bloccato i nostri bot.

In alcuni post anche la presunta rivelazione, da parte delle due società, di un elenco di dipendenti da arrestare poiché ritenuti colpevoli di azioni non allineate alla volontà del Cremlino. Un'accusa ad ogni modo da verificare.

So che molti di coloro che lavorano in Google, Apple ecc. sono onesti, delle buone persone. Li esorto a non sostenere codardia dei loro boss.

Navalny non risparmia nemmeno Telegram e il suo numero uno Pavel Durov, attribuendogli la responsabilità di aver bloccato alcuni bot gestiti dal suo movimento all'interno dell'app.

Non posso fare a meno di meno di dire che sono terribilmente turbato e deluso da Pavel Durov di Telegram. Non mi sarei mai aspettato di vederlo nella lista dei “blocker” di Putin.

Al momento non si registrano dichiarazioni in merito da parte delle società citate, le allegheremo eventualmente a questo articolo.

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