Nel futuro di OLPC c'è ARM

A sostenerlo è la mente del progetto, il professore del MIT Nicholas Negroponte. Che adduce questioni di consumi per giustificare la transizione. E lascia trapelare la possibilità che il nuovo XO monti una versione speciale di Windows
A sostenerlo è la mente del progetto, il professore del MIT Nicholas Negroponte. Che adduce questioni di consumi per giustificare la transizione. E lascia trapelare la possibilità che il nuovo XO monti una versione speciale di Windows

La prima versione di XO, il famoso mini notebook di OLPC (One Laptop per Child) dedicato ai paesi in via di sviluppo, monta una CPU x86 di AMD : ma il modello di prossima generazione, l’ XO-2 , potrebbe abbandonare l’architettura x86 per abbracciare quella ARM. A rivelarlo è il presidente di OLPC, Nicholas Negroponte, che ha giustificato questa decisione con la volontà di tagliare ulteriormente i consumi del proprio laptop.

OLPC “Il nostro attuale XO-1 assorbe in media 5 watt, e sebbene molte persone pensino che questo sia un livello di consumo straordinariamente basso, noi pensiamo che rappresenti il nostro più grosso problema”, ha spiegato Negroponte in una recente intervista.

Con il prossimo XO, OLPC intende ampliare significativamente le funzionalità del proprio portatilino, ma senza che ciò vada a scapito dell’autonomia : una lunga durata della batteria è un fattore cruciale in luoghi, come molti villaggi dell’Africa, dove l’energia elettrica scarseggia o manca del tutto, e spesso l’unica fonte di alimentazione è data da generatori eolici o fotovoltaici.

Rispetto al processore Geode da 433 MHz montato sull’XO di prima generazione, gli esperti affermano che le CPU ARM più recenti possono fornire maggiore potenza di elaborazione, maggiori funzionalità integrate (motore grafico più potente, connettività wireless, accelerazione Java, funzioni crittografiche ecc) e una più avanzata tecnologia di power management. Nel complesso, dunque, la speranza di Negroponte è realizzare un XO-2 più potente e completo ma, allo stesso tempo, capace di consumare persino meno energia di quello attuale .

Ma il famoso guru americano dell’hi-tech ha un’ambizione ancora più grande: convincere Microsoft a sviluppare una versione desktop di Windows per processori ARM . È noto come la versione mobile di Windows supporti da sempre l’architettura ARM, ma per i suoi laptop OLPC necessita di un sistema operativo più completo , capace di far girare alcune delle applicazioni desktop più diffuse e supportare le classiche periferiche per PC.

Portare Windows sulla piattaforma ARM non appare un progetto tanto semplice: il kernel alla base di Windows Mobile è infatti profondamente diverso da quello di XP, Vista o Seven , e dunque una versione ARM di questi ultimi andrebbe riscritta praticamente da zero . Nonostante ciò, Negroponte appare sorprendentemente ottimista .

“Dovremmo lanciare il primo esemplare di XO-2 tra un periodo di tempo compreso fra 12 e 18 mesi”, ha spiegato Negroponte. “Per allora, sono convinto che Microsoft avrà Windows per ARM”.

Che il celebre professore del MIT sappia qualcosa che gli altri non sanno? Ammesso infatti che Microsoft decida in tempi brevi di sviluppare una versione ARM di Windows desktop, un tale progetto richiederebbe – inclusa la fase di testing – ben più dei 12-18 mesi di cui parla il boss di OLPC. A meno che BigM non stia già lavorando in gran segreto ad un tale porting : ipotesi tutt’altro che assurda considerando gli sforzi fatti per rendere Windows 7 amico dei netbook. Del resto l’architettura ARM sembra destinata a giocare un ruolo importante nel futuro di questa categoria di laptop, e a dimostrarlo è l’entusiasmo con cui molti analisti hanno accolto l’annuncio e le indiscrezioni relative ai primi modelli di netbook basati su processori ARM.

D’altra parte Microsoft sa bene che l’assenza di una versione ARM per Windows lascia campo libero a Linux , sistema operativo che XO ha per altro adottato fin dall’inizio, aprendo a Windows XP solo in un secondo tempo (scelta che le ha attirato le critiche di molti esponenti della comunità open source, nonché la scomunica di Richard Stallman ).

Ma se XO può fare a meno di Windows, nella pratica per OLPC potrebbe essere difficile rinunciare al sistema operativo più diffuso sul pianeta: da quando XO-1 può essere configurato per eseguire il dual-boot tra Linux e XP, sono molte le organizzazioni umanitarie e i governi che hanno espressamente richiesto tale opzione.

L’altro problema che OLPC dovrà affrontare nella propria migrazione ad ARM è la compatibilità del software : oggi la stragrande maggioranza delle applicazioni che girano sui sistemi desktop esiste solo in versione x86. Questo costringerà OLPC ad eseguire il porting di molti dei software che oggi si trovano pre-installati su XO-1. C’è chi sostiene che la scelta più naturale, per l’organizzazione fondata da Negroponte, sarebbe quella di adottare Android , un sistema operativo ARM che, seppure giovanissimo, vanta già il supporto di un’ampia comunità di sviluppatori, nonché il sostegno commerciale di Google.

Android è nato per fare concorrenza ai sistemi operativi per smartphone, come Windows Mobile e Symbian, ma la sua versatilità lo rende adatto ad equipaggiare anche dispositivi più grandi come i netbook. L’accoppiata Android/netbook è già stata benedetta dal produttore di CPU ARM Freescale, e secondo alcune indiscrezioni potrebbe trovare casa anche sugli Eee PC di Asus.

Alessandro Del Rosso

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