Nella rete cinese serve la carta d'identità

Una direttiva segreta impone agli utenti di fornire il loro vero nome per commentare le notizie online. Verso la cancellazione dell'anonimato?

Roma – Senza nessun preavviso, da un giorno all’altro i lettori cinesi di notizie online per commentare le news del giorno sono stati obbligati a fornire il vero nome e tutta una serie di informazioni personali, prima non richieste. Da un mese a questa parte, infatti, alcuni portali hanno chiesto agli utenti di registrarsi utilizzando il nome originale e ricordando loro che ogni intervento è sottoposto ad un controllo prima della pubblicazione.

Tale mossa risponderebbe ad una direttiva segreta inviata ai vari siti dall’ufficio responsabile della supervisione di Internet a livello statale. Lo scopo della nuova misura sarebbe la diffusione di una maggiore “social responsibility”, nonché di un maggiore senso di “civiltà” nel Web.

In realtà, la possibilità di identificare tutti gli utenti della Rete è un obiettivo che i governatori cinesi cercano di raggiungere da anni. Nel 2003 avevano imposto ai proprietari di Internet Café di richiedere un documento d’identità ai propri clienti, e tre anni fa si era diffusa la notizia dell’intenzione di promulgare una legge che obbligasse i lettori a fornire la vera identità. In quell’occasione però furono diverse le voci di protesta a levarsi, e l’iniziativa del governo venne bloccata.

La novità dell’ultimo mese si inserisce dunque nella serie di tentativi di porre dei limiti alla libertà di anonimato della comunità cinese online che, con i suoi 340 milioni di membri, è la più grande del mondo.

Se da un lato, però, ci sono i critici che considerano tali misure delle vere e proprie restrizioni della libertà di pensiero e di espressione , dall’altro chi le propone le pubblicizza come uno strumento utile per evitare la diffusione di false notizie e di attività illegali.

Secondo il responsabile di uno dei siti “colpiti” dalla nuova iniziativa, il motivo della segretezza del passaggio sarebbe la paura di possibili reazioni da parte del popolo della Rete, anche perché l’influenza dell’opinione pubblica su Internet sarebbe ancora troppo forte .

Federica Ricca

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  • ........... .. .......... scrive:
    Torniamo al vecchio sito!
    Seguivo ogni mattina da 3 anni questo sito (per lavoro), ora non è più consultabile.A questo punto spostiamoci da un'altra parte se la redazione non è aperta a critiche e miglioramenti. Io volevo mandar loro un email, ma non ho trovato l'indirizzo.Insomma, se il sito va, è perchè gli utenti lo consultano, se gli utenti si lamentano, non vedo perchè non seguire i loro consigli. Facciano un sondaggio, votiamo. rimane il fatto ceh in prima pagina non si capisce di quando siano le notizie.
  • Michele scrive:
    bah proprio un assurdita questa di 1984
    ma come gli è saltato in mente boh? avevano mangiato pesante quella sera? no perchè sembra abbastanza user centered come azienda, mah.
  • Funz scrive:
    Libri scritti nel 1948
    è assurdo che si permetta ancora di accampare diritti su opere che dovrebbero essere di pubblico dominio da molti decenni ormai.
    • TheGynius scrive:
      Re: Libri scritti nel 1948
      Dopo questa figuraccia Amazon avrebbe dovuto regalare il capolavoro di Orwell a tutti i possessori di Kindle, altro che rimborso.
      • panda rossa scrive:
        Re: Libri scritti nel 1948
        - Scritto da: TheGynius
        Dopo questa figuraccia Amazon avrebbe dovuto
        regalare il capolavoro di Orwell a tutti i
        possessori di Kindle, altro che
        rimborso.E anche una copia di Farenheit 451.
        • Joliet Jake scrive:
          Re: Libri scritti nel 1948
          E la Fattoria Degli Animali, anch'essa sempre attualissima...(questi 3 libri dovrebbero essere OBBLIGATORI a scuola da leggere)
  • guast scrive:
    Potenzialmente
    Possono anche fare ammenda. Possono anche promettere di non far più cose del genere in futuro. Ma rimane il fatto che Kindle è un strumento che permette di controllare da remoto che cosa leggi e in casi estremi potrebbe permettere di decidere da remoto che cosa puoi leggere.Non solo Kindle è così. A me questi e-book readers fanno paura.Non dimentichiamoci che in tutte le dittature quelli che vendevano libri sono sempre stati tra gli informatori più importanti.
    • anonimo scrive:
      Re: Potenzialmente
      - Scritto da: guast
      A me questi e-book
      readers fanno
      paura.Compra il mio della Sony, i libri li passo tramite Linux e l'apparecchio funziona solo offline.
      • panda rossa scrive:
        Re: Potenzialmente
        - Scritto da: anonimo
        - Scritto da: guast

        A me questi e-book

        readers fanno

        paura.

        Compra il mio della Sony, i libri li passo
        tramite Linux e l'apparecchio funziona solo
        offline.Sony basta! Per quanto mi riguarda non esistono!Sono stati loro che hanno messo i rootkit nei cd.
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