Nest, Fadell lascia il nido

Il fondatore dell'azienda specializzata in domotica acquisita da Google si dimette dal ruolo di CEO. Ma continuerà a conservare una poltrona a Mountain View

Roma – Tempo di cambi in casa Nest. L’azienda leader nella progettazione di apparecchi per la domotica e termostati intelligenti, dal 2014 acquisita da Google, perde il suo CEO Tony Fadell . A sostituirlo sarà Marwan Fawaz, che a sua volta si lascia alle spalle la guida di Charter Communications e Cable Box di Motorola. Fadell, progettista dell’iPod, dopo quasi 6 anni di servizio presso l’azienda di cui è stato co-fondatore, si ritira continuando comunque a collaborare in veste di consigliere per Alphabet . A dare la notizia è lo stesso Fadell attraverso le pagine del blog di Nest : “Rimarrò coinvolto nella mia nuova veste di consulente per Alphabet e Larry Page. Questo mi darà il tempo e la flessibilità per perseguire nuove opportunità per creare e disturbare altri settori – e per sostenere altri che vogliono fare lo stesso – proprio come abbiamo fatto a Nest. Dovremmo essere tutti disturbatori!”.

Tony Fadell

Fadell ha smentito così le voci  che lo vedevano al centro di alcune divergenze con il resto del consiglio di amministrazione per via di scarsi risultati. A riprova del fatto che non siano i dati deludenti ad aver portato Fadell alle dimissioni, vi sono numerosi  successi commerciali . Lo stesso Fadell, nel suo intervento nel blog di Nest, evidenzia gli incredibili traguardi raggiunti dall’azienda in un tempo tutto sommato limitato. La crescita, sottolinea l’ex CEO, è stata continua e senza flessioni: “I guadagni di Nest sono aumentati del 50 per cento di anno in anno e oggi milioni di persone in oltre 190 stati utilizzano prodotti, hardware, software e servizi di Nest”. Il 2015 inoltre si è chiuso con il rilascio di quattro nuovi prodotti hardware e cinque release di app. Il maggior successo è stato fatto registrare dal  Learning Thermostat di terza generazione che ha raggiunto il milione di unità vendute nella metà del tempo che si era stimato. Ma i traguardi raggiunti vantano anche la creazione di una piattaforma  attorno la quale ruotano 18mila sviluppatori e una rete sempre più estesa di negozi (più di 12mila) che vendono termostati, allarmi, telecamere e sensori di fumo prodotti e commercializzati dall’azienda.

Se le motivazioni dello scossone non sono dovuti alla scarsità di risultati, cosa si cela allora dietro all’addio? Il cambio di poltrone, secondo molti operatori del settore, era nell’aria da tempo. È Greg Duffy, cofondatore di Dropcam, a dare una sua  interpretazione , levandosi qualche sassolino dalla scarpa. I motivi per cui Fadell ha lasciato sarebbero legati alle reputazione e ad alcuni problemi cronici di Nest, uno economico correlato al portafoglio eccessivamente gonfio  e l’altro operativo, correlato ad un’ eccessiva lentezza nel rilascio dei prodotti . Dal gennaio 2014, momento dell’acquisizione di Nest da parte di Google, i soldi riversati nelle casse dell’acquisita sono stati tanti, forse troppi (Nest di fatto poteva attingere al portafoglio di Google senza limiti). Parte di questa ricchezza è stata adoperata per acquisire il produttore di webcam Dropcam per un valore di 555 milioni di dollari, e una cifra sconosciuta ma probabilmente altrettanto ingente è stata investita per Revolv , produttrice di un innovativo smart home hub recentemente dismesso . Anche gli investimenti per dotare l’azienda di personale qualificato sono stati importanti: da 280 dipendenti si è passati in breve tempo ai 1200 attuali. A fronte di così tante risorse economiche ed umane messe in campo, il ritorno sugli investimenti è spesso stato disatteso .

Sul fronte della lentezza di rilascio , tra le creature che il mercato ancora attende e che stanno continuando ad assorbire le risorse di Nest (e, indirettamente, di Alphabet) ci sono prodotti di audio entertainment e sicurezza. Secondo indiscrezioni che circolano ormai da più di un anno, Nest starebbe lavorando ad uno speaker Bluetooth dotato di assistente vocale. All’appello però manca anche Flintstone , un sistema di home security basato su un nuovo standard di comunicazione sviluppato in casa Nest e che combina altri due prodotti: un sensore per le porte chiamato Pinna e un sensore di presenza chiamato Keshi . Questi ritardi, accompagnati anche da una sostanziale assenza del brand Google nelle soluzioni sviluppate sia prima che dopo l’acquisizione lasciano aperti molti quesiti circa il futuro della partnership.

Mirko Zago

fonte immagine

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • rico scrive:
    Gossip
    Questo articolo va bene per "Novella 2000", se esiste ancora.Rumors e ripicche interne non sono degne di informatica e tecnologia. Punto.(informatico?)
    • Il fuddaro scrive:
      Re: Gossip
      - Scritto da: rico
      Questo articolo va bene per "Novella 2000", se
      esiste
      ancora.
      Rumors e ripicche interne non sono degne di
      informatica e tecnologia.
      Punto.(informatico?)Prova per un solo attimo a 'gustarti' PI senza un AD block qualsiasi, e poi cambierai (idea) che Novella2000, è molto ma molto più serio, e meno cazzaro di questo forum.
      • bubba scrive:
        Re: Gossip
        - Scritto da: Il fuddaro
        - Scritto da: rico

        Questo articolo va bene per "Novella 2000", se

        esiste

        ancora.

        Rumors e ripicche interne non sono degne di

        informatica e tecnologia.

        Punto.(informatico?)

        Prova per un solo attimo a 'gustarti' PI senza un
        AD block qualsiasi, e poi cambierai (idea) che
        Novella2000, è molto ma molto più serio, e meno
        cazzaro di questo
        forum.cmq a occhio (sul sito c'erano un paio di storie almeno -ovviamente rigorosamente anonime e non verificabili-) sembra un cugino del caso assange... aka 2 che ce stanno poi se pentono... capita :P
        • bubba scrive:
          Re: Gossip
          PS: non ho citato a caso 'assange'... per chi non lo sapesse.. http://www.rollingstone.com/culture/news/meet-the-most-dangerous-man-in-cyberspace-the-american-behind-wikileaks-20101202
Chiudi i commenti