Rocket Lab ha annunciato l’acquisizione di Iridium per circa 8 miliardi di dollari. L’obiettivo non dichiarato è sfidare SpaceX con un simile modello di business. In realtà è più probabile una concorrenza diretta con Amazon (che recentemente ha acquisito Globalstar). La transazione dovrebbe essere completata entro metà 2027.
Razzi e servizi di telecomunicazioni
Rocket Lab è stata fondata in Nuova Zelanda nel 2006. La sede legale è in California dal 2013. Come SpaceX costruisce razzi e motori. Il razzo Electron è stato lanciato finora 91 volte. Ha portato in orbita soprattutto satelliti di piccole dimensioni. Il primo stadio è recuperabile, come il Falcon 9 di SpaceX. Neutron è la versione più potente. Il primo lancio è previsto entro fine 2026 (ma potrebbe slittare al 2027).
Iridium, fondata nel 1998 in Virginia (Stati Uniti), offre servizi di telecomunicazioni con la costellazione di 80 satelliti (tutti i lanci dal 2017 al 2023 sono stati effettuati con un razzo Falcon 9 di SpaceX). Come spiega il CEO Peter Beck nel video, le “applicazioni spaziali” richiedono l’accesso alle spettro di frequenze, la realizzazione delle infrastrutture e molto tempo per costruire una base utente.
Rocket Lab ha quindi deciso di acquisire Iridium che possiede spettro, infrastrutture e oltre 2,5 milioni di clienti. Offre anche un servizio PNT (Position, Navogation e Timng), alternativo al GPS. L’azienda utilizzerà il razzo Neutron per lanciare i futuri satelliti di Iridium. Diventerà quindi un concorrente di SpaceX.
È più probabile però che competerà con Amazon. L’azienda di Seattle userà il razzo New Glenn di Blue Origin per lanciare i satelliti della costellazione Leo. L’investimento di Rocket Lab è circa 8 miliardi di dollari (azioni e cash). La transazione dovrebbe essere completata entro metà 2027, dopo l’approvazione degli azionisti di Iridium e delle autorità antitrust.