TikTok ha trasformato miliardi di persone in criceti che scrollano compulsivamente video di quindici secondi, YouTube è diventato il nuovo cinema, Instagram ha spostato la sua attenzione sempre più sui Reel, Netflix invece, è rimasto il punto di riferimento degli appassionati di serie TV. Ma le abitudini di consumo oramai sono cambiate, ed è tempo di svecchiarsi, anche per una piattaforma streaming da oltre 300 milioni di abbonati.
Netflix cambia strategia con i video verticali e i podcast per sfidare i social
Netflix ha annunciato che sta riprogettando l’app da zero, con lancio previsto per la fine del 2026. E il cuore della nuova esperienza saranno proprio i video verticali. Feed da scrollare. Clip brevi. Tutte quelle cose che fanno gli altri da anni e che Netflix fino a ieri guardava con sufficienza mentre si vantava di essere diverso, di non inseguire il mercato. Ma ogni tanto bisogna fare i conti con la dura realtà e correggere il tio.
Il co-CEO Greg Peters ha annunciato la novità durante una conferenza sui risultati finanziari. L’antifona è chiara: adattarsi o soccombere.
Al centro del restyling c’è il feed dei video verticali, quelli che Netflix sta testando da maggio e che mostrano brevi clip di serie e film in un formato che chiunque abbia uno smartphone riconosce immediatamente. Perché Netflix può anche chiamarlo “innovazione”, ma quello che stanno facendo è copiare spudoratamente TikTok e Instagram. Niente di male, per carità.
Peters ha lasciato intendere che le clip brevi non si limiteranno a spezzoni di serie TV, ma includeranno anche i nuovi podcast video che Netflix ha appena lanciato.
I podcast
Netflix sta investendo parecchio anche sui video podcast. YouTube domina questo settore da anni, Spotify ci ha investito miliardi, e pure Apple sta cercando di ritagliarsi uno spazio. Quindi arriva per ultima… Questa settimana hanno debuttato i primi podcast originali. L’azienda ha anche stretto partnership con Spotify e iHeartMedia per portare sulla piattaforma librerie di podcast già affermate. Quindi Netflix vuole fare ciò che fanno già gli altri, ma sulla propria app. E vuoi vedere che alla fine la gente continuerà ad ascoltare podcast dove li ascolta già? Naaah, impossibile.
Non stiamo diventando TikTok
, (ma tipo sì)
La CTO Elizabeth Stone ha tenuto a precisare che Netflix non sta cercando di diventare TikTok. L’obiettivo è migliorare la capacità della piattaforma di suggerire contenuti rilevanti, sfruttando funzionalità ottimizzate per il mobile. In sostanza, vogliono che apriamo l’app ogni giorno, anche solo per scrollare qualche video, in modo che gli algoritmi possano continuare a studiarci e proporre contenuti che forse guarderemo.
Il problema è che questo approccio funziona su TikTok e Instagram perché il contenuto è infinito, immediato, facile da consumare. Su Netflix il contenuto costa milioni di dollari a episodio, richiede impegno, e soprattutto non ne esce abbastanza da tenere la gente incollata ogni giorno.
Il co-CEO Ted Sarandos ha fatto un’osservazione interessante durante la chiamata con gli investitori. I servizi di streaming non competono più solo tra loro, ma con l’intera industria dell’intrattenimento. Gli Oscar sono su YouTube, Apple compete per Emmy e Oscar, Instagram sarà il prossimo. I confini si stanno sfumando.
Ha ragione, naturalmente. Ma questa consapevolezza arriva dopo anni in cui Netflix ha fatto il bello e il cattivo tempo, lanciando serie a casaccio, cancellando show dopo una stagione, alzando i prezzi perché tanto dove vai? E adesso che la competizione è ovunque, che l’attenzione degli utenti è frammentata su mille piattaforme diverse, si sveglia e scopre che forse doveva pensarci prima.
Chi, cosa essere tu?…
Sarandos ha anche citato il recente cambio di rotta sulle uscite cinematografiche, mentre Netflix si prepara ad acquisire Warner Bros. Quindi dopo anni passati a disprezzare le sale cinematografiche e a sostenere che il futuro era solo streaming, ora torna sui suoi passi.
Sembra piuttosto, che Netflix abbia una crisi una crisi d’identità. Cosa vuole essere, un servizio di streaming premium? Un social network per video? Una piattaforma per podcast? Un concorrente di TikTok? Un distributore cinematografico? Magari tutto di tutto. Forse questo approccio funzionerà, oppure scoprirà che inseguire i trend degli altri invece di crearne di propri non è una strategia vincente.