Netflix non presta ascolto

L'associazione statunitense dei sordi ha denunciato la piattaforma di videonoleggio per l'assenza di sottotitoli su gran parte dell'offerta di contenuti. Si chiede la revisione delle impostazioni e un trattamento paritario

Roma – L’espansione del business deve fare i conti anche con le categorie di utenti che non possono fruire appieno dei contenuti digitali. Se lo ricorderà Netflix, trascinata in tribunale dall’Associazione Nazionale dei Sordi (NDA) statunitense per non aver corredato di sottotitoli i filmati in streaming.

Nel procedimento legale trasmesso alla corte distrettuale del Massachusetts, l’ente a protezione delle persone sorde accusa la piattaforma di streaming e videonoleggio online di violare l’Americans with Disabilities Act ( ADA ) per il fatto non prevedere i sottotitoli su molte pellicole e show televisivi inclusi nella categoria “Watch Instantly”.

Secondo i ricorrenti, l’azione legale sarebbe l’ultimo capitolo di una serie di interventi effettuati via missive, blog, petizioni, tutti volti a ottenere la riformulazione del sistema di sottotitolaggio , considerando i milioni di statunitensi affetti da sordità o difficoltà uditive. Secondo NDA, Netflix, nonostante i reclami e le richieste, avrebbe modificato le impostazioni solo di una parte esigua dei titoli inclusi nel gruppo “Watch Instantly”.

Secondo i legali dell’accusa, i siti web sono “luoghi aperti al pubblico” e, come tali, sono soggetti all’ADA esattamente come gli ambienti di lavoro fisici. Un argomento che, secondo la casistica giuridica, si è dimostrato vincente quando, nel 2008, la Federazione Nazionale dei Ciechi ha vinto una causa da 6 milioni di dollari intentata contro Target Corporation . In quella circostanza, i giudici avevano ordinato al sito di reimpostare alcune parti di modo che la navigazione fosse più agevole per gli utenti non vedenti, soliti navigare in Rete attraverso software di conversione text to speech .

Si richiede , dunque, che tutti i luoghi di intrattenimento siano provvisti del “pieno e uguale grado di divertimento” per le persone affette da disabilità.

Cristina Sciannamblo

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  • PinguinoCattivo scrive:
    Spiegatemi meglio
    Come funziona la questione?Un autore cosa deve fare per pubblicare qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da qualche parte e uploada il proprio contenuto?Se qualcuno avesse informazioni o link sarei interessato ad approfondire.;)
    • pippO scrive:
      Re: Spiegatemi meglio
      - Scritto da: PinguinoCattivo
      Come funziona la questione?

      Un autore cosa deve fare per pubblicare
      qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
      qualche parte e uploada il proprio
      contenuto?Non sai leggere l'articolo e vorrsti scrivere? :D

      Se qualcuno avesse informazioni o link sarei
      interessato ad
      approfondire.google
      • PinguinoCattivo scrive:
        Re: Spiegatemi meglio
        - Scritto da: pippO
        - Scritto da: PinguinoCattivo

        Come funziona la questione?



        Un autore cosa deve fare per pubblicare

        qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da

        qualche parte e uploada il proprio

        contenuto?

        Non sai leggere l'articolo e vorrsti scrivere? :D
        No infatti. Tu che leggi meglio di me mi quoti la parte dell'articolo dove è spiegato quello che ho chiesto?



        Se qualcuno avesse informazioni o link sarei

        interessato ad

        approfondire.

        googleHo capito: devi essere un novello Pico della Mirandola, una specie di genio.
        • pippO scrive:
          Re: Spiegatemi meglio
          - Scritto da: PinguinoCattivo
          - Scritto da: pippO

          - Scritto da: PinguinoCattivo


          Come funziona la questione?





          Un autore cosa deve fare per pubblicare


          qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da


          qualche parte e uploada il proprio


          contenuto?



          Non sai leggere l'articolo e vorresti scrivere?
          :D



          No infatti. Tu che leggi meglio di me mi quoti la
          parte dell'articolo dove è spiegato quello che ho
          chiesto?La prima parola dell'articolo: Amazon
          • PinguinoCattivo scrive:
            Re: Spiegatemi meglio
            Veramente quello che si trova sono dei servizi di conversione, tutti a pagamento per l'autore, che sembrano la versione elettronica del classico "pubblica a tue spese". In pratica servizi in cui l'editore del caso guadagna non sulla vendita degli eBook ma sul servizio di conversione.Un "pacco", insomma :P
          • pippO scrive:
            Re: Spiegatemi meglio
            - Scritto da: PinguinoCattivo
            Veramente quello che si trova sono dei servizi di
            conversione, tutti a pagamento per l'autore, che
            sembrano la versione elettronica del classico
            "pubblica a tue spese". In pratica servizi in cui
            l'editore del caso guadagna non sulla vendita
            degli eBook ma sul servizio di
            conversione.

            Un "pacco", insomma :PQuello che passa il convento ;)
    • ruppolo scrive:
      Re: Spiegatemi meglio
      "La vita e la riproduzione dei Pinguini Cattivi"
    • Talking Head scrive:
      Re: Spiegatemi meglio
      - Scritto da: PinguinoCattivo
      Come funziona la questione?

      Un autore cosa deve fare per pubblicare
      qualcosa su questa piattaforma? Si iscrive da
      qualche parte e uploada il proprio
      contenuto?Sì. Poi decidi il prezzo nelle diverse nazioni. Nota che, come con qualsiasi editore, aderisci a molte clausole quando accetti di pubblicare con loro: leggile con attenzione.Il succo è che ti danno un po' meno del 70% del prezzo di copertina. Però poi ci sono le promozioni, etc etcAttualmente per un italiano è difficile però, visto che la mole di reader in italia è ancora poca non c'è molto mercato.https://kdp.amazon.com/self-publishing/signin
      • western scrive:
        Re: Spiegatemi meglio
        beh signori, comunque paghi una vetrina che non avresti mai nella vita, mentre l'editore classico stampa a tue spese un tot di copie e le lascia marcire nei suoi magazzini qualche anno; invece amazon ha interesse che la tua opera sia venduta; non mi sembra una percentuale bassa per l'autore, anzi.. Per quanto riguarda il pericolo spam, la cosa migliore è la pubblicazione di stralci liberamente leggibili, che aiuta l'utente a non giudicare solo dal titolo e valutare meglio. Questo permetterebbe di limitare di molto "..il rischio di trovarsi davanti molti prodotti scarsamente rifiniti o qualitativamente infimi". Cioè magari gente come Faletti la pianterebbe di scrivere.. Ma questo avverrà quando il pubblico capirà che ciò che viene pubblicizzato in televisione è al 99% XXXXX pura
        • panda rossa scrive:
          Re: Spiegatemi meglio
          - Scritto da: western
          beh signori, comunque paghi una vetrina che non
          avresti mai nella vita,Io ho google come vetrina, e non la pago.
      • PinguinoCattivo scrive:
        Re: Spiegatemi meglio
        Grazie per la risposta!
  • Talking Head scrive:
    Re: Un esempio recente
    Tra l'altro è un ottimo libro, lo prendo subito.
  • Jacopo Monegato scrive:
    compenso
    solamente il 35% all'autore???? quando non c'è nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè nemmeno il costo di stampa?sinceramente rimango un po' basito
    • ruppolo scrive:
      Re: compenso
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      solamente il 35% all'autore???? quando non c'è
      nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè
      nemmeno il costo di
      stampa?

      sinceramente rimango un po' basitoEh si, Apple ladra...E pensa se la gente sapesse quanto prende l'agricoltore per un chilo di patate, o l'allevatore per un litro di latte. Pensa se sapesse...
      • panda rossa scrive:
        Re: compenso
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: Jacopo Monegato

        solamente il 35% all'autore???? quando non c'è

        nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè

        nemmeno il costo di

        stampa?



        sinceramente rimango un po' basito

        Eh si, Apple ladra...

        E pensa se la gente sapesse quanto prende
        l'agricoltore per un chilo di patate, o
        l'allevatore per un litro di latte. Pensa se
        sapesse...Pensa invece se l'agricoltore potesse vendere latte e patate al mondo intero con un click!La differenza tra un file e un sacco di patate e' che il file puo' essere inoltrato via internet.Chiunque, in rete, osasse fare da inutile intermediario tra l'autore e il fruitore, pretendendo anche un solo centesimo per fare qualcosa che l'autore o il fruitore sono in grado di fare da se' e' un ladro.
        • ruppolo scrive:
          Re: compenso
          Quello che tu non hai ancora capito, forse perché sei un po' tardo, è che autore e fruitore non hanno modo di interagire senza i terzi. Nella vita materiale ciò può accadere per caso, ma su Internet questo è impossibile. A seconda di quante risorse impiegano i terzi, ci saranno minori o maggiori contatti tra fornitori e clienti, e quindi maggiori o minori costi per entrambi. Si va da un sito indicizzato su un motore di ricerca fino al modello AppStore, con in mezzo miriadi di soluzioni di marketing. Se e quando uscirai dalla condizione di mantenuto, capirai da solo.
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: ruppolo
            Quello che tu non hai ancora capito, forse perché
            sei un po' tardo, è che autore e fruitore non
            hanno modo di interagire senza i terzi. Nella
            vita materiale ciò può accadere per caso, ma su
            Internet questo è impossibile.Questo e' impossibile se l'autore lo rende impossibile.Ci sono autori che hanno numerosi contatti col loro pubblico, che scrivono, che dialogano, e il pubblico perfino offre contributi che vengono pubblicati a loro volta.Dovresti uscire dalla tua cameretta ogni tanto, sai?Ti farebbe bene.
            A seconda di quante risorse impiegano i terzi, ci
            saranno minori o maggiori contatti tra fornitori
            e clienti, e quindi maggiori o minori costi per
            entrambi.Questo ieri.Oggi non piu'.
            Si va da un sito indicizzato su un motore di
            ricerca fino al modello AppStore, con in mezzo
            miriadi di soluzioni di marketing.Basta un indirizzo di posta e un servizio di mailing list.
            Se e quando uscirai dalla condizione di
            mantenuto, capirai da
            solo.Continuo a risponderti solo perche' sei tu e fai parte della fauna del forum di PI.Un altro che mi dicesse una cosa del genere lo avrei plonkato.
          • Jacopo Monegato scrive:
            Re: compenso
            Cercando di non uscire dal seminato, le prime due risposte erano anche pertinenti... non flammate sempre o_O quello che mi rende davvero perplesso è che a quanto pare il 35% del prezzo di vendita (non parlo del caso 65%, che dipende dalle condizioni come hanno precisato sotto) per un autore sia quasi un'utopia, nel modello precedente, e che sia quindi e, a conti fatti, giustamente accettata da chiunque si veda offrire un'offerta così allettante.SE per il modello apple store o comunque negozi di applicazioni, {dato che non credo di conoscere modelli di vendita precedenti per le applicazioni dei piccoli sviluppatori, tranne che nei propri siti pagando al loro paypal (come suggerito da quelli sotto e come personalmente farei io in futuro, con i miei contenuti multimediali se mai qualcuno volesse pagare per essi in formato digitale, e chiudo la parentesi QUI.)}chiedano e penso sia una cosa più che giusta chiedere un minimo all'anno per mantenerle sui loro siti, il fatto che i nuovi modelli di distribuzione per tutti i beni fisici e beni digitalizzati (ebook, mp3, ..) chiedano comunque percentuali secondo me da capogiro ma incredibilmente MOLTO più vantaggiose per gli autori che hanno visto il vecchio regime è una cosa che dovrebbe far riflettere. mi chiedo se uno sciopero come quello del sindacato degli sceneggiatori potrebbe fare una cosa del genere... anche se in effetti i sindacati degli artisti e degli editori non sono interessati a cambiare lo status quo, dato che comandano i GRANDI artisti ed editori -.-non so se mi sono spiegato, non mi va di rileggere di nuovo tutto (sono in pausa studio)
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: Jacopo Monegato
            Cercando di non uscire dal seminato, le prime due
            risposte erano anche pertinenti... non flammate
            sempre o_O quello che mi rende davvero perplesso
            è che a quanto pare il 35% del prezzo di vendita
            (non parlo del caso 65%, che dipende dalle
            condizioni come hanno precisato sotto) per un
            autore sia quasi un'utopia, nel modello
            precedente, e che sia quindi e, a conti fatti,
            giustamente accettata da chiunque si veda offrire
            un'offerta così
            allettante.Ribaltiamo un po' i concetti.Un autore scrive un romanzo.Lasciamo perdere il costo e il tempo che ci ha messo per scriverlo.Ce l'ha nel cassetto e basta.Un bel giorno si sveglia e decide di farlo fruttare. Modello '900Deve cercare un editore che si occupa di stamparlo, promuoverlo, distribuirlo.L'editore propone due offerte all'autore.A. Si fa pagare la prestazione d'opera e tutto il resto va all'autoreB. Si accolla il rischio imprenditoriale e concede all'autore una percentuale (irrisoria) delle venditeLa seconda ipotesi, quella che va per la maggiore, garantisce all'autore un rischio zero e un guadagno certo, se l'opera piace.Modello 2000L'autore puo' autonomamente promuoverlo e distribuirlo.Con un rischio zero e un guadagno certo, se l'opera piace.L'editore non serve piu'.Tutti gli introiti vanno all'autore che puo' offrire la sua opera non al prezzo di copertina ma al prezzo che gli sarebbe entrato in tasca scegliendo l'opzione B del modello '900 Davvero non riesco a capire come un autore, che in quanto tale dovrebbe essere persona intelligente, si faccia ancora abbindolare dal vecchio modello editoriale quando non c'e' piu' alcuna evidente ragione.
          • shevathas scrive:
            Re: compenso


            Davvero non riesco a capire come un autore, che
            in quanto tale dovrebbe essere persona
            intelligente, si faccia ancora abbindolare dal
            vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'
            alcuna evidente
            ragione.le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore, ci sono. A. Si fa pagare la prestazione d'opera e tutto il resto va all'autore nella prestazione d'opera sono comprese:- stampa, distribuzione e gestione dei resi.- pubbliche relazioni, pubblicità e promozione dell'opera- adempimenti di natura fiscale relativi alla vendita.- eventuali opere di traduzione, commercializzazione dei diritti verso paesi terzi.- raccolta pubblicità per impiego dell'opera.organizzare uno staff che si occupi, in maniera professionale di tutte queste cose non è a costo zero. E l'editore, siccome segue molti autori può compiere economie di scala al di fuori della portata del singolo autore, cioè se tutta quella roba viene a costare all'editore 100 ad autore, per l'autore minimo partirebbe da 120/150non è
          • krane scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: shevathas

            Davvero non riesco a capire come un autore, che

            in quanto tale dovrebbe essere persona

            intelligente, si faccia ancora abbindolare dal

            vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'

            alcuna evidente ragione.
            le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore,
            ci sono.
            A. Si fa pagare la prestazione d'opera e
            tutto il resto va all'autore
            nella prestazione d'opera sono comprese:
            - stampa, distribuzione e gestione dei resi.
            - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione
            dell'opera
            - adempimenti di natura fiscale relativi alla
            vendita.
            - eventuali opere di traduzione,
            commercializzazione dei diritti verso paesi
            terzi.
            - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.
            organizzare uno staff che si occupi, in maniera
            professionale di tutte queste cose non è a costo
            zero.E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si chiede e' quali sono le percentuali di costi che riguardano tutti i lati della distribuzione ? Che diventano superflui per il libro elettronico ?Centinaia di camion che vanno su e giu' per l'italia costeranno di piu' di uno staff di traduttori no ? Di quanto nel caso ?
            E l'editore, siccome segue molti autori può
            compiere economie di scala al di fuori della
            portata del singolo autore, cioè se tutta quella
            roba viene a costare all'editore 100 ad autore,
            per l'autore minimo partirebbe da
            120/150 non èQuindi conviene a tutti che l'editore mantenga prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare ora come un consulente; mentre prima doveva sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a lui le scelte. L'autore torna al centro della creazione artistica.
          • shevathas scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: shevathas



            Davvero non riesco a capire come un autore,
            che


            in quanto tale dovrebbe essere persona


            intelligente, si faccia ancora abbindolare dal


            vecchio modello editoriale quando non c'e'
            piu'


            alcuna evidente ragione.


            le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore,

            ci sono.


            A. Si fa pagare la prestazione d'opera e

            tutto il resto va all'autore

            nella prestazione d'opera sono comprese:

            - stampa, distribuzione e gestione dei resi.

            - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione

            dell'opera

            - adempimenti di natura fiscale relativi alla

            vendita.

            - eventuali opere di traduzione,

            commercializzazione dei diritti verso paesi

            terzi.

            - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.


            organizzare uno staff che si occupi, in maniera

            professionale di tutte queste cose non è a costo

            zero.

            E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si
            chiede e' quali sono le percentuali di costi che
            riguardano tutti i lati della distribuzione ? Che
            diventano superflui per il libro elettronico
            ?
            Centinaia di camion che vanno su e giu' per
            l'italia costeranno di piu' di uno staff di
            traduttori no ? Di quanto nel caso
            ?
            il fatto è che un camion non contiene copie di un solo libro.

            Quindi conviene a tutti che l'editore mantenga
            prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl
            competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare
            ora come un consulente; mentre prima doveva
            sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a lui
            le scelte.
            non esiste nessuna legge che vieta all'autore di farlo.
          • krane scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: shevathas
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: shevathas



            Davvero non riesco a capire come un autore,

            che



            in quanto tale dovrebbe essere persona



            intelligente, si faccia ancora abbindolare
            dal



            vecchio modello editoriale quando non c'e'

            piu'



            alcuna evidente ragione.




            le ragioni evidenti, per chi lavora nel
            settore,


            ci sono.




            A. Si fa pagare la prestazione d'opera e


            tutto il resto va all'autore


            nella prestazione d'opera sono comprese:


            - stampa, distribuzione e gestione dei resi.


            - pubbliche relazioni, pubblicità e promozione


            dell'opera


            - adempimenti di natura fiscale relativi alla


            vendita.


            - eventuali opere di traduzione,


            commercializzazione dei diritti verso paesi


            terzi.


            - raccolta pubblicità per impiego dell'opera.




            organizzare uno staff che si occupi, in
            maniera


            professionale di tutte queste cose non è a
            costo


            zero.



            E fin li' e' chiaro e palese, quello che ci si

            chiede e' quali sono le percentuali di costi che

            riguardano tutti i lati della distribuzione ?
            Che

            diventano superflui per il libro elettronico

            ?

            Centinaia di camion che vanno su e giu' per

            l'italia costeranno di piu' di uno staff di

            traduttori no ? Di quanto nel caso

            ?


            il fatto è che un camion non contiene copie di un
            solo libro.Dipende dal libro, comunque continua a non sapersi quanta percentuale di spesa sia.

            Quindi conviene a tutti che l'editore mantenga

            prezzi conpetitivi su tutte le cose che gl

            competono, in sostanza l'autore lo puo' trattare

            ora come un consulente; mentre prima doveva

            sctrisciare per farsi pubblicare e delegare a

            lui le scelte.
            non esiste nessuna legge che vieta all'autore di
            farlo.Esiste: si chiama cartello... Solo grazie alla rete ora cose come Metro2033 trovano pubblicazione dopo essere stati distribuiti gratuitamente in rete.Ma guarda nel mondo della musica, li' e' anche peggio: non ti puoi esibire neanche gratis per farti conosciere, devi pagare per suonare !
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: krane
            Ma guarda nel mondo della musica, li' e' anche
            peggio: non ti puoi esibire neanche gratis per
            farti conoscere, devi pagare per suonare
            !Solo se suoni le pentole devi pagare (e un motivo c'è) :D
          • krane scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: krane

            Ma guarda nel mondo della musica, li' e' anche

            peggio: non ti puoi esibire neanche gratis per

            farti conoscere, devi pagare per suonare

            !
            Solo se suoni le pentole devi pagare (e un motivo
            c'è)
            :DMa che risposta e', ma sei ( http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3195537&m=3196044#p3196044 ) ?
          • shevathas scrive:
            Re: compenso

            L'impaginazione e le illustrazioni, se sono parte
            integrante dell'opera sono a cura dell'autore. Se
            invece sono un semplice abbellimento,
            chissenefrega: dammi il file di testo che lo
            impagino io come piu' mi piace, col font che
            piace a me, con la spaziatura che piace a
            me.
            oppure paga e se lo fa fare.

            E l'utilissima revisione delle

            bozze e correzione dei refusi.

            Sempre roba a carico dell'autore.
            Che se non sa correggere in proprio, commissiona
            l'opera di revisione e correzione a
            qualcuno.
            e cosa avevo scritto prima: son servizi che o li paga l'autore, in tempo o in denaro, o li paga l'editore. Ma non è che sparito l'editore il costo di tali servizi va immediatamente a zero.

            L'autore navigato avra' gia' ottenuto abbastanza
            proventi da reinvestire nella sua attivita' di
            scrittore se vuole proseguire a fare lo
            scrittore.
            e sarà abbastanza assennato da poter valutare se sia meglio una soluzione buy: compro i servizi già pronti o make: faccio da me.

            Gestire, dal punto di vista

            dei contenuti redazionali, un blog con qualche

            centinaio di accessi giornalieri non è uno

            scherzo.

            Io non vedo molta differenza tra il postare qui
            sul forum di PI o farlo in un blog. Io per
            esempio posto
            qui.come dire: siccome sedersi nel sedile passeggero di un auto è come sedersi nel sedile passeggero di un aereo allora l'aereo è facile da guidare come un auto.

            No. Certo, se viene a bussare un produttore
            cinematografico e vuole parlare di diritti per
            farci un film, lo mando immediatamente dal mio
            avvocato a fare la
            trattativa.
            davvero ? non vai a chiedere se esiste un contratto creative commons libero e open source da usare ? o ti scarichi da internet un paio di testi di diritto commerciale e te lo scrivi da solo ?
            Il concetto e' sempre lo stesso. Sono io autore
            che se mi serve pago qualcuno affinche' svolga
            determinati servizi per me. Si chiama consulenza.
            E si paga a tempo o a prestazione, non a
            royalties.
            puoi spiegarmi per quale motivo non la si potrebbe pagare cedendo i diritti ?
            Chi e' che pretende di fare il regista senza
            alcuna pratica
            precedente?
            non sviare. L'affermazione non riguardava il: "come iniziare", ma il "cosa usare per ottenere opere di livello professionale ?" e la roba professionale costa.

            Sai che se lo facesse farebbe il pieno ugualmente?
            l'avevano fatto baglioni e de gregori e il risultato non era stato esaltante. :) Alla fine del 1975, De Gregori si rende protagonista, assieme a Claudio Baglioni, di un concertino improvvisato nella piazza romana del Pantheon.Dopo un lauto pranzo, e forse complice anche il vino, i due cantautori si mettono a suonare pezzi di repertorio vario (dai Beatles a Bob Dylan, a Simon e Garfunkel), con le custodie delle chitarre aperte nella piazza, gremita di turisti.Vistisi quasi del tutto ignorati dai passanti, provano a eseguire pezzi del proprio repertorio, ma il risultato non cambia.Commentando l'episodio, e sottolineando la delusione provata, Baglioni dichiarerà più tardi: «A me ci vollero un paio di giorni per riprendermi, a Francesco, che è più vanitoso, almeno un paio di settimane»[15]. fonte: wikipedia.
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: shevathas

            L'impaginazione e le illustrazioni, se sono
            parte

            integrante dell'opera sono a cura dell'autore.
            Se

            invece sono un semplice abbellimento,

            chissenefrega: dammi il file di testo che lo

            impagino io come piu' mi piace, col font che

            piace a me, con la spaziatura che piace a

            me.


            oppure paga e se lo fa fare.Paga lui, pero', non io.


            E l'utilissima revisione delle


            bozze e correzione dei refusi.



            Sempre roba a carico dell'autore.

            Che se non sa correggere in proprio, commissiona

            l'opera di revisione e correzione a

            qualcuno.


            e cosa avevo scritto prima: son servizi che o li
            paga l'autore, in tempo o in denaro, o li paga
            l'editore. Ma non è che sparito l'editore il
            costo di tali servizi va immediatamente a
            zero.Molti di quei servizi che hai elencato, sono servizi non richiesti dall'utente finale.L'editore ce li ficca sempre dentro perche' a lui non costano, e gli consentono di gonfiare il prezzo, ma io, lettore, perche' devo pagare per una impaginazione di cui non puo' fregar di meno, o per delle illustrazioni che neanche guardo, ma che concorrono a far crescere il costo del libro?

            L'autore navigato avra' gia' ottenuto abbastanza

            proventi da reinvestire nella sua attivita' di

            scrittore se vuole proseguire a fare lo

            scrittore.


            e sarà abbastanza assennato da poter valutare se
            sia meglio una soluzione buy: compro i servizi
            già pronti o make: faccio da me.Esatto.Oggi c'e' la possibilita' del far da se', e questa possibilita' col tempo si espandera' e fara' soccombere gli editori.


            Gestire, dal punto di vista


            dei contenuti redazionali, un blog con qualche


            centinaio di accessi giornalieri non è uno


            scherzo.



            Io non vedo molta differenza tra il postare qui

            sul forum di PI o farlo in un blog. Io per

            esempio posto

            qui.

            come dire: siccome sedersi nel sedile passeggero
            di un auto è come sedersi nel sedile passeggero
            di un aereo allora l'aereo è facile da guidare
            come un auto.Siccome io faccio il passeggero, non mi riguarda proprio la difficolta' di chi guida.A me basta sapere che il mezzo di locomozione si muove, tanto io faccio il passeggero.

            No. Certo, se viene a bussare un produttore

            cinematografico e vuole parlare di diritti per

            farci un film, lo mando immediatamente dal mio

            avvocato a fare la

            trattativa.


            davvero ? non vai a chiedere se esiste un
            contratto creative commons libero e open source
            da usare ? o ti scarichi da internet un paio di
            testi di diritto commerciale e te lo scrivi da
            solo ?No. Essendo una trattativa uno a uno e non uno a molti, metto di mezzo l'avvocato.E poi non sono io che offro, e' lui che chiede. Quindi viene a commissionarmi qualcosa. E quindi paga.

            Il concetto e' sempre lo stesso. Sono io autore

            che se mi serve pago qualcuno affinche' svolga

            determinati servizi per me. Si chiama
            consulenza.

            E si paga a tempo o a prestazione, non a

            royalties.



            puoi spiegarmi per quale motivo non la si
            potrebbe pagare cedendo i diritti ?Perche' i diritti per come li concepisco io sono incedibili.

            Chi e' che pretende di fare il regista senza

            alcuna pratica

            precedente?


            non sviare. L'affermazione non riguardava il:
            "come iniziare", ma il "cosa usare per ottenere
            opere di livello professionale ?" e la roba
            professionale
            costa.Non sto sviando.La roba professionale costa.Ma se io parto da zero e non posso o non voglio permettermi di anticipare troppe spese, ne faccio a meno, e investiro' nel livello professionale solo quando un ritorno di pubblico mi avra' confermato che ne vale la pena.

            Sai che se lo facesse farebbe il pieno
            ugualmente?


            l'avevano fatto baglioni e de gregori e il
            risultato non era stato esaltante.
            :)
            Alla fine del 1975, De Gregori si rende
            protagonista, assieme a Claudio Baglioni, di un
            concertino improvvisato nella piazza romana del
            Pantheon.

            Dopo un lauto pranzo, e forse complice anche il
            vino, i due cantautori si mettono a suonare pezzi
            di repertorio vario (dai Beatles a Bob Dylan, a
            Simon e Garfunkel), con le custodie delle
            chitarre aperte nella piazza, gremita di
            turisti.

            Vistisi quasi del tutto ignorati dai passanti,
            provano a eseguire pezzi del proprio repertorio,
            ma il risultato non
            cambia.Praticamente mi hai detto che la gente che era in piazza in quel momento era li' per fare altro e non per ascoltare loro.Pure io se incontrassi per strada il mio cantante preferito che suona, ma io sto andando altrove, proseguo e non mi fermo.
            Commentando l'episodio, e sottolineando la
            delusione provata, Baglioni dichiarerà più tardi:
            «A me ci vollero un paio di giorni per
            riprendermi, a Francesco, che è più vanitoso,
            almeno un paio di
            settimane»[15].

            fonte: wikipedia.Se avessero messo un cartello un paio di giorni prima, probabilmente in quella piazza sarebbe dovuta intervenire la forza pubblica per mantenere l'ordine.
          • shevathas scrive:
            Re: compenso


            oppure paga e se lo fa fare.

            Paga lui, pero', non io.
            Sottigliezze inutili, nel caso lo pagheresti indirettamente visto che i soldi che tu dai all'autore potrebbe rigirarli a chi gli fa il lavoro.

            Molti di quei servizi che hai elencato, sono
            servizi non richiesti dall'utente
            finale.quando vai dal panettiere chiedi forse il servizio di macinatura del grano ? di stoccaggio e trasporto della farina ?
            L'editore ce li ficca sempre dentro perche' a lui
            non costano, e gli consentono di gonfiare il
            prezzo, ma io, lettore, perche' devo pagare per
            una impaginazione di cui non puo' fregar di meno,
            o per delle illustrazioni che neanche guardo, ma
            che concorrono a far crescere il costo del
            libro?
            e chi ti dice che non gli ha voluti invece l'autore ?

            Esatto.
            Oggi c'e' la possibilita' del far da se', e
            questa possibilita' col tempo si espandera' e
            fara' soccombere gli
            editori.
            si trasformeranno in società di servizi, non scompariranno.

            Siccome io faccio il passeggero, non mi riguarda
            proprio la difficolta' di chi
            guida.purtroppo questa difficoltà si riflette nella retribuzione di chi guida il mezzo. E' molto più facile trovare un autista con la patente D che un pilota con il brevetto per l'aviazione civile.
            A me basta sapere che il mezzo di locomozione si
            muove, tanto io faccio il
            passeggero.
            però pretendi di pagare il biglietto dell'aereo come il biglietto del tram. E' questo che fa cascare i tuoi castelli di carte.Si talvolta con le low cost si trovano biglietti ad 1 ma si tratta tuttavia di casi eccezionali non è la norma.

            No.
            Essendo una trattativa uno a uno e non uno a
            molti, metto di mezzo
            l'avvocato.
            E poi non sono io che offro, e' lui che chiede.
            Quindi viene a commissionarmi qualcosa. E quindi
            paga.
            quindi per te potrebbe prendere, teoricamente, il tuo libro e farne un film, magari senza neppure citarti fra gli autori ?

            Perche' i diritti per come li concepisco io sono
            incedibili.
            ti chiami civile di nome e codice di cognome ?
            Non sto sviando.
            La roba professionale costa.io stavo dicendo semplicemente quello.

            Se avessero messo un cartello un paio di giorni
            prima, probabilmente in quella piazza sarebbe
            dovuta intervenire la forza pubblica per
            mantenere
            l'ordine.la pubblicità è l'anima del commercio, e purtroppo si paga.
          • Talking Head scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: shevathas
            le ragioni evidenti, per chi lavora nel settore,
            ci
            sono.

            A. Si fa pagare la prestazione d'opera e tutto
            il resto va
            all'autore Evidentemente non lavori nel settore :)Il tipico contratto editore-scrittore, è sulla base di un 6% del prezzo di copertina per lo scrittore. Non è quindi sulla base del pagamento per un lavoro, io ti offro questo servizio ma voglio X, perché non c'è un prezzo X. E' l'editore che paga lo scrittore per il suo lavoro, e intasca profitti e rischio d'impresa.Lo scrittore quindi non sta pagando per un servizio. Semplicemente rinuncia alla possibilità di profitti per via della posizione dominante dell'editore: se non vieni pubblicato da un editore, le librerie non mettono i tuoi libri sugli scaffali. Non puoi evitare l'intermediario, che intasca un reddito da posizione.Il fatto che non ci sia un rapporto evidente servizio-pagamento è palese: basta notare che per le pubblicazioni di ebook l'editore non offre percentuali più alte all'autore, anche di fronte a costi più bassi e prezzi di copertina equivalenti. Questo quando acconsente alla pubblicazione elettronica: molti editori sono semplicemente contrari.E il motivo è chiaro. Il cambiamento che viene richiesto btw è ESATTAMENTE quello che tu pensi sia attualmente il mondo: editori che vengono pagati per un servizio che offrono. Quindi essenzialmente studi specializzati in correzione di bozze, grafici, selezione e promozione di libri, che offrono un servizio in cambio di parte dei profitti o di pagamenti fissi.
          • shevathas scrive:
            Re: compenso

            Lo scrittore quindi non sta pagando per un
            servizio. Semplicemente rinuncia alla possibilità
            di profitti per via della posizione dominante
            dell'editore: se non vieni pubblicato da un
            editore, le librerie non mettono i tuoi libri
            sugli scaffali. Non puoi evitare l'intermediario,
            che intasca un reddito da
            posizione.
            teoricamente, e su questo verteva il discorso con panda, lo scrittore potrebbe autoprodursi il libro e cercare di metterlo in vendita. Ovviamente la sua strada sarà molto, ma molto, di più in salita che se si affida ad un editore.Potrebbe, ma raramente conviene, funzionare per qualche scrittore di grido che ha già alle spalle un paio di best seller e può offrire, alle librerie, ragionevoli possibilità di vendita, il tenere il libro nello scaffale costa alla libreria. Un Wilbur Smith sei sicuro che venda, sia che lo pubblichi S&K, sia che lo pubblichi la Wilbur Smith Editore.Per un "nuovo" od un emergente è in salita, molto in salita

            Il cambiamento che viene richiesto btw è
            ESATTAMENTE quello che tu pensi sia attualmente
            il mondo: editori che vengono pagati per un
            servizio che offrono. Quindi essenzialmente studi
            specializzati in correzione di bozze, grafici,
            selezione e promozione di libri, che offrono un
            servizio in cambio di parte dei profitti o di
            pagamenti
            fissi.btw la rendita di posizione permane, una cosa è l'avere il mio ebook recensito in qualche portale che fornisce visibilità e, in un certo senso, certifica la qualità dell'opera, altro è invece che venga pubblicato in un sito internet a basso traffico e con basso ranking nei motori di ricerca. Un minimo di "rendita" rimane per il padrone della vetrina.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            Ribaltiamo un po' i concetti.
            Un autore scrive un romanzo.
            Lasciamo perdere il costo e il tempo che ci ha
            messo per
            scriverlo.Nel frattempo campa di aria :D
            Ce l'ha nel cassetto e basta.Chissà che fantasmagorica opera teneva nel cassetto, sotto una gamba, per raddrizzarlo, forse... :$
            Un bel giorno si sveglia e decide di farlo
            fruttare.E si accorgere di essere un piccolo pesce in un'oceano di scrittori...
            La seconda ipotesi, quella che va per la
            maggiore, garantisce all'autore un rischio zero e
            un guadagno certo, se l'opera
            piace.Proprio un piccolo "SE"
            Modello 2000
            L'autore puo' autonomamente promuoverlo e
            distribuirlo.Ne vedo tanti che tirano a campare vendendo libri in piazza...
            L'editore non serve piu'.Neanche il lettore se per quello :D
            Davvero non riesco a capire come un autore, che
            in quanto tale dovrebbe essere persona
            intelligente, si faccia ancora abbindolare dal
            vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'
            alcuna evidente
            ragione.A parte il non poter più scrivere perchè impegnato a stampare, distribuire, promuovere, etc etc, le sue opere?
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: panda rossa

            Ribaltiamo un po' i concetti.

            Un autore scrive un romanzo.

            Lasciamo perdere il costo e il tempo che ci ha

            messo per

            scriverlo.

            Nel frattempo campa di aria :DFinche' non ti sradichi da quella capoccia questi concetti antiquati, non ci sara' mai dialogo.Nel frattempo vai a lavorare!Hai presente la Giusy Ferreri? Nel frattempo faceva la cassiera al supermercato!

            Ce l'ha nel cassetto e basta.

            Chissà che fantasmagorica opera teneva nel
            cassetto, sotto una gamba, per raddrizzarlo,
            forse...
            :$


            Un bel giorno si sveglia e decide di farlo

            fruttare.

            E si accorgere di essere un piccolo pesce in
            un'oceano di
            scrittori...E invece con una casa editrice, non e' lo stesso in un oceano di scrittori?

            La seconda ipotesi, quella che va per la

            maggiore, garantisce all'autore un rischio zero
            e

            un guadagno certo, se l'opera

            piace.

            Proprio un piccolo "SE"E invece con una casa editrice, questo "SE" non c'e'?

            Modello 2000

            L'autore puo' autonomamente promuoverlo e

            distribuirlo.

            Ne vedo tanti che tirano a campare vendendo libri
            in piazza...Se parliamo di distribuzione elettronica, non li vedrai certo in piazza.

            L'editore non serve piu'.

            Neanche il lettore se per quello :DIn tal caso il problema e' risolto.

            Davvero non riesco a capire come un autore, che

            in quanto tale dovrebbe essere persona

            intelligente, si faccia ancora abbindolare dal

            vecchio modello editoriale quando non c'e' piu'

            alcuna evidente

            ragione.

            A parte il non poter più scrivere perchè
            impegnato a stampare, distribuire, promuovere,
            etc etc, le sue opere?Ma di che cosa stiamo parlando?Un ebook non si stampa ne' si distribuisce.La promozione va fatta, certo... l'autore deve rendersi visibile dal suo pubblico. Hai una bella pretesa di aspettare le royalties mentre stai in spiaggia alle maldive.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: pippO

            - Scritto da: panda rossa


            Ribaltiamo un po' i concetti.


            Un autore scrive un romanzo.


            Lasciamo perdere il costo e il tempo che ci ha


            messo per


            scriverlo.



            Nel frattempo campa di aria :D

            Finche' non ti sradichi da quella capoccia questi
            concetti antiquati, non ci sara' mai
            dialogo.

            Nel frattempo vai a lavorare!
            Hai presente la Giusy Ferreri?
            Nel frattempo faceva la cassiera al supermercato!Quella che si è autopromossa, e dal nulla senza neanche uno straccio di apparizione tv ed una casa di produzione alle spalle fa un sacco di soldi? :D


            Un bel giorno si sveglia e decide di farlo


            fruttare.



            E si accorgere di essere un piccolo pesce in

            un'oceano di

            scrittori...

            E invece con una casa editrice, non e' lo stesso
            in un oceano di
            scrittori?Una casa editrice sceglie i pesciolini e li fa ingrassare un po' prima di buttarli in pasto al pubblico, quello è il suo lavoro: scoprire e promuovere nuovi scrittori.
            Hai una bella pretesa di aspettare le royalties
            mentre stai in spiaggia alle
            maldive.Mi basta la villa di Wilbur Smith ;)
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: pippO

            Una casa editrice sceglie i pesciolini e li fa
            ingrassare un po' prima di buttarli in pasto al
            pubblico, quello è il suo lavoro: scoprire e
            promuovere nuovi
            scrittori.E puo' continuare a farlo, sempre che ci siano nuovi scrittori disposti a farsi ingrassare dalla casa editrice e pubblico disposto a comprare opere di autori ingrassati, quando l'alternativa e' la rete.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: pippO

            Una casa editrice sceglie i pesciolini e li fa

            ingrassare un po' prima di buttarli in pasto al

            pubblico, quello è il suo lavoro: scoprire e

            promuovere nuovi

            scrittori.

            E puo' continuare a farlo, sempre che ci siano
            nuovi scrittori disposti a farsi ingrassare dalla
            casa editrice e pubblico disposto a comprare
            opere di autori ingrassati, quando l'alternativa
            e' la
            rete.Da pesca? ;)
          • Deus Ex scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: pippO




            Una casa editrice sceglie i pesciolini e li fa

            ingrassare un po' prima di buttarli in pasto al

            pubblico, quello è il suo lavoro: scoprire e

            promuovere nuovi

            scrittori.

            E puo' continuare a farlo, sempre che ci siano
            nuovi scrittori disposti a farsi ingrassare dalla
            casa editrice e pubblico disposto a comprare
            opere di autori ingrassati, quando l'alternativa
            e' la
            rete.E' anche una questione di qualità.La casa editrice che lavora bene, non pubblica tutto quello che gli viene proposto, ma pubblica (o almeno dovrebbe) solo i lavori di qualità. In altre parole fa una notevole opera di scrematura, ed evita che il mercato sia invaso da una quantità enorme di porcherie. Questa cosa dell'essere editori di se stessi metterà in testa a migliaia e migliaia di persone di poter fare lo scrittore solo perchè una volta da bambino han letto un libro. Sinceramente io non ci vedo tanto di positivo, perchè sarà sempre più difficile trovare opere di valore in mezzo a tanti "vorrei ma non posso".Sinceramente sono disposto a spendere anche 20 euro per un bel libro, ma non ne spenderei nemmeno 1 per una ciofeca.
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: Deus Ex
            Sinceramente sono disposto a spendere anche 20
            euro per un bel libro, ma non ne spenderei
            nemmeno 1 per una
            ciofeca.Leggeresti un mio libro gratis?Se lo fai, siamo a posto.Io ottengo il mio scopo di essere letto, tu quello di non spendere.Alla fine io avro' tanti riscontri, da parte di tutti coloro che hanno letto il mio libro gratis o che ci hanno almeno provato.Se un certo numero di questi lettori mi dice: "Bello, ti darei un euro se me ne dai un'altro", allora c'e' possibilita' di business.Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi all'ippica, amen, posso dire di averci provato.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Deus Ex


            Sinceramente sono disposto a spendere anche 20

            euro per un bel libro, ma non ne spenderei

            nemmeno 1 per una

            ciofeca.

            Leggeresti un mio libro gratis?
            Se lo fai, siamo a posto.
            Io ottengo il mio scopo di essere letto, tu
            quello di non
            spendere.
            Alla fine io avro' tanti riscontri, da parte di
            tutti coloro che hanno letto il mio libro gratis
            o che ci hanno almeno
            provato.Quale parte di "E' anche una questione di qualità." non ti è chiara?Hai mai provato UNA dico UNA volta a cercare un libro tra i cataloghi di "roba" autoprodotta?Per quello pago MOLTO volentieri un'editore serio, che si passa tutto il catalogo e pubblica SOLO la roba buona!

            Se un certo numero di questi lettori mi dice:
            "Bello, ti darei un euro se me ne dai un'altro",
            allora c'e' possibilita' di
            business.
            Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi
            all'ippica, amen, posso dire di averci
            provato.Ecco bravo, inizia a correre :D
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: pippO
            Quale parte di "E' anche una questione di
            qualità." non ti è
            chiara?Guarda, sia io che te leggiamo PI, quindi non puoi venire a parlare di qualita' delle cose che si leggono.
            Hai mai provato UNA dico UNA volta a cercare un
            libro tra i cataloghi di "roba"
            autoprodotta?No, ma ho provato piu' di una volta a leggere i blog di gente che ha scritto libri, e mi e' bastato per capire se il libro fosse buono da leggere oppure no.
            Per quello pago MOLTO volentieri un'editore
            serio, che si passa tutto il catalogo e pubblica
            SOLO la roba buona!Tu.Io no. Io non ho bisogno di qualcuno che mi imbocchi: so mangiare da solo.

            Se un certo numero di questi lettori mi dice:

            "Bello, ti darei un euro se me ne dai un'altro",

            allora c'e' possibilita' di

            business.

            Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi

            all'ippica, amen, posso dire di averci

            provato.

            Ecco bravo, inizia a correre :DTi piacerebbe... ma non ne ho bisogno.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: pippO

            Per quello pago MOLTO volentieri un'editore

            serio, che si passa tutto il catalogo e pubblica

            SOLO la roba buona!

            Tu.
            Io no. Io non ho bisogno di qualcuno che mi
            imbocchi: so mangiare da
            solo.Sei una mosca di bocca buona? :D
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: pippO


            Per quello pago MOLTO volentieri un'editore

            serio, che si passa tutto il catalogo e pubblica

            SOLO la roba buona!

            Tu.
            Io no. Io non ho bisogno di qualcuno che mi
            imbocchi: so mangiare da
            solo.Si, si va bene, si vede che non hai MAI cercato novità per conto tuo, a te basta guardare la classifica dei più scaricati dai p)
          • Deus Ex scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Deus Ex


            Sinceramente sono disposto a spendere anche 20

            euro per un bel libro, ma non ne spenderei

            nemmeno 1 per una

            ciofeca.

            Leggeresti un mio libro gratis?
            Se lo fai, siamo a posto.
            Io ottengo il mio scopo di essere letto, tu
            quello di non
            spendere.
            Alla fine io avro' tanti riscontri, da parte di
            tutti coloro che hanno letto il mio libro gratis
            o che ci hanno almeno
            provato.

            Se un certo numero di questi lettori mi dice:
            "Bello, ti darei un euro se me ne dai un'altro",
            allora c'e' possibilita' di
            business.
            Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi
            all'ippica, amen, posso dire di averci
            provato.Guarda io sono uno che legge abbastanza (per intenderci tra i 50 e i 70 libri l'anno), e mi è capitato anche di leggere romanzi autopubblicati dall'autore e proprio per questo parlo di qualità. La qualità non è solo quello che si scrive, ma è anche il come. Anche l'idea migliore del mondo, se non adeguatamente messa su carta può sfociare in un libro orribile. Il punto è che tanti aspiranti scrittori possono avere l'idea, ma non sanno metterla su carta e l'editore dovrebbe servire anche a questo...qualche libro che ho letto, con un lavoro decente di editing e correzione sarebbe potuto anche essere un ottimo libro...per me l'editore, se lavora seriamente, e soprattutto quando si parla di scrittori alle prime armi, è assolutamente fondamentale.
          • panda rossa scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: Deus Ex
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Deus Ex




            Sinceramente sono disposto a spendere anche 20


            euro per un bel libro, ma non ne spenderei


            nemmeno 1 per una


            ciofeca.



            Leggeresti un mio libro gratis?

            Se lo fai, siamo a posto.

            Io ottengo il mio scopo di essere letto, tu

            quello di non

            spendere.

            Alla fine io avro' tanti riscontri, da parte di

            tutti coloro che hanno letto il mio libro gratis

            o che ci hanno almeno

            provato.



            Se un certo numero di questi lettori mi dice:

            "Bello, ti darei un euro se me ne dai un'altro",

            allora c'e' possibilita' di

            business.

            Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi

            all'ippica, amen, posso dire di averci

            provato.

            Guarda io sono uno che legge abbastanza (per
            intenderci tra i 50 e i 70 libri l'anno), e mi è
            capitato anche di leggere romanzi autopubblicati
            dall'autore e proprio per questo parlo di
            qualità. La qualità non è solo quello che si
            scrive, ma è anche il come. Anche l'idea migliore
            del mondo, se non adeguatamente messa su carta
            può sfociare in un libro orribile. Il punto è che
            tanti aspiranti scrittori possono avere l'idea,
            ma non sanno metterla su carta e l'editore
            dovrebbe servire anche a questo...qualche libro
            che ho letto, con un lavoro decente di editing e
            correzione sarebbe potuto anche essere un ottimo
            libro...per me l'editore, se lavora seriamente, e
            soprattutto quando si parla di scrittori alle
            prime armi, è assolutamente
            fondamentale.E in quei casi l'editore che cosa fa?Mette mano al testo, forse?
          • Deus Ex scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Deus Ex

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Deus Ex






            Sinceramente sono disposto a spendere anche
            20



            euro per un bel libro, ma non ne spenderei



            nemmeno 1 per una



            ciofeca.





            Leggeresti un mio libro gratis?


            Se lo fai, siamo a posto.


            Io ottengo il mio scopo di essere letto, tu


            quello di non


            spendere.


            Alla fine io avro' tanti riscontri, da parte
            di


            tutti coloro che hanno letto il mio libro
            gratis


            o che ci hanno almeno


            provato.





            Se un certo numero di questi lettori mi dice:


            "Bello, ti darei un euro se me ne dai
            un'altro",


            allora c'e' possibilita' di


            business.


            Se invece quasi tutti mi inviteranno a darmi


            all'ippica, amen, posso dire di averci


            provato.



            Guarda io sono uno che legge abbastanza (per

            intenderci tra i 50 e i 70 libri l'anno), e mi è

            capitato anche di leggere romanzi autopubblicati

            dall'autore e proprio per questo parlo di

            qualità. La qualità non è solo quello che si

            scrive, ma è anche il come. Anche l'idea
            migliore

            del mondo, se non adeguatamente messa su carta

            può sfociare in un libro orribile. Il punto è
            che

            tanti aspiranti scrittori possono avere l'idea,

            ma non sanno metterla su carta e l'editore

            dovrebbe servire anche a questo...qualche libro

            che ho letto, con un lavoro decente di editing e

            correzione sarebbe potuto anche essere un ottimo

            libro...per me l'editore, se lavora seriamente,
            e

            soprattutto quando si parla di scrittori alle

            prime armi, è assolutamente

            fondamentale.

            E in quei casi l'editore che cosa fa?
            Mette mano al testo, forse?Editing, correzioni...in sostanza sì, mette anche mano al testo.
          • pippO scrive:
            Re: compenso
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Deus Ex

            Guarda io sono uno che legge abbastanza (per

            intenderci tra i 50 e i 70 libri l'anno), e mi è

            capitato anche di leggere romanzi autopubblicati

            dall'autore e proprio per questo parlo di

            qualità. La qualità non è solo quello che si

            scrive, ma è anche il come. Anche l'idea
            migliore

            del mondo, se non adeguatamente messa su carta

            può sfociare in un libro orribile. Il punto è
            che

            tanti aspiranti scrittori possono avere l'idea,

            ma non sanno metterla su carta e l'editore

            dovrebbe servire anche a questo...qualche libro

            che ho letto, con un lavoro decente di editing e

            correzione sarebbe potuto anche essere un ottimo

            libro...per me l'editore, se lavora seriamente,
            e

            soprattutto quando si parla di scrittori alle

            prime armi, è assolutamente

            fondamentale.

            E in quei casi l'editore che cosa fa?
            Mette mano al testo, forse?Esatto ti insegna a SCRIVERE!
    • Talking Head scrive:
      Re: compenso
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      solamente il 35% all'autore????Amazon offre la scelta tra il 70% del prezzo pieno meno i costi di delivery (quindi ad esempio se offri un libro da mezzo mega a 1, prendi il 70% di 1-0.06, che è il 64% del prezzo di copertina) e il 35% del totale. A meno di libri molto grandi e poco costosi, si applica quindi sempre il 70%.In alcuni paesi, in cui il Kindle Store non è ancora ufficiale e le spese di spedizione non quantificabili, c'è invece l'obbligo del 35%. Ma onestamente credo che John Locke abbia venduto il 99% delle copie in USA, Canada, Australia o UK, totalizzando quindi circa 63-66c per libro. Non so perché ci sia scritto 35c nell'articolo.
    • PinguinoCattivo scrive:
      Re: compenso
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      solamente il 35% all'autore???? quando non c'è
      nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè
      nemmeno il costo di
      stampa?

      sinceramente rimango un po' basitoPuoi sempre registrare un dominio e fare concorrenza.
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: compenso
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      solamente il 35% all'autore???? quando non c'è
      nemmeno la major (editore) dietro.. e non cè
      nemmeno il costo di
      stampa?

      sinceramente rimango un po' basitoMah veramente mi sembra un pò strano, sembra quasi abbiano ribaltato le percentuali, Io sapevbo che il 35%- 40% era quanto trattiene il servizio di pubblicazione, ma includendo anche il servizio di vendita e l'accredito diretto sul proprio conto corrente o carta di credito, quindi all'autore rimane almeno il 60 % !https://www.lulu.com/s1/libro_b/l/wiz/?cid=~sggl~kautopubblicare~gself+publish_focused_focused_it_broad~clulu_publishing_it~a5729605101~p&gclid=COeKvoO0yakCFUQKfAodWT8RMAQui ad esempio l'autore becca anche l'80%!
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