Netflix: pro net neutrality, contro la pirateria audiovisiva

Il servizio di streaming di film e serie TV, che si è da poco alleato con altri grandi del settore per combattere lo streaming pirata, si schiera ora a favore della neutralità della rete. E promette battaglia
Il servizio di streaming di film e serie TV, che si è da poco alleato con altri grandi del settore per combattere lo streaming pirata, si schiera ora a favore della neutralità della rete. E promette battaglia

Netflix si prepara a combattere per il suo futuro e dichiara guerra ai pirati e ai nemici della Net Neutrality, minacciata negli Stati Uniti dalla proposta votata dalla Federal Communications Commission (FCC) di smantellare le tutele del titolo II che rientrano complessivamente nei principi della cosiddetta “Net Neutrality”.


Mentre su Twitter il messaggio del servizio on demand è finito al centro della furia dei suoi utenti, scatenata dalla cancellazione della serie Sense8, la chiara presa di manifestazione di Netflix si inserisce di un panorama più ampio, quello dell’ acceso dibattito sulla riforma delle regole della neutralità della rete, che rappresenta una delle questioni aperte dalla nuova amministrazione Trump con la svolta rappresentata dal neoeletto presidente della Federal Communication Commission (FCC) Ajit Pai, voluto da The Donald proprio per le sue posizioni fortemente divergenti rispetto alla precedente presidenza dell’agenzia e in particolare alle regole in questione.

La principale conseguenza della riforma che stanno cercando di adottare negli Stati Uniti è che agli Internet Service Provider non sarà più proibito offrire una diversa qualità di connessione agli utenti in base al contenuto di cui vogliono fruire .

Netflix, che fino a qualche mese fa si era detta “non particolarmente preoccupata dalla questione” poiché non rappresentava un particolare rischio per la sua società (Netflix non rientra certo tra i piccoli operatori che senza net neutrality rischiano di trovarsi tagliati fuori da qualsiasi opportunità di business), assume ora una nuova posizione, timorosa di vedere la propria offerta minacciata dalle politiche che gli ISP potrebbero adottare se lasciati completamente liberi, magari nell’ipotesi che questi vogliano favorire direttamente un proprio servizio on demand.

Altro fronte su cui Netflix vuole dare battaglia è quello della pirateria dei contenuti audiovisivi online : per farlo è entrata di recente a far parte, con altri 29 operatori leader nel settore (creatori di contenuti e servizi on demand), dell’ Alliance for Creativity and Entertainment ( ACE ).

Costituita tra gli altri da Amazon, BBC Worldwide, Bell Canada, Canal+ Group, CBS Corporation, Constantin Film, Foxtel, Grupo Globo, HBO, Hulu, Lionsgate, Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), NBCUniversal, Netflix, Paramount Pictures, SF Studios, Sky, Sony Pictures Entertainment, Twentieth Century Fox, Walt Disney e Warner Bros. Entertainment Inc, avrà il compito di combattere la diffusione online dei contenuti piratati: secondo le sue stime si tratta di un mercato che solo negli Stati Uniti vale oltre 1,2 triliardi di dollari, supporta direttamente più di 5,5 milioni di lavori e che nel 2016 è stato minacciato da circa 21,4 miliardi di visite totali a siti di streaming pirata.

Tali grandi operatori del settore, insieme, contano di poter creare effetto rete rispetto alle loro singole operazione di monitoraggio e contestazione dei contenuti in violazione della proprietà intellettuale, collaborando anche con organizzazioni nazionali di protezione dei contenuti e cercando di sottoscrivere accordi volontari con diversi operatori del Web (ad esempio ottenendo dagli ISP dei canali preferenziali per la segnalazione e/o la rimozione).

Claudio Tamburrino

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