New Glenn di Blue Origin mette un satellite nell'orbita sbagliata

New Glenn di Blue Origin mette un satellite nell'orbita sbagliata

Il terzo lancio del New Glenn di Blue Origin ha riutilizzato il booster con successo ma, ha posizionato il satellite in un'orbita troppo bassa.
New Glenn di Blue Origin mette un satellite nell'orbita sbagliata
Il terzo lancio del New Glenn di Blue Origin ha riutilizzato il booster con successo ma, ha posizionato il satellite in un'orbita troppo bassa.

Il razzo è decollato perfettamente. Il booster è atterrato sulla nave drone nell’oceano, riutilizzato per la prima volta, un traguardo tecnico. Jeff Bezos ha persino condiviso il video dell’atterraggio su X, il social di Elon Musk (che si è congratulato).

E poi, due ore dopo il lancio, Blue Origin ha annunciato che il secondo stadio del New Glenn aveva posizionato il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile in un’orbita “non nominale“, troppo bassa per operare. Il satellite dovrà essere de-orbitato e bruciato nell’atmosfera terrestre. La missione principale, consegnare un satellite di comunicazione al cliente, è fallita.

Il razzo di Bezos atterra perfettamente, ma mette il satellite nell’orbita sbagliata

È la terza missione del New Glenn, la prima con un booster riutilizzato, e il secondo lancio commerciale con un carico pagante per un cliente, dopo i due veicoli spaziali diretti verso Marte per conto della NASA a novembre. Il booster ha funzionato. Il secondo stadio no. E un razzo che vola bene ma non consegna il satellite è un razzo che ha fallito la missione.

Blue Origin non ha fornito ulteriori informazioni dopo l’annuncio iniziale e non ha risposto alle richieste di commento.

Le conseguenze per AST SpaceMobile

AST SpaceMobile ha confermato che il satellite si è separato dal razzo e si è acceso, ma l’altitudine è troppo bassa per sostenere le operazioni. La perdita è coperta dall’assicurazione. L’azienda ha dei satellite successivi in completamento entro un mese e contratti con più fornitori di lancio, non solo Blue Origin. Prevede di lanciare altri 45 satellite entro la fine del 2026.

Le implicazioni per Artemis e la Luna

Il fallimento del secondo stadio potrebbe avere implicazioni più ampie. Blue Origin sta spingendo per diventare uno dei principali fornitori di lancio per le missioni Artemis della NASA verso la Luna. L’amministrazione Trump ha messo pressione su Blue Origin e SpaceX per portare lander lunari entro la fine del secondo mandato presidenziale.

Blue Origin ha recentemente completato i test del primo lander lunare, che dovrebbe tentare un lancio senza equipaggio quest’anno. L’azienda aveva inizialmente considerato di lanciare il lander sulla terza missione del New Glenn, ma ha scelto di lanciare il satellite AST SpaceMobile al suo posto.

La fiducia è prematura?

Blue Origin ha impiegato oltre un decennio a sviluppare il New Glenn e ha iniziato a lanciare carichi commerciali fin dalle prime missioni, un segno di fiducia nel proprio razzo. SpaceX, a confronto, ha passato anni a testare Starship con carichi fittizi prima di trasportare payload reali.

Ma anche SpaceX ha perso carichi nel programma Falcon 9. Nel 2015, alla diciannovesima missione, il razzo è esploso in volo distruggendo un cargo per la Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2016, un Falcon 9 è esploso sulla rampa di lancio durante un test, causando la perdita di un satellite internet di Meta.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
20 apr 2026
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