Blue Origin ha completato il terzo lancio del razzo New Glenn. Per la prima volta è stato utilizzato lo stesso stadio inferiore della precedente missione. L’azienda di Jeff Bezos diventa quindi ufficialmente un’alternativa a SpaceX. Meno fortunato invece il rilascio del carico nello spazio.
Primo riutilizzo del razzo New Glenn
Il terzo lancio era previsto entro fine febbraio, ma le procedure di revisione del primo stadio del razzo hanno richiesto più tempo. Blue Origin aveva comunicato l’apertura della finestra di lancio alle ore 6:45 della Florida (le 12:45 in Italia). Come si può vedere nel video, il conto alla rovescia è stato fermato quando mancavano 3 minuti e 57 secondi al lancio.
Il lancio è avvenuto alle ore 7:25 (le 13:25 in Italia). Dopo circa 9 minuti e 30 secondi, il primo stadio è atterrato sulla nave drone Jacklyn nell’Oceano Atlantico. Blue Origin ha quindi riutilizzato lo stesso stadio della seconda missione. In realtà non è un riutilizzo completo perché i sette motori BE-4 erano nuovi.
— Jeff Bezos (@JeffBezos) April 19, 2026
Il secondo stadio ha avuto un piccolo problema (al momento ignoto), quindi il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile è stato rilasciato ad un altitudine diversa da quella prevista (circa 460 Km). Non è chiaro se il satellite potrà raggiungere l’orbita nominale. Blue Origin fornirà maggiori informazioni nelle prossime ore.
BlueBird 7 è il secondo satellite di nuova generazione (Block 2). Pesa circa 6.100 Kg e antenne che coprono un’area di oltre 220 mq. Verrà utilizzato per la connettività D2D (Direct-to-Device), come i satelliti Starlink e Globalstar. AST SpaceMobile ha pianificato il lancio di 45-60 satelliti entro il 2026.
Il razzo New Glenn verrà usato per lanciare i satelliti Amazon Leo e il lander Blue Moon Mark 1 verso la Luna. La versione Mark 2 dovrebbe essere utilizzata durante la missione Artemis III che prevede il docking con la navicella Orion.