Nextbit, c'è un nuovo smartphone in città

Ex-Google ed ex-HTC assieme per un nuovo modello di sviluppo. L'annuncio del primo terminale il prossimo settembre

Roma – Provare a scalare la vetta del mercato seguendo una strada diversa: i proclami del management di Nextbit, azienda sconosciuta ai più che ha ottenuto però già un buon successo con un software per il backup su Android venduto in Giappone, sono sfrontati e arrembanti. Puntano diritto a scardinare l’attuale equilibrio dell’ecosistema mobile, al momento dominato da Samsung ed Apple con quest’ultima l’unica a fare davvero tanti quattrini con la vendita di smartphone.

Per ottenere questo risultato, che c’è da dire è piuttosto ambizioso, Nextbit ha messo insieme una squadra completa: ci sono ex-googler che arrivarono a Mountain View con l’acquisizione di Android, dunque conoscono meglio di molti altri le qualità e le capacità del sistema operativo mobile del robottino verde. Poi c’è l’ex-HTC Scott Croyle , uno dei designer artefice dell’apprezzato One M7 : si tratta di uno dei primi smartphone in circolazione interamente realizzato in metallo, ed è facile immaginare che anche lo smartphone Nextbit sarà realizzato in materiali pregiati.

In una intervista rilasciata a ZDNet , il CEO di Nextbit Tom Moss non si sbilancia troppo per quanto attiene le caratteristiche tecniche ed estetiche dello smartphone: però mette in chiaro che l’azienda punterà molto sullo sviluppo software della piattaforma anche e soprattutto dopo la messa in vendita . In un certo senso il terminale migliorerà col tempo, visto che il team di sviluppo continuerà a elaborare modifiche e miglioramenti per il dispositivo: al contrario di quanto accade normalmente oggi nella maggioranza dei casi, l’idea di Nextbit è di cercare di staccarsi dalla base di Android per migliorare performance e funzioni, senza tuttavia perdere di vista l’esperienza utente elaborata a Mountain View in questi anni.

Tutto questo dovrebbe servire a rendere il prodotto Nextbit meno incline a una obsolescenza precoce, senza tuttavia inserirlo in un universo parallelo come accaduto al Fire di Amazon. Questo assieme al design dovrebbe convincere gli utenti a sborsare una cifra superiore alla media, riconducibile comunque nella fascia di mercato compresa tra 300 e 400 dollari : con un prezzo simile ci dovrebbero essere margini bastanti a ripagare i costi di sviluppo e generare anche un profitto, indispensabile per tenere a galla le ambizioni di Nextbit.

L’annuncio del primo smartphone dell’azienda, che conta anche Google Ventures tra i suoi investitori, avverrà il 1 settembre prossimo.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • notatroll scrive:
    Mainframe vs. Server x86
    Hai ragione, i server x86 oramai hanno costi più che abbordabili, ma il target è molto diverso da quello di questi mainframe, che vengono utilizzati solitamente per far girare grossi database da istituzioni che manipolano quantità enormi di dati, vale a dire banche, istituzioni finanziarie, governo, enti di ricerca, ecc.Nell'articolo originale di Techcrunch una fonte IBM riportava che IBM stessa vende in un anno una 60ina di questi sistemi in tutto il mondo, per dare giusto un riferimento.Non ha molto senso confrontarli con macchine x86, perché non sono nemmeno parenti
  • Lollo scrive:
    Interessante ... ma i costi?
    Si tratta di capire i costi al solito, oggi server x86 di livello industriale si comprano a prezzi molto abbordabili.Qui ho visto cifre riporatae che parlano dai 75k$ ai 2M$, ora ce ne vuole prima di giustificare costi a questi livelli.
Chiudi i commenti