Google non seguirà l’esempio di OpenAI: non ci saranno pubblicità in Gemini, almeno per il momento. Lo ha dichiarato Demis Hassabis, CEO di DeepMind e a capo dei progetti di bigG legati all’intelligenza artificiale. Intervenuto al World Economic Forum di Davos, ha commentato la mossa del concorrente che proprio nei giorni scorsi ha confermato l’arrivo dell’advertising in ChatGPT: È interessante che abbiano optato per questo così presto
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Gemini rimarrà senza pubblicità, non come ChatGPT
Forse sentono il bisogno di aumentare le entrate
, queste le sue parole. Ed è così, come abbiamo già avuto modo di scrivere in un approfondimento dedicato. L’organizzazione di Sam Altman sta operando in perdita ormai da tempo e ha esigenza di monetizzare l’attività del servizio, che nonostante la sua incredibile popolarità tra gli utenti non si è ancora dimostrato in grado di generare profitto. Ci sono gli investimenti da ripagare, una bolletta della luce molto cara e le spese per la costruzione dei nuovi data center da coprire.
Nell’ultimo periodo, Gemini ha fatto registrare una forte crescita in termini di utilizzo. Proseguendo con questo ritmo, l’AI di Mountain View potrebbe arrivare a insidiare la leadership di ChatGPT già entro il 2026. Il grafico qui sotto mostra le statistiche rilevate da Similarweb e aggiornate a inizio gennaio: in rosso la quota assegnata al servizio di Google (+15,8% in un anno), in blu quella di OpenAI (-22,2%).

Quello dell’intelligenza artificiale è un ambito in cui le cose cambiano velocemente e nulla è scolpito nella pietra. Non ci stupiremmo di dover scrivere tra pochi mesi un articolo che andrà a smentire la dichiarazione odierna di Hassabis. Oggi, bigG dice no
alla pubblicità, da sempre principale veicoli di entrate per il suo motore di ricerca, forte della possibilità di generare guadagno integrando il suo chatbot in ogni componente del proprio ecosistema (l’esempio più recente è il browser Chrome). Domani, chissà.