No, nessun cartello sui prezzi della musica digitale

Le major sono assolte da un giudice federale negli States: non vi sono accordi sottobanco o illegali per controllare i prezzi della musica venduta sul mercato digitale

Roma – Prima ci ha provato LimeWire con la RIAA , ora ci han provato alcuni consumatori con le major della musica ma in entrambi i casi il risultato è lo stesso: i magistrati statunitensi ritengono che non sussistano intese illegali per controllare il mercato della musica digitale, non vi siano cartelli tra imprese e che, dunque, sussista un mercato di libera ed equa concorrenza .

Lo ha stabilito, segnala DigitalMusic , un tribunale federale, che ha anche cancellato l’accusa di una intesa sotterranea per mantenere artificialmente elevati i prezzi dei CD .

Ad essere prese di mira dai consumatori erano le quattro grandi del settore (Universal, Warner, EMI e Sony): l’idea che vi fosse un cartello nasceva dal fatto che nei diversi canali distributivi online, in particolare i jukebox con cui le major hanno stretto accordi, la musica viene venduta a prezzi del tutto simili, spesso identici.

La decisione del tribunale del Southern District risulta di particolare rilievo sia per l’importanza del tribunale stesso sia per il “timing” della decisione. Come osservava Warner di recente, dall’agosto 2006, in seguito alle indagini su questo fronte svolte dal procuratore generale dello Stato di New York, sono decine le class action con cui i consumatori hanno “aggredito” il mercato della musica digitale controllato dalle major.

Secondo i giudici, dunque, le major non si muovono in modo simile per intese sottobanco quanto invece perché affrontano con azioni che corrono parallele un cambiamento epico del proprio mercato di riferimento. “Non ci sono accordi, comunque – ha scritto il giudice – solo perché un oligopolista decide un prezzo elevato sapendo, o sperando, che altri oligopolisti seguiranno la stessa strada. Si tratta di un parallelismo consapevole e, come ha già determinato la Corte Suprema, azioni parallele, anche quando intraprese consapevolmente, non costituiscono in sé una associazione illecita”.

Come a dire, insomma, che le major forse pompano pure i prezzi dei CD, magari anche i prezzi dei file digitali, ma se lo fanno è perché sanno che le altre major opteranno per la medesima soluzione, e non perché hanno stretto accordi illegali preventivi. Una dimostrazione, evidentemente, di come il consolidamento del mercato musicale negli ultimi decenni, in cui i cataloghi più rilevanti sono tutti finiti nelle mani delle quattro sorelle, ha condotto ad un oligopolio, citato anche dal tribunale, i cui effetti in molti casi non sono favorevoli ai consumatori quanto, appunto, agli oligopolisti.

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  • dont feed the troll scrive:
    ignoranza vs. open source
    Ogni volta che qualcuno parla di open source, autentiche orde di troll ignoranti come sassi vengono qui a biascicare idiozie contro di esso.Questo ovviamente senza che la moderazione di PI faccia assolutamente nulla, perchè come al solito a loro interessa il VOLUME degli interventi e non la QUALITA' degli stessi.Il che potrebbe anche avere un senso (certo immorale, ma pur sempre un senso) se non fosse che questa rivista on line, e i relativi forum, si chiamano "Punto Informatico", non "Sagra dell'Imbecille", ergo talune bestialità non dovrebbero venire pubblicate.Nello strenuo tentativo di sollevare dalle tenebre + buie dell'ignoranza degli avversari dell open-source, ribadiamo alcuni concetti fondamentali:- Open Source != Linux. L'open source è un paradigma di sviluppo e distribuzione del software, non un sistema operativo.- Lavoro != scrivere documenti con word. Così come è stupido ritenere che Open Source e Linux siano la stessa cosa, altrettanto stupido è ritenere che un lavoro di ufficio abbia a che fare solo con la redazione di documenti.- Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti siano resi disponibili non vuol dire che lo sforzo per produrli non debba venire remunerato. E' solo una garanzia in + per l'acquirente, gli si dice ecco come funziona il prodotto che hai acquistato (e probabilmente pagato).- Open Source != maggior costo. gli ignoranti nemici dell'open o credono che l'open source venga dato via gratis o al contrario che costi di + (non lo sanno manco loro, ma essendo ignoranti appunto parlano di cose che no nsanno). produrre un software costa, di solito tanto. Costa di + se devo reinventarmi ex-novo l'acqua calda ogni volta, quindi, spiengendo al massimo il riuso con l'open forse il costo di sviluppo è inferiore. Ovviamente non è detto.- "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la manutenzione" != true. Esattamente come con il software proprietario, si paga tanto il prodotto quanto la manutenzione. La manutenzione di un software (sia open che closed) comporta la maggior spesa e il maggior tempo del ciclo di vita del software stesso. La differenza sta nel fatto che con il closed, l'unico soggetto che puo' fare manutenzione ed evoluzione del software è chi l'ha prodotto, nel caso dell'open non necessariamente.- "Qualità Closed
    Qualità Open" !=true. Ci sono software buoni e software fatti male indipendentemente da come poi vengano distribuiti. L'idea che chi produce un software e poi ne renda disponibili i sorgenti sia un programmatore amatoriale, non ha nessun fondamento nella realtà. Chiunque scriva software, ne scrive il codice. Il fatto che dopo lo mostri al mondo o meno è una scelta che nulla a che vedere con il come l'ha scritto. Probabilmente chi non ha remore a mostrarlo al mondo è perchè non ha di che vergognarsene.Ora queste sono cose che dovrebbe sapere chiunque si arrischi a scrivere su un forum pubblica che parla di questi argomenti, ma a quanto pare non è così.spero di essere stato utile.
    • CSOE scrive:
      Re: ignoranza vs. open source

      Ogni volta che qualcuno parla di open source,
      autentiche orde di troll ignoranti come sassie fanatici
      - Open Source != Linux. L'open source è un
      paradigma di sviluppo e distribuzione delL'open source è una licenza. O una religione, dipende.
      - Lavoro != scrivere documenti con word. CosìEsatto. C'è anche Excel e le macro e tutti quegli strumenti che possono abbreviare il tempo per fare un'operazione di 100 volte.
      - Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti
      siano resi disponibili non vuol dire che loE' però sintomatico che non esistano programmi open source a pagamento. Quelli che lo sono vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis non è sbagliato nella realtà dei fatti.
      - Open Source != maggior costo. gli ignoranti
      nemici dell'open o credono che l'open sourceL'open source costa molto di più in costi espliciti ed in costi nascosti ! Il costo maggiore è la mancata innovazione.
      - "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la
      manutenzione" != true. Esattamente come con ilI programmi open hanno spesso bisogno di più manutenzione e di personale più qualificato. Questo perchè i produttori di software closed sono interessati a vendere un prodotto migliore che fuinziona da subito. Quelli di software Open a vendere un servizio e un'assistenza che DEVE essere necessaria.
      - "Qualità Closed
      Qualità Open" !=true. Ci sonoAssolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open Office oppure MySql e Oracle, gimp e Photoshop..... Infatti, se non fosse vero, nessuno comprerebbe i closed.
      spero di essere stato utile.utilissimo.
      • feed the troll scrive:
        Re: ignoranza vs. open source


        - "Qualità Closed
        Qualità Open" !=true. Ci
        sono

        Assolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open
        Office oppure MySql e Oracle, gimp e
        Photoshop..... Infatti, se non fosse vero,
        nessuno comprerebbe i
        closed.
        ti sei dimenticato di windows* e GNU-Linux...
      • dont feed the troll scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        - Scritto da: CSOE

        Ogni volta che qualcuno parla di open source,

        autentiche orde di troll ignoranti come sassi

        e fanatici
        Sì, concordo, sei anche fanatico.

        - Open Source != Linux. L'open source è un

        paradigma di sviluppo e distribuzione del

        L'open source è una licenza. Le licenze attengono alla distribuzione.
        O una religione,
        dipende.
        Continui a parlarci di te, egocentrico.

        - Lavoro != scrivere documenti con word. Così

        Esatto. C'è anche Excel e le macro e tutti quegli
        strumenti che possono abbreviare il tempo per
        fare un'operazione di 100
        volte.
        Se ne deduce che tu non sai cosa significhi lavorare.Lo sospettavamo.Fortemente.

        - Open Source != gratis. Il fatto che i sorgenti

        siano resi disponibili non vuol dire che lo

        E' però sintomatico che non esistano programmi
        open source a pagamento.No?In quela pianeta?
        Quelli che lo sono
        vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis
        non è sbagliato + che sbagliato direi che è na stronzata.Di proporzioni bibliche.


        - Open Source != maggior costo. gli ignoranti

        nemici dell'open o credono che l'open source

        L'open source costa molto di più in costi
        espliciti ed in costi nascosti !E oltre ad affermarlo sai dimostrarlo?
        Il costo
        maggiore è la mancata innovazione.
        E perchè, puoi dimostrare anche questo?



        - "Con l'open non paghi il prodotto ma paghi la

        manutenzione" != true. Esattamente come con il

        I programmi open hanno spesso bisogno di più
        manutenzione e di personale più qualificato.Discutibilissimo l'uno e l'altro.Ci sapresti dare una spiegazione?
        Questo perchè i produttori di software closed
        sono interessati a vendere un prodotto migliore
        che fuinziona da subito.Una cosa è il software generalista, altro quello costruito su misura.Nel primo caso le specifiche le stabilisci tu, nel secondo no, è chiaro che in quel caso i costi sono maggiori, così come le comptenze richieste.Il problema è che uno dice software e voi pensate al software generalista.Il che dimostra i vostri limiti.

        - "Qualità Closed
        Qualità Open" !=true. Ci
        sono

        Assolutamente no. Basta vedere Office 2007 e Open
        Office oppure MySql e Oracle, gimp e
        Photoshop..... Infatti, se non fosse vero,
        nessuno comprerebbe i
        closed.
        Oppure li comprerebbero quelli che confondono valore con prezzo.
        • CSOE scrive:
          Re: ignoranza vs. open source

          E oltre ad affermarlo sai dimostrarlo?Le mie affermazioni valgono come le tue visto che neppure tu hai dimostrato niente.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ignoranza vs. open source
            Veramente io ho dimostrato tutto.Se poi non ci arrivi problemi tuoi.Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto insultante.
          • CSOE scrive:
            Re: ignoranza vs. open source

            Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue
            "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto
            insultante.Evidentemente hai una brutta opinione di me. Peccato, io non ti giudico invece.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ignoranza vs. open source
            - Scritto da: CSOE

            Tra l'altro di redarguisco sull'accostare le tue

            "opinioni" alle mie, lo trovo alquanto

            insultante.

            Evidentemente hai una brutta opinione di me.Sarà per le posizioni aprioristiche che assumi.Io ammetto che posso sbagliarmi su qualsiasi questione, ma non dico che una cosa è così perchè penso che sia così a dispetto dei fatti, tu invece sì.
      • Alessandro scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        Purtroppo spesse volte le scelte tecnologiche vengono fatte dai manager che per ignoranza tendono a convergere verso Microsoft etc.. spesso questi, non sono nemmeno al corrente delle alternative, ne conosco a bizzeffe di gente cosi. Potere della pubblicita'!
      • Alessandro scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        Mai sentite tante stupidaggini tutte insieme!Ne hai azzeccata forse mezza, quella di gimp vs photoshop.
      • Sathack scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        - Scritto da: CSOEE' però sintomatico che non esistano programmi open source a pagamento. Quelli che lo sono vendono l'assistenza. Quindi dire open = gratis non è sbagliato nella realtà dei fatti.Qcad? la versione compilata win è a pagamento!
        • pabloski scrive:
          Re: ignoranza vs. open source
          c'è pure la pletora di software gestionali commissionati dalla stessa PA che vengono forniti comprensivi di sorgentima questo lui non lo sa, perchè al massimo usa il PC per giocare a Crysis
      • pabloski scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        ma che stronzate dici????basta solo nominare Postgresql e MySQL stesso che supera il tuo amato SQL Server di 3 ordini di grandezza sia come performance che stabilitàperchè nomini Oracle invece di nominare SQL Server? è bello fare i furbi eh!?!e poi cos'è sta storia che opensource è una religione? fino a prova contraria è un modello di sviluppo del software, quel modello che ha permesso ( stupidamente ) al tuo amico guglielmo cancelli, steve "scimmia" ballmer, mettiamoci pure steve jobs e allison di copiare codice open a man bassama davvero credi che l'informatica moderna l'abbiano creata quattro imbecilli markettari che vendono bloatware e schifezze varie ad una massa di gonzi ignoranti ben felici di sborsare quattrini ( a credito ovviamente, in fondo per tutto il resto c'è Mastercard ) per seguere le mode del momentomi sei caduto parecchio con questo post, non ti facevo così troll e fanboy
        • pabloski scrive:
          Re: ignoranza vs. open source
          P.S. dimostrate la vostra ignoranza in ogni intervento....lo sai vero cos'è sparsehash? no eh, non lo sai, eppure ti permetti di giudicare il software opensourcela verità è che ormai vi rode vedere i vostri paladini sfornare schifezzaware mentre il mondo opensource produce soluzioni d'avanguardia che mandano avanti l'infrastruttura IT del pianetacosa credi che ci sia nei router CISCO? o nei blade IBM? Excel? o magari WinWord?
          • bbo scrive:
            Re: ignoranza vs. open source
            - Scritto da: pabloski
            cosa credi che ci sia nei router CISCO? o nei
            blade IBM? Excel? o magari
            WinWord?con quello che costano i router CISCO, quelli della CISCO potrebbero anche scriverselo il software, non andare ad attingere dai programmatori etici dell'open source!ihih!
        • bbo scrive:
          Re: ignoranza vs. open source
          - Scritto da: pabloski
          ma che stronzate dici????

          basta solo nominare Postgresql e MySQL stesso che
          supera il tuo amato SQL Server di 3 ordini di
          grandezza sia come performance che
          stabilitàdove sono i DTS in MySql e Postgres?ah non ci sono!e in Oracle?neanche :-)
        • CSOE scrive:
          Re: ignoranza vs. open source

          basta solo nominare Postgresql e MySQL stesso che
          supera il tuo amato SQL Server di 3 ordini di
          grandezza sia come performance che
          stabilitàQuesta è una affermazione ridicola. Puoi non crederci, non mi interessa. Credere che MySQL o Postgresql siano superiori a un prodotto come SQL Server è da incompetenti.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ignoranza vs. open source
            - Scritto da: CSOE

            basta solo nominare Postgresql e MySQL stesso
            che

            supera il tuo amato SQL Server di 3 ordini di

            grandezza sia come performance che

            stabilità

            Questa è una affermazione ridicola. Puoi non
            crederci, non mi interessa. Credere che MySQL o
            Postgresql siano superiori a un prodotto come SQL
            Server è da
            incompetenti.E' veramente da incompetenti innanzitutto parlare di prodotti che non si conoscono.E sappiamo bene che tu sputi su mysql e su postgres senza conoscerli, ai lettori tirare le conseguenze.Da parte mia ho usato e uso tutti i dbms citati da oracle, a mysql a postgres a sql server.E' innegabile che Oracle sia lo stato dell'arte, ma per quanto riguarda sql server non lo scelgierei mai al posto di postgres, per nessun motivo.
          • CSOE scrive:
            Re: ignoranza vs. open source

            ma per quanto riguarda sql server non lo
            scelgierei mai al posto di postgres, per nessun
            motivo.Ma non si tratta di quello che sceglieresti TU, ma di quello che sceglie il mercato. Postgres è simpatico, ma SqlServer è un prodotto industriale.Questa è la differenza tra parlare di aria fritta e di cose serie, nessuno fa girare la produzione aziendale su Postgres. Mentre su Sql Server puoi far girare con sicurezza qualunque azienda (anche se è meglio avere un Oracle).
          • dont feed the troll scrive:
            Re: ignoranza vs. open source
            - Scritto da: CSOE

            ma per quanto riguarda sql server non lo

            scelgierei mai al posto di postgres, per nessun

            motivo.

            Ma non si tratta di quello che sceglieresti TU,
            ma di quello che sceglie il mercato. Postgres è
            simpatico, ma SqlServer è un prodotto
            industriale.
            Anche i salumni beretta sono prodotti industriali di buona qualità, questo non vuol dire che siano + buoni de "la sassizza du paise".Che ragionamento è?D'altra parte vuoi forse affermare che Postgres è un prodotto artigianale o amatoriale?Sei sicuro?
            Questa è la differenza tra parlare di aria fritta
            e di cose serie, nessuno fa girare la produzione
            aziendale su Postgres.Ne hai una qualche evidenza statistica?
    • Sathack scrive:
      Re: ignoranza vs. open source
      != .... ma sei matto!? troppo difficile! Spiega cosa vuol dire alla grande platea di PI!
      • pabloski scrive:
        Re: ignoranza vs. open source
        - Scritto da: Sathack
        != .... ma sei matto!? troppo difficile! Spiega
        cosa vuol dire alla grande platea di
        PI!pensa tu se avesse usato questo

        o peggio ancora questo


    • bbo scrive:
      Re: ignoranza vs. open source
      volevo scrivere "don't feed the troll" ma l'hai già scritto tu :-)
  • rumo scrive:
    I linari vogliono i soldi pubblici
    Fallendo nel settore privato, i linari vogliono adesso provare la strada del magna magna pubblicoMa non c'è più trippa per gatti oramai, finirete sotto i ponti abbracciati al pupazzo TUX ;)
    • qwerty scrive:
      Re: I linari vogliono i soldi pubblici
      - Scritto da: rumo
      Fallendo nel settore privato, i linari vogliono
      adesso provare la strada del magna magna
      pubblico

      Ma non c'è più trippa per gatti oramai, finirete
      sotto i ponti abbracciati al pupazzo TUX
      ;)dove tu ci ospiterai, vero? grazie molto gentile :)
    • Alessandro scrive:
      Re: I linari vogliono i soldi pubblici
      Non sai nemmeno di cosa si parla..
    • pabloski scrive:
      Re: I linari vogliono i soldi pubblici
      he he he che ridere....lo vedremo dopo Natale quando entreremo in recessione tecnica....hahahahaha sto già morendo dal ridere
  • CSOE scrive:
    Ci volete guadagnare voi.
    E' giusto.Volete guadagnarci voi, fornendo assistenza e scrivendo programmini che costano il quadruplo o più.Allora fate le letterine, la promozione del libero ecc... perchè se non imponente la vostra piattaforma per legge, con la forza, non l'adotterebbe nessuno.E la PA si sa, è la preda più facile a cui imporre qualcosa.
    • pabloski scrive:
      Re: Ci volete guadagnare voi.
      beh si parla tanto di made in Italy ed egoisticamente parlando, si è meglio l'opensource perchè almeno facciamo lavorare i nostri tecnici IT, invece che mandare pacchi di soldi a Redmond
      • zula scrive:
        Re: Ci volete guadagnare voi.
        - Scritto da: pabloski
        beh si parla tanto di made in Italy ed
        egoisticamente parlando, si è meglio l'opensource
        perchè almeno facciamo lavorare i nostri tecnici
        IT, invece che mandare pacchi di soldi a
        Redmonde cosa metteresti al posto di msoffice? qualche programma fatto in italia? ;)rassegnatevi al vostro miserabile fallimento
        • fray scrive:
          Re: Ci volete guadagnare voi.

          rassegnatevi al vostro miserabile fallimentoVostro di chi?Se sei anche tu un Italiano allora proprio non hai capito niente.Itaglians......
        • pabloski scrive:
          Re: Ci volete guadagnare voi.
          forse openoffice, ma suppongo che dalle tue parti non sai ancora arrivata voce che esiste questo stupendo software
    • Bob scrive:
      Re: Ci volete guadagnare voi.
      Condivido pienamente; AsSoLi si fa sentire solo quando si parla di soldi, e fa in modo di schierare la community per i propri affari della cricca che ci sta dietro
  • Pantalone scrive:
    Finalmente !
    Perchè quando in italia qualcuno fa qualcosa di utile, in questo caso sia socialmente e tecnologicamente, gli piovono addosso tutte queste critiche ?Finalmente qualcuno che fa le domande giuste e non si fa intimorire dalle pressioni politiche che strozzano la nostra PA !Grazie a tutta l'Assoli, grazie Marco tieni duro !
    • anonimo scrive:
      Re: Finalmente !
      perchè è fondamentalmente fazioso. Avrebbe potuto limitarsi a chiedere di avere visibilità sull'accordo senza partire con supposizioni del tutto ideologiche.
  • bbo scrive:
    Sviluppo di software per le PA
    L'open source è il sogno di ogni venditore: si possono vendere prodotti e supporto, senza sostenere alcun costo di sviluppo! Gli ideali sono belli, ma il mondo degli affari ha saputo sfruttare a proprio vantaggio il lavoro degli altri!In genere le PA pagano per un servizio, non per un software.Che cosa importa alla PA se il servizio è realizzato con software OS oppure no?Assolutamente nulla!Che cosa cambia invece per i fornitori del servizio?Cambia che a parità di costi, chi vende soluzioni basate sull'open source avrà dei margini di profitto più alti!Avete presente il cloud computing? un insieme di servizi, realizzati spesso tramite software open source, venduti o resi disponibili attraverso la rete.E' una vittoria per la comunità open source sapere che gmail, google apps, youtube, flickr, facebook, myspace etc. sono basati su software OS, oppure è una sconfitta?Uhm a proposito, dove si trovano i sorgenti di google, nel caso volessi ricompilarmelo in casa?Va bene ho citato quasi tutti prodotti "gratuiti" per l'utente finale, ma che fruttano ai loro proprietari vagonate di dollari, alla faccia di chi davvero sviluppa il software per motivi "etici".Insomma credo che le battaglie del tipo "via Microsoft Office dagli uffici" siano abbastanza inutili, va bene si può discutere se ci sono davvero vantaggi economici oppure no, si può valutare se il software closed abbia comunque un valore aggiunto, oppure no. Ma non si cambia il mondo passando ad Open Office!Credo non serva a molto obbligare le PA ad _utilizzare_ software Open, sono invece dell'idea che sia molto meglio investire nello _sviluppo_, sarebbe opportuno secondo me che il software realizzato appositamente per le PA sia di tipo Open.
    • beebox scrive:
      Re: Sviluppo di software per le PA
      - Scritto da: bbo
      Che cosa importa alla PA se il servizio è
      realizzato con software OS oppure
      no?
      Assolutamente nulla!Scherzi ? Il vero valore dell'approccio OS non sta tanto nei risparmi immediati, anche perché un vendor di soluzioni proprietarie potrebbe abbassare o azzerare i propri costi iniziali di licenza pur di beccarsi il cliente, quanto nella miglior protezione degli investimenti nel tempo (anche grazie alla maggior libertà di riutilizzo di quanto prodotto). Legarsi troppo a qualcosa che non puoi controllare non conviene mai. E l'uso di sw aperto ha benefici effetti anche sui costi di infrastruttura. Anni fa fra gli informatici vecchi come me c'era un detto: "se vuoi renderti indipendente dai produttori di hw devi renderti indipendente da quelli di sw". Parliamo di almeno 20 anni fa, ma già queste cose erano chiare agli addetti ai lavori.
      • bbo scrive:
        Re: Sviluppo di software per le PA
        - Scritto da: beebox
        Legarsi troppo a qualcosa
        che non puoi controllare non conviene mai.Perfettamente d'accordo.Il mio punto di vista è che non è detto che con l'open source si risolva questo problema in automatico. Dipende!
        • pabloski scrive:
          Re: Sviluppo di software per le PA
          si risolve perchè hai il codicese oggi ordini un gestionale alla ditta Mario Rossi s.r.l e poi quella ditta fra 2 anni fallisce o abbandona il prodotto, se non hai il codice sei fregatoti ritrovi per le mani un software che non riceve aggiornamenti e bug fix e hai terabyte di dati in un formato proprietario e non sai come portarli su un altro software concorrentee infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol vecchi di decenni, non aggiornati e son casini enormi quando per qualche motivo bisogna aggiornare l'infrastruttura software
          • shevathas scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: pabloski
            si risolve perchè hai il codice

            se oggi ordini un gestionale alla ditta Mario
            Rossi s.r.l e poi quella ditta fra 2 anni
            fallisce o abbandona il prodotto, se non hai il
            codice sei
            fregato
            anche se hai il codice c'è quel rischio, vuoi perché manca la documentazione sul sorgente vuoi perché scritto talmente male da essere non manuntenibile, vuoi perché non hai le risorse per pagare qualcuno per metterci le mani sopra.
            ti ritrovi per le mani un software che non riceve
            aggiornamenti e bug fix e hai terabyte di dati in
            un formato proprietario e non sai come portarli
            su un altro software
            concorrente
            se quel software deve gestire TB di dati il pretendere che si debba obbligatoriamente appoggiare ad un RDBMS sarebbe il minimo. Magari il software non viene aggiornato ma i dati in ogni caso sono salvi ed esportabili.
            e infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol
            vecchi di decenni, non aggiornati e son casini
            enormi quando per qualche motivo bisogna
            aggiornare l'infrastruttura
            softwaree di molti si hanno i sorgenti. I casini nascono non dalla mancanza dei sorgenti quanto dalla riduzione dei programmatori cobol. Dal fatto che ci sono pochi capaci di metterci le mani sopra.
          • bbo scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: pabloski
            e infatti in giro ci sono ancora programmi Cobol
            vecchi di decenni, non aggiornati e son casini
            enormi quando per qualche motivo bisogna
            aggiornare l'infrastruttura
            softwaree se questi programmi Cobol fossero Open Source, che cosa avresti risolto?che sono casini enormi quando per qualche motivo bisogna aggiornare l'infrastruttura software. anche se hai i sorgenti.
    • dont feed the troll scrive:
      Re: Sviluppo di software per le PA
      - Scritto da: bbo
      L'open source è il sogno di ogni venditore: si
      possono vendere prodotti e supporto, senza
      sostenere alcun costo di sviluppo!Questa è una sciocchezza bella e buona.Il fatto che il codice del software sia disponibile, non vuol dire che lo abbia copiato da qualche altra parte.Non so quale tipo di conoscenza informatica vi faccia credere che open = copiato.Mah, a volte questi forum sembrano frequentati da gente completamente a digiuno di programmazione.

      In genere le PA pagano per un servizio, non per
      un
      software.Chiunque compri un software lo fa per il servizio che realizza e non per il piacere in se di avere il software.

      Avete presente il cloud computing? un insieme di
      servizi, realizzati spesso tramite software open
      source, venduti o resi disponibili attraverso la
      rete.Il che, pero', non significa che sia una specie di raccolta di applicativi reperiti qua e là da sourceforge (ad esempio).
      • bbo scrive:
        Re: Sviluppo di software per le PA
        - Scritto da: dont feed the troll
        Mah, a volte questi forum sembrano frequentati da
        gente completamente a digiuno di
        programmazione.Veramente a me non sta molto simpatica l'ideologia che sta intorno all'open source proprio perché non sono un venditore, non sono un sistemista, ma sono proprio un programmatore.

        In genere le PA pagano per un servizio, non per

        un

        software.

        Chiunque compri un software lo fa per il servizio
        che realizza e non per il piacere in se di avere
        il
        software.Esatto. Quando una PA acquista un servizio dall'estero, cosa le importa se sia OS oppure no? L'importante è che faccia bene il suo lavoro.

        Avete presente il cloud computing? un insieme di

        servizi, realizzati spesso tramite software open

        source, venduti o resi disponibili attraverso la

        rete.

        Il che, pero', non significa che sia una specie
        di raccolta di applicativi reperiti qua e là da
        sourceforge (ad
        esempio).Diciamo che attingono a tutte le fonti OS che trovano in giro, e ovviamente si danno molto da fare anche per lo sviluppo.Ma poi li rilasciano i sorgenti che hanno modificato?Ovviamente, visto che rilasciano un servizio e non un binario, no!(ecco spiegato anche perché Stallman odia il cloud computing! ihihiih)
        • bbo scrive:
          Re: Sviluppo di software per le PA

          Esatto. Quando una PA acquista un servizio
          dall'estero, ...ovviamente volevo scrivere "dall'esterno"
        • dont feed the troll scrive:
          Re: Sviluppo di software per le PA
          - Scritto da: bbo
          - Scritto da: dont feed the troll

          Mah, a volte questi forum sembrano frequentati
          da

          gente completamente a digiuno di

          programmazione.

          Veramente a me non sta molto simpatica
          l'ideologia che sta intorno all'open source
          proprio perché non sono un venditore, non sono un
          sistemista, ma sono proprio un
          programmatore.
          E che tipo di programmatore sei, se non sai nemmeno cosa significa sviluppare una applicazione?


          In genere le PA pagano per un servizio, non
          per


          un


          software.



          Chiunque compri un software lo fa per il
          servizio

          che realizza e non per il piacere in se di avere

          il

          software.

          Esatto. Quando una PA acquista un servizio
          dall'estero, cosa le importa se sia OS oppure no?Le importa e come, perchè deve sapere, o poter sapere come funziona, in caso di necessità e per trasparenza verso la cittadinanza.
          L'importante è che faccia bene il suo
          lavoro.



          Avete presente il cloud computing? un insieme
          di


          servizi, realizzati spesso tramite software
          open


          source, venduti o resi disponibili attraverso
          la


          rete.



          Il che, pero', non significa che sia una specie

          di raccolta di applicativi reperiti qua e là da

          sourceforge (ad

          esempio).

          Diciamo che attingono a tutte le fonti OS che
          trovano in giro, e ovviamente si danno molto da
          fare anche per lo
          sviluppo.Ecco, appunto.Ergo open source != copiato o adattato, cioè almeno non necessariamente.
          Ma poi li rilasciano i sorgenti che hanno
          modificato?Sei tu che asserisci che hanno "modificato" qualcosa. Potrebbero aver sviluppato tutto ex-novo.Tra l'altro sei sempre tu che fai una associazione tra cloud computing e open source, il che non è detto.
          • bbo scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: dont feed the troll
            E che tipo di programmatore sei, se non sai
            nemmeno cosa significa sviluppare una
            applicazione?Troll alert!
            Sei tu che asserisci che hanno "modificato"
            qualcosa. Potrebbero aver sviluppato tutto
            ex-novo.
            Tra l'altro sei sempre tu che fai una
            associazione tra cloud computing e open source,
            il che non è
            detto.Già, per fortuna che ci sono io che vi metto in guardia e sto associando cloud computing con open source! Ah se non ci fossi io! :-)Vedi, i fondamentalisti dell'open source odiano la licenza BSD perché, fondamentalmente, tramite BSD è possibile "chiudere" il codice.I furbacchioni del cloud computing hanno scoperto che, fondamentalmente, offrendo un servizio e non un binario possono chiudere quello che vogliono, anche una licenza GPL :-)
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: bbo
            - Scritto da: dont feed the troll


            E che tipo di programmatore sei, se non sai

            nemmeno cosa significa sviluppare una

            applicazione?

            Troll alert!
            Infatti non hai risposto alla domanda.

            Sei tu che asserisci che hanno "modificato"

            qualcosa. Potrebbero aver sviluppato tutto

            ex-novo.

            Tra l'altro sei sempre tu che fai una

            associazione tra cloud computing e open source,

            il che non è

            detto.

            Già, per fortuna che ci sono io Che culo.
            :-)

            Vedi, i fondamentalisti dell'open sourceNon mi riguardano
          • bbo scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: dont feed the troll
            Infatti non hai risposto alla domanda.non ho risposto a te!ho risposto perché magari qualcuno che legge il forum potrebbe essere interessato al mio parere.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: bbo
            - Scritto da: dont feed the troll


            Infatti non hai risposto alla domanda.

            non ho risposto a te!Il perchè diventa sempre + evidente...
            ho risposto perché magari qualcuno che legge il
            forum potrebbe essere interessato al mio
            parere.Tutti i pareri sono interessanti quando esprimono un concetto.Resta la mia perprlessità difronte al parere di chi sostiene prima che sviluppare open non comporta alcun costo, dopo afferma di essere un programmatore, e infine che come programmatore attinge a piene mani dall'open.Da che se ne deduce o che una o + di queste affermazioni sono false (e io ho puntato sulla seconda e terza) o che violi costantemente le licenze.Hai inoltre pericolosamente affermato che chi sviluppa software e quando lo vende ne fornisce anche i sorgenti, vada poi attengiandosi per le strade del mondo a salvatore dell'umanità, e non avendonoe un riscontro nella realtà dei fatti la mia perprlessità è aumentata ancora.Quando infine ho pensato bene di chiarire due ovvietà sui falsi miti che girano sull'open source, tu hai pensato bene di insultarmi. Capisci bene che difronte a tante, diciamo, incongruenze uno non puo' che pensare che se c'è un troll, quello sei tu.
          • bbo scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: dont feed the troll
            Quando infine ho pensato bene di chiarire due
            ovvietà sui falsi miti che girano sull'open
            source, tu hai pensato bene di insultarmi.sto cercando di presentare l'open source secondo un punto di vista inusuale, ne sono perfettamente consapevole.ci tenevo molto a far riflettere su alcuni aspetti che secondo me non sono banali, ma si può non essere d'accordo con le mie conclusioni.non si può però non essere d'accordo sul fatto che io non ho mai insultato nessuno.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: bbo
            - Scritto da: dont feed the troll

            Quando infine ho pensato bene di chiarire due

            ovvietà sui falsi miti che girano sull'open

            source, tu hai pensato bene di insultarmi.

            sto cercando di presentare l'open source secondo
            un punto di vista inusualeInusuale?Sei quanto di + banale e scontato sull'argomento un troll possa dire.Ma come ormai mi sorprendo di constatare, nemmeno + i troll sono quelli di una volta.
        • pabloski scrive:
          Re: Sviluppo di software per le PA
          - Scritto da: bbo
          Veramente a me non sta molto simpatica
          l'ideologia che sta intorno all'open source
          proprio perché non sono un venditore, non sono un
          sistemista, ma sono proprio un
          programmatore.
          da programmatore non dovrebbe farti schifo poter attingere ad un ampio repository di librerie usabili per velocizzare i tuo progetti o sbaglio?
          • bbo scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: pabloski
            da programmatore non dovrebbe farti schifo poter
            attingere ad un ampio repository di librerie
            usabili per velocizzare i tuo progetti o
            sbaglio?mi piace un sacco!ma non vado in giro a dire di essere uno sviluppatore etico che vuole salvare il mondo.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Sviluppo di software per le PA
            - Scritto da: bbo
            mi piace un sacco!
            ma non vado in giro a dire di essere uno
            sviluppatore etico che vuole salvare il
            mondo.Perchè,invece, chi lo ha detto?
    • Paolino scrive:
      Re: Sviluppo di software per le PA
      - Scritto da: bbo[cut]
      Uhm a proposito, dove si trovano i sorgenti di
      google, nel caso volessi ricompilarmelo in
      casa?ROTFL... qua si capisce tutta la tua ignoranza in materia!
  • Cybergrunt scrive:
    Nome risibile
    Scusate ma il nome Assoli è ridicolo se usato in un contesto largamente anglofono come l'informatica, vista la stretta assonanza con l'espressione inglese "Asshole" che tutto è meno che un nome adatto ad una associazione seria.
  • shevathas scrive:
    alcuni errori strategici nella lettera
    il tono della lettera personalmente non mi è piaciuta, mi sembra troppo una demonizzazione a priori della M$ che un serio tentativo a sostegno del software libero (ricordando che free software != free beer) La notizia di quegli accordi ha destato in noi viva preoccupazione: in primo luogo perché la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in licenze software (274 nel solo 2003), primo errore, sono tutte spese in SO e applicativi da ufficio ? purtroppo ci sono dentro anche applicativi professionali come autocad, sistemi di gestione del personale, RDBMS... sono tutti forniti dalla M$ ? in secondo luogo perché l'azienda Microsoft è stata condannata in sede europea per abuso di posizione dominante e questo che c'entra con un protocollo di ricerca ? e in terzo luogo perché in qualità di Ministro della Repubblica Lei non può ignorare che il software libero offre una valida alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05) impone di realizzare una valutazione comparativa prima d'acquisire il software da utilizzare. altro svarione doppio, primo quello che il ministero ha firmato non è un'acquisto di software ma un progetti di ricerca più che frignare la M$ è brutta l'OS è bello sarebbe meglio ricordare al ministro che la legge impone, nel caso di software sviluppato ad hoc per la PA, l'acquisizione del codice sorgente e la sua messa a disposizione delle altre amministrazioni.Secondariamente la frase il software libero offre una valida alternativa è fuoroviante, Può essere vera nel caso della produttività individuale, ma quando si parla di applicazioni gestionali avanzate oppure di applicazioni ingegneristiche basate su autocad al momento non esistono soluzioni valide e competitive rispetto al software proprietario. Per ora possiamo solo sospettare che, per esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla dematerializzazione documentale sia del tutto inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con soldi pubblici, un sistema di gestione documentale in software libero (doqui), che anche altre regioni stanno considerando di adottare.Infatti, il software libero può essere riutilizzato senza costi di licenza da tutta la P.A.. purtroppo i costi di licenza sono trascurabili rispetto ai costi di gestione del sistema. Questo è un altro grave errore da evitare, se un sistema che costa 100 in licenze una tantum e 300 all'anno in gestione rimane sempre più economico di uno che costa 0 in licenze e 400 all'anno in gestione. Ecco perché ritengo sbagliato, per sostenere il FLOSS, battere solo sul costo della licenza senza considerare altri fattori come l'interoperabilità con altri software o e l'usabilità e la facilità di impiego del software. Ritardare l'uso del software libero (...) privano il nostro paese di cospicui introiti fiscali. libero o gratuito ? che differenza esiste fra il pagare licenze e supporto tecnico alla M$ per i sistemi server rispetto alla tedesca SuSe o all'americana Red Hat ?C'è differenza fra il pagare l'azienda di consulenza, italiana, per il supporto a windows rispetto a quello a linux ? Come il Centro di Ricerca di Povo (Trento), inaugurato nel cittadini. Un centro nel quale gli investimenti sono largamente pubblici: saranno pubblici anche i risultati della ricerca? forse l'unica domanda che salva la lettera. scelta sensata, in un paese che si riconosce nei valori del libero mercato e della concorrenza, destinare soldi pubblici a favore di una impresa che detiene il 95 % del mercato dei sistemi operativi. è sensato escludere a priori dalla possibilità di finanziare la ricerca uno dei grossi produttori di software ?se un domani, per esempio, la oracle volesse firmare un protocollo analogo dovremmo buttarla fuori lo stesso ? e se fosse invece la SuSe ?Imho bisogna evitare di trasformare le iniziative a sostegno del FLOSS in una crociata ideologica contro la M$ perché altrimenti non diffondi la cultura del software a sorgente aperto ma ti incarti in una battaglia sterile che a conti fatti porterà pochissimi risultati.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 novembre 2008 08.08-----------------------------------------------------------
    • Optimus scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      concordo!!!
    • chinchillart scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      Stai trascurando alcuni punti.- pagare per soluzioni basate su Sistemi Red-Hat e Novell è molto diverso che pagare per soluzioni basate su "prodotti" Microsoft.Nel primo caso fai un investimento a lungo termine, perchè Novell e Red-Hat forniscono software proprietari realizzati su sistemi fondamentalmente liberi, e sviluppano tutto con protocolli e formati APERTI.- nell'intesa di parla di formazione del personale. Formare un intera amministrazione pubblica ad usare MS Office 2007 (non è un esempio a caso), ad esempio, significa poi costringerla ad aggiornare tutti i pacchetti Office non appena esce Office 2007+k (k intero
      0). Questo, sconti o non sconti, gratutito o non gratuito, lega a doppio filo l'amministrazione Pubblica a Microsoft, soprattutto a livello commerciale (leggi licenze).- Nel protocollo di intesa, così come presentato da Microsoft nella rassegna stampa linkata nell'articolo, non si parla affatto di software VERTICALE, come Autocad . Si parla di infrastrutture informatiche, quindi connettività, comunicazione, acquisizione e gestione documentale. Inoltre si sottolinea una pervasività capillare e generalizzata di infrastrutture Microsoft.- fare ricera su software chiusi, che per altro si basano su formati di codifica e protocolli chiusi , definiti da Microsoft, non standradizzati, significa (lo ribadisco) legare a doppio filo la ricerca alla volontà commerciale di Microsoft. Non si può prevedere, nel caso di software e formati proprietari, i costi di una ipotetica migrazione e/o aggiornamento. - Una pubblica amministrazione centralizzata su servizi, prodotti ed infrastrutture Microsoft, come può garantire al cittadino una trasparenza di comunicazione? Ad esempio: devi inviare un documento al segretario X, o all'amministratore Y, quale software usi ? il DOC di Office 2000 basterà? O ci vorrà il DOC di Office 2003? O il DOCX di Office 2007? E se devi interagire con un Server Web Microsoft ottimizzato con ActiveX e ASP per un browser Internet Explorer, potrai usare Opera o Safari su MAC OS o Firefox su GNU/Linux? O sarai costretto ad usare Explorer 7, 8, ecc. ?
    • dont feed the troll scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      - Scritto da: shevathas
      il tono della lettera personalmente non mi è
      piaciuta, mi sembra troppo una demonizzazione a
      priori della M$ che un serio tentativo a sostegno
      del software libero (ricordando che free software
      != free
      beer)
      Mah è una impressione tua, sulla quale non concordo.
      La notizia di quegli accordi ha destato in noi
      viva preoccupazione: in primo luogo perché la
      P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in
      licenze software (274 nel solo 2003),


      primo errore, sono tutte spese in SO e
      applicativi da ufficio ? purtroppo ci sono dentro
      anche applicativi professionali come autocad,
      sistemi di gestione del personale, RDBMS...
      Di qualsiasi software si tratti, si tratta di software non libero. Considerando la spesa (274 milioni di euro nel 2003) sono state considerate alternative open?Se no perchè. E se si, perchè sono state scartate?Il problema NON è Microsoft ma spendere dei soldi per licenze che potrebbero non essere necessarie.Un governo dovrebbe essere sensibile a queste problematiche, si economiche sia di opportunità per la trasparenza.
      sono tutti forniti dalla M$ ?
      Non ha nessuna importanza.
      in secondo luogo perché l'azienda Microsoft è
      stata condannata in sede europea per abuso di
      posizione
      dominante

      e questo che c'entra con un protocollo di ricerca
      ?
      Un governo che si accorda per dare un privilegio a una azienda che ha gia una posizione dominante non è la dimostrazione di una buona gestione della cosa pubblica.Un governo che favorisce un trust invece di combatterlo...

      e in terzo luogo perché in qualità di
      Ministro della Repubblica Lei non può ignorare
      che il software libero offre una valida
      alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05)
      impone di realizzare una valutazione comparativa
      prima d'acquisire il software da
      utilizzare.

      altro svarione doppio, primo quello che il
      ministero ha firmato non è un'acquisto di
      software ma un progetti di ricerca più che
      frignare la M$ è brutta l'OS è bello sarebbe
      meglio ricordare al ministro che la legge impone,
      nel caso di software sviluppato ad hoc per la PA,
      l'acquisizione del codice sorgente e la sua messa
      a disposizione delle altre
      amministrazioni.
      Secondariamente la frase il software libero
      offre una valida alternativa è fuoroviante,
      Può essere vera nel caso della produttività
      individuale, ma quando si parla di applicazioni
      gestionali avanzate oppure di applicazioni
      ingegneristiche basate su autocad al momento non
      esistono soluzioni valide e competitive rispetto
      al software
      proprietario.Tutti i software gestionali avanzati che vendiamo agli enti pubblici non sono basati su sistemi chiusi.E abbiamo oltre 800 clienti nella PA.

      Per ora possiamo solo sospettare che, per
      esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla
      dematerializzazione documentale sia del tutto
      inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con
      soldi pubblici, un sistema di gestione
      documentale in software libero (doqui), che anche
      altre regioni stanno considerando di
      adottare.
      Infatti, il software libero può essere
      riutilizzato senza costi di licenza da tutta la
      P.A..


      purtroppo i costi di licenza sono trascurabili
      rispetto ai costi di gestione del sistema. Questo
      è un altro grave errore da evitare, se un sistema
      che costa 100 in licenze una tantum e 300
      all'anno in gestione rimane sempre più economico
      di uno che costa 0 in licenze e 400 all'anno in
      gestione. Ecco perché ritengo sbagliato, per
      sostenere il FLOSS, battere solo sul costo della
      licenza senza considerare altri fattori come
      l'interoperabilità con altri software o e
      l'usabilità e la facilità di impiego del
      software.
      Infatti rigettare le soluzioni proprietarie non è una mera questione economica.Il ministro dovrebbe saperlo.

      Ritardare l'uso del software libero (...) privano
      il nostro paese di cospicui introiti fiscali.

      libero o gratuito ? che differenza esiste fra il
      pagare licenze e supporto tecnico alla M$ per i
      sistemi server rispetto alla tedesca SuSe o
      all'americana Red Hat
      ?Che qualora Suse o RedHat terminano il supporto, i prodotti possono continuare ad essere manutenuti.

      è sensato escludere a priori dalla possibilità di
      finanziare la ricerca uno dei grossi produttori
      di software
      ?Cio che è insensato è il rivolgersi direttamente al monopolista de facto, senza valutazione comparativa.

      Imho bisogna evitare di trasformare le iniziative
      a sostegno del FLOSS in una crociata ideologica
      contro la M$ Sei tu che l'hai voluta interpretare così, nessun altro.
      • shevathas scrive:
        Re: alcuni errori strategici nella lettera

        Un governo dovrebbe essere sensibile a queste
        problematiche, si economiche sia di opportunità
        per la
        trasparenza.
        quoto

        sono tutti forniti dalla M$ ?



        Non ha nessuna importanza.ha importanza invece, una cosa è mandare una lettera per richiedere, giustamente aggiungo, più trasparenza sulle motivazioni per cui è stato scelto un software invece che un altro, diverso è fare una frignata anti M$.

        Per ora possiamo solo sospettare che, per

        esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla

        dematerializzazione documentale sia del tutto

        inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con

        soldi pubblici, un sistema di gestione

        documentale in software libero (doqui), che
        anche

        altre regioni stanno considerando di

        adottare.

        Infatti, il software libero può essere

        riutilizzato senza costi di licenza da tutta la

        P.A..





        purtroppo i costi di licenza sono trascurabili

        rispetto ai costi di gestione del sistema.
        Questo

        è un altro grave errore da evitare, se un
        sistema

        che costa 100 in licenze una tantum e 300

        all'anno in gestione rimane sempre più economico

        di uno che costa 0 in licenze e 400 all'anno in

        gestione. Ecco perché ritengo sbagliato, per

        sostenere il FLOSS, battere solo sul costo della

        licenza senza considerare altri fattori come

        l'interoperabilità con altri software o e

        l'usabilità e la facilità di impiego del

        software.



        Infatti rigettare le soluzioni proprietarie non è
        una mera questione
        economica.ma anche la questione economica è importante, se esiste un'alternativa open source di qualità pari a quelle proprietaria si può prendere in considerazione, ma se tale alternativa o non esiste oppure non ha raggiunto una maturità tale da poter essere impiegabile bisogna pensarci bene.
        Il ministro dovrebbe saperlo.




        Ritardare l'uso del software libero (...)
        privano

        il nostro paese di cospicui introiti
        fiscali.



        libero o gratuito ? che differenza esiste fra
        il

        pagare licenze e supporto tecnico alla M$ per i

        sistemi server rispetto alla tedesca SuSe o

        all'americana Red Hat

        ?

        Che qualora Suse o RedHat terminano il supporto,
        i prodotti possono continuare ad essere
        manutenuti.
        da chi e con quali costi ? teoricamente la disponibilità del codice sorgente mi consentirebbe di andare avanti ma quanto mi verrebbe a costare mantenere una distribuzione server, curarne gli aggiornamenti e lo sviluppo ?
        • dont feed the troll scrive:
          Re: alcuni errori strategici nella lettera
          - Scritto da: shevathas

          Un governo dovrebbe essere sensibile a queste

          problematiche, si economiche sia di opportunità

          per la

          trasparenza.


          quoto



          sono tutti forniti dalla M$ ?






          Non ha nessuna importanza.

          ha importanza invece, una cosa è mandare una
          lettera per richiedere, giustamente aggiungo, più
          trasparenza sulle motivazioni per cui è stato
          scelto un software invece che un altro, diverso è
          fare una frignata anti
          M$.
          Capisco, il problema è che sta "frignata" la vedi solo tu.


          Per ora possiamo solo sospettare che, per


          esempio, l'accordo per il progetto pilota
          sulla


          dematerializzazione documentale sia del tutto


          inutile: in Piemonte si sta già realizzando,
          con


          soldi pubblici, un sistema di gestione


          documentale in software libero (doqui), che

          anche


          altre regioni stanno considerando di


          adottare.


          Infatti, il software libero può essere


          riutilizzato senza costi di licenza da tutta
          la


          P.A..








          purtroppo i costi di licenza sono trascurabili


          rispetto ai costi di gestione del sistema.

          Questo


          è un altro grave errore da evitare, se un

          sistema


          che costa 100 in licenze una tantum e 300


          all'anno in gestione rimane sempre più
          economico


          di uno che costa 0 in licenze e 400 all'anno
          in


          gestione. Ecco perché ritengo sbagliato, per


          sostenere il FLOSS, battere solo sul costo
          della


          licenza senza considerare altri fattori come


          l'interoperabilità con altri software o e


          l'usabilità e la facilità di impiego del


          software.






          Infatti rigettare le soluzioni proprietarie non
          è

          una mera questione

          economica.

          ma anche la questione economica è importante, se
          esiste un'alternativa open source di qualità pari
          a quelle proprietaria si può prendere in
          considerazione,Si puo'?SI DEVE!!!
          ma se tale alternativa o non
          esiste oppure non ha raggiunto una maturità tale
          da poter essere impiegabile bisogna pensarci
          bene.
          Bisogna sempre pensarci bene, chi afferma il contrario?A parità di costo e qualità, pero', va preferito l'open.

          Il ministro dovrebbe saperlo.







          Ritardare l'uso del software libero (...)

          privano


          il nostro paese di cospicui introiti

          fiscali.





          libero o gratuito ? che differenza esiste fra

          il


          pagare licenze e supporto tecnico alla M$ per
          i


          sistemi server rispetto alla tedesca SuSe o


          all'americana Red Hat


          ?



          Che qualora Suse o RedHat terminano il supporto,

          i prodotti possono continuare ad essere

          manutenuti.


          da chi e con quali costi ? teoricamente la
          disponibilità del codice sorgente mi
          consentirebbe di andare avanti ma quanto mi
          verrebbe a costare mantenere una distribuzione
          server, curarne gli aggiornamenti e lo sviluppo
          ?Si fa sempre una valutazioni costi benefici.Beh quando è possibile, se è impossibile, come nel caso dei rpodottio closed, come la mettiamo?
    • anonimo scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      ci sono voluti tre minuti per trovare sulla rete anche la risposta al quesito " salvato". quindi forse la lettere è del tutto inutile ( oltre che contenere una serie di inesattezze)40% MS 40%ministero dell'istruzione 20% prov aut. di tn.i diritti sulla proprietà intellettuale saranno divisi tra Università di Trento e Microsoft. Percheè ci lamnetiamo che le ns migliori menti scappano all'estero, quando le iniziative che promuovono la ricerca in italia vengono attaccate in maniera del tutto strumentale?
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      - Scritto da: shevathas
      la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in
      licenze software (274 nel solo 2003),
      primo errore, sono tutte spese in SO e
      applicativi da ufficio ? purtroppo ci sono dentro
      anche applicativi professionali Che cosa c'entra? La P.A. spende molti soldi in licenze: questo è indiscutibile. In nessuna parte della lettera si sostiene che siano unicamente licenze per sistema operativo e programmi da ufficio.
      in secondo luogo perché l'azienda Microsoft è
      stata condannata in sede europea per abuso
      di posizione dominante

      e questo che c'entra con un protocollo di ricerca?In che modo dovrebbe c'entrare con un protocollo di ricerca? Un'amministrazione pubblica dovrebbe evitare il più possibile di commerciare con un'azienda che sistematicamente viola i principi che le stesse amministrazioni hanno il compito di far rispettare. Conoscere le motivazioni che hanno portato a scegliere Microsoft nonostante tutto, è dunque un obbligo morale per una qualunque PA.
      e in terzo luogo perché in qualità di
      Ministro della Repubblica Lei non può ignorare
      che il software libero offre una valida
      alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05)
      impone di realizzare una valutazione comparativa
      prima d'acquisire il software da utilizzare.

      altro svarione doppio, primo quello che il
      ministero ha firmato non è un'acquisto di
      software ma un progetti di ricercaSecondo te la ricerca verrà condotta su quali software?
      ricordare al ministro che la legge impone,
      nel caso di software sviluppato ad hoc per la PA,
      l'acquisizione del codice sorgente e la sua messa
      a disposizione delle altre amministrazioni.La legge impone un'attenta valutazione del software libero prima di scegliere una soluzione proprietaria. Ottenere il codice sorgente e distribuire il prodotto sviluppato ad altre amministrazioni vuol dire aver lavorato su un softare libero. Lavorare con Microsoft non può quindi dare alcun vantaggio ad un finanziatore pubblico: Microsoft non ha mai rilasciato nulla sotto licenza libera. Per cui il richiamo alla legge presente nella lettera è quantomai opportuno per far presente l'inopportunità di un accordo commerciale. Ed il fatto che non si possa conoscere il contenuto dell'accordo avvalora i peggiori sospetti in questo senso.
      Secondariamente la frase il software libero
      offre una valida alternativa è fuoroviante,
      Può essere vera nel caso della produttività
      individuale, ma quando si parla Qui si parla di Microsoft nella pubblica amministrazione, per cui non c'entrano nulla le altre 'applicazioni ingegneristiche'.
      Per ora possiamo solo sospettare che, per
      esempio, l'accordo per il progetto pilota sulla
      dematerializzazione documentale sia del tutto
      inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con
      soldi pubblici, un sistema di gestione
      documentale in software libero (doqui), che anche
      altre regioni stanno considerando di
      adottare.
      Infatti, il software libero può essere
      riutilizzato senza costi di licenza da tutta la
      P.A..

      purtroppo i costi di licenza sono trascurabili
      rispetto ai costi di gestione del sistema. Questo
      è un altro grave errore da evitareLeggi tutta la frase: si parla di riutilizzo del software. A fornte di una soluzione software già sviluppata e collaudata in una pubblica amministrazione, il software libero può essere riutilizzato ed implementato altrove senza costi di licenza. I costi di gestione del software libero non sono significativamente diversi nel breve periodo, ma si riducono di molto in una prospettiva più lunga, dal momento che non richiedono migrazioni periodiche imposte dal produttore come è prassi consolidata di Microsoft.
      libero o gratuito? che differenza esiste fra il
      pagare licenze e supporto tecnico alla M$ per i
      sistemi server rispetto alla tedesca SuSe o
      all'americana Red Hat?
      C'è differenza fra il pagare l'azienda di
      consulenza, italiana, per il supporto a windows
      rispetto a quello a linux?La differenza è enorme. La consulenza sul software libero può essere affidata ad aziende italiane e lo sviluppo di procedure aggiuntive o adattamenti può essere svolto all'interno della stessa amministrazione. Le soluzioni adottate possono poi essere adottate da analoghe amministrazioni, riducendo il costo complessivo dell'architettura. Ma soprattutto si tratta di software libero, ovvero smette di essere un costo di gestione per diventare investimento in un patrimonio comune, base per sviluppi futuri ed archivio sempre disponibile per garantire l'accesso ai propri dati indipendentemente dai capricci di un proprietario. Questo è un motivo di per sé sufficiente ad indirizzare ogni buon amministratore verso la scelta libera.
      scelta sensata, in un paese che si riconosce
      nei valori del libero mercato e della
      concorrenza, destinare soldi pubblici a favore di
      una impresa che detiene il 95 % del mercato dei
      sistemi operativi.

      è sensato escludere a priori dalla possibilità di
      finanziare la ricerca uno dei grossi produttori
      di software?Leggi tutta la frase: se i valori in cui ci si riconosce sono quelli del mercato libero e concorrenziale, escludere Microsoft a priori da parte di una PA non è solo sensato, ma naturale, dal momento che questa azienda ha da sempre adottato una politica di sistematica violazione di tali valori.
      se un domani, per esempio, la oracle volesse
      firmare un protocollo analogo dovremmo buttarla
      fuori lo stesso? e se fosse invece la SuSe?Oracle e Novell (non SUSE) non hanno assunto comportamenti contrari al mercato, ed inoltre lavorano sistematicamente su progetti di software libero. Non ha senso il paragone con Microsoft. Ovviamente ciò non esclude che si debba rendere pubblico ogni eventuale accordo con qualunque azienda privata per valutarlo. Nei fatti è quello con Microsoft ad essere tutt'ora nascosto, legittimando ogni sospetto.
      bisogna evitare di trasformare le iniziative
      a sostegno del FLOSS in una crociata ideologica
      contro la M$ Questa lettera è una legittima richiesta di chiarezza in merito ad un caso specifico. La posizione sul mercato e la chiusura del software di Microsoft non sono 'ideologie', ma fatti concreti. E sono motivi sufficienti perché una PA rifiuti ogni accordo commerciale. La questione è semplice: le PA devono dotarsi di strumenti liberi. Se non lo fanno, devono esserci ottime ragioni per giustificare la propria scelta.
    • jioma scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      - Scritto da: shevathas
      il tono della lettera personalmente non mi è
      piaciuta, mi sembra troppo una demonizzazione a
      priori della M$ che un serio tentativo a sostegno
      del software libero (ricordando che free software
      != free
      beer)già, voi del linux vi fate scoprire subitosono sicuro che brunetta avrà già letto questa lettera e avrà pensato..."ancora questi frustrati anti-microsoft...? Uffa ci risiamo!" :p
    • Funz scrive:
      Re: alcuni errori strategici nella lettera
      Sarebbe un inizio se la PA, al momento di adottare un SW closed fosse tenuta a giustificare la effettiva necessità e impossibilità a impiegare un equivalente open.Ci vorrebbe ovviamente qualcuno che controlli.Il problema è che siamo sempre in Italia...
  • marco scrive:
    Software Libero Inutile e Arrogante
    Software Libero Inutile e Arrogante
    • REAL_Enneci scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      - Scritto da: marco
      Software Libero Inutile e ArroganteEsattamente come te... vai a scaricare la beta di win7 va...
      • mago28 scrive:
        Re: Software Libero Inutile e Arrogante
        - Scritto da: REAL_Enneci
        - Scritto da: marco

        Software Libero Inutile e Arrogante

        Esattamente come te... vai a scaricare la beta di
        win7
        va...Concordo pienamente...argomentate gli interventi per favore. Non essere capaci di usare una cosa non è una buona scusa per scartarla, capito ciccio...evolvi o soccombi ^_^
    • orathio scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      WOW! Al di là di qualunque opinione il tuo intervento è una vera perla,che dico, LEZIONE UNIVERSALE di saggezza, per la forma, l'intelligenza, l'acutezza delle osservazioni e la coerenza delle argomentazioni.TROLLONE!
    • panda rossa scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      - Scritto da: marco
      Software Libero Inutile e ArroganteTraduzione: "Io faccio il rivenditore di letame microsoft, di computer ci capisco come una bertuccia imbalsamata, ma faccio un sacco di soldi rivendendo il suddetto letame a utonzi che ne sanno meno di me o a commerciali di aziende, a cui passo la mazzetta unta sotto la scrivania.Se il Software Libero prendesse piede, mi tocca chiudere la baracca con tutti i burattini e tornare a zappare i campi e raccogliere i pomodori."
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      - Scritto da: marco
      Software Libero Inutile e ArroganteNotando le carenze nella tua prosa, ti offro un aiuto. Soprattutto per quanto riguarda la punteggiatura ed un predicato verbale, del tutto assenti. Capisco, d'altra parte, che nell'imparare l'italiano si possa cominciare da sostantivi ed aggettivi, ma a questo punto le frasi non hanno ancora un senso compiuto. Sorvolo sulle maiuscole a sproposito. Suggerisco una soluzione saggia e di buon senso:Scegliere software libero! Inutile e arrogante negarlo.
    • Paolino scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      - Scritto da: marco
      Software Libero Inutile e ArroganteTROLLACCIO patetico
    • waui scrive:
      Re: Software Libero Inutile e Arrogante
      - Scritto da: marco
      Software Libero Inutile e Arrogantequotogli amatori del software libero sono come dei ragni, sperano sempre che qualcuno finisca sulla loro telaquesta loro lunga attesa li rende nervosi e arroganti
  • Francesco scrive:
    Quasi realtà
    Il comune di Napoli sostituirà tutti i 4000 computer dei suoi uffici con sistemi operativi open source: monteranno Ubuntu sui nuovi 1200 che compreranno, mentre quelli già con la licenza Windows verrà installato Open Office anzichè Microsoft Office. Già sono stati stanziati fondi per guidare i dipendenti al migraggio dell'SO e per istruirli ad usare Ubuntu (manco ci volesse chissà che cosa).Per farvi capire meglio, lo Stato deve pubblicare i suoi moduli obbligatoriamente in formato aperto, oltre ai soliti doc e pdf. È la legge. Avete mai visto un documento del governo in formato ODF o txt?Finalmente qualcosa sta cambiando...
    • Alessandrox scrive:
      Re: Quasi realtà
      - Scritto da: Francesco
      Il comune di Napoli sostituirà tutti i 4000
      computer dei suoi uffici con sistemi operativi
      open source: monteranno Ubuntu sui nuovi 1200 che
      compreranno, mentre quelli già con la licenza
      Windows verrà installato Open Office anzichè
      Microsoft Office. Già sono stati stanziati fondi
      per guidare i dipendenti al migraggio dell'SO e
      per istruirli ad usare Ubuntu (manco ci volesse
      chissà che
      cosa).

      Per farvi capire meglio, lo Stato deve pubblicare
      i suoi moduli obbligatoriamente in formato
      aperto, oltre ai soliti doc e pdf. È la legge.
      Avete mai visto un documento del governo in
      formato ODF o
      txt?
      Finalmente qualcosa sta cambiando...il PDF non e' aperto? Bah...Anzi se pubblica in DOC o ODF la formattazione rischia di cambiare a seconda del sistema, con il PDF rimane fedele.A parte questo meglio ODF che DOC
      • Ale scrive:
        Re: Quasi realtà

        il PDF non e' aperto? Bah...

        Anzi se pubblica in DOC o ODF la formattazione
        rischia di cambiare a seconda del sistema, con il
        PDF rimane
        fedele.
        A parte questo meglio ODF che DOCma almeno è gratuito
        • IgaRyu scrive:
          Re: Quasi realtà
          - Scritto da: Ale

          A parte questo meglio ODF che DOC
          ma almeno è gratuitoMa c'è ancora chi confonde 'open' con 'free' ????
          • Antonio Macchi scrive:
            Re: Quasi realtà

            Ma c'è ancora chi confonde 'open' con 'free' ????giusto, non e' la stessa cosaopen e' gratuito PER SEMPRE!free e' gratuito, ma domani potrebbe anche non esserlo piu'.ecco la differenza.
          • stragatto scrive:
            Re: Quasi realtà
            Niente affatto. Open significa solo che i sorgenti e i formati sono di pubblico dominio. "Free" significa che si tratta di software liberamente distribuibile, liberamente migliorabile e adattabile a nuovi usi da parte di chiunque, e distribuito con una licenza che assicura la stessa liberta' di uso anche ai software da esso derivati. Nessun programma "open" o "free" e' anche obbligatoriamente "gratis".
          • Shu scrive:
            Re: Quasi realtà
            - Scritto da: stragatto
            "Free" significa che si tratta di software
            liberamente distribuibile, liberamente
            migliorabile e adattabile a nuovi usi da parte di
            chiunque, e distribuito con una licenza che
            assicura la stessa liberta' di uso anche ai
            software da esso derivati. Nessun programma
            "open" o "free" e' anche obbligatoriamente
            "gratis".Sbagliato anche questo."Free software" (o Software Libero) significa quello che dici tu."Free" significa semplicemente "gratis". Infatti del freeware non trovi quasi mai i sorgenti, e praticamente mai li puoi modificare e redistribuire.Cosi` come "Ppen" significa solo aperto, mentre "Open Source" significa che rispetta i requisiti della OSI.Bye.
          • H5N1 scrive:
            Re: Quasi realtà
            E' intrinsico però che se il formato è open chi sviluppa un visualizzatore di quel formato può tranquillamente farlo "non-free" ma non può vietare che ne venga sviluppato uno "free".Su questo piano ODF e PDF sono entrambi aperti.
          • Francesco scrive:
            Re: Quasi realtà
            Cosa cosa cosa? PDF è aperto?Allora facciamo così: prova a estrarre il contenuto di un ODF e vedi che ci trovi: un codice xml leggibile.Prova a fare la stessa cosa con un PDF. Senza un lettore PDF non si può leggere.Il PDF non è affatto aperto, chi ha detto questa ca***ta?
          • H5N1 scrive:
            Re: Quasi realtà
            Informati meglio: da un po' di tempo Adobe ha reso disponibili le specifiche del formato PDF.PDF è un Open Standard le cui specifiche sono state rese pubbliche il primo Luglio 2008.
          • pippo75 scrive:
            Re: Quasi realtà
            - Scritto da: H5N1
            Informati meglio: da un po' di tempo Adobe ha
            reso disponibili le specifiche del formato
            PDF.
            PDF è un Open Standard le cui specifiche sono
            state rese pubbliche il primo Luglio
            2008.Vuoi dire che è completamente open e MS ora può inserire il PDF in office, senza che Adobe faccia storie?Al tempo erano uscite storie e non poche.
          • H5N1 scrive:
            Re: Quasi realtà
            Esatto.All'epoca non era stato standardizzato nè reso Open Standard :)Il prossimo Office dovrebbe poter salvare in formato PDF (ma non so ancora se potrà modificarne il contenuto)
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Quasi realtà
            Formato aperto significa che sono disponibili le specifiche con cui interpretarlo non che sia leggibile col notepad...
      • Francesco scrive:
        Re: Quasi realtà
        Stai scambiando aperto con gratuiro. Il PDF non è aperto, ma sotto licenza dell'Adobe.Poi dimmi questo fatto che l'ODF è diverso da come lo apri, perchè se lo apro da Windows o da Linux è identico.Il fatto che il lettore PDF sia disponibile gratuitamente da Adobe, non significa che sia aperto: allora anche la Microsof che rilascia il lettore word gratuitamente ha il DOC aperto giusto?L'ODF è un file XML compresso, il PDF è proprietario. Bisogna documentarsi prima di dire queste oscenità.
      • Dti Revenge scrive:
        Re: Quasi realtà
        Fallendo nel settore privato, i linari vogliono adesso provare la strada del magna magna pubblicoMa non c'è più trippa per gatti oramai, finirete sotto i ponti abbracciati al pupazzo TUX
        • dont feed the troll scrive:
          Re: Quasi realtà
          Bene adesso sappiamo che rumo = DTIRevenge.Se la redazione fosse seria bannerebbe DTI Revenge.Ma sappiamo che non lo farà.
          • Dti Revenge scrive:
            Re: Quasi realtà
            - Scritto da: dont feed the troll
            Bene adesso sappiamo che rumo = DTIRevenge.

            Se la redazione fosse seria bannerebbe DTI
            Revenge.

            Ma sappiamo che non lo farà.Chi ha detto chi? Piano con le accuse! Se vuoi esser sicuro controlla log e gli ip.io ho solo messo in evidenza il suo giusto e pertinente commento.
          • dont feed the troll scrive:
            Re: Quasi realtà
            persino uno come te sa usare tor
        • pabloski scrive:
          Re: Quasi realtà
          ma ancora a dir cazzate?ma almeno lo sai accendere un PC? secondo me no :D
    • anonimo scrive:
      Re: Quasi realtà
      vediamo se fa la stessa fine di Monaco che con l'aiuto di IBM a distanza di 5 anni su 14 mila pc ne hanno ca 500 su piattaforma linux e ha dichiarato piu e più volte che tutto questo gli sta costando molto di più ( 3 volte ca) di quanto non avrebbero speso continuando con Ms.
    • huber scrive:
      Re: Quasi realtà
      - Scritto da: Francesco
      Il comune di Napoli sostituirà tutti i 4000
      computer dei suoi uffici con sistemi operativi
      open source: monteranno Ubuntu sui nuovi 1200 che
      compreranno, mentre quelli già con la licenza
      Windows verrà installato Open Office anzichè
      Microsoft Office. Già sono stati stanziati fondi
      per guidare i dipendenti al migraggio dell'SO e
      per istruirli ad usare Ubuntu (manco ci volesse
      chissà che
      cosa).

      Per farvi capire meglio, lo Stato deve pubblicare
      i suoi moduli obbligatoriamente in formato
      aperto, oltre ai soliti doc e pdf. È la legge.
      Avete mai visto un documento del governo in
      formato ODF o
      txt?
      Finalmente qualcosa sta cambiando...sia ubuntu che open office sono strumenti stranieri che richiedono aggiornamenti e assistenza tranierala vostra è solo ideologia mista a odio e invidia di microsoft, nulla a che vedere con il risparmio o lo sviluppo, il problema è che ancora non viene siete accorti, siete come ipnotizzati da un falso profeta
      • dont feed the troll scrive:
        Re: Quasi realtà
        - Scritto da: huber

        sia ubuntu che open office sono strumenti
        stranieri che richiedono aggiornamenti e
        assistenza
        tranieraE questo che diavolo c'entra con la discussione sui formati open?Ma perchè intervenite se no navete capito niente?Ci tenete così tanto a dar sfoggio della vostra ignoranza?
      • Francesco scrive:
        Re: Quasi realtà
        Stranieri? Linux e Open Office sono aperti, quindi di tutti. Stai confondendo straniero con mondiale: sai quanti sviluppatori di OpenOffice sono italiani?Poi di quali assistenze e aggiornamenti parli scusa?Ma soprattutto, che significa "odio e invidia verso la Microsoft"? Io non mi sono mai riferito a nulla del genere. Il motivo per cui il comune di Napoli ha deciso di installare questi dispositivi sono questi:-Costo delle licenze, che tra Windows e Office risparmiano quasi un milione di -Maggiore sicurezza in ambito di Virus-Maggiore possibilità di adattare il programma alle esigenze del comune-Compilazione di documenti aperti leggibili da tutti.Io non ho mai detto:"La MS fa schifo, la MS succhia soldi ecc..." Mai...Sei forse un paranoico che vede nemici della MS dappertutto? Perchè stai sparando tutte queste ca***ate?
        • pippo75 scrive:
          Re: Quasi realtà

          -Costo delle licenze, che tra Windows e Office
          risparmiano quasi un milione di
          €non ho fatto i calcoli, ma di licenza si risparmia.bisognerebbe sapere quanto costa l'assistenza ( dipende tutto dalla dittà che la fornisce ).
          -Maggiore sicurezza in ambito di VirusSi.
          -Maggiore possibilità di adattare il programma
          alle esigenze del comuneDico di no, ma magari sarebbe da spiegare meglio.
          -Compilazione di documenti aperti leggibili da
          tutti.OpenOffice per linux è diverso da openoffice per windows?
          Io non ho mai detto:"La MS fa schifo, la MS
          succhia soldi ecc..."Succhia? usa la cannuccia?
  • osvaldo scrive:
    Domanda
    giusto per capire... secondo voi una pubblica amministrazione che acquista un applicativo in microsoft .Net completo di codice sorgente, manuali per lo sviluppatore e diritti completa di modifica, distribuzione, vendita, regalo etc etc ha acquistato del software libero oppure no?
    • Lettore anonimo scrive:
      Re: Domanda
      http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_.NET"Al momento .NET è compatibile soltanto con le piattaforme Windows"difficile definirlo "libero"
      • anonymous scrive:
        Re: Domanda
        - Scritto da: Lettore anonimo
        http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_.NET

        "Al momento .NET è compatibile soltanto con le
        piattaforme
        Windows"

        difficile definirlo "libero"e mono e wine ?
        • pabloski scrive:
          Re: Domanda
          rimane il fatto che .NET è protetto da brevetti e viene distribuito sotto una licenza che non è certo la GPLle licenze "libere" di MS nascondono il trucco e impongono serissime limitazioni, tipo quella si Singularity dove puoi patchare il sistema ma la patch va inviata a MS senza null'altro a pretendere....io questo lo chiamo furtoMono esiste solo perchè MS gli dà spago e permette a Novell di implementarlo...ma nulla vieta a MS di cambiare i termini della licenza .NET in qualsiasi momento e renderlo completamente chiuso, cosa che col software GPL non può avvenire
          • dumina scrive:
            Re: Domanda
            - Scritto da: pabloski
            rimane il fatto che .NET è protetto da brevetti e
            viene distribuito sotto una licenza che non è
            certo la
            GPLazzo è sta GPL, la bibbia?te lo dico io cosa è la GPL: la morte del softwareandate a lavorare va
          • pabloski scrive:
            Re: Domanda
            beh considera che lavoro nel settore IT da 10 anni, quindi penso di essere uno che lavorache poi tu non abbia capito un tubo del senso dell'opensource s'è capito....
    • markit scrive:
      Re: Domanda
      Sì se può essere modificato e compilato (eseguita la versione modificata) tramite software Libero, e sì se gira su un SO libero (mantenendo i requisiti di cui sopra).Se è licenza GPL ma richiede un compilatore chiuso, magari esclusivo di M$, la vedo dura...Anticipo: Mono secondo me non ha futuro, è un burattino nelle mani di M$ che taglierà i fili quando crede, a meno che davvero non abroghino a livello USA + Uff brevetti europeo, come c'è da sperare, i brevetti sulle idee (brevetti software).
      • pabloski scrive:
        Re: Domanda
        - Scritto da: markit
        Anticipo: Mono secondo me non ha futuro, è un
        burattino nelle mani di M$ che taglierà i fili
        quando crede, a meno che davvero non abroghino a
        livello USA + Uff brevetti europeo, come c'è da
        sperare, i brevetti sulle idee (brevetti
        software).ah finalmente qualcuno che ragiona....tempo fa mi hanno dato addosso per aver fatto la stessa affermazionepoi mi chiedo perchè usare Mono e .NET quando abbiamo soluzioni migliori?già Java è più performante di .NET ( ok consuma più RAM ma si può rimediare )....ci sono Inferno, Squeak, Oberon, ANDF e infine LLVM che possono soddisfare tutte le manie dei più accaniti utilizzatori di VM
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: osvaldo
      giusto per capire... secondo voi una pubblica
      amministrazione che acquista un applicativo in
      microsoft .Net completo di codice sorgente,
      manuali per lo sviluppatore e diritti completa di
      modifica, distribuzione, vendita, regalo etc etc
      ha acquistato del software libero oppure no?No.Il software libero è distribuito con una licenza libera, se manca quella, non è software libero.
    • Paolino scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: osvaldo
      giusto per capire... secondo voi una pubblica
      amministrazione che acquista un applicativo in
      microsoft .Net completo di codice sorgente,
      manuali per lo sviluppatore e diritti completa di
      modifica, distribuzione, vendita, regalo etc etc
      ha acquistato del software libero oppure
      no?dipende dalla licenza
    • SatHack scrive:
      Re: Domanda
      semplicemente NO!
  • littlegauss scrive:
    lettera inutile perchè supponente
    certo che chi ha scritto una lettera del genere non ha proprio a cuore il software libero, con questo tono supponente brunetta sene sbatterà altamente le palle di Noi!Bisognava puntare sul risparmio del suo ministero!! Sta gente capisce solo il rispormi, solo se gli tocchi il portafogli!Magari bravi programmatori, ma certamente pessimi comunicatori!
    • vavava scrive:
      Re: lettera inutile perchè supponente
      - Scritto da: littlegauss
      certo che chi ha scritto una lettera del genere
      non ha proprio a cuore il software libero, con
      questo tono supponente brunetta sene sbatterà
      altamente le palle di
      Noi!
      Bisognava puntare sul risparmio del suo
      ministero!! Sta gente capisce solo il rispormi,
      solo se gli tocchi il
      portafogli!
      Magari bravi programmatori, ma certamente pessimi
      comunicatori!Brunetta è NOSTRO dipendente ! Dipendente di noi cittadini !Ciao
    • z f k scrive:
      Re: lettera inutile perchè supponente
      - Scritto da: littlegauss
      Bisognava puntare sul risparmio del suo
      ministero!! Sta gente capisce solo il rispormi,
      solo se gli tocchi il
      portafogli!Sbagliato, sbagliato, sbagliato.Se ne fregano altamente dei risparmi.Riformulo la frase:Sta gente capisce solo se gli riempi il portafogli.In un sistema veramente aperto i soldi vanno dove rendono al meglio, nel governo italiano, invece, vanno dove vengono pilotati dagli arraffoni di turno e di certo non vanno mai dove possano rendere un servizio a chi quei soldi li ha versati.CYA
      • Ale scrive:
        Re: lettera inutile perchè supponente
        - Scritto da: z f k
        - Scritto da: littlegauss


        Bisognava puntare sul risparmio del suo

        ministero!! Sta gente capisce solo il rispormi,

        solo se gli tocchi il

        portafogli!

        Sbagliato, sbagliato, sbagliato.

        Se ne fregano altamente dei risparmi.
        Riformulo la frase:
        Sta gente capisce solo se gli riempi il
        portafogli.

        In un sistema veramente aperto i soldi vanno dove
        rendono al meglio, nel governo italiano, invece,
        vanno dove vengono pilotati dagli arraffoni di
        turno e di certo non vanno mai dove possano
        rendere un servizio a chi quei soldi li ha
        versati.

        CYApurtroppo ti devo dare ragione , ormai si pensa al proprio tornaconto , non voglio insinuare che a brunetta gli sia stata sganciata una tangente , ma se non glki ritona in tasca qualcosa , le cose sono 2 o è igrorante in matematica o è stata corrotta
        • Pane e volpe scrive:
          Re: lettera inutile perchè supponente
          .... ma nessuna delle due ipotesi escluse l'altra. ^_^
          • Ale scrive:
            Re: lettera inutile perchè supponente
            - Scritto da: Pane e volpe
            .... ma nessuna delle due ipotesi escluse
            l'altra.
            ^_^ottima osservazione
      • Antonio Macchi scrive:
        Re: lettera inutile perchè supponente

        Sbagliato, sbagliato, sbagliato.

        Se ne fregano altamente dei risparmi.
        Riformulo la frase:
        Sta gente capisce solo se gli riempi il
        portafogli.ecco uno che ha capito giusto come stanno le cose.ora manca solo di capire come poterle cambiare.
        • pico scrive:
          Re: lettera inutile perchè supponente
          - Scritto da: Antonio Macchi

          Sbagliato, sbagliato, sbagliato.



          Se ne fregano altamente dei risparmi.

          Riformulo la frase:

          Sta gente capisce solo se gli riempi il

          portafogli.




          ecco uno che ha capito giusto come stanno le cose.
          ora manca solo di capire come poterle cambiare.Dite?Cmq verificate una cosa.Guardate su che piattaforma gira il sito di Forza Italia.E poi guardate su cosa gira quello del Partito Democratico.
          • babelzeta scrive:
            Re: lettera inutile perchè supponente
            guarda che per me, questo dipende solo dal uebmaster, non certo da una scelta politica, i nostri politici purtroppo salvo rare eccezioni non sanno di quello di cui si sta parlando quando si cita software libero, email, ftp, p2p, niente di niente, neanche le cose più basilari... la maggior parte non ha un indirizzo di posta e i pochi che hanno fatto un "blog" l'hanno fatto fare a qualcun altro, solo per la campagna elettorale. Sono rari quelli che scrivono in prima persona sul blog o che rispondono utilizzando mail.L'analfabetismo informatico, e non solo quello, dilaga in parlamento!
          • pabloski scrive:
            Re: lettera inutile perchè supponente
            Server: Microsoft-IIS/6.0azz ma questi di comunista non hanno più niente....arruolano banchieri e finanzieri e adesso pure guglielmo cancelli :D
    • Paolino scrive:
      Re: lettera inutile perchè supponente
      - Scritto da: littlegauss
      certo che chi ha scritto una lettera del genere
      non ha proprio a cuore il software libero, con
      questo tono supponente brunetta sene sbatterà
      altamente le palle di
      Noi!Tranquillo, Brunetta se ne sbatte gia' le palle di noi e di tutto il resto anche senza la lettera.Una volta fatta un po' di propaganda e' un po' di demagogia il suo lavoro e' fatto...Eppure quest'estate disse che per Novembre avrebbe messo gia' tutto apposto... si si..
    • olok scrive:
      Re: lettera inutile perchè supponente
      - Scritto da: littlegauss
      certo che chi ha scritto una lettera del genere
      non ha proprio a cuore il software libero, con
      questo tono supponente brunetta sene sbatterà
      altamente le palle di
      Noi!
      Bisognava puntare sul risparmio del suo
      ministero!! Sta gente capisce solo il rispormi,
      solo se gli tocchi il
      portafogli!
      Magari bravi programmatori, ma certamente pessimi
      comunicatori!i classici lameroni del freesoftware che vogliono fare i grandi, tutto brufoli e shell
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