Nobel, la prima volta di Wikileaks

La commissione del premio ha annunciato che il sito di Assange concorrerà alla selezione finale. Riammessa per il secondo anno anche Internet. Ma è polemica su meriti e ruolo della tecnologia

Roma – Era nell’aria e ora è arrivata la conferma ufficiale: Internet e Wikileaks saranno candidati nella corsa verso il Premio Nobel per la Pace nel 2011 .

La commissione del premio ha annunciato che i candidati saranno 241 (tra cui 53 organizzazioni), quattro in più rispetto ai 237 del 2010. “Guardando sul lungo termine, possiamo considerare interessante il consolidamento del premio per quanto concerne la crescita del numero dei candidati” afferma Gier Lundestad, membro non votante della commissione.

Non tutte le nomine sono state rese note. Per ora si sa che il sito di Assange e la Rete dovranno concorrere con la sostenitrice dei diritti del popolo afgano, Sima Samar, Helmut Kohl, il dissidente cubano Oswaldo Paya Sardinas e l’associazione per la difesa dei diritti civili in Russia Memorial , insieme alla sua fondatrice Svetlana Gannushkina.

La candidatura di Internet e Wikileaks potrebbe rappresentare l’anno della vittoria per la comunità digitale. Le ragioni che hanno portato alla replica della nomina della Rete si riferiscono alle rivolte scoppiate in Medioriente che, secondo gli osservatori, non si sarebbero verificate in assenza delle connessioni nel cyberspazio tra i dissidenti. Le immagini delle proteste scoppiate in Tunisia , terminate con l’allontanamento del presidente Ben Ali, hanno fatto il giro del mondo attraverso video virali circolanti su Twitter, YouTube e Facebook. La connessione alla Rete ha rappresentato una sorta di catalizzatore della rivoluzione, sicuramente l’unico strumento di comunicazione nei molti casi di chiusura totale dei canali informativi ordinari.

Probabilmente più di qualcuno non si aspettava la designazione di Wikileaks, il sito che negli ultimi tempi ha sconvolto l’impalcatura della diplomazia internazionale con la pubblicazione dei documenti diplomatici segreti. Julian Assange, fondatore del sito, è arrivato a un passo dal diventare “persona dell’anno” secondo il Time , nonostante le accuse di violenza sessuale pendenti a suo carico. La vittoria di Wikileaks scatenerebbe, senz’altro, una valanga di scontri tra i sostenitori della trasparenza governativa e i leader politici del pianeta, infuriati dopo la pubblicazione dei dossier.

Appare alquanto bizzarro, tuttavia, che i membri più attivi nella scelta dei candidati al Nobel provengano dal Parlamento norvegese e dal Congresso statunitense, quest’ultimo tra i più aspri a condannare l’attività di Assange.

Secondo gli addetti ai lavori, Wikileaks avrebbe più probabilità di vittoria rispetto a Internet, dal momento che la Rete si configura come un contenitore troppo ampio per rintracciare solo e soltanto le qualità necessarie per essere onorati del Nobel per la Pace. Se il conferimento dell’onorificenza dipendesse direttamente dal ruolo giocato nelle manifestazioni civili e politiche nordafricane, allora, sostengono in molti, sarebbe più giusto restringere la categoria ai social media, Twitter e Facebook in particolare.

Se infatti è vero che, per molti individui, la Rete ha costituito uno strumento insostituibile per avviare una comunicazione altrimenti impossibile, per raccogliere e distribuire informazioni da sempre imprigionate negli schedari dei “piani alti”, per informarsi e informare su fatti più o meno noti, è altrettanto vero che lo stesso strumento ha posto dei problemi sul piano economico, sociale, legislativo. Tuttavia, come ha ricordato quasi un anno fa Lawrence Lessig nel corso della sua lezione tenuta alla Camera dei Deputati: non è lo strumento a fare la differenza, ma come lo si utilizza.

Il prossimo vincitore del Premio Nobel per la Pace sarà ricordato insieme, tra gli altri, a Barack Obama, Jimmy Carter, Kofi Annan, Al Gore, Desmond Tutu, Henry Kissinger e Liu Xiaobo.

Cristina Sciannamblo

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  • Parere personale scrive:
    Le regole del gioco
    10 anni, tanto è durata la favola. Steve Jobs al suo rientro è stato in grado di costruire l'azienda perfetta: innovativa e redditizia. Tra gli ingredienti a sostenere questo miracolo la segretezza dei prodotti ha giocato un ruolo fondamentale nel creare la giusta attesa nei consumatori. Purtroppo non è sostenibile per un periodo infinito. Tanto più il sistema appare funzionare come un orologio svizzero, quanto più ci sono persone che si danno da fare per indebolirlo, fino a minarne le basi.Questo è un tassello. Ne arriveranno altri e Apple dovrà trovare il modo di difendersi e forse questa volta non ci sarà uno Steve Jobs a battersi per lei. Buona fortuna!
    • disgra scrive:
      Re: Le regole del gioco
      ma infatti...un'azienda che sfrutta lavoratori sottopagati le cui condizioni di lavoro sono lontane anni luce da qualsivoglia normalità.rincari altissimi sui prodotti vendutiuna schiera di fanatici che osanna e misticizza il messia della mela morsicata come nelle peggiori sette avventistiche.personalmente, al di là del sucXXXXX di apple come azienda, mi guarderei bene a definirla magica, perfetta, miracolosa ec ecc
      • anonimissim o scrive:
        Re: Le regole del gioco
        Non esprimo giudizio su tutto quello che hai scritto, se non sul fatto che i lavoratori sottopagati e quasi schiavi li ha qualsiasi azienda che compraproduce in oriente. Se costa meno produrre in quei posti un motivo c'è. Solo che noi occidentali facciamo finta di non vedere e giriamo con l'aipad, l'aifon, il compiuter supercaxxuto con i componenti ultrafighi, le naic ecc....
        • disgra scrive:
          Re: Le regole del gioco
          - Scritto da: anonimissim o
          Non esprimo giudizio su tutto quello che hai
          scritto, se non sul fatto che i lavoratori
          sottopagati e quasi schiavi li ha qualsiasi
          azienda che compraproduce in oriente. Se costa
          meno produrre in quei posti un motivo c'è. Solo
          che noi occidentali facciamo finta di non vedere
          e giriamo con l'aipad, l'aifon, il compiuter
          supercaxxuto con i componenti ultrafighi, le naic
          ecc....il problema è che se lo neghi o ti tiri fuori (vedi ultime notizie a riguardo) passi inesorabilmente dalla parte del torto
          • Ehgia scrive:
            Re: Le regole del gioco
            Il problema è buttare sul tavolo questo discorso dandone la colpa non ai diretti responsabili è superficiali. It's so easy
      • Ehgia scrive:
        Re: Le regole del gioco
        Pattume qualunquista da bar.Perché non fai questa bella predicozza a tutte le ditte IT che fanno produrre e assemblare i loro prodotti sempre dalle stesse aziende asiatiche che hanno sotto contratto quei lavoratori maltrattati?2 pesi e 2 misure, ma stesso cazzaro
  • noproblem scrive:
    in italia
    in italia sarebbero diventati subito ministri o quantomeno consiglieri regionali, piu' crimini commetti piu' vai in alto in politica
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