Nokia, ora con il 100 per cento di cellulari in meno

La storia del marchio finlandese non è finita. L'azienda di Espoo punta a rinnovarsi ancora una volta. Microsoft nel frattempo fa sapere che "Nokia" non resterà impresso a lungo sui cellulari venduti da Redmond

Roma – Nokia è stata assimilata , lunga vita alla rinnovata Nokia Corporation che continuerà a esistere sul mercato vendendo dispositivi di rete e dando in licenza i brevetti accumulati nel corso dei decenni passati. La nuova strategia della “vecchia” Nokia verrà ora tracciata da Rajeev Suri, fresco di nomina a CEO e presidente dell’ex-colosso finlandese, dopo quasi 20 anni passati a gestire la sussidiaria Nokia Solution Network (già Nokia Siemens Network).

Dopo la vendita del business dei cellulari a Microsoft, Nokia Corporation ha a disposizione un “tesoretto” di denaro liquido da 5,6 miliardi di euro, e Suri preannuncia la possibilità che tale denaro venga utilizzato per concludere acquisizioni importanti: ma solo nel caso in cui l’operazione abbia senso, assicura il nuovo CEO.

Suri intende sfruttare a dovere le tecnologie proprietarie ancora in mano a Nokia per far crescere l’azienda, inclusi il servizio di mappe e geonavigazione Here (escluso dall’accordo con Microsoft) e le proprietà intellettuali da “leader nell’industria”. In un caso o nell’altro, il nuovo CEO prevede di abbandonare l’approccio “esclusivo” slegandosi dalla dipendenza assoluta dall’ecosistema Microsoft (Windows Phone).

Novità importanti si preannunciano insomma per il futuro della (sopravvissuta?) Nokia, ma anche per il business degli smartphone acquisito da Redmond ci saranno cambiamenti significativi: Stephen Elop, ex-Microsoft poi CEO Nokia e ora di nuovo responsabile della divisione Dispositivi dell’azienda di Redmond, dice che il brand Nokia sparirà presto dai cellulari Lumia e i terminali Android continueranno a essere prodotti da Microsoft per i mercati in via di sviluppo. Invariato rimarrà l’approccio “colorato” al marketing e all’ aspetto esteriore dei Lumia , a quanto pare.

Alfonso Maruccia

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