NoLogo/ Ignora Internet, ma Internet non ignora te

di Mafe de Baggis - Le imprese che imparano a dialogare con la rete devono stabilire la propria presenza, esserci, e non basta certo un sito web
di Mafe de Baggis - Le imprese che imparano a dialogare con la rete devono stabilire la propria presenza, esserci, e non basta certo un sito web

Una volta a un convegno un collega mi ha chiesto se ancora è possibile per un’azienda ignorare completamente Internet. La mia risposta – ironica – è stata “sì, ma è molto probabile che Internet non ignori l’azienda”.
Della necessità e dell’importanza dell’ascolto e della partecipazione orizzontale abbiamo parlato in abbondanza: è arrivato il momento di pensare a come impostare una presenza stabile in rete, con un sito che dia ai visitatori tutte le informazioni di cui hanno bisogno. Che serva un sito, è fuor di dubbio: magari di una sola pagina, con le informazioni di base, una specie di bigliettino da visita formato monitor, ma che qualcosa debba saltar fuori se un potenziale cliente mi cerca su Google è fuor di dubbio. Qualcosa di sensato, non la strafigata totale globale che farà dire a chi ci passa “wow!”, “cazzo!”, “meraviglioso!” (anche perché è facile che siti pensati con queste ambizioni portino a esclamazioni assai meno entusiastiche).

Come scrivevo a fine luglio : “Pensare in grande in Internet può rivelarsi un grosso errore: a differenza di altri strumenti di comunicazione, come uno spot o una brochure, un sito può e deve evolvere, il che permette di partire molto in piccolo anche se si è una grande azienda con un grandissimo orgoglio. Meglio un sito minimale, con pochissime informazioni (chi sei, cosa fai, come contattarti, dove trovare i tuoi prodotti, quanto costano) che un sito mal progettato e/o non aggiornato. Oggi puoi risparmiare sul sito e curare la tua presenza (umana) nei social network frequentati dai tuoi clienti. È molto più furbo che spendere un sacco di soldi per farli venire da te.”

Un medium privo di vincoli di spazio può incentivare le manie di grandezza, ma il vincolo principale da tenere presente è il tempo, il tempo dei vostri clienti, che vogliono risposte e informazioni quando le cercano, esperienze e divertimento quando cazzeggiano, certezze quando devono decidere e sogni solo quando vogliono.

Qualunque siano le dimensioni, gli obiettivi, il tipo di mercato, il posizionamento, le ambizioni, l’ego del direttore marketing o le paure dell’ufficio legale, un buon sito ancora oggi deve soddisfare criteri molto semplici per poter assolvere a scopi anche complessi:

– esprimere la personalità dell’azienda o del prodotto se coerente con la percezione che ne hanno i clienti
– rispondere alle esigenze di informazione dei visitatori e non di comunicazione ed espressione del management
– partire dai contenuti e dalle informazioni a disposizione
– rispettare gli standard in termini di organizzazione dei contenuti, navigazione e funzionalità di base
– raccontarsi usando il linguaggio dei clienti
– aumentare le modalità di contatto con le persone che lavorano nell’azienda
– essere veloce, facile da esplorare, facilissimo da trovare, regolarmente aggiornato.

Su queste fondamenta è possibile costruire qualsiasi esperienza, da una semplicissima pagina statica a un Alternate Reality Game: la differenza sul tipo di presenza adatta a voi la fanno i primi due punti, e cioè che questa presenza deve esprimere chi siete e non cosa volete sembrare.

Mafe de Baggis
Maestrini per Caso

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02 10 2008
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