Norvegia, la polizia si rifiuta di inseguire gli utenti P2P

Le forze dell'ordine hanno necessità più impellenti: prima vengono i crimini seri, poi la caccia ai maggiori uploader. I pirati della domenica? Non sono una priorità, non vale la pena di perseguitarli

Roma – In Norvegia la polizia ha di meglio da fare che mettersi al servizio dell’industria dei contenuti e investire tempo e risorse nell’accalappiare i pirati occasionali. Questa la risposta che la Kripos , la polizia del paese scandinavo, ha opposto alle richieste di Espen Tondel, noto avvocato che, al soldo dell’industria dei contenuti, ha votato la propria carriera alla lotta senza quartiere ai gaglioffi del file sharing illegale.

Omicidi e rapine, questo il pane quotidiano della polizia norvegese: il file sharing illegale non ricade nella categoria dei crimini per cui vale la pena sporcarsi le mani. Ma Tondel non si è rassegnato: forse per dare concretezza alle minacce che sventola a intervalli regolari, ha tentato ogni strada per ottenere la collaborazione delle forze dell’ordine. L’avvocato ha inoltrato richieste e formulato accorati appelli, ha persino preteso un incontro con i rappresentanti del ministero della Giustizia, lamentando come l’industria non possa trascinare in tribunale, né tantomeno dietro le sbarre, un semplice indirizzo IP, l’unico dato in mano ai vigilantes dell’industria, un dato insignificante se non associato ad alcuna identità.

Ma il Ministero ha chiaramente dato dimostrazione di non essere disposto a collaborare. Ha rifiutato il colloquio con Tondel: non c’è nulla di cui discutere.

Del resto, pur dibattendosi negli anni passati fra repressione e ragionevole tolleranza , la Norvegia è stata esplicita in materia di diritto d’autore: il ministro della Cultura nei giorni scorsi ha spiegato di essere contrario all’introduzione di discipline analoghe alla dottrina Sarkozy , che sta raccogliendo proseliti dentro e fuori l’Europa.

Gli ISP continueranno a rifiutare la delazione a danno dei propri utenti, a meno che a richiedere informazioni non siano le forze dell’ordine. L’impegno di queste ultime si concentrerà soltanto sui principali uploader. Nel mirino della polizia resteranno solo le eminenze warez , che peraltro hanno comunicato spavalde di non temere le rappresaglie delle forze dell’ordine: la polizia, dicono, è incapace di agire, ha la mani legate dalla legge e da una coscienza troppo rigida e integra.

Gaia Bottà

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  • Giambo scrive:
    Certo che ...
    ... la vita di voi utilizzatori di Windows deve essere uno stress :| !
    • ninjaverde scrive:
      Re: Certo che ...
      Eeee, in effetti chi usa intensamente windows gli escono gli occhi fuori dalle orbite.(geek)
    • tucano scrive:
      Re: Certo che ...
      - Scritto da: Giambo
      ... la vita di voi utilizzatori di Windows deve
      essere uno stress :|
      !cosa impedisce di fare uno spyware per Mac o linux? Nessuno. Lo stesso utente che clicka su Win, clickerà anche su Mac o linux.
    • DuDe scrive:
      Re: Certo che ...
      Dipende, se ti doti di istrumenti validi e sopratutto esegui mount -t brain /dev/brain /body/skull sicuramente lo stress diminuisce ;-)
      • Domokun scrive:
        Re: Certo che ...
        - Scritto da: DuDe
        Dipende, se ti doti di istrumenti validi e
        sopratutto esegui mount -t brain /dev/brain
        /body/skull sicuramente lo stress diminuisce
        ;-)BELLISSIMA ;)
        • luxgraph scrive:
          Re: Certo che ...
          certo che ... se non ci fossero malware , virus , spyware , non ci sarebbe bisogno di comprare , antivirus , antispyware , antidialer etc etc etc ... il business e' troppo grosso nel mondo windows per farselo scappare ... se si indagasse a fondo alla questione forse si verrebbe a scoprire che .....
    • lol scrive:
      Re: Certo che ...
      il problema non è windows, sono gli utenti che lo utilizzano
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