Gli esperti del CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno rilevato una nuova campagna di phishing che usa nome, logo e grafica di INPS per rubare dati personali e di pagamento. In questo caso, i cybercriminali comunicato alle ignare vittime di avere diritto ad un rimborso dei contributi. Nelle ultime settimane sono state individuate varie truffe che sfruttano siti fasulli simili a quello dell’istituto di previdenza.
Rimborso inesistente di 730,00 euro
La truffa inizia con l’invio di un’email che sembra provenire dall’INPS. Il destinatario viene informato che, in seguito ad ricalcolo automatizzato della posizione contributiva e fiscale, è stato rilevato un credito di 730,00 euro dovuto a versamenti relativi al periodo di imposta 2025. Nel testo è indicato un numero di protocollo e la scadenza da rispettare per chiedere il rimborso.
Analizzando con attenzione l’email è piuttosto evidente la truffa. L’indirizzo del mittente è falso (non è INPS) e si legge un generico “Ciao cliente“. Nelle comunicazioni ufficiali non viene usato un simile tono amichevole e soprattutto viene scritto il nome dell’utente. È chiaro che si tratta di un invio di massa per avere maggiori probabilità di successo.
Cliccando sul pulsante “Accedi all’area riservata” viene aperta una pagina su un sito di phishing. Il dominio non è ovviamente quello dell’INPS e, tra l’altro, non viene chiesto l’accesso con SPID, CIE o CNS, come sul sito legittimo. Durante la procedura guidata, l’utente dovrebbe inserire dati anagrafici (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di residenza, comune, provincia, CAP, data di nascita, indirizzo email e numero di telefono) e dati della carta di credito (intestatario, numero, data di scadenza e codice CVV).
Al termine viene chiesto di aprire l’app della banca e approvare una notifica push entro 60 secondi. Questa operazione autorizza una transazione fraudolenta, quindi è probabile che i 730,00 euro verranno prelevati, non rimborsati. Il CERT-AgID ha segnalato la campagna di phishing all’INPS e chiesto la chiusura del dominio (attualmente il sito è ancora online).

