Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede un controllo preliminare facoltativo dei nuovi modelli AI da parte della NSA (National Security Agency). OpenAI vuole invece un controllo obbligatorio da parte del CAISI (Center for AI Standards and Innovation).
Opinioni divergenti sulla valutazione dei rischi
Come riportano CNBC e Bloomberg, il CEO di OpenAI Sam Altman ha incontrato alcuni funzionari del governo alla Casa Bianca. Quasi certamente ci sono state discussioni sull’ordine esecutivo firmato da Trump.
In base all’ordine, le aziende possono chiedere la valutazione dei nuovi modelli AI fino a 30 giorni prima del rilascio pubblico. La NSA dovrà quindi verificare l’assenza di rischi per la sicurezza nazionale e le infrastrutture critiche. Il test delle capacità cyber dei modelli verrà effettuato sulla base di un benchmark sviluppato da diverse agenzie federali. Non si tratta quindi di un obbligo, come ipotizzato all’inizio di maggio.
OpenAI ha pubblicato un documento per suggerire un controllo obbligatorio dei nuovi modelli. La valutazione dovrebbe essere effettuata dal CAISI (Center for AI Standards and Innovation) che, a differenza della NSA, possiede le necessarie competenze. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft e xAI condividono già le informazioni sui nuovi modelli con il CAISI, quindi sembra la scelta più adatta.
Nel documento viene evidenziato anche un rischio imminente, lo stesso descritto da Anthropic. Si tratta dell’auto-miglioramento ricorsivo, un processo in cui i sistemi AI scrivono autonomamente il codice dei modelli e progettano i loro successori. Solo il CAISI ha la possibilità di valutare con urgenza la presenza di protezioni che impediscano agli umani di perdere il controllo dei sistemi AI.
L’ordine esecutivo prevede lo sviluppo dei benchmark entro 60 giorni. Nei prossimi due mesi ci saranno sicuramente altri incontri tra i dirigenti di OpenAI e i funzionari della Casa Bianca.