Nuovo attacco ClickFix installa AMOS sui Mac

Nuovo attacco ClickFix installa AMOS sui Mac

Scoperta una nuova campagna ClickFix che inganna gli utenti per scaricare un'immagine DMG contenente l'installer di AMOS (Atomic macOS Stealer).
Nuovo attacco ClickFix installa AMOS sui Mac
Scoperta una nuova campagna ClickFix che inganna gli utenti per scaricare un'immagine DMG contenente l'installer di AMOS (Atomic macOS Stealer).

I ricercatori di Palo Alto Networks hanno descritto una nuova campagna ClickFix che prende di mira gli utenti Mac. È una variante degli attacchi effettuati negli ultimi mesi. Lo scopo finale è invece identico, ovvero installare il famigerato AMOS (Atomic macOS Stealer).

Download, montaggio ed esecuzione

ClickFix è una nota tecnica di ingegneria sociale. Quando le ignare vittime visitano un sito compromesso o creato ad hoc dai cybercriminali viene mostrato un messaggio di errore del browser, un avviso di sicurezza o un CAPTCHA. Ovviamente è tutto falso. Lo scopo è convincere l’utente a seguire le istruzioni indicate. Nel caso di macOS devono essere copiate ed eseguite nel Terminale.

Per risolvere un CAPTCHA e dimostrare di non essere un bot è necessario copiare una serie di comandi concatenati (incomprensibili alla maggioranza degli utenti). Se vengono eseguiti inizia la catena di infezione. Un file DMG viene scaricato da un server e copiato in una directory temporanea senza nessuna conferma visiva.

L’immagine viene montata con il comando “hdiutil attach -nobrowse“, senza visualizzazione nel Finder o sul desktop. Lo script cerca quindi un installer .app o .pkg e, se trovato, viene eseguito con il comando “open“. In questo caso, l’installer è NNApp.app, ovvero AMOS.

L’infostealer mostra una falsa schermata di autenticazione per rubare la password dell’utente. A questo punto inizia a raccogliere credenziali, dati delle carte di credito e cookie da Google Chrome e altri browser basati su Chromium, oltre che da Firefox e derivati.

Il malware esfiltra inoltre messaggi di Discord e Telegram, documenti e dati da 13 wallet di criptovalute. I dati vengono infine aggiunti ad un archivio ZIP e inviati al server remoto. Il consiglio è ovviamente non copiare nulla nel Terminale. A partire da macOS 26.4 viene mostrato un avviso di pericolo, ma i cybercriminali hanno già trovato il modo per aggirare la protezione.

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Pubblicato il
24 giu 2026
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