Nei primi sette mesi del 2026, l’antivirus di Surfshark ha rilevato 391.305 minacce informatiche. La grande maggioranza, il 92,1%, ha interessato dispositivi Windows, che costituiscono il 66% degli utenti del servizio. Su macOS, che rappresenta invece il 34% della base utenti, si concentra appena il 7,9% dei rilevamenti. Ciò significa che il tasso di rilevamento delle minacce è circa sei volte maggiore su Windows rispetto a macOS.
Surfshark Antivirus raccoglie questi dati in forma anonima e si basa sulla tecnologia di Avira. Il rapporto offre anche uno spaccato mensile delle minacce rilevate su Windows e macOS, mostrando come la loro distribuzione sia cambiata nei sette mesi considerati. L’evoluzione è particolarmente marcata nel caso di Windows.
I trojan si moltiplicano su Windows
Sull’insieme del periodo, i trojan e il riskware dominano la classifica, tanto su Windows quanto su macOS. Surfshark descrive il riskware come uno strumento legittimo (software di controllo remoto, gestore di password, utility di estrazione dati) che può essere sfruttato per compromettere un sistema. Nei sette mesi cumulati, i trojan rappresentano il 46,2% dei rilevamenti su Windows contro il 24,7% su macOS. Il riskware pesa invece il 18,8% su Windows e il 17,5% su macOS, un divario nettamente più contenuto.
Il dettaglio mese per mese mostra una progressione continua della quota dei trojan su Windows: il loro peso passa dal 41,9% dei rilevamenti in gennaio al 49,5% a luglio, senza interruzioni in questa crescita. Nello stesso periodo, la quota dei rilevamenti euristici, che segnalano contenuti dal comportamento sospetto, arretra dal 9,4% di gennaio al 5,7% di luglio. Surfshark non precisa le ragioni di questa evoluzione.
Il phishing colpisce soprattutto i MacOS
La classifica differisce su macOS, dove il phishing occupa il terzo posto con il 14,9% dei rilevamenti annuali, contro il 3,2% su Windows. A fine luglio una campagna di phishing è stata in grado di rilevare il sistema operativo del bersaglio e ha colpito in maggioranza utenti Apple, ritenuti a torto meno esposti alle truffe. I dati menzionano anche una categoria propria di macOS in questa classifica, i dropper, file la cui unica funzione consiste nell’installare, una volta eseguiti, un payload malevolo aggiuntivo sul dispositivo preso di mira.
I rilevamenti diminuiscono mese dopo mese su entrambi i sistemi operativi. Su Windows passano dai 74.430 di gennaio ai 28.649 di luglio; su macOS, invece, scendono da 8.874 a 2.217. Nonostante la riduzione, Windows mantiene ogni mese una quota nettamente superiore a quella di macOS, confermandosi il sistema sul quale vengono rilevate più minacce.