La crisi del mondo crypto ha rallentato NVIDIA

Il rallentamento della richiesta di hardware da impiegare nell'ambito delle criptovalute e l'economia globale tra le cause della flessione di NVIDIA.

Il mining delle criptovalute ha spinto nell’ultimo biennio le vendite delle componenti hardware, in particolare quelle legate al segmento GPU, tanto che uno dei principali protagonisti del mercato è intervenuto chiedendo ai rivenditori di dare priorità ai clienti appassionati di gaming. Un trend che sembra ormai appartenere al passato, complice anche la almeno parziale concretizzazione di quella visione apocalittica che in molti hanno pronosticato per Bitcoin & co.

NVIDIA e il mondo delle criptovalute

È questa una delle ragioni che hanno rallentato il business del produttore di Santa Clara. I risultati finanziari relativi all’ultima trimestrale fanno segnare utili in calo del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 31% se confrontati con i tre mesi precedenti. Vengono chiamate in causa anche non meglio precisate “condizioni macroeconomiche deteriorate”, con un riferimento non esplicito alle vendite in Cina che hanno subito una flessione. Ciò nonostante, le entrate nel periodo in esame si sono attestate a 2,21 miliardi di dollari per NVIDIA, con un utile da 294 milioni di dollari.

Il CEO e presidente Jensen Huang intravede in ogni caso un futuro roseo per il gruppo, anche in virtù della diversificazione del business che non interessa ormai più da tempo solo schede video e processori, ma tocca territori e soluzioni legati a doppio filo all’ambito dell’intelligenza artificiale: dalla guida autonoma all’automazione, fino alla robotica.

Nonostante questo ostacolo, la posizione di NVIDIA nei mercati serviti è forte. La piattaforma di computing evoluto che abbiamo contribuito a creare è centrale per alcune delle industrie più importanti e dalla crescita maggiore al mondo.

NVIDIA TITAN RTX

Nel mese di dicembre il gruppo ha presentato TITAN RTX (visibile nell’immagine qui sopra), la GPU più veloce di sempre tra quelle destinate al segmento desktop, soprannominata “T-Rex”: performance fino al 20% superiori rispetto alla RTX 2080 Ti, architettura Turing, 130 Tensor TFLOPs per le operazioni di deep learning, 72 core RT, 576 Tensor Core e 4.608 core CUDA affiancati da 24 GB di memoria GDDR6. L’esborso economico non è però alla portata di tutte le tasche, fissato al lancio in 2.699 euro.

Fonte: NVIDIA

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  • Valerio scrive:
    E io sono uno di quelli che sono stati costretti praticamente, ha comprare un 1060 3gb perché nel periodo del mining non si riuscivano a trovare le 6gb. Venivo da una 660 2gb che non bastava più. Adesso la paga Nvidia. Un poco l'uno.
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