Nvidia, la IA ripara-immagini fa concorrenza a Photoshop

La corporation delle GeForce presenta un nuovo algoritmo in grado di "riempire i vuoti" lasciati dal fotoritocco, una tecnologia sin qui esclusiva di Photoshop e ora potenzialmente alla portata di tutti.
La corporation delle GeForce presenta un nuovo algoritmo in grado di "riempire i vuoti" lasciati dal fotoritocco, una tecnologia sin qui esclusiva di Photoshop e ora potenzialmente alla portata di tutti.

I ricercatori di NVIDIA hanno lavorato a un nuovo algoritmo pensato per riparare le immagini danneggiate o modificate, un sistema che sfrutta il deep learning per “ricostruire” gli elementi non più visibili a partire dai pixel circostanti.

La casa delle GPU per computer ha in pratica ricreato una versione “intelligente” di Content Aware Fill , tecnologia di riempimento delle immagini introdotta da Photoshop CS5 che in questi anni ha rappresentato una delle caratteristiche esclusive del potente software di fotoritocco di Adobe.

La nuova tecnica , che NVIDIA descrive come pronta per essere implementata nei software di fotoritocco – a esclusione ovviamente del succitato Photoshop – segue un modello diverso rispetto agli approcci in deep learning precedenti.

Invece di focalizzarsi sulle regioni rettangolari presenti intorno al centro dell’immagine e richiedere una fase di pesante post-processing, spiegano i ricercatori , il nuovo algoritmo è in grado di “gestire senza problemi buchi di ogni forma, posizione o distanza dai bordi di un’immagine.”

L’algoritmo è stato addestrato partendo prima di tutto da 55.116 maschere con fori di ogni forma e dimensione, cancellando i pixel dalle immagini e poi mostrando alla IA la differenza tra l’originale e la versione danneggiata. L’accuratezza del sistema è stata in seguito verificata con 25.000 maschere, senza però mostrare la differenza tra l’immagine originale e quella modificata.

La ricerca sugli algoritmi in grado di ricostruire o riparare le immagini è in auge da tempo, e solo qualche mese fa è emerso un sistema chiamato Deep Image Prior che in teoria dovrebbe fare le stesse cose della tecnologia di NVIDIA. NVIDIA, ovviamente, non è d’accordo e dice che il suo algoritmo è superiore.

Alfonso Maruccia

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26 04 2018
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