OCZ Vertex 3: SSD nato per le performance

Abbiamo confrontato il disco del produttore californiano con un disco Intel 320 per valutare l'efficienza del controller SansForce SF-2000 e della connessione Serial ATA 3.0. La spesa giustifica l'impresa?
Abbiamo confrontato il disco del produttore californiano con un disco Intel 320 per valutare l'efficienza del controller SansForce SF-2000 e della connessione Serial ATA 3.0. La spesa giustifica l'impresa?

Le novità in tema di storage continuano a martellare il mercato, segno che questo settore sta riscoprendo la sua vitalità grazie all’arrivo dei dischi allo stato solido che pian piano, nonostante i costi restino decisamente elevati, diventano sempre più abbordabili: dopo l’introduzione dei moduli di memoria NAND Flash produtti a 25 nanometri e le relative proposte ufficiali di casa Intel, tocca ad OCZ aggiornare la propria linea di prodotti di punta, quella che fa capo al marchio Vertex . Tali unità hanno goduto, negli scorsi mesi, di un primo refresh con la versione Vertex Turbo, che offre memorie più performanti rispetto a quelle originarie; durante lo scorso anno c’è stato il passaggio ai controller SandForce con l’impiego dei veloci moduli SF-1222 nei modelli Vertex 2 e, proprio in questi giorni, arriva il “nuovo mostro” che abbina moduli MLC Intel a 25-nm e controller SandForce della Serie 2000.


Controller SandForce SF-2281

Il disco Vertex 3 è proposto in varie configurazioni tutte dotate di interfaccia SATA 3, che differiscono l’un dall’altra per la capacità di immagazzinamento dati e per le performances complessive: si va dai 480/535 MB/s, rispettivamente, in scrittura e lettura per il modello da 60 Gigabytes sino a giungere ai 520/550 MB/s del modello da 240 Gigabytes, passando per uno step intermedio rappresentato dal modello da 120 Gigabytes. In caso di necessità di spazio è previsto anche un disco da 480 Gigabytes che, però, offre prestazioni in scrittura leggermente inferiori ed è proposto a costi non accessibili a tutti. Quest’elevata capacità di memorizzazione dipende esclusivamente dall’aumentata densità dei moderni moduli NAND Flash, che riescono ad immagazzinare un maggior numero di dati a parità di ingombro oltre che consumare di meno.


Il nuovo OCZ Vertex 3

La recensione odierna mira ad analizzare le performances di questo disco mettendole a confronto con quelle di un prodotto che sulla carta dovrebbe offrire prestazioni inferiori ad un prezzo più contenuto. Si tratta dell’unità SSD 320 di Intel che ci permetterà di capire quanto possano influire sulle prestazioni di un disco SSD un controller come il SandForce SF-2281 ed una connessione Serial ATA 6Gbps visto che le memorie impiegate in entrambi i prodotti sono praticamente le stesse.


Intel SSD 320 vs. OCZ Vertex 3

Nella seguente tabella abbiamo raccolto le specifiche dei dischi che andremo ad analizzare:


Specifiche tecniche

OCZ Vertex 3 è un’unità SSD con fattore di forma di 2,5 pollici, dotata di guscio esterno realizzato in alluminio anodizzato ed interfaccia di connessione Serial ATA 3.0. Il fissaggio al cestello dischi avviene tramite quattro viti disposte ad ogni angolo o, in caso di slitte, tramite i fori nella parte inferiore. Nulla di particolare salta all’occhio, se non gli adesivi lato fronte e retro, che non riportano alcuna delle specifiche tecniche e forniscono il solo link al sito web del produttore.


Il disco OCZ Vertex 3

Qualora il cabinet non fosse dotato di predisposizione per l’installazione di unità da 2,5 pollici, è possibile utilizzare il convertitore fornito in dotazione, che si aggancia alla base del disco e fornisce supporto a slitte e cestelli tradizionali da 3,5 pollici.


Un adattatore da 3,5 pollici fra gli accessori

Il confronto con Intel SSD 320 è doveroso. Anche questo disco viene offerto in un package realizzato in alluminio ma, a differenza del prodotto OCZ, mostra una costruzione decisamente più grezza con il metallo privo di finiture e soggetto ai graffi nella parte posteriore. Il guscio ha uno spessore ridotto rispetto a quello dell’unità OCZ (7 millimetri contro i tradizionali 9 millimetri) tale da permetterne l’installazione anche in spazi angusti sempre che sia stata tolta la cornice in plastica nera.


SSD Intel 320 da 300GB

I prodotti sono decisamente differenti, se si esclude il fatto che condividano gli stessi moduli NAND Flash a 25nm: per le connessioni dati il prodotto Intel offre una tradizionale porta SATA 2 da 3Gb/s supportata da controller PC29AS21BA0 a dieci canali, mentre in quello OCZ si è passati allo standard SATA 3 da 6Gb/s che, grazie ad una banda massima teorica superiore ai 500 Megabytes/s, permette al nuovo controller SandForce 2281 di sprigionare tutta la cavalleria a disposizione.


I due dischi a confronto

La rimozione della cover permette di accedere all’elettronica dell’unità di casa OCZ, col controller SandForce serie 2000 posizionato al centro del PCB ed i sedici moduli di memoria disposti fronte e retro in configurazione ad 8 canali. È presente un chip che contiene il firmware mentre alcuni ulteriori moduli forniscono la corretta alimentazione; assente il modulo cache, come dettato da specifiche SandForce.


L’elettronica dell’OCZ Vertex 3

Le differenze con l’unità di casa Intel sono lampanti: ulteriori due coppie di moduli di memoria sono state aggiunte per via della configurazione a 10 canali del controller; ancora, i 20 moduli permettono di raggiungere, nel modello di punta, capacità di memorizzazione nominali di 600 Gigabytes; infine, il controller è una vecchia ed ultra-collaudata conoscenza già vista nei dischi X25-M, coadiuvato da una piccola memoria Hynix SDRAM da 64 megabytes funzionante a 666MHz di solo servizio al controller stesso che non viene impiegata come cache per i dati dell’utente.


Intel SSD 320

Il disco Intel è dotato di tecnologie di sicurezza che impediscono la perdita dei dati in caso di black out: individuato lo spegnimento improvviso del sistema, l’unità resta attiva anche in assenza di corrente per terminare tutte le operazioni di scrittura in corso in maniera corretta sui moduli Flash. Tale operazione è possibile grazie alla presenza di un "gruppo di continuità" rappresentato da sei condensatori da 470 microfarad cadauno.


"Gruppo di continuità" a supporto del prodotto Intel

Il particolare delle celle di memoria NAND Flash MLC prodotte da Intel ed impiegate in Vertex 3, con densità di 16 gigabytes cadauna. Sebbene la presenza di 16 moduli lasci intendere una capacità di memorizzazione teorica pari a 256 gigabytes, quella dichiarata dal produttore risulta inferiore, 240 gigabytes, segno che un intero modulo è stato messo da parte per questioni di sicurezza e per la gestione della tecnologia proprietaria DuraClass dei controller SandForce 2000. La formattazione con filesystem NTFS sotto Windows 7 produce una capacità di memorizzazione effettiva pari a 224 gigabytes (over provisioning).


Le celle di memoria nell’OCZ Vertex 3

Come più volte ricordato, i due dischi condividono gli stessi moduli NAND Flash (le differenze numeriche nelle ultime cifre di Partition Number ne indicano la revisione). Anche in questo caso una densità di 16 gigabytes abbinata a 20 moduli porterebbe ad una capacità di immagazzinamento teorica di 320 gigabytes ma l’equivalente di un modulo è stato riservato per questioni di sicurezza in caso di malfunzionamenti del disco e per la riduzione della write amplification nella gestione degli algoritmi di scrittura. A seguito della formattazione, la capacità di immagazzinamento effettiva scende a 280 gigabytes circa.


Le celle di memoria nell’Intel SSD320

Nulla di particolare da individuare nel lato posteriore di entrambi i prodotti, praticamente libero da componenti se si eccettua la presenza dei moduli di memoria.


Il retro dell’OCZ Vertex 3


Il retro di Intel SSD 320

Primo piano del controller SandForce SF-2281TB1 . Tale unità rappresenta il modello di punta della linea SandForce 2000 con package TFBGA a 256-pin: supporta moduli fino a 128GB con memorie NAND Flash SLC e fino a 512GB con modelli MLC; le prestazioni massime dichiarate dal produttore sono di 20.000 IOPS in combinazione R/W.


Il controller SandForce SF-2281 TFBGA 256-pin

I dischi equipaggiati con controller SandForce 2000 sono dotati di un elevato numero di tecnologie che vengono indicate col termine DuraClass . Riportiamo, nell’immagine che segue, il diagramma blocchi del controller stesso, in modo da identificare con chiarezza ciò che abbiamo tra le mani.


Tecnologie DuraClass

DuraClass comprende alcuni algoritmi software utili a salvaguardare le prestazioni del disco nel tempo ed allungarne la vita media:

  • Durawrite : il sistema provvede all’ottimizzazione del processo di programmazione delle celle di memoria dell’unità, estendendone la vita media. Ricordiamo che le memorie NAND FLASH MLC ed SLC hanno un limitato numero di cicli di programmazione (cancellazione e scrittura) e che una non efficiente gestione delle stesse può provocare un’usura anticipata del disco con conseguente riduzione delle prestazioni e raggiungimento precoce del fine vita. SandForce dichiara che l’algoritmo di gestione dei processi di scrittura per i controller della serie 2000 permette l’allungamento della vita media del disco di 20 e più volte rispetto ad altre soluzioni di terze parti.
  • Intelligent Wear levelling : l’algoritmo analizza lo stato di occupazione delle celle di memoria, reindirizzando l’immissione di nuovi dati verso quelle semivuote e vuote per garantire un’occupazione uniforme dello spazio, riducendo così il processo di usura del disco (causato ad esempio dalla scrittura continua su uno stesso gruppo di celle).
  • Garbage Collection : algoritmo visto con le unità Kingston SSD Now! V100+: permette l’impiego dell’unità con tutti i sistemi operativi dotati di filesystem senza funzionalità TRIM (Windows XP e Windows 7, ad esempio) senza subire l’abbattimento delle prestazioni nel tempo a seguito di numerosi cicli di scrittura e lettura. Funzionalità gradita in ambito di impresa, ove è possibile trovare vecchie macchine basate su sistemi operativi non recenti.
  • Read Disturb : l’algoritmo mira alla riduzione del livello di usura delle celle monitorando costantemente lo spazio occupato dai dati nelle celle stesse ed evitandone l’errata cancellazione e riprogrammazione totale o parziale.
  • RAISE (Redundant Array of Independent Silicon Elements) : garantisce un livello di sicurezza dati di tipo RAID su unità a singolo disco, permettendo il recupero dei dati anche a seguito di danneggiamento totale di un intero blocco NAND Flash. La tecnologia è attiva assieme alle funzionalità di ECC (Error Checking and Correction).

L’algoritmo RAISE esegue la scrittura dei dati in contemporanea su più blocchi di memoria in modo da permetterne il recupero se un set di celle od un intero modulo dovesse, a vario motivo, fallire. È un concetto molto simile all’idea dei Raid ridondanti che, per salvaguardare i dati, ne diffondono la scrittura su più dischi, con l’unica differenza che il processo viene attivato in modalità totalmente automatica su di una singola unità SSD ed impiega come volumi i vari moduli di memoria .


RAISE

I moduli di memoria di un singolo chip MLC NAND FLASH integrano 8 celle e, nel Vertex 3, sono impiegati ben 16 chip per un totale di 128 celle di memoria. Indicando l’eventualità di danneggiamento di una singola cella (perdita di dati "UBER" = irrecuperabile) con un valore di 1000 PPM (0,1%), otteniamo una probabilità di perdita di dati pari al 12% della sua vita media, quando vengano considerate tutte le celle di memoria. La tecnologia RAISE riduce questo valore sino ad allo 0,13%, poiché fraziona il singolo file e lo reindirizza sui vari moduli presenti nel disco: se dovesse danneggiarsi una cella di memoria, è possibile ricostruire il file ad essa connesso recuperando fisicamente la parte persa.


RAISE e gestione degli errori

A Duraclass sono affiancate altre tecnologie che mirano alla massimizzazione delle prestazioni e della sicurezza:

  • Interfaccia SATA 3.0 6Gb/s : elemento indispensabile per poter raggiungere siffatte velocità di trasferimento dati garantite dal produttore. Nel disco OCZ Vertex 3 da 240 gigabytes, le prestazioni teoriche sono pari a ben 520/550 MB/s rispettivamente in scrittura e lettura. Se il disco è usato con una connessione S-ATA 2.0 le velocità non possono andare oltre i 250 MB/s circa.
  • Cifratura dei dati : i controller Sandforce 2000 integrano un set di algoritmi di cifratura dei dati dell’utente. Nello specifico, viene impiegato un algoritmo AES a 128-bit per prevenire gli accessi non autorizzati all’unità, ed un secondo algoritmo AES a 256-bit per proteggere le informazioni immagazzinate nei chip Flash. L’esecuzione degli algoritmi avviene in tempo reale ad opera del controller. L’accesso ai dati contenuti nel disco, a seguito di un furto, è impedito a livello computer -> disco tramite un primo livello di cifratura; la lettura diretta delle celle di memoria è resa impossibile poiché questi sono cifrati al volo dal controller stesso. La generazione della chiave di cifratura è totalmente casuale ed indipendente dall’hardware del PC, e può essere variata tramite cancellazione sicura dei dati al pari dei dischi Intel SSD 320.


Feature di sicurezza dei dati

Per analizzare i dischi SSD abbiamo utilizzato un sistema SATA 3 (6Gb/s) con controller RAID aggiuntivo (per eventuali test futuri):

  • Sulla scheda sono stati installati solo i componenti necessari: CPU, Memoria, Scheda video e Hard disk.
  • L’hard disk è stato formattato, sono stati poi installati il sistema operativo, i driver per le periferiche e quando necessario sono state installate patch e aggiornamenti.
  • Ogni test è stato ripetuto per tre volte e se i valori di qualche test sembravano incoerenti il test stesso è stato di nuovo ripetuto.
  • Fra un test e l’altro il sistema è stato riavviato.

Di seguito la configurazione di prova:


Sistema di prova

Software di analisi:

  • HD Tach 3.0.4.0 : questo software permette di misurare le prestazioni dei dischi rigidi in lettura sequenziale e in lettura a blocchi. Esso fornisce un comodo grafico con i risultati.
  • ATTO Disk Benchmark 2.34 : software di benchmark per hard disk che misura ne le prestazioni utilizzando file di diversa dimensione e scrivendoli e leggendoli da punti a caso del disco.
  • IOMeter 2006.07.27 : Iometer è un software di rilevazione delle prestazioni del sottosistema di I/O sviluppato inizialmente da Intel Corporation e poi portato avanti come un progetto Open Source.
  • PCMark Vantage: molto simile al SiSoft SANDRA, esegue test sintetici per misurare le prestazioni di CPU, memoria, dischi e grafica.
  • 7-Zip : benchmark CPU/Memory intensive che misura le prestazioni del computer nella creazione di archivi – file compressi.
  • Tempi di avvio del sistema e copia di file.

Metodologia operativa:

  1. Utilizzando l’SSD come disco secondario, col sistema operativo ed i software di benchmark installati su un disco tradizionale primario. Questa tipologia di test rileva le performances base del disco.
  2. Utilizzando l’SSD come disco primario sul quale risiedono sistema operativo e software di benchmark. Questo genere di test serve ad analizzare il comportamento del disco nell’impiego quotidiano.

In entrambi i casi è stata attivata la modalità AHCI per il controller SATA e verificato il funzionamento della tecnologia TRIM. Seguono le rilevazioni effettuate con i software HDTach e Atto Disk Benchmark:

Vertex 3 Intel 320
Revodrive Revodrive X2

Le prestazioni del disco Vertex 3 sono molto elevate e quasi in linea con le dichiarazioni del produttore. OCZ specifica che il modello da 240 gigabytes raggiunge punte velocistiche di 520 MB/s in scrittura e 550 in lettura: i valori da noi rilevati sono, rispettivamente, 460 MB/s in scrittura e 555 MB/s in lettura, simili a quelli del più lento modello da 480 GB (450/550 MB/s). Il confronto con l’unità SSD 320 di Intel è improponibile in quanto ancorati ai limiti della connessione S-ATA 2.0 utilizzata dal disco (226/282 MB/s); quello con i Revodrive permette di evidenziare prestazioni simili al modello a da 110 GB.

Vertex 3 Intel 320
Revodrive

Il Vertex 3 offre prestazioni in lettura sequenziale leggermente superiori a quelle del prodotto Intel per un valore di circa 34 MB/s; ben differente è il caso di lettura a blocchi ove il prodotto di casa OCZ riesce quasi a raddoppiare i numeri del disco Intel. Pur non raggiungendo gli stessi valori del RevoDrive, il Vertex 3 ci va molto vicino. AS SSD è un benchmark di recente sviluppo che, sulla base di una serie di test sintetici ed abbastanza vicini all’uso quotidiano, riesce a fornire informazioni sufficientemente indicative sulle performances di un moderno disco SSD.

Nelle immagini che seguono vediamo i due dischi OCZ Vertex 3 ed Intel SSD 320 alle prese con le prove di scrittura e lettura in modalità sequenziale, 4k e rilevazione dei tempi di accesso.

Vertex 3 Intel 320

I valori di scrittura e lettura sequenziale danno ragione all’unità di OCZ che riesce a sfruttare appieno la banda offerta dal controller Serial ATA 3.0. Nello specifico i test in lettura mostrano un guadagno del 46% circa (467MB/s contro 253 MB/s), e quelli in scrittura del 22% (267MB/s contro 210 MB/s).

Nelle operazioni di scrittura e lettura di blocchi 4k (4K e 4K con 64 thread), vero tallone d’Achille dei dischi SSD, entrambe le unità soffrono ed offrono valori piuttosto ravvicinati. In questo caso la banda del controller SATA non rappresenta più un collo di bottiglia: ad essere sollecitati sono controller e celle di memoria. Le, seppur poco migliori performance mostrate dal disco OCZ alla voce 4K, sono dunque da attribuire al controller SandForce; il vantaggio visibile alla voce 4K-64Thrd è invece anche il frutto delle migliorie dello standard SATA 3.0 riguardo la tecnologia native command queuing (NCQ).

I tempi d’accesso registrati sono mediamente gli stessi per entrambe le unità.

La seconda serie di test mira all’analisi delle prestazioni degli SSD in scenari mondani come la creazione di un file ISO di ridotte dimensioni o l’impiego con programmi di produttività o videogames.

Vertex 3 Intel 320

Vale un solo commento per l’intera terna di test, dato che il risultato non cambia. Il disco Vertex 3 di OCZ dimostra di essere sempre più veloce dell’unità Intel, e tale vantaggio aumenta al crescere delle dimensioni dei files di riferimento. Le migliori prestazioni in questo caso derivano da tutto l’insieme, ovvero controller, celle di memoria e connessione SATA a 6Gbps.

L’ultimo test serve a misurare le prestazioni del disco in modalità compressione, ove ogni unità viene parzialmente riempita di dati che vengono presi per la creazione di un archivio compresso nell’unità stessa.

Vertex 3 Intel 320

Viene data conferma a quanto sinora rilevato: le elevate prestazioni del SandForce SF-2281, delle celle di memoria Intel a 25nm e della connessione Serial ATA 3.0 permettono di far terra bruciata di una proposta come quella Intel 320 basata su standard meno recenti. In particolare risulta chiaro dal grafico come quest’ultima unità tenda a saturare completamente la banda della connessione SATA 2.0. Con IOMeter abbiamo realizzato due serie di test con 4 thread attivi in contemporanea. La prima serie comprende files di 4KB, corrispondenti alle dimensioni minime che il File System è in grado di gestire (e che sono quelli maggiormente implicati nei trasferimenti); la seconda, prende in considerazione files da 2MB, e permette praticamente di valutare le prestazioni in lettura e scrittura sequenziale. In ogni caso la rilevazione è effettuata con allineamento ai 4KB. I valori che abbiamo rilevato da IOMeter sono i seguenti:

  • Total I/Os per Second (IOps) : rappresenta la media rispetto al tempo di esecuzione del benchmark del numero delle operazioni di I/O al secondo. Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Read I/Os per Second, Read IOps) e per la scrittura (Write I/Os per Second, Write IOps).
  • Total MBs per Second (MBps) : rappresenta la media in termini di Megabytes letti e scritti al secondo calcolata su tutto il tempo di esecuzione del test. Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Read MBs per Second, Read MBps) e per la scrittura (Write MBs per Second, Write MBps).
  • Average I/O Response Time : rappresenta il valore medio del tempo fra l’inizio ed il completamento di una operazione di I/O mediato su tutta la lunghezza del test e misurato in ms (millisecondi). Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Avg. Read Response Time) e per la scrittura (Avg. Write Response Time).
  • % CPU Utilization : rappresenta la percentuale di tempo di CPU speso nell’eseguire i threads relativi ai test sul disco.

Risultati con file di 4Kb


IOps con file da 4KB


Banda dati (MBps) con file da 4KB

Le performances del disco Vertex 3 risultano essere sempre superiori a quelle della controparte di casa Intel: se si considera la sommatoria dei valori in IOPs ci si accorge che l’unità OCZ vince rispetto a quella Intel con un rapporto di quasi 4,5:1, proporzione che si ripete anche nei tests sui trasferimenti in lettura e scrittura (42,1 ed 85,5 MB/s R/W contro 9,3 e 18,9 MB/s R/W). Il confronto con le unità Revodrive non è possibile, data l’incredibile incidenza a livello di prestazioni dei Raid 0 a due e quattro vie di cui queste unità sono dotate.


Tempi di risposta con file da 4KB

Anche nei test sui tempi di risposta osserviamo valori di tutto rispetto per l’unità Vertex 3, più veloce di quella Intel di un ordine di grandezza.

Risultati con file di 2MB


IOps con file da 2MB


Banda dati (MBps) con file da 2MB

Quando le dimensioni delle singole parti di files crescono, i valori in operazioni di I/O al secondo e di banda dati danno ancora ragione all’unità Vertex rispetto a quella Intel.


Tempi di risposta con file da 2MB

I tempi di risposta del disco Vertex si posizionano a metà strada tra quelli del Revodrive da 110GB e quelli del disco Intel 320, segnando un rapporto di guadagno rispetto a quest’ultimo fino a 2,5:1. Colleghiamo ora l’SSD sul canale primario ed installiamo sistema operativo, drivers e vari software di benchmark. Eseguiamo alcuni test di carattere generale per capire se ci sono particolari influenze nel loro utilizzo quotidiano.


Banda dati

Le rilevazioni effettuate con SiSoft Sandra mostrano risultati in contrasto con le precedenti rilevazioni: la verve dell’unità Vertex 3 si spegne, ed i valori in scrittura e lettura si riducono di molto. Il vantaggio rispetto all’unità Intel esiste ancora, ma non più negli stessi termini rilevati in precedenza.


PCMark 05

Guardando ai numeri del benchmark integrato in PCMark 05, il Vertex 3 riesce ad ottenere la prima posizione con un punteggio leggermente addirittura più alto di quello del Revodrive x2 con un netto distacco dal disco Intel 320.

Una delle valutazioni più interessanti da fare è quella della misurazione dei tempi di caricamento. A questo proposito abbiamo considerato non solo i tempi di avvio e spegnimento del sistema, ma anche quelli legati al caricamento di quattro applicativi immediatamente dopo l’accesso all’OS (Adobe Flash, Power DVD, Macromedia Dreamweaver e Wordpad).


Avvio di Windows e applicativi

Le buone prestazioni dei dischi Intel ed OCZ Vertex unite all’assenza del caricamento di un firmware che permetta l’avvio del disco (RevoDrive) si fanno sentire: le due unità da 2,5" passano avanti, anche se mostrano differenze evidenti l’un l’altra nel solo test di con il caricamento di quattro applicativi (ben 4 secondi di meno per il disco di casa OCZ dovuti principalmente alle minori latenze ed alla maggiore banda a disposizione).


Copia ed estrazione di file

Le prestazioni rilevate nelle operazioni di copia di una cartella contenente molteplici files di varie dimensioni e di un unico file zip da 5 gigabytes permettono all’SSD di OCZ di mostrare i muscoli ed una banda dati eccellente, ben superiore a quella dell’SSD Intel 320 e anche a quella del Revodrive da 110GB. Le operazioni di compressione ed estrazione di un file zip non permettono di individuare un reale vincitore con valori molto vicini fra loro. La rivoluzione dei dischi allo stato solido continua imperterrita e, oltre a porre attenzione sulla riduzione del costo per gigabyte, torna a batter il già caldo ferro con il continuo incremento delle performances velocistiche, aumento dello spazio di memorizzazione e riduzione dei consumi.

Il disco OCZ Vertex 3 è, allo stato attuale, uno dei più veloci SSD con fattore di forma 2,5 pollici. Ciò è dovuto alla combinazione di più tecnologie e componenti come il nuovo controller SandForce SF-2281 con supporto per interfaccia di connessione Serial ATA 3.0 e memorie NAND Flash MLC da 25nm di casa Intel. Tutto questo permette di raggiungere picchi di banda massima superiori a 500 megabytes al secondo. Per inciso, il disco Intel SSD 320 che abbiamo voluto usare come confronto in quanto dotato delle stesse memorie ma di controller proprietario con connessione SATA 2.0, non supera prestazioni di 250-260 megabytes al secondo.

La bontà dei componenti del disco Vertex 3 è testimoniata da specifici benchmark. La connessione SATA 3.0 permette di raggiungere una banda dati elevata nei trasferimenti di dati sequenziali mentre la potenza del controller viene espressa nei test con blocchi di dati da 4K.

Le capienze a disposizione sono in grado di soddisfare le esigenze in ambito produttività. Le unità dotate di moduli NAND Flash di precedente generazione (processo produttivo a 34 nanometri) raggiungono ottime capienze ma a costi estremamente elevati. I moderni moduli a 25 nanometri, data la maggior densità a parità di ingombro del chip, riescono a raggiungere maggiori capienze mantenendo inalterato il form factor del disco stesso, e permettendo una riduzione dei costi sui modelli più piccoli. Il Vertex 3 è prodotto in versioni fino a 480 Gigabytes mentre l’Intel SSD 320 raggiunge i 600 Gigabytes grazie ad una architettura a 10 canali, che permette di utilizzare ben 20 chips di memoria invece dei 16 del Vertex 3.

Il prezzo pagato per questi dischi va considerato non sulla capacità nominale ma su quella effettivamente disponibile. Entrambi i modelli hanno un valore di over provisioning del 7% circa (il disco OCZ da 240GB nominali offre una capacità formattata di 223,57GB pari al 93,1% mentre il disco Intel da 300GB nominali permette di immagazzinare 279,46GB pari al 93,2%).

Le memorie a 25 nanometri consumano di meno dei modelli a 34 nanometri. Ne consegue che l’autonomia media di un computer portatile aumenta con i consumi energetici, specie in macchine server, che scendono di conseguenza. Il valore potrebbe essere considerato irrisorio, ma si provi ad immaginare lo scenario in cui nella stessa azienda siano presenti molteplici macchine tutte dotate di unità di questo tipo.

Per le questioni di costo, si osservi il grafico seguente:


Costo per GB di dati disponibili

Il disco Intel SSD 320 è più conveniente di altri in considerazione del costo per gigabyte: la versione da 300 gigabytes ha un prezzo medio pari a 470 euro, che si traduce in 1,56 euro per gigabyte; il Vertex 3 non è molto distante con un costo di 1,62 euro per gigabyte, un maggior esborso pienamente giustificato dall’elevato livello di prestazioni, irraggiungibile per il prodotto di casa Intel. I modelli Revodrive sono decisamente più costosi.

A cura di Dino Fratelli e Marino Berrè

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30 08 2011
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