OOXML conquista consensi in ISO e OASIS

Tempo variabile tendente al bello per Microsoft. Che incassa i complimenti di giudici e il supporto dei suoi (ex-)avversari. La primavera di Redmond è iniziata
Tempo variabile tendente al bello per Microsoft. Che incassa i complimenti di giudici e il supporto dei suoi (ex-)avversari. La primavera di Redmond è iniziata

Massì, promuoviamo questo standard DIS 29500! Che male ci ha fatto quel poverino di OOXML? D’altra parte Microsoft ha dato vita ad una nuova epoca di interoperabilità e dialogo, e non è davvero il caso di stroncare in culla quello che si annuncia come un new deal nella storia dell’IT. Dunque, il formato office proposto da Redmond incassa l’appoggio di grossi nomi di OASIS . E un giudice, che fino ad oggi non ne aveva lasciata passare una a Bill Gates e soci, applaude al nuovo corso.

A rimescolare le carte in tavola ci pensa Patrick Durusau , membro della commissione tecnica di OASIS: “Non avendo partecipato al BRM su DIS29500 (tenutosi la scorsa settimana, ndr), ho tentato di ricostruire quanto accaduto attraverso quanto riportato dai convenuti” ha spiegato in una dichiarazione sul suo sito: “Da tutti i racconti emerge un elemento comune: tutti sono stati ascoltati. Potrebbe non sembrare granché, ma quando è stata l’ultima volta che Microsoft aveva dialogato con chiunque nell’ambito di un forum pubblico internazionale?”.

Per Durusau, l’occasione è ghiotta: i membri ISO, vale a dire nazioni e aziende grandi e piccole, secondo lui hanno l’occasione di partecipare alla stesura del prossimo formato di Office . Rigettare l’approvazione dello standard DIS 29500 significherebbe privare tutti della possibilità di contribuire alla stesura delle specifiche: “L’approvazione del DIS 29500 garantirebbe un effettivo dialogo tra organismi pubblici internazionali e Microsoft: per questo ne raccomando l’approvazione come standard ISO”. Un pensiero molto, molto simile a quello espresso da Jan van den Beld, ex segretario generale di ECMA, in una intervista rilasciata lo scorso gennaio a Punto Informatico

Una dichiarazione comunque significativa: in quanto sostenitore di ODF attraverso OASIS, Durusau si era sempre opposto alla procedura rapida di approvazione per OOXML . E se si tratta di un mutamento radicale di posizione è perché “differenti comportamenti (di Microsoft, ndR) hanno condotto ad un differente DIS 29500 e generato un conseguente cambio di opinione da parte mia”. Non è chiaro se c’entri o meno la faccenda dell’interoperabilità, ma è evidente da parte di Durusau un atteggiamento volto all’apertura di un confronto tra i formati.

Nelle sue dichiarazioni, tuttavia, Durusau sceglie di ignorare la polemica seguita al ballot resolution meeting (BRM) di Ginevra, già raccontata su queste pagine, che nonostante siano trascorsi diversi giorni è ben lungi dall’essersi spenta. Lo stesso Alex Brown , il dirigente ISO incaricato di presiedere i lavori, è intervenuto nel dibattito per spiegare quanto accaduto: Brown difende a spada tratta la votazione complessiva di 900 articoli, che aveva fatto gridare allo scandalo, spiegando che “le procedure di voto erano state discusse nel dettaglio prima dell’inizio del BRM” e che tutti le avevano approvate , anche se ora sembrano essersene dimenticati.

A chiarire meglio quanto accaduto è intervenuta anche ISO stessa. In un comunicato diffuso nelle scorse ore, l’organizzazione ha sottolineato che “all’inizio del meeting, tutte le rappresentanze nazionali erano state invitate a sollevare le questioni che ritenevano importanti. Ma quando ci si è resi conto che sarebbe stato impossibile analizzarle tutte singolarmente, i partecipanti hanno elaborato ed approvato una procedura che prevedeva la votazione su 43 differenti risoluzioni, ciascuna delle quali comprendeva diverse proposte”.

Tutte le risoluzioni sono state votate come concertato: alcune sono state approvate all’unanimità, alcune promosse a maggioranza. Quattro sono state respinte. Il tutto, comunque, in maniera assolutamente trasparente e in accordo tra tutti gli interlocutori coinvolti. Su questo punto, quelli di ISO non accettano discussioni o ripensamenti: “Se una nazione ha un reclamo da fare può appellarsi formalmente a quanto deciso – tuona Brown – Questo, e non criticare a mezzo stampa, è il modo corretto di presentare le proprie rimostranze”.

Dichiarazioni che non dispiaceranno a Microsoft: non solo OOXML conquista sostenitori in ambienti tradizionalmente ostili al big di Redmond, ma le strategie di apertura varate dall’azienda hanno già prodotto i primi risultati con il coinvolgimento di storici partner. E, ciliegina sulla torta, BigM ha incassato in queste ore anche il plauso del giudice Colleen Kollar-Kotelly, che supervisiona l’applicazione dei remedies antitrust all’azienda negli Stati Uniti.

Il magistrato si è detto colpito dalla svolta in fatto di interoperabilità annunciata poche settimane fa, una mossa che “sembra rappresentare un cambiamento significativo dal precedente approccio di Microsoft tenuto in questi anni”. All’azienda di Redmond “mancano ancora molti tasselli” per potersi liberare definitivamente dalle accuse, ma la giudice si è espressa in termini positivi sulla condotta delle ultime settimane : “Sono felice che la gente non abbia paura di cambiare quando gli si fa notare qualcosa che non va”. Kollar-Kotelly ha anche ventilato la possibilità di allungare la supervisione coatta fino al 2012 .

Luca Annunziata

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09 03 2008
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