Fino a oggi, l’unica soluzione per gestire audio troppo basso online era affidarsi a estensioni di terze parti per amplificarlo, con tutti i limiti del caso: problemi in modalità fullscreen, conflitti con alcuni siti e una qualità sonora spesso compromessa. Opera ha deciso di risolvere il problema alla radice. Il browser ora include un amplificatore di volume integrato che porta l‘audio fino al 500% per singola scheda.
Volume troppo basso? Opera lo porta al 500% senza estensioni di terze parti
Il controllo è per scheda, quindi è possibile tenere la musica di sottofondo al 5% in una scheda e amplificare lo streaming con audio debole al 400% in un’altra, senza alcuna interferenza. Opera promette inoltre, un funzionamento stabile anche in modalità fullscreen, tradizionalmente un punto critico delle estensioni di terze parti.
YouTube e Twitch nella barra laterale
L’aggiornamento aggiunge anche YouTube e Twitch alla barra laterale di Opera, per avere accesso con un clic ai due servizi video più popolari, senza dover aprire schede separate.
Picture-in-Picture migliorato
Opera ha rielaborato la modalità Picture-in-Picture automatica. Ora supporta i siti di videoconferenza (incluso Zoom), offre controlli PiP per singolo sito, attivabili cliccando l’icona del lucchetto e usando l’interruttore “Picture-in-picture automatico”, e la finestra fluttuante si adatta al tema del browser.
Opera è differente…
Opera continua a differenziarsi dai browser dominanti aggiungendo funzionalità native che altrove richiedono estensioni: VPN integrata, ad blocker, AI nella barra leterale, e adesso l’amplificatore di volume. È una strategia che intercetta bene una nicchia di utenti interessata ad avere tutto subito pronto, senza dover costruire e mantenere un proprio ecosistema di estensioni. Finora, però, questo approccio non si è tradotto in una crescita significativa della quota di mercato. Si può dire piuttosto che consolida una posizione di prodotto “alternativo” per esigenze specifiche.