Opera, il browser vietato ai minori

Apple non autorizzerà il download del browser ad utenti minori di 17 anni. Si tratterebbe di un'applicazione potenzialmente foriera di contenuti pruriginosi. Ironia generale al quartier generale di Opera Software

Roma – Si tratta di una decisione che ha scatenato un’ironia generale, in primis da parte degli stessi vertici di Opera Software. Apple ha incluso Opera in una specifica categoria che ne autorizza il download solo ad utenti al di sopra dei 17 anni .

Nessun sedicenne potrà dunque implementare sui vari device della Mela il browser nordeuropeo. Opera Mini, peraltro, era stata presentata al Mobile World Congress di Barcellona, in attesa del fatidico via libera da parte di Apple. Il semaforo verde era stato infine acceso , prima di includere il browser mobile in una delle specifiche categorie presenti su iTunes, la stessa ora scelta per Opera sul Mac App Store. Quella dedicata ai maggiori di 17 anni, per cui si sottolinea come un’applicazione possa contenere casi frequenti e intensi di linguaggio o comportamento violento nei cartoni animati, nel genere fantasy o realistico.

Ma anche “casi frequenti e intensi di temi per adulti, horror o allusivi; inoltre, scene con contenuto sessualmente esplicito, nudo integrale, uso di alcool, tabacco e stupefacenti, che potrebbero non essere adatte per ragazzi di età inferiore ai 17 anni”. Trattandosi di uno strumento per la navigazione web, qualsiasi contenuto – pruriginoso o meno – potrebbe essere raggiunto dagli utenti.

“Sono molto preoccupato – ha dichiarato Jan Standal, vicepresidente di Opera Software – A 17 anni si è molto giovani e non so se a quell’età si è davvero pronti ad usare un’applicazione simile. È molto veloce, lo sapete, e possiede molte feature . Credo che per scaricarla ci vorrebbero almeno 18 anni”.

Opera Software ha dunque offerto un semplice trucco per tutti gli utenti al di sotto di quell’età. Andare sul sito opera.com e scaricare il browser. “Non vi chiederemo l’età o il numero di carta di credito – si può leggere in un comunicato stampa – ma per favore, chiedete il permesso ai vostri genitori prima di usare il nostro browser”.

Al di là delle pungenti ironie, c’è un interrogativo che ha serpeggiato tra i vari osservatori in Rete. Perché al browser nativo Safari non è stato riservato lo stesso trattamento? Che la navigazione targata Mela sia sempre virtuosa e lontana da pruriginosi contenuti web?

Mauro Vecchio

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