Opera One ha appena ricevuto il suo primo aggiornamento sostanzioso del 2026. La versione R3 porta miglioramenti concreti alle Tab Islands, i gruppi di schede, una split view finalmente utile, un’intelligenza artificiale riprogettata e un modo più semplice per entrare nel programma beta senza dover installare una build separata. Per chi usa Opera, questo aggiornamento merita almeno un’occhiata.
Nuovo Opera One: quattro schede affiancate, schede colorate e AI che capisce YouTube
Le Tab Islands sono l’approccio di Opera ai gruppi di schede. Invece di organizzare manualmente il caos delle schede aperte, il browser li raggruppa automaticamente in base al contesto di navigazione. Se ad esempio si stanno cercando dei voli per Lisbona, tutte le schede di compagnie aeree, hotel e guide turistiche finiscono nella stessa isola.
Con R3, Opera ha aggiunto la possibilità di rinominare i gruppi e assegnare a ciascuno un colore personalizzato. Non è una rivoluzione, ma rende le Tab Islands molto più facili da distinguere a colpo d’occhio. Invece di dover decifrare quale ammasso di icone corrisponde a quale progetto, è possibile colorare le schede, per esempio quelle del lavoro in rosso, quelle sulle ricette di cucina in blu, ecc.
Fino ad ora, la visualizzazione divisa di Opera permetteva di affiancare solo due schede. Utile, ma limitato se si lavora su più documenti. Con R3, è possibile visualizzare fino a quattro schede contemporaneamente, con layout orizzontale o a griglia. Quattro finestre aperte nello stesso momento sullo stesso schermo, senza dover ricorrere a estensioni di terze parti o a configurazioni manuali complicate. Per chi lavora seriamente con molte fonti aperte, questa è una funzione veramente utile.
L’AI che capisce cosa si sta guardando
L’intelligenza artificiale integrata in Opera One R3 è stata riprogettata con una nuova architettura derivata da Opera Neon (un browser sperimentale che l’azienda aveva lanciato anni fa e poi praticamente abbandonato). Il risultato è un’AI più veloce nelle risposte e più contestuale.
Ora si può chiedere al browser qualsiasi informazione sulla scheda corrente o sul video di YouTube che si sta guardando. L’AI non si limita a dare una risposta generica, ma è in grado di trovare momenti specifici nel video e aiutare a comprendere meglio il contenuto. Una bella idea quando si sta guardando un tutorial lungo due ore e si vuole saltare direttamente alla parte che interessa senza dover scrollare la timeline a caso.
Certo, anche ChatGPT e altri assistenti AI fanno cose simili, ma avere questa funzione integrata direttamente nel browser senza dover aprire una scheda separata è oggettivamente più comodo.
Programma beta semplificato: addio build separate
Una delle novità più pratiche di R3 riguarda l’accesso alle versioni in anteprima. Prima, se si volevano testare le funzioni beta di Opera, era necessario installare una build separata del browser. Ora basta attivare un interruttore per iscrivere la propria copia di Opera One al programma “Early Bird”.
Opera ha anche integrato i servizi Google direttamente nella barra laterale, rendendo più veloce l’accesso a Gmail, Drive, Calendar e tutto il resto dell’ecosistema di Mountain View senza dover aprire nuove schede. Sono disponibili anche nuovi temi: Radiance, Orbit e Sonic. A chi piace personalizzare l’aspetto del browser, almeno ha qualche opzione in più.
Vale la pena aggiornare?
Per chi usa già Opera One, l’aggiornamento a R3 può essere interessante. Se si usa un altro browser e si è curiosi di provare, Opera One R3 è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale. Non cambierà la vita, ma potrebbe offrire qualche funzione che Chrome o Edge non hanno ancora integrato nativamente.