Oracle ha deciso che fare di Java

A ridosso dell'acquisizione di Sun, Oracle ha reso note le sue strategie relative ai prodotti e alle tecnologie di Sun. Prima fra tutti Java, su cui l'azienda si prepara ad investire molto

Roma – Ora che l’acquisizione di Sun da parte di Oracle è cosa fatta , il gigante dei database ha finalmente rivelato cosa intende fare dei prodotti e delle tecnologie ereditati da Sun, inclusa la piattaforma Java e le relative applicazioni.

In una lunga conferenza stampa, il vicepresidente di Oracle, Thomas Kurian, ha fornito numerosi dettagli sulle modalità di integrazione tra i prodotti dell’azienda e quelli di Sun e sulle strategie di rilancio di Java. Il dirigente ha spiegato che ci sono diversi software di entrambe le aziende che, entro breve tempo, potranno essere fusi o integrati in un singolo prodotto. Laddove questo non potrà avvenire in tempi celeri, la priorità andrà a rendere le applicazioni di Sun interoperabili con quelle di Oracle.

Il dirigente statunitense ha dichiarato che tra gli obiettivi più urgenti di Oracle c’è quello di migliorare Java, sia sotto il punto di vista delle performance che sotto quello del supporto ai dispositivi di nuova generazione. L’azienda si è impegnata a “rivitalizzare” la Java Community Process (JCP), l’organizzazione multivendor che gestisce e regolamenta lo sviluppo della tecnologia Java: ha intenzione di farlo rendendo JCP ancora più aperta e capace di attrarre un maggior numero di vendor e di sviluppatori indipendenti.

Oracle si è altresì impegnata ad ottimizzare le performance runtime di Java Micro Edition (JVM), la piattaforma indirizzata ai dispositivi mobili, migliorandone le funzioni relative alla gestione dei consumi e la possibilità, per gli sviluppatori, di adottare differenti tipi di interfaccia grafica.

Il colosso statunitense si è poi detto particolarmente interessato a JavaFX, un linguaggio di scripting concepito per creare web application interattive e ricche di contenuti multimediali. Fino ad oggi JavaFX è rimasto praticamente al palo, ma Oracle spera di accelerarne lo sviluppo e portarlo a competere con tecnologie rivali come Adobe Flash/AIR e Microsoft Silverlight.

Per quanto riguarda invece i prodotti correlati a Java, Oracle ha intenzione di integrare la virtual machine JRockit con quella Hot Spot di Sun, rendendo quest’ultima maggiormente modulare e migliorandone le performance con le CPU multicore; inoltre vuole portare avanti lo sviluppo dell’application server GlassFish (che diventa il terzo application server nell’offerta di Oracle) come software open source e gratuito, dedicato soprattutto ai piccoli progetti. GlassFish continuerà inoltre a giocare il ruolo di implementazione di riferimento di Java Enterprise Edition 6.

L’azienda continuerà infine ad investire anche nell’ambiente di sviluppo NetBeans, che definisce complementare al suo JDeveloper.

Alessandro Del Rosso

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