Oscar, l'Academy scova un pirata

Il watermark in una pellicola consegnata ai giurati consente di individuare chi ha pubblicato in rete la copia di un film. Intanto OscarTorrents va avanti indisturbato

Los Angeles (USA) – Gongolano gli studios di Hollywood: è notizia di queste ore della denuncia di un uomo che ha copiato un film in concorso per pubblicarlo su Internet.

Il film era contenuto in un supporto che l’Academy aveva consegnato ai propri giurati, supporto nel quale ormai da tempo vengono usate tecnologie pensate per legare ogni copia al nome del giurato. L’uomo, fratello di un membro della giuria, ha ammesso di aver usato quel supporto per caricare su Internet, presumibilmente sulle reti del peer-to-peer, una copia del film Flushed Away e anche di un altro film in concorso, Happy Feet .

Al 27enne Salvador Nunez viene quindi contestata la violazione del diritto d’autore e ora rischia fino a tre anni di carcere .

La notizia, che arriva a ridosso della cerimonia di premiazione degli Oscar , appare però poco significativa ai più: molti sono i film candidati che si trovano in rete, come dimostra il buon andamento di OscarTorrents , l’iniziativa pirata annunciata di recente da The Pirate Bay e che punta a consentire a chiunque di scaricare illegalmente i film e votarli sul sito.

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  • Anonimo scrive:
    L'IGNORANZA RINGRAZIA
    L'IGNORANZA ITALIANA DEVE DIRE GRAZIE ANCHE ALLA SIAETutti gli esseri umani di buona volontà che abbiano un minimo di cultura e di dimestichezza con la grande rete sanno che ormai Internet è un mezzo globale che di fatto può rendere grandi servigi al progresso della nostra specie, sia da un punto di vista scientifico, sia da un punto di vista educativo, e quindi ovviamente sociale, culturale, etico ed estetico. La condivisione del sapere e delle informazioni tra tutti gli abitanti del globo potrebbe realmente contribuire a sconfiggere i molti mali che assillano la nostra umanità e in ogni caso, proprio grazie all'arte, alla conoscenza e alla solidarietà, potrebbe almeno ingentilire l'esistenza di tutti gli abitanti del pianeta migliorandone al tempo stesso la qualità della vita. Chiaramente vi sono grandi differenze nell'utilizzo di queste nuove tecnologie, questo è dovuto in primo luogo al potere economico degli utenti stessi e in secondo luogo al grado di organizzazione dei sistemi politici, legislativi e industriali in cui essi vivono.Lo spirito e la filosofia della rete permettono dunque che vi siano online siti con moltissime risorse gratuite, nati grazie al lavoro non retribuito di molti appassionati, le cui spese di mantenimento e di gestione sono coperte finanziariamente da oranizzazioni no-profit, dai governi, dalle università, dalle scuole, dalle industrie o dalla pubblicità, e questo permette a tutti indistintamente di poter usare dei software liberi e di consultare per esempio dei giornali, dei dizionari, dei manuali, dei libri, e delle enciclopedie in modo tale da migliorare la propria cultura e quella dei propri figli in modo del tutto libero e naturale. Per esempio se facciamo una ricerca su Salvador Dalí usando la famosa Wikipedia o altre simili enciclopedie troveremo degli ottimi articoli corredati anche da moltissime fotografie, che ci aiutano a meglio comprendere la genialità dell'artista in questione. Fotografie di Dalí presenti nella Enciclopedia libera "Wikipedia" in inglese http://en.wikipedia.org/wiki/Salvador_dali; lo stesso vale per un'altra famosa opera di consultazione http://encyclopedia.thefreedictionary.com/salvador+dali-Dalí, photo by Carl Van Vechten, November 29, 1939-Self-portrait - by teenaged Dalí in 1921-Wild-eyed antics of Dalí and fellow surrealist artist Man Ray in Paris on June 16, 1934, photographed by Carl Van Vechten-The Persistence of Memory (1931) is one of Dalí's most famous works-On Dream Caused by the Flight of a Bee around a Pomegranate a Second Before Awakening (1944) Dalí said, "the noise of the bee here causes the sting of the dart that will wake Gala"-Dalí Theatre and Museum in Figueres-Crucifixion (Corpus Hypercubus) (1954)-The Temptation of St. Anthony (1946) contained Dalí's symbolic elephant, Musee d'Art Moderne in Brussels-Rinoceronte vestido con puntillas (1956), Puerto José Banús-Gala in the window (1933), Marbella-A photograph from the Dalí Atomica series (1948) by Philippe Halsman-The Disintegration of the Persistence of Memory (1954) was Dalí's way of ushering in the new science of physics above psychology-Soft Construction with Boiled Beans (Premonition of Civil War) (1936)-The Philadelphia Museum of Art used a surreal entrance display including its steps, for the 2005 Salvador Dali exhibitionPurtroppo però lo stesso non vale per l'edizione italiana della stessa enciclopedia http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dali in cui più modestamente appare solo una piccola fotografia del grande pittore spagnolo:-Dalí nel 1939L' evidente disuguaglianza nella ricchezza delle informazioni disponibili in rete penalizza ovviamente gli utenti italiani che non conoscono l'inglese e che sono quindi obbligati a navigare solo nel nostro povero e disgraziato web nazionale, che ovviamente rispecchia la nostra misera e meschina condizione di cittadini informaticamente, tecnologicamente e persino artisticamente ancora un po' troppo analfabeti. Questa evidente penalizzazione è resa possibile in primo luogo grazie alla nostra vecchia e stupida legislazione (legge 22 aprile 1941 n. 633 e relativi adeguamenti), ma soprattutto anche grazie alla politica culturale della nostra Siae che, senza volerci inoltrare troppo nella discussione che richiederebbe un'analisi molto più vasta e per la quale vi rimando al nostro forum anticopyright, contribuisce in buona sostanza al mantenimento della splendida ignoranza nazionale e naturalmente allo stesso tempo pure allo sfarzoso mantenimento economico dei propri dirigenti che, a loro dire, devono tutelare i diritti morali e gli interessi economici dei vari artisti e dei loro eredi. Ma siamo sicuri che impedendo al vasto pubblico di conoscerli questi artisti e quindi di apprezzarli e rispettarli saranno in grado di mantenere le loro false promesse e quindi di contribuire al miglioramento delle nostre potenzialità nazionali, e qui non mi riferisco ovviamente solo agli aspetti artistici della questione, ma anche al nostro carattere e alla nostra serietà che ci rende dei pagliacci in debito col mondo dei più deboli e con quello della responsabilità logica e civile in senso lato. Il governo italiano per esempio è moroso, non paga le medicine per aids, tbc e malaria, ovvero se ne frega di rispettare gli aiuti umanitari sottoscritti con lOnu. Come il governo precedente del resto. Senza farmaci si muore. Chi non può pagarli muore. Le nazioni povere muoiono. Il Wto approva. Le case farmaceutiche, capofila la Glaxo, incassano. I Governi ricchi assistono e per di più, come nel nostro caso, non smantellano nemmeno alcuni enti pubblici a gestione privata deputati solo al mero mantenimento dei diritti d'autore, sì, proprio quelli che tutelano e alimentano la nostra ignoranza, il nostro egoismo e la nostra povertà intellettuale e spirituale.Carl William Brown
  • alfridus scrive:
    Il rovescio della frittata
    Esterrefatto, leggo il seguente passo della lettera della SIAE (la punteggiatura è originale): ...sicuramente in molti casi, i diritti derivati dallo sfruttamento delle opere sono appena sufficienti per molti eredi, a tenere didatticamente e non solo, in vita la memoria d'un artista. Si pensi alle spese di manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea; alla necessità di tutelare anche legalmente le opere autentiche dai falsi. Il diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del lavoro, non un balzello! Quindi, secondo la Società Italiana Autorizzata alle Estorsioni, i diritti degli autori sarebbero tanto, e malamanete, sfruttati, da costituire un lavoro (cioè un costo) per gli sfortunati eredi, costretti giorno dopo giorno in quotidiane lotte per la difesa dei loro (?) diritti!Ma..., non è compito istituzionale della SIAE la tutela dei diritti degli autori, e, per li rami, dei loro eredi?!Vuoi vedere che il comune sentire, che assegna alla Siae il solo compito di esattore, corrisponda alla nuda realtà? E che autori ed eredi siano davvero abbandonati al triste destino di Pinocchio in balìa del Gatto e della Volpe?A volte, rivoltando le frittate, si scopre la parte irrimediabilmente bruciata...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 febbraio 2007 21.46-----------------------------------------------------------
    • gian_di scrive:
      Re: Il rovescio della frittata
      - Scritto da: alfridus
      Esterrefatto, leggo il seguente passo della
      lettera della SIAE (la punteggiatura è
      originale):

      ...sicuramente in molti casi, i diritti
      derivati dallo sfruttamento delle opere sono
      appena sufficienti per molti eredi, a tenere
      didatticamente e non solo, in vita la memoria
      d'un artista. Si pensi alle spese di
      manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi;
      alla fornitura di materiale per le tesi di
      laurea; alla necessità di tutelare anche
      legalmente le opere autentiche dai falsi. Il
      diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del
      lavoro, non un
      balzello!

      Quindi, secondo la Società Italiana Autorizzata
      alle Estorsioni, i diritti degli autori sarebbero
      tanto, e malamanete, sfruttati, da costituire un
      lavoro (cioè un costo) per gli sfortunati eredi,
      costretti giorno dopo giorno in quotidiane lotte
      per la difesa dei loro (?)
      diritti!

      Ma..., non è compito istituzionale della SIAE la
      tutela dei diritti degli autori, e, per li rami,
      dei loro
      eredi?!

      Vuoi vedere che il comune sentire, che assegna
      alla Siae il solo compito di esattore,
      corrisponda alla nuda realtà? E che autori ed
      eredi siano davvero abbandonati al triste destino
      di Pinocchio in balìa del Gatto e della
      Volpe?

      A volte, rivoltando le frittate, si scopre la
      parte irrimediabilmente
      bruciata...
      -Ciao Alfridus!qualsiasi dichiarazione dei portavoce della SIAE, che più di un contributo a un dibattito sa di monologo autoreferenziale, mi fa l'impressione di un assemblaggio di scusette rastrellate alla rinfusa.Hai presente il luogo comune della persona che arriva in ritardo? "l'ascensore si è fermato, poi la macchina non metteva in moto, dopo averla messa in moto ho fatto 300 metri e ho forato, il crick si è inceppato, ecc. ecc."Stesso discorso con questi mediocri tentativi della SIAE di dare una giustificazione al suo operato (a proposito, il perché di tutto questo affanno nell'accumulare motivazioni mi suona un po' strano).Detto questo, nell'amalgama di castronerie leggo anche Si pensi alle spese di manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea... .1) Quali spese di manutenzione? Vogliono forse intendere che se io, Sig. Tizio, ho acquistato, pagandola a peso d'oro, una tela di Caio Sempronio, ho diritto a beneficiare della sua manutenzione a spese degli eredi di Caio Sempronio? mah...2) Quali spese di aggiornamento e uso di archivi? Quali archivi? Se mio padre ha fatto 50 quadri devo forse acquistare Oracle e aggiornarlo? e per archiviare cosa? le fatture dei colori acquistati per realizzare i quadri? ma per favore....3) Fornitura di materiale per le tesi di laurea. Mi immagino orde di laureandi che assediano il pianerottolo di questi eredi in miseria pretendendo la fornitura di chissà quale materiale. Apropos, quale materiale? gli danno la fotocopia della tela del nonno?Insomma, la gag dell'impiegato in ritardo è decisamente più scialba come emblema di chi razzola scusette da bambino maldestro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il rovescio della frittata
        Grande Gian, non potevi evidenziare meglio il livello culturale della gente che lavora per la SIAE.Le scuse addotte, sono banali, grottesche, tendenti ad offendere l'inteligenza di chi le legge.Il problema è che, questi tizi, sono talmente attaccati al bottino, che solo una rivolta "paesana", modello "forconi nel sedere", potrebbe smuoverli dalle loro granitiche poltrone.
  • gian_di scrive:
    Non puniamo la didattica su WEB
    Chi ce lo fa fare di punire una delle nostre potenziali galline dalle uova d'oro? Ci limitiamo a trarne beneficio economico.Questo è quanto.
  • picdp scrive:
    fantasie...
    "nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare, ad esempio la didattica"hanno il coraggio di chiamare stipendio l'assegno di mantenimento mensile che percepiscono i docenti?che faccia tosta!
  • Anonimo scrive:
    Non soddisfacente
    Non partecipiamo al gioco, non vi crediamo, sappiamo come vi comportate, non incontrate le nostre simpatie.Vi crediamo "poco onesti e trasparenti", quindi inaffidabili.
  • ufo1 scrive:
    Grave interpretazione
    Lasciare passare l'idea che una foto, un'immagine digitale, sia paragonabile all'originale paragonando il concetto alla riproduzione di suoni o filmati che già nascono con supporti congruenti è estremamente perverso.Qualunque società, privata o pubblica che sia, imponga questa teoria è, a mio parere, malata per non dare aggettivi peggiori.Sarebbe carino per concludere, che si dimostri dati alla mano, gli effettivi introiti devoluti agli autori con quanto percepito dagli incassi univoci per opera d'autore cui si fa rifermento.
  • ammatwain scrive:
    La cultura non vive di rendita
    Nemmeno l'arte.E nemmeno la ragione.E' come spiegare ad un muro cos'è quella forza che lo tira giu' e qual'è quella che lo tiene in piedi.Puoi tentare di essere scientificamente esatto e nel tentativo di esserlo puoi usare le parole piu' convincenti e veritiere che possibili, ma alla fine stai solo parlando con un muro.
  • Anonimo scrive:
    La Bocconi chiede di eliminarli...
    ...l'Europa ordina di eliminarli......la gente vuole eliminarli......gli autori si chiedono dove i loro soldi vadano a finire......ma per la SIAE ovviamente c'è il bobbo che organizza campagne di disinformazione di cui loro fanno le spese. Poverini.ciaoRenton78p.s.: non li criticate, si sputtanano già abbastanza da soli!
    • Anonimo scrive:
      Re: La Bocconi chiede di eliminarli...
      - Scritto da:
      ...l'Europa ordina di eliminarli...
      ...la gente vuole eliminarli...
      ...gli autori si chiedono dove i loro soldi
      vadano a
      finire...

      ...ma per la SIAE ovviamente c'è il bobbo che
      organizza campagne di disinformazione di cui loro
      fanno le spese.
      Poverini.

      ciao

      Renton78

      p.s.: non li criticate, si sputtanano già
      abbastanza da soli! Giusto! Lavoro risparmiato ;)
  • Anonimo scrive:
    Ma chi cavolo credono di essere?
    Quando parlano sembrano i difensori dei poveri. Divulgare in rete un po' di cultura, che fa tanto bene all'ignoranza che dilaga, secondo questa banda a delinquere, leviamo il pane di bocca ai poveri eredi. Ma ci vogliono tutti appasqualati?La Siae per quanto sopra vorrebbe farci intendere che è colpa della legge che loro stessi hanno indotto a far pronulgare dai politici prezzolati e ignoranti in materia? Ma per favore, vedete di andare a dar der c.
  • Anonimo scrive:
    La teoria della cultura gratuita è...?!?
    Secondo LORO e' un illusione ?!!?!?Ma che andassero a prenderlo nel... forno ! (prendere il pane eh ! :D)La CULTURA specialmente quella inerente al PATRIMONIO UMANO, ARTISTICO, LETTERARIO e' un diritto di tutti !Ora solo perche' questa bella lobby di furbi che si appoggi su leggi vecchie di 60 anni vuol far soldi, NOI dobbiamo rinunciare a studiare i grandi musicisti, i grandi pittori, i grandi letterati.O meglio : rinunciare no, PAGARE SI !Vuoi vedere un quadro di Picasso ?PAGHI.Vuoi leggere I Sonetti ?PAGHI.Vuoi ascoltare Vivaldi ?PAGHI.Ovviamente paghi la SIAE, una lobby privata che distribuisce soldi ai privati senza darne conto a nessuno.E se sono povero e non poso pagare ?Al mio posto paga lo Stato (ovvero pagano altri cittadini che hanno pagato le tasse).Oppure...se lo Stato non paga, ecco, posso anche rimanere ignorante.Tanto alla SIAE cosa frega ?Queste leggine sui diritti d'autore VANNO ABOLITE !Una volta deceduto il creatore dell'opera originale, l'opera deve essere libera !
  • picchiatello scrive:
    Italia.it
    Ma il sito in questione ha pagato la SIAE ?Anche perche' le duplicazioni di opere dell'ingegno li' sono molte.....e non mi risulta da quello che e' trapelato sui costi siano stati pagati i diritti d'autore.
    • gian_di scrive:
      Re: Italia.it
      - Scritto da: picchiatello
      Ma il sito in questione ha pagato la SIAE ?
      Anche perche' le duplicazioni di opere
      dell'ingegno li' sono molte.....e non mi risulta
      da quello che e' trapelato sui costi siano stati
      pagati i diritti
      d'autore.Immagino che una parte non trascurabile di quei 45 milioni siano andati a beneficio di SIAE e Istituto Geografico de Agostini. L'aspetto paradossale è che a costo zero avrebbero tratto informazioni molto più ricche copiandole di sana pianta da wikipedia. Per citare uno dei tantissimi esempi, dai un'occhiata qui:http://www.italia.it/it/guide/5,it,SCH1/objectId,SIG37141Pit,curr,EUR,parentId,RGN24it,season,at1,selectedEntry,natura/intern.html(se il link non funziona segui il percorso Sardegna
      Natura
      Fiumi Laghi e Cascate
      Laguna di Santa Gilla)e confrontalo con http://it.wikipedia.org/wiki/Stagno_di_CagliariA parte il fatto che citano il cormorano come una specie nidificante nella laguna di Santa Gilla (solenne castroneria dal momento che il cormorano è una specie migrante che sosta nello stagno di cagliari senza nidificare), mi sembra che come presentazione lasci un po' a desiderare per un sito costato 45 milioni di euro. Stagno di Cagliari e immagini correlate sono fatte tutte aggratis.
  • stb scrive:
    nascondersi non serve
    Nascondersi dietro ad una legge sopratutto quando questa è ormai palesemente inadeguata non serve proprio a niente. La siae prima o poi deve sparire o quantomeno essere fortemente ridimensionata.
    • Wakko Warner scrive:
      Re: nascondersi non serve
      - Scritto da: stb
      Nascondersi dietro ad una legge sopratutto quando
      questa è ormai palesemente inadeguata non serve
      proprio a niente. La siae prima o poi deve
      sparire o quantomeno essere fortemente
      ridimensionata.La SIAE (e la RIAA) è quella che è per il semplice fatto che la concorrenza nel loro settore non esiste... anzi... non può esistere per legge.È chiaro che essendoci solo loro non hanno nulla da temere. Il cliente si incazza? Bé... che si incazzi... che ci può fare? Andare da un altro?
    • Anonimo scrive:
      Re: nascondersi non serve
      - Scritto da: stb
      Nascondersi dietro ad una legge sopratutto quando
      questa è ormai palesemente inadeguata non serve
      proprio a niente. La siae prima o poi deve
      sparire o quantomeno essere fortemente
      ridimensionata.No, deve sparire e basta!
    • Anonimo scrive:
      Re: nascondersi non serve
      - Scritto da: stb
      Nascondersi dietro ad una legge sopratutto quando
      questa è ormai palesemente inadeguata non serve
      proprio a niente. La siae prima o poi deve
      sparire o quantomeno essere fortemente
      ridimensionata.no no..deve proprio sparire
  • Anonimo scrive:
    Diffusione a pagamento
    Certo che dichiarare che per far vivere la memoria dell'artista devono pagare i fruitori e come farlo morire un altra volta....Per diffondere le opere di un artista scoparso non bisognerebbe certo pagare, fermo restando il diritto degli eredi a trarne un profitto commerciale, quando lecito.Comunque se chi risponde per la SIAE indagasse un po' di più su come funziona il web...
  • Anonimo scrive:
    Hanno ragione
    Secondo me si in linea di massima, intascano soldi per garantire alcuni servizi per la tutela delle opere e sicuramente citano i più nobili: archiviazione, restauro ecc ecc.Il punti sono altri:- COME vengono spesi i soldi? non mi pare che ci sia molta trasparenze e servizi come quelli di REPORT non segnalano certo situazioni limpide- le opere sono sufruibili? voglio dire, per vedere la Gioconda di Leonardo devo andare a Parigi e pagare un biglietto di ingresso al Louvre, a cosa servono i soldi di quel biglietto? se pubblico un sito con un jpeg del dipinto dovrò pagare la SIAE che manda un contribuito al Louvre?- perchè spesso le opere d'arte Italiane (e non 4 canzoni del menga) sono nascoste agli occhi della gente? Spesso sono visibili sono per iniziative personali o di gruppi culturali e le opere di restauro regolarmente finanziate da enti vari (bacnhe, provincie, ecc)- che casso me ne frega degli eredi? Io non vivo del lavoro che mio padre ha fatto in vita, quello che ha guadagnato l'ho ereditato ma fine del discorso. Ci sono tanti genitori che non lasciano nulla ai figli perchè si mangiano tutto da vivi, non capisco dove sia il problema degli erediinsomma... ci stanno prendendo per i fondelli? basterebbe più trasparenza, tutto qua.
    • Anonimo scrive:
      Re: Hanno ragione
      Giustissimo, soprattutto l'ultimo punto.In realta' loro la trasparenza non la vogliono per due motivi :1-Sanno bene che mettendo nero su bianco poi dovrebbero denunciare tutti i soldi riscossi, garantendo agli artisti un equo compenso per ogni volta che intascano percentuali sui loro lavori.2-Non potrebbero piu' fare i loro comodi.Sicuramente in violazione di qualche legge ora potrebbero distribuire i soldi a gente che questi soldi non dovrebbe riceverli...e nessuno puo' controllare...senza contare poi che essendo una societa' PRIVATA GESTITA DA PRIVATI...
  • Anonimo scrive:
    Lo faccio anche io !
    Quando i miei genitori passeranno nel regno dei più, mi rivolgerò ai loro ex datori di lavoro, chiedendo delle somme in misura al vantaggio che hanno percepito dalle attività dei miei. E che cavolo, solo gli eredi degli "artisti" hanno diritto a far soldi senza fare un cazzo ?
  • gian_di scrive:
    Voglio educare al rispetto delle leggi
    Apro un qualsiasi testo scolastico, sul retro della seconda copertina leggo e trascrivo (spero di non violare alcun copyright nel fare questo): Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall'art. 68, comma 4, dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 ovvero dall'accordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000.Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume/fascicolo, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, ecc. OK, a parte il fatto che la norma che permette di fare una copia di sicurezza di un CD per i libri NON VALE , che se un ipovedente vuole ingrandirsi il testo NON PUO' FARLO , che se uno studente ordinato vuole usare l'evidenziatore può farlo solo imbrattando l'originale, ecc.A parte qualsiasi pelo nell'uovo l'altro giorno, parlando di SIAE e di copyright, ho letto questo disclaimer in una classe. Reazione? per poco non si scatenava il putiferio.A questo punto sono preoccupato per la mia incolumità. Con tutto quello che sento in giro un giorno uno studente potrebbe picchiarmi a morte se gli sequestro le fotocopie di un libro di testo. Se devo farlo pretendo che la SIAE mi paghi un equo compenso per il rapporto di collaborazione. IMHO una tariffa di 2 euro IVA esclusa per fotocopia sequestrata sarebbe ragionevole, dal momento che con quei 2 euro devo pagarmi anche la guardia del corpo o l'eventuale avvocato per difendermi dalle ritorsioni giuridiche di qualche genitore incacchiato.Se invece l'accordo non si può fare, dal momento che non voglio diventare complice di una violazione del copyright dirò ai ragazzi di non comprare più il libro di testo che ho ufficialmente adottato e di fotocopiare liberamente e gratuitamente i miei appunti. Se poi vogliono il file, ancora meglio, risparmiamo pure su carta e toner. Il diritto d'autore è salvo.
    • picchiatello scrive:
      Re: Voglio educare al rispetto delle leg
      - Scritto da: gian_di

      Se invece l'accordo non si può fare, dal momento
      che non voglio diventare complice di una
      violazione del copyright dirò ai ragazzi di non
      comprare più il libro di testo che ho
      ufficialmente adottato e di fotocopiare
      liberamente e gratuitamente i miei
      appunti. Se poi vogliono il file, ancora meglio,
      risparmiamo pure su carta e toner.


      Il diritto d'autore è salvo.Non del tutto se i tuoi appunti fanno riferimento a libri di testo o comunque traggono i loro dati da libri di testo le fotocopie devono per forza pagare i diritti SIAE.
      • Anonimo scrive:
        Re: Voglio educare al rispetto delle leg
        - Scritto da: picchiatello
        Non del tutto se i tuoi appunti fanno riferimento
        a libri di testo o comunque traggono i loro dati
        da libri di testo le fotocopie devono per forza
        pagare i diritti
        SIAE.
        Furbacchione, e da dove credi che li abbiano presi i dati quelli che hanno scritto il libro di testo? Da altri libri, magari non di testo, da studi, da ricerche, quasi sempre nel pubblico dominio (visto che a scuola difficilmente si arriva ai contemporanei, ed oggi quasi quasi penso sia meglio così) rielaborate.Se leggo un libro, ho tutto il diritto di riscrivere con le mie parole quello che ho letto. Anzi, quello che io ho scritto con le mie parole diventa una NUOVA OPERA protetta dal diritto d'autore.Indovina su cosa si basa Wikipedia? Bravo. Sul riscrivere "from scratch" (da zero) una voce di un'enciclopedia, magari dopo averne lette altre 10 ed anche qualche libro/documento sull'argomento.Ci manca solo il copyright sui temi invece che sulle opere...
        • picchiatello scrive:
          Re: Voglio educare al rispetto delle leg
          - Scritto da:
          Furbacchione, e da dove credi che li abbiano
          presi i dati quelli che hanno scritto il libro di
          testo? Da altri libri, magari non di testo, da
          studi, da ricerche, quasi sempre nel pubblico
          dominio (visto che a scuola difficilmente si
          arriva ai contemporanei, ed oggi quasi quasi
          penso sia meglio così)
          rielaborate.

          Se leggo un libro, ho tutto il diritto di
          riscrivere con le mie parole quello che ho letto.
          Anzi, quello che io ho scritto con le mie parole
          diventa una NUOVA OPERA protetta dal diritto
          d'autore.

          Indovina su cosa si basa Wikipedia? Bravo. Sul
          riscrivere "from scratch" (da zero) una voce di
          un'enciclopedia, magari dopo averne lette altre
          10 ed anche qualche libro/documento
          sull'argomento.

          Ci manca solo il copyright sui temi invece che
          sulle
          opere...Le fotocopie "pagano" il diritto SIAE a prescindere da cosa viene duplicato e' come per i cd o dvd vergini......che poi anche le amministrazioni stali non pagano la siae questo e' un altro discorso....
          • gian_di scrive:
            Re: Voglio educare al rispetto delle leg
            - Scritto da: picchiatello

            - Scritto da:


            Furbacchione, e da dove credi che li abbiano

            presi i dati quelli che hanno scritto il libro
            di

            testo? Da altri libri, magari non di testo, da

            studi, da ricerche, quasi sempre nel pubblico

            dominio (visto che a scuola difficilmente si

            arriva ai contemporanei, ed oggi quasi quasi

            penso sia meglio così)

            rielaborate.



            Se leggo un libro, ho tutto il diritto di

            riscrivere con le mie parole quello che ho
            letto.

            Anzi, quello che io ho scritto con le mie parole

            diventa una NUOVA OPERA protetta dal diritto

            d'autore.



            Indovina su cosa si basa Wikipedia? Bravo. Sul

            riscrivere "from scratch" (da zero) una voce di

            un'enciclopedia, magari dopo averne lette altre

            10 ed anche qualche libro/documento

            sull'argomento.



            Ci manca solo il copyright sui temi invece che

            sulle

            opere...

            Le fotocopie "pagano" il diritto SIAE a
            prescindere da cosa viene duplicato e' come per i
            cd o dvd vergini......che poi anche le
            amministrazioni stali non pagano la siae questo
            e' un altro
            discorso....Guarda che non stava parlando di "fotocopie", semplicemente di rielaborazione di concetti e dati di pubblico dominio. La rielaborazione di un testo ex novo che utilizza informazioni non protette (perché di pubblico dominio) non è la stessa cosa di una fotocopia. La descrizione di un aratro la trovi in un qualsiasi testo di agronomia e i termini con cui si indicano i diversi componenti meccanici sono di pubblico dominio. Se scrivi un testo sull'aratro non stai violando nessun copyright perché di stratta di uno strumento che non è soggetto ad alcun brevetto. Alla SIAE non devi nulla perché la SIAE non ha alcun diritto sullo scibile di pubblico dominio. I suoi diritti si limitano al modo in cui si presenta lo scibile.Se scrivi un testo sull'aratro copiando letteralmente testo e immagini da un qualsiasi libro allora stai violando il copyright.
        • gian_di scrive:
          Re: Voglio educare al rispetto delle leg
          - Scritto da:

          - Scritto da: picchiatello

          Non del tutto se i tuoi appunti fanno
          riferimento

          a libri di testo o comunque traggono i loro dati

          da libri di testo le fotocopie devono per forza

          pagare i diritti

          SIAE.


          Furbacchione, e da dove credi che li abbiano
          presi i dati quelli che hanno scritto il libro di
          testo? Da altri libri, magari non di testo, da
          studi, da ricerche, quasi sempre nel pubblico
          dominio (visto che a scuola difficilmente si
          arriva ai contemporanei, ed oggi quasi quasi
          penso sia meglio così)
          rielaborate.Bravo!Ti dirò di più: nel mio settore (agricoltura e agroalimentare in generale) molti tratti dei testi scolastici sono letteralmente scopiazzati dai manuali classici, in altri termini fanno riferimento all'opera dell'autore più autorevole in materia (sorry per il bisticcio fra i termini). Leggendo alcune parti mi viene da sorridere perché sono quasi il risultato di una scansione del manuale classico con l'aggiunta di aria fritta e di qualche immagine. La cosa è molto comune perché classici e immagini spesso e volentieri nel mio settore fanno capo alla stessa casa editrice (di cui non faccio il nome).

          Se leggo un libro, ho tutto il diritto di
          riscrivere con le mie parole quello che ho letto.
          Anzi, quello che io ho scritto con le mie parole
          diventa una NUOVA OPERA protetta dal diritto
          d'autore.Infatti la violazione del diritto consiste nell'utilizzo di un dato protetto oppure nella copiatura testuale e palese della presentazione e interpretazione di un dato di pubblico dominio. L'estrapolazione dei dati di pubblico dominio e la rielaborazione dei concetti rappresenta una creazione intellettuale vera e propria.
          Indovina su cosa si basa Wikipedia? Bravo. Sul
          riscrivere "from scratch" (da zero) una voce di
          un'enciclopedia, magari dopo averne lette altre
          10 ed anche qualche libro/documento
          sull'argomento.

          Ci manca solo il copyright sui temi invece che
          sulle
          opere...Quoto tutto
      • gian_di scrive:
        Re: Voglio educare al rispetto delle leg
        I miei appunti fanno riferimento a concetti di pubblico dominio, non brevettati. Per le immagini mi baso su foto mie o su ricostruzioni grafiche mie. In pratica lo stesso approccio che attualmente adotto su Wikipedia/Wikimedia Commons. Ti dirò, anzi, che è capitato più volte di essere stato "copiato".Quando parlo di appunti miei non mi riferisco a sonore scopiazzature, consulto i testi ma solo per estrapolare dati non coperti da copyright da più fonti. Tieni presente che il mio "settore" è l'agronomia, l'entomologia, la botanica, l'ecologia, la chimica applicata, l'industria agroalimentare. Ambiti per i quali non ci sono dati "protetti" ma per lo più di pubblico dominio. I concetti poi si possono sviluppare liberamente senza dipendere da un testo.C'è un altro aspetto: i miei appunti si adattano meglio al contesto territoriale specifico di un qualsiasi libro di testo, che in genere fa riferimento a realtà territoriali di più ampia portata o del tutto remote. Quando faccio Agronomia, nelle mie lezioni devo sempre integrare o modificare drasticamente i contenuti del libro di testo per adattarli alla nostra realtà locale. Cosa che crea parecchie difficoltà agli studenti che non hanno apprezzabili capacità di analisi. Le dispensine che distribuivo in passato erano molto apprezzate perché semplificavano parecchio il lavoro a casa.
    • Cavallo GolOso scrive:
      Re: Voglio educare al rispetto delle leg
      EDIT.:)Davvero lo farai? :)
      • gian_di scrive:
        Re: Voglio educare al rispetto delle leg
        - Scritto da: Cavallo GolOso

        ma resteranno parole o lo farai?Lo facevo fino a 8 anni fa, poi conflitti interni con altri colleghi mi hanno spinto ad utilizzare il libro di testo. Ultimamente però il livello si è abbassato moltissimo e forse è il caso di rispolverare le mie vecchie dispensine.

        perchè io ci penso sempre: gli insegnanti sono
        migliaia, contiamo anche quelli in
        pensione.

        il sapere necessario a soddisfare le richieste e
        i dettami dei programmi ministeriali non credo
        siano pazzeschi. E una volta rispettati i
        programmi ministeriali, c'è la LIBERTA' DI
        INSEGNAMENTO.Non è proprio così: noi siamo obbligati ad adottare un libro di testo che risponda a determinati requisiti didattici. La non adozione è illegale e passibile di sanzioni disciplinari. I progetti che si stanno avviando - sia pur lentamente - sull'editoria open non rispondono ai requisiti richiesti dal ministero (chissà perché...).In ogni modo, per restare nel lecito:1) Adotto ufficialmente un libro di testo2) Se le famiglie non acquistano il libro di testo non posso sterminarle: il mio dovere d'insegnante è sempre quello di insegnare e fornire gli strumenti per studiare(a buon intenditor...)
        quindi tu e tanti altri potreste davvero - e con
        riconosciuta (dallo Stato Italiano) autorevolezza
        - mettere assieme una discreta biblioteca dei
        testi fondamentali di tutto il corso di studi
        dalle elementari alle superiori, per tutti i tipi
        diversi di
        indirizzi.

        Eppure non succede.Scrivere dispense richiede un enorme dispendio di tempo libero, cosa che la maggior parte degli insegnanti in ogni caso non è disposta a fare. Ti assicuro però che ci sono stati diversi colleghi che a suo tempo hanno sfruttato le mie dispense ;)

        Davvero lo farai? :)Alcuni anni fa mi proposero di buttarmi sulla scrittura di un testo scolastico per conto di una casa editrice in ascesa. Ho pensato che sarebbe stato tempo sprecato perché i diritti che avrei conseguito sarebbero stati ridicoli (la tiratura di un testo scolastico è limitata, specie nel caso di manuali tecnici). Se devo lavorare gratis preferisco farlo per progetti liberi che siano a beneficio di tutti e non per ingrassare un editore o la SIAE. Ecco un motivo per cui dedico molto del mio tempo a Wikimedia.
        • Cavallo GolOso scrive:
          Re: Voglio educare al rispetto delle leg
          - Scritto da: gian_di

          - Scritto da: Cavallo GolOso



          ma resteranno parole o lo farai?

          Lo facevo fino a 8 anni fa, poi conflitti interni
          con altri colleghi mi hanno spinto ad utilizzare
          il libro di testo.questo è interessante.ovviamente mi spinge 1) ad essere un po' più invadente: che tipo di conflitti?2) ad allargarmi ancora di più: perchè fermarsi ai propri colleghi? internet ti permette di metterti in comunicazione con altri docenti di qualsiasi scuola che abbiano la tua stessa passione e la tua stessa impostazione per quanto riguarda la divulgazione e la diffusione dei contenuti.Credo (se non erro) di averti già notato anche su wikipedia ... quindi è chiaro che non sei uno che si tira troppo indietro... ma una cosa come "creare materiali gratuiti per la scuola" firmati da vari docenti... io credo sia eccellente.... qualcosa che scuote di brutto.Mi pare ci sia già qualcuno che lo fa (e forse PI ne ha parlato, ma dovrei spulciare alla grande) ... forse c'è da controllare che esperienza hanno fatto loro :)
          Ultimamente però il livello si
          è abbassato moltissimo e forse è il caso di
          rispolverare le mie vecchie
          dispensine.BENE!!! :)Bene per quel che dici, non perchè il livello si abbassa... :( [...]
          Non è proprio così: noi siamo obbligati ad
          adottare un libro di testo che risponda a
          determinati requisiti didattici. La non adozione
          è illegale e passibile di sanzioni disciplinari.Mi dai una notizia bruttissima :(
          I progetti che si stanno avviando - sia pur
          lentamente - sull'editoria open non rispondono ai
          requisiti richiesti dal ministero (chissà
          perché...).eh già ;-)
          In ogni modo, per restare nel lecito:
          1) Adotto ufficialmente un libro di testo
          2) Se le famiglie non acquistano il libro di
          testo non posso sterminarle: il mio dovere
          d'insegnante è sempre quello di insegnare e
          fornire gli strumenti per
          studiare

          (a buon intenditor...)sei stato chiaro ^__^ [...]
          Scrivere dispense richiede un enorme dispendio di
          tempo libero, cosa che la maggior parte degli
          insegnanti in ogni caso non è disposta a fare. contavo sul fatto che esistono moltissimi insegnanti... e se anche fossero 10 in tutto per ogni materia, per tutta l'italia, anche solo con un ricambio ogni 20 anni, comunque saremmo di fronte ad una svolta epocale, ne convieni? :-)
          Ti
          assicuro però che ci sono stati diversi colleghi
          che a suo tempo hanno sfruttato le mie dispense
          ;)beh, ottimo!!!ma nessuno (con tatto ed educazione) ti ha magari indicato migliorie / integrazioni / correzioni? [...]
          Alcuni anni fa mi proposero di buttarmi sulla
          scrittura di un testo scolastico per conto di una
          casa editrice in ascesa. Ho pensato che sarebbe
          stato tempo sprecato perché i diritti che avrei
          conseguito sarebbero stati ridicoli (la tiratura
          di un testo scolastico è limitata, specie nel
          caso di manuali tecnici). ma si, ma si tratta sempre di soldi, non di divulgazione del sapere.
          Se devo lavorare gratis
          preferisco farlo per progetti liberi che siano a
          beneficio di tutti e non per ingrassare un
          editore o la SIAE.optimum :)
          Ecco un motivo per cui dedico
          molto del mio tempo a Wikimedia.Allora avevo visto bene ;-)è un'ottima cosa, ma una equipe di soli insegnanti (che hanno ricevuto dallo Stato Italiano i loro attestati) ha tutto un altro peso, quando firma la stesura di un documento :)Io sono PRO wikipedia e anche se la scrivessero tutti i wuming1, wuming2, wuming3 di questo mondo, non mi importerebbe, l'anonimato mi sta benissimo. Ma capisco che un testo con l'autorevolezza delle firme degli insegnanti farebbe tanto, oltre a fornire il proprio contenuto.
    • alfridus scrive:
      Re: Voglio educare al rispetto delle leg
      Grande, gian_di!Il talento non è acqua!
    • Anonimo scrive:
      Re: Voglio educare al rispetto delle leg
      Bravo, concordo, applaudo.I libri di testo, sono inutili.Un bravo insegnante, è un insegnante aggiornato sulla materia che tratta, competente, e perfettamente in grado di insegnare senza l'ausilio dei libri di testi.Basta quindi creare un documento con open office, e scriverci dentro tutti gli appunti necessari per gli studenti, affinchè essi possano assimilare tutto quello che l'esperienza ed il sapere del loro insegnante può a loro trasmettere.Molti insegnanti, e professori universitari, seguono questa filosofia, ed è con loro, che gli studenti ottengono i massimi risultati.
    • galarico scrive:
      Re: Voglio educare al rispetto delle leg
      E che dire del fatto che la Siae fa pagare i diritti alle scuole quando a fine anno fanno suonare un po' di musica per la festa rivolta ai genitori?E che dire del fatto che la Siae si fa pagare anche quando una band senza pretese suona alcuni brani in un ospizio di vecchi rimbambiti?E che dire quando fa pagare per delle musichette cantate in un matrimonio celebrato in chiesa?Per la Siae tutto è pubblico, io non potrei far vedere i film neppure in classe, perché anche questa costituisce pubblico.E se abolissimo la Siae non faremmo prima?
  • Anonimo scrive:
    La cultura gratuita è un'illusione?
    La teoria della cultura gratuita è una illusione?Se è una illusione, qualcuno mi spieghi quanto si fa pagare una gatta per insegnare al gattino a pigliare i topi.Qualcuno mi spieghi quanto devo pagare per imparare a leggere e a scrivere.
    • Anonimo scrive:
      Re: La cultura gratuita è un'illusione?

      La teoria della cultura gratuita è una illusione?Si. Puoi ricevere gratis spesso, ma a qualcuno quel sapere e' costato.
      Se è una illusione, qualcuno mi spieghi quanto si
      fa pagare una gatta per insegnare al gattino a
      pigliare i
      topi.Confondi cultura libera con cultura gratuita.Che errore madornale.La gatta "paga" il suo sforzo di insegnare alla prole con mille sacrifici che ha fatto per procreare ed allevare e che ha fatto a sua volta da giovane per apprendere anzicche' starsene a dormire.
      Qualcuno mi spieghi quanto devo pagare per
      imparare a leggere e a
      scrivere.La tua famiglia, gli insegnanti, la scuola, le istituzioni, tutti hanno pagato, talvolta in senso lato talvolta in senso proprio, per insegnarti a leggere e a scrivere.
      • Anonimo scrive:
        Re: La cultura gratuita è un'illusione?

        La tua famiglia, gli insegnanti, la scuola, le
        istituzioni, tutti hanno pagato, talvolta in
        senso lato talvolta in senso proprio, per
        insegnarti a leggere e a
        scrivere.Ok. Ma se tutti hanno pagato, allora tutti hanno anche ricevuto in senso lato o in senso proprio.Io ho ricevuto la vita e come la ho ricevuta la ridò. Ho imparato un mestiere, perché me lo hanno insegnato e come lo ho imparato, lo insegno migliorandolo e aggiungendo tecniche nuove.Alla fine il costo dell'operazione dare/ricevere è zero, perché tanto ho ricevuto e tanto ho ridato. Nel mezzo purtroppo si inserisce un ente "abusivo": la Siae che crea uno squilibrio, un "furto" a mio parere, nel dare/avere a vantaggio soltanto di una ristretta cerchia di persone e a danno della maggioranza.
      • Anonimo scrive:
        Re: La cultura gratuita è un'illusione?
        Confondi il termine "gratuito" con "privo di costo".Dal De Mauro Paravia:gra|tùi|to, gra|tu|ì|toagg. CO. 1 che si fa, si dà o si riceve senza compenso: un biglietto g. per lo spettacoloPerciò la cultura "gratuita" (=insegnata senza ricevere compenso") non è una pia illusione, anzi, è normalmente la regola. Quando osservo un calzolaio che mi risuola le scarpe, osservandolo io "imparo" gratuitamente. Se guardo un muratore che mi tira su un muro "imparo" gratuitamente. Se osservo mia madre che cucina "imparo" gratuitamente.Venirmi a dire che "nascondersi" mentre si lavora per evitare che qualcuno "rubi il mestiere" in modo da poter vendere a caro prezzo delle "lezioni" sia la norma, beh, significa un po' giocare con le parole.La cultura nasce libera e gratuita, poi qualcuno ha scoperto che ci si può guadagnare sopra ed ha cominciato a nasconderla ed a richiedere compensi. Anche se la sua "opera" poggia le basi sulla millenaria cultura che lo ha preceduto e nella quale ha attinto a piene mani. Altrimenti si cominci dall'inventarsi una lingua in cui scrivere la propria opera, una tecnica pittorica mai usata prima, una nota musicale mai generata prima. Difficile fare un'opera d'arte in queste condizioni? Eh, lo penso anch'io. Ecco perché una "proprieta intellettuale" è una illusione. Il sapere è condivisione, e cresce condividendolo. Poi, se si vive di rendita e su vuol continuare a farlo, posso anche capire che si pieghi la realtà ai propri interessi. Ma non ci si meravigli se non si è creduti.- Scritto da:


        La teoria della cultura gratuita è una
        illusione?

        Si. Puoi ricevere gratis spesso, ma a qualcuno
        quel sapere e'
        costato.


        Se è una illusione, qualcuno mi spieghi quanto
        si

        fa pagare una gatta per insegnare al gattino a

        pigliare i

        topi.

        Confondi cultura libera con cultura gratuita.
        Che errore madornale.
        La gatta "paga" il suo sforzo di insegnare alla
        prole con mille sacrifici che ha fatto per
        procreare ed allevare e che ha fatto a sua volta
        da giovane per apprendere anzicche' starsene a
        dormire.


        Qualcuno mi spieghi quanto devo pagare per

        imparare a leggere e a

        scrivere.

        La tua famiglia, gli insegnanti, la scuola, le
        istituzioni, tutti hanno pagato, talvolta in
        senso lato talvolta in senso proprio, per
        insegnarti a leggere e a
        scrivere.
        • Anonimo scrive:
          Re: La cultura gratuita è un'illusione?
          E tra 'altro, anche consultare online il De Mauro Paravia è:gra|tùi|to, gra|tu|ì|toappunto.
        • Anonimo scrive:
          Re: La cultura gratuita è un'illusione?


          Altrimenti si cominci dall'inventarsi una lingua
          in cui scrivere la propria opera, una tecnica
          pittorica mai usata prima, una nota musicale mai
          generata prima.
          Ma che discorso è????

          Difficile fare un'opera d'arte in queste
          condizioni? Eh, lo penso anch'io. Ecco perché una
          "proprieta intellettuale" è una illusione. Il
          sapere è condivisione, e cresce condividendolo.Ma cosa dici? se io scrivo una canzone che ti piace è giusto che paghi per ascoltarla perchè magari a me è costata anni di studio, dedizione, capacità artistica, ho pagato gli strumentisti, ho pagato per stampare un cd ecc ecc.Cosa vuol dire "si ma l'italiano non lo hai inventato tu" oppure "le note non sono tue ma di tutti"? Io le ho messe insieme, ho creato una composizione che nessun altro ha fatto, io sono stato di farti riflettere, di farti sognare con la mia opera. Forse i pittori che uniscono i colori non li paghi? E la loro opera è forse di tutti?Il punto è che finchè si tocca con mano siamo tutti capaci di riconoscere che c'è uno sforzo creativo, quando c'è da fare copia/incolla non lo si vede più.Comunque ti ripeto che secondo me sbagli approccio, per i concetti che dici non si dovrebbero dare meriti a nessuno, tanto, se l'architetto ha fatto San Pietro è grazie ai mattoni, se Dante ha scritto la Divina Commedia è grazie alle parole ecc ecc
          • Anonimo scrive:
            Re: La cultura gratuita è un'illusione?
            Una cosa è POSSEDERE un'opera, ed è quello che propagandano SAIE e WIPO, altra è dare una giusta remunerazione al VALORE AGGIUNTO della tua creazione. Per quello basta un'esclusiva di 5 anni ed una remunerazione a percentuale sul LUCRO al MASSIMO fino alla morte dell'autore. Ce n'è abbastanza di cui campare con abbondanza e a volte ci scappa anche una Ferrari.Invece attualmente alla voce COPYRIGHT si legge: tutto vietatissimo fino a 70 anni dopo la morte dell'autore salvo suo esplicito e diretto consento, degli EDITORI e degli INCISORI e della SIAE (e a volte, se la SIAE non è d'accordo, neanche basta).Ma io creo oggi sulla base delle esperienze di chi mi ha preceduto. Pinocchio di Walt Disney era basato sul racconto di Collodi, morto nel 1890. Con le attuali regole la nascente Walt Disney non avrebbe potuto fare il cartone animato. Idem per Biancaneve e i sette nani: Jacob Grimm è morto nel 1863: 70 anni più cinque per la guerra 14-18 fa 1938. Un anno dopo il rilascio di Biancaneve e i 7 nani della Walt Disney. Steamboat Willie, la prima animazione della Disney era ricavato sulla storia di Steamboat Bill Jr. di Buster Keaton (1928): Topolino non sarebbe mai nato.Quello che intendo sottolineare è che un'opera d'arte non è MAI al 100% solo frutto dell'autore, ma che a cose scoperte ed inventate da altri l'autore aggiunge quel 10% di genio che rende il nuovo insieme qualcosa di nuovo e di geniale. Se non potesse pescare a piene mani tra le esperienze di chi lo ha preceduto (e spesso anche tra quelle di chi vive contemporaneamente a lui: quante canzoni e libri sono autobiografici e prendono ispirazione dalle proprie esperienze vissute insieme a chi li circonda?) l'opera non nascerebbe.Ecco quello che stiamo dicendo: lasciate che gli artisti reinterpritino e stratifichino sugli altri artisti. Che le loro opere si diffondano e si ascoltino, che tutti le possano ascoltare e far ascoltare, vedere e far vedere. Se poi uno ci fa su anche dei soldi, beh, dia una parte all'autore che così non deve fare anche il barista per 12 ore al giorno ma avanza tempo per fare altre opere. Solo di PERCENTUALE sul LUCRO c'è da far vivere decine di migliaia di autori. Ma non ce n'è abbastanza per far vivere di RENDITA eredi, editori, fonografici e funzionari SIAE.
          • alfridus scrive:
            Re: La cultura gratuita è un'illusione?
            Quoto tutto:Un artista, un inventore, non nascono in un mondo nuovo, da costruire dal nulla.Alle loro spalle sono alcuni millenni di cultura, dall'alto dei quali la persona di talento può riuscire a spingere il proprio sguardo ancora più avanti; ed il passo avanti appartiene per la più parte a coloro che hanno portato la persona di talento sulla cima dalla quale ha potuto spingere avanti il proprio sguardo.Il diritto d'autore dovrebbe essere inalienabile, e durare quanto la vita dell'autore: gli eredi sono solo dei parassiti postumi, e molto spesso non hanno avuto nulla a che vedere con il lavoro del loro dante causa. L'autore potrebbe solo affidare ad altri lo sfruttamento commerciale del frutto del proprio ingegno, che si esaurirebbe dopo la sua morte, come il comune usufrutto.Per il resto, il lavoro di creazione deve essere patrimonio di tutti, così come la cultura accumulatasi nei secoli precedenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: La cultura gratuita è un'illusione?
      - Scritto da:
      Qualcuno mi spieghi quanto devo pagare per
      imparare a leggere e a
      scrivere.chiedilo a chiunque abbia figli da mandare a scuola
  • galarico scrive:
    LA SIAE E I BALZELLI MEDIEVALI
    Per giustificare il pagamento di tributi, perché in fondo è di questo che si tratta quando in questione non vi è un sito commerciale ma solo culturale, ecco cosa dice la Siae, con la ferrea logica che la contraddistingue: da un sito web didattico dedicato alla storia della musica, aperto allintero mondo, si potrebbe scaricare lintera discografia mondiale e da quello dedicato alla storia del cinema, tutti i film in circolazione. Con buona pace degli autori e di tutti coloro che lavorano nel campo della creazione dei contenuti. È davvero carino sostenere che un docente, sotto il pretesto della didattica, potrebbe mettere a disposizione di chicchessia un patrimonio musicale o filmico protetto dal diritto dautore. Come se, lavorando alla luce del sole, potesse tranquillamente farlo senza farsi accorgere da nessuno!Possiamo anche capire che la Siae sia abituata a trattare con dei malfattori, ma perché prendersela con chi lavora gratuitamente per la rete e le dà lustro culturale? Siamo forse in presenza di una guerra preventiva, come in Irak? Si vuole colpire a scanso di equivoci?Abbiamo già visto comportamenti del genere quando il governo Berlusconi decise di far aumentare il costo dei cd vergini, facendo pagare a chiunque, in via preliminare, il fatto che cè gente che usa il masterizzatore per fare copie piratate. Invece di abbassare il costo dei cd originali, che in Italia sicuramente è elevato, si è preferito sparare nel mucchio, assicurandosi a tutti i costi posizioni di rendita.Che senso ha prendersela con chi lavora in chiaro quando di fatto i patrimoni musicali, filmici e digitali sono già largamente fruibili in aree riservate, accessibili con gli strumenti più vari e a costo zero? Se la Siae non riesce a colpire questi abusi, perché far passare per dei truffatori gli insegnanti che lavorano pubblicamente a titolo gratuito?Ma la cosa più incredibile è che la stessa Siae, dicendo ai docenti che possono fare didattica in area privata con materiali protetti, senza pagare royalties, incentiva in un certo senso la pirateria.Viene infatti inevitabile chiedersi come potrà la Siae accorgersi di chi, facendo didattica solo in privato, approfitti proprio di questo strumento per permettere lo scarico di materiali protetti? Ci vorrebbe giusto una delazione. Cosè dunque questo invito a lavorare di nascosto: unesortazione a delinquere per gli uni e a spiare per gli altri?Lo sanno gli artisti associati alla Siae che in unarea riservata, accessibile solo tramite login e password, i docenti potrebbero distribuire se non addirittura vendere opere protette risparmiandosi di pagare i compensi dovuti?Non abbiamo capito bene: dicendoci di porre la didattica in area riservata, la Siae sta chiedendo ai docenti di aggirare la legge sul diritto dautore?Mi chiedo se qui stiamo ragionando con unistituzione che, di fronte alla realtà magmatica del web, è costretta sempre più a piegare gli interessi della logica alla logica dellinteresse, o se, al contrario, si abbia a che fare con un centro di potere che, essendo monopolista, non si preoccupa affatto delle proprie incoerenze, potendo in sostanza agire come quei signori feudali che quando vedevano un contadino che andava a macinare il grano al mulino, gli facevano pagare il balzello del ponte che attraversava.
    • soulista scrive:
      Re: LA SIAE E I BALZELLI MEDIEVALI
      - Scritto da: galarico
      Non abbiamo capito bene: dicendoci di porre la
      didattica in area riservata, la Siae sta
      chiedendo ai docenti di aggirare la legge sul
      diritto
      d’autore?Alla SIAE non importa nulla della pirateria: quella é sempre esistita e lo sa bene. Il problema é che ora la pirateria é "emersa" e i detentori di diritti si riscoprono sbeffeggiati dalle statistiche. Insomma la polvere é uscita da sotto il tappeto e per loro questo dev'essere irritante.E poi il fatto che grazie ad internet possono ufficialmente dimostrare che la pirateria esiste e, come nel caso della RIAA, sparare denunce a caso per raggranellare più soldi possibile.E' il loro nuovo modello di business...Forse questo post é troppo ovvio e queste risposte erano già comprese nelle tue domande...Se mi sono reso conto di questo, perchè sto inviando questo messaggio?oh no... sono un (troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA SIAE E I BALZELLI MEDIEVALI
      cristo ma è illeggibile così tutto in bloccospezza un po' , qualche paragrafetto... dai...uff
    • alfridus scrive:
      Re: LA SIAE E I BALZELLI MEDIEVALI
      E' probabile che la Siae, come d'altronde le Major, abbiano più che compreso il fenomeno Internet, e stiano tentando di passare dalla costosa stampa e pubblicazione materiale, e relativa difesa dalle 'imitazioni', alla più economica e diffusa via del web, continuando a poter 'far pagare dazio' comunque e dovunque.E che, per conseguenza, stiano tentando di trovare la strada, o di farsi fare le leggi, per continuare a campare di rendita come hanno fatto finora, alla faccia ed alle spalle degli artisti e degli inventori!
  • Anonimo scrive:
    "consolidate" non esiste.
    non esiste "consolidate"chiedetelo al mondo del lavoro: diritti che sembrano acquisiti spariscono, vengono erosi, smantellati pezzo per pezzo: invece di migliorare peggiorano.ma dal punto di vista dell'industria si chiama flessibilità, diminuzione del costo del lavoro, aumento della competitività.sono dunque, per loro, miglioramenti.Ciò che per altri però era "consolidare la qualità della vita dei lavoratori".Fatto questo esempio dico: la legge non è "consolidata"... se si può migliorare si migliora: dato che queste leggi sono state fatte in periodi di baronetti e gerarchi, forse è il caso di rivederla in un periodo in cui la gente tiene la legge sott'occhio e se non la vede bene PRETENDE - specie dato che paga - di vederla ancora meglio, pubblicata magari sul web.Se sono in pochi a svegliarsi, non vuol dire che non abbiano ragione per tutti gli altri addormentati che si vedono "consolidare addosso" la legge, senza fiatare, senza colpo ferire, senza accorgersi di nulla, salvo poi lamentarsi perchè "ma perchè devo pagarte tutta 'sta siae? ma son matti?" no che non son matti. matti sono quelli che si disinteressano alla politica, che è quello che guida tutte le nostre vite.
  • Wakko Warner scrive:
    Gli eredi...
    secondo siae:[img]http://mrzine.monthlyreview.org/EcuadorPoorChildren.jpg[/img]Alcuni eredi mentre discutono dei loro problemi circa il difficile lavoro del mantenimento della memoria dell'autore nel mondo reale:[img]http://www.atspeedimages.com/pebble_2004/concorso_italiano/ferrari_enzo/ferrari_enzo_red.jpg[/img]
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli eredi...
      "...e ricorda come molti autori, o eredi, vivano della raccolta dei diritti."in MINIERA! a picconare il carbone 1km sotto terra... ora bisogna pure campare gli eredi degli autori... ma che tocca sentire... solo in italia succedono ste cose, poi ci sono famiglie oppresse fino alla punta dei capelli di tasse e costi altissimi, pensionati che vivono come barboni... poi spendono 45 milioni di euro per un sitarello.. lasciamo perdere che mi si avvelena il sangue di prima mattina...
      • Anonimo scrive:
        Re: Gli eredi...
        Gli eredi pensassero a lavorare piuttosto che campare con le opere artistiche dei loro genitori. Loro non meritano di lucrare su quelle opere, con o senza la loro esistenza, le opere d'arte sarebbero rimaste tali.Piuttosto in tutti questi anni cosa hanno fatto per campare? Hanno fatto il giro delle agenzie interinali del paese? Hanno provato a spazzare le scale del palazzo in cui abitano sperando di essere pagati dieci euro a famiglia? Hanno provato a fare qualche concorso? Hanno studiato? O hanno semplicemente aspettato che il proprio caro schiattasse per campare di rendita? :@
  • Anonimo scrive:
    SCUSAMI SIAE SE HO DUBITATO
    .. della tua utilità.Adesso me ne sono convinto sei utile solo contro i piu deboli.Grazie per farceli girare ogni santo giornoun tuo fedele alleato nella lotta dei diritti degli eredi!
  • Anonimo scrive:
    Gli eredi...
    Vorremmo avere anche chiamare in causa anche glieredi per sapere cosa veramente pensano, e sopratutto se hanno effettivamente unintrito dalla pubblicita "dimagrisci 3 kili in una settimana" . Ancora un ragionamento fuori logica! Dai, ma quando mai!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Gli eredi...
      Due o tre commenti.I "molti eredi" potrebbero anche rimboccarsi le maniche e andare a lavorare. Come me.Tenere in vita la "memoria di un artista" visto che costa tanta fatica agli eredi può esser meno gravoso con l'aiuto gratuito di un sito culturale, se non altro allievierà la fatica di questi poveri eredi che mantengono vive col loro sudore queste preziose memorie.La SIAE ha agito secondo quanto previsto dal proprio mandato disposto dalla legge. E cambiamola sta legge. Oppure, visto che la legge non si muove se la SIAE non la fa valere a sproposito, basta non farla valere e non tirare in ballo "la legge" che di sentire queste fesserie non se ne può più.
      • nauseata scrive:
        Re: Gli eredi...
        - Scritto da:
        Due o tre commenti.
        I "molti eredi" potrebbero anche rimboccarsi le
        maniche e andare a lavorare. Come
        me.STRAQUOTO!! è lo stesso principio del mantenuto: chi me lo fa fare di alzare il culo la mattina, tanto lavorano papino e mammina, io posso anche fare la bella vita!! :D :D :D :D :DQuesta gente ha anche il coraggio di insorgere, di dire che siamo tutti falsi e bugiardi, che non è vero che l'intento non era di punire nessuno, di non punire Galavotti!!Ma che cosa credono, che siamo tutti delle Gioconde con scritto in fronte "sono idiota" ????? !! BASTA!! Chiedere a un professore di scuole medie 4.000 erotti euro che cos'è? una carezza?? :DE poi magari vogliono farci credere che quei soldi, ipoteticamente, andrebbero pagati agli eredi e che loro non se li intascano?AHAHAHAHAHAHCmq davvero, ancora una volta resto senza parole, anche alla luce delle considerazioni della loro "sorella" francese.. che vergogna... la cultura gratuita un'utopia!Allora lasciamo i bambini figli dei poveri, ignoranti, eliminiamo la Scuola pubblica, per non farla pagare allo Stato!Istruiamo solo chi è benestante e può pagarsi qualsiasi corso e materiale! VERGOGNAAAAAAAAAAA VERGOGNAAAAAAAAAAAVERGOGNAAAAAAAAAAAAllora eliminiamo pure gli ospedali, così chi non può pagarsi cure costosissime, può anche crepare!! Che desolazione! Che spettacolo che lasciamo ai nostri figli se non troviamo in noi le risorse per mandare questa gente A CASA!Gli eredi devono pagare un sacco di soldi per mantenere le opere dei loro avi...eh già perché loro invece li "proteggono" a gratis dei! Invece la Scuola Statale, i presidi e i professori hanno fior di milioni per poter portare i loro alunni in gita, nei musei, negli atenei, per farli cantare, per fare rappresentazioni teatrali amatoriali ec ecc...veramente pazzesco!Ma a parte tutto, il peggoi non si era ancora toccato prima di arrivare a questa "perla": - Scritto da:
        E definisce nello specifico quale sito possa a suo dire essere definito didattico: "Non basta che sia un professore a gestire un sito. Didattico è un servizio limitato alla cerchia degli studenti, delle famiglie e dei professori con un'attività ben precisa e scandita". Siamo all'apologia della discriminazione delle fasce sociali. Decidere chi ha diritto di vedersi destinata la cultura e chi deve essere tagliato fuori.
        • Anonimo scrive:
          Re: Gli eredi...

          - Scritto da:

          E definisce nello specifico quale sito possa
          a suo dire essere definito didattico: "Non basta
          che sia un professore a gestire un sito.
          Didattico è un servizio limitato alla cerchia
          degli studenti, delle famiglie e dei professori
          con un'attività ben precisa e
          scandita".

          Siamo all'apologia della discriminazione delle
          fasce sociali.Ma sei pazzo? Dove?
          Decidere chi ha diritto di vedersi
          destinata la cultura e chi deve essere tagliato
          fuori.No e' una mera definizione del termine sotto il profilo legislativo. Studia e rileggi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Gli eredi...
            - Scritto da:

            - Scritto da:
            No e' una mera definizione del termine sotto il
            profilo legislativo. Studia e
            rileggi.Scusa ma per "studiare" chi devo pagare? Considerando che il Codice Civile è pubblicato dal Ministero competente, devo pagare la SIAE perché gli giri un "equo compenso"? ;-)
  • Wakko Warner scrive:
    Modello mentale SIAE
    Al fine di meglio capire la risposta della SIAE mi sono permesso di spiegare con alcune immagini il loro modello mentale.Gli eredi:[img]http://viktornavorski2.altervista.org/_altervista_ht/micetto.jpg[/img]I professori:[img]http://www.fxtailor.dk/makeup/makeup_009.jpg[/img]Ora rileggete la risposta SIAE secondo questa nuova ottica e vedrete che riuscirete a capire quello che ha detto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 febbraio 2007 00.27-----------------------------------------------------------
    • picchiatello scrive:
      Re: Modello mentale SIAE
      - Scritto da: Wakko Warner
      Al fine di meglio capire la risposta della SIAE
      mi sono permesso di spiegare con alcune immagini
      il loro modello
      mentale.

      Gli eredi:
      [img]http://viktornavorski2.altervista.org/_alterv

      I professori:
      [img]http://www.fxtailor.dk/makeup/makeup_009.jpg[

      Faccio presente che in base alla Tua risposta Punto Informatico se non fosse un giornale regolarmente registrato dovrebbe pagare per quelle due immagini la SIAE.Siamo ad un punto di svolta enorme in quanto a pagamento diritti SIAE nel nostro paese, il prossimo passo e' far pagare tutti i siti ( commerciali e non) per le immagini che contengono e poi sarà anche quello di far pagare per le parole che contengono, anche perche' la linea tra materiale coperto da d.d.a. e non e' minima ( mi possono far pagare se fotografo e metto on-line il DUomo di Milnao). Per i webmaster l'unica "scappatoia" legale sarebbe quella di portare il proprio sito all'estero ed abbandonare i provider-gestori nazionali.
      • Wakko Warner scrive:
        Re: Modello mentale SIAE
        - Scritto da: picchiatello

        - Scritto da: Wakko Warner

        Al fine di meglio capire la risposta della SIAE

        mi sono permesso di spiegare con alcune immagini

        il loro modello

        mentale.



        Gli eredi:


        [img]http://viktornavorski2.altervista.org/_alterv



        I professori:


        [img]http://www.fxtailor.dk/makeup/makeup_009.jpg[





        Faccio presente che in base alla Tua risposta
        Punto Informatico se non fosse un giornale
        regolarmente registrato dovrebbe pagare per
        quelle due immagini la
        SIAE.
        Siamo ad un punto di svolta enorme in quanto a
        pagamento diritti SIAE nel nostro paese, il
        prossimo passo e' far pagare tutti i siti (
        commerciali e non) per le immagini che contengono
        e poi sarà anche quello di far pagare per le
        parole che contengono, anche perche' la linea tra
        materiale coperto da d.d.a. e non e' minima ( mi
        possono far pagare se fotografo e metto on-line
        il DUomo di Milnao). Per i webmaster l'unica
        "scappatoia" legale sarebbe quella di portare il
        proprio sito all'estero ed abbandonare i
        provider-gestori
        nazionali.In realtà è ancora più interessante di così. Le due immagini non sono ospitate da PI, è il _tuo_ browser che le sta prelevando da siti esterni e le sta renderizzando... quindi in realtà la SIAE dovrebbe chiedere i diritti al tuo browser. O meglio, i due siti su cui le immagini sono ospitate... mentre il tuo browser dovrebbe essere messo in galera per aver fatto un'opera di falsificazione (renderizzando [ovvero ricreando] un'opera protetta da diritto d'autore). 8)
        • picchiatello scrive:
          Re: Modello mentale SIAE
          - Scritto da: Wakko Warner
          In realtà è ancora più interessante di così. Le
          due immagini non sono ospitate da PI, è il _tuo_
          browser che le sta prelevando da siti esterni e
          le sta renderizzando... quindi in realtà la SIAE
          dovrebbe chiedere i diritti al tuo browser. O
          meglio, i due siti su cui le immagini sono
          ospitate... mentre il tuo browser dovrebbe essere
          messo in galera per aver fatto un'opera di
          falsificazione (renderizzando [ovvero ricreando]
          un'opera protetta da diritto d'autore).
          8)concordo , anche se la SIAE solitamente non fa pagare "all'usufruitore" finale ma resta a mo' di IVA su quello che comunque concede , sinula o eroga il servizio. C'e' da considerare che sistemi come VISTA potrebbero gia' far pagare l'uso-scarico di immagini coperte da diritti. Quindi andiamo in contro ad un periodo "buio".
        • Fiamel scrive:
          Re: Modello mentale SIAE
          - Scritto da: Wakko Warner

          - Scritto da: picchiatello



          - Scritto da: Wakko Warner


          Al fine di meglio capire la risposta della
          SIAE


          mi sono permesso di spiegare con alcune
          immagini


          il loro modello


          mentale.





          Gli eredi:





          [img]http://viktornavorski2.altervista.org/_alterv





          I professori:





          [img]http://www.fxtailor.dk/makeup/makeup_009.jpg[









          Faccio presente che in base alla Tua risposta

          Punto Informatico se non fosse un giornale

          regolarmente registrato dovrebbe pagare per

          quelle due immagini la

          SIAE.

          Siamo ad un punto di svolta enorme in quanto a

          pagamento diritti SIAE nel nostro paese, il

          prossimo passo e' far pagare tutti i siti (

          commerciali e non) per le immagini che
          contengono

          e poi sarà anche quello di far pagare per le

          parole che contengono, anche perche' la linea
          tra

          materiale coperto da d.d.a. e non e' minima ( mi

          possono far pagare se fotografo e metto on-line

          il DUomo di Milnao). Per i webmaster l'unica

          "scappatoia" legale sarebbe quella di portare il

          proprio sito all'estero ed abbandonare i

          provider-gestori

          nazionali.

          In realtà è ancora più interessante di così. Le
          due immagini non sono ospitate da PI, è il _tuo_
          browser che le sta prelevando da siti esterni e
          le sta renderizzando... quindi in realtà la SIAE
          dovrebbe chiedere i diritti al tuo browser. O
          meglio, i due siti su cui le immagini sono
          ospitate... mentre il tuo browser dovrebbe essere
          messo in galera per aver fatto un'opera di
          falsificazione (renderizzando [ovvero ricreando]
          un'opera protetta da diritto d'autore).
          8)E visto che ci siamo, adesso butto un macigno:il file jpeg ospitato sul server puó essere dichiarato illegale in quanto derivato in modo indiretto dall'opera dell'autore e non autorizzato da lui; questo renderebbe illegale anche qualsiasi file torrent (hash ed altro?) in circolazione che riguardi opere protette, usati dal P2P, ma anche i servers, i cavi di rete, i browsers e l'aria fra te ed il tuo monitor... Sinceramente spero che la $IAE non stia leggendo.A questo punto bisogna definire un limite, come esiste per il plagio (tipo la regola delle 7 note? Sto scrivendo da ignorante in materia). Alcuni JPeg sarebbero quindi automaticamente salvi.*Correzione*I jpeg non sarebbero salvi, al pari degli mp3 per la musica, perché il limite di somiglianza li lascerebbe fuorilegge. Il concetto e' lo stesso in entrambi i casi.*Fine correzione*-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 febbraio 2007 18.23-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Modello mentale SIAE
      Avevo un professore così una volta.
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