P2P, chi scarica compra di più

Un sondaggio smentisce la tesi sbandierata dall'industria. I downloader spendono più degli utenti che non attingono al file sharing

Roma – È una delle tesi più care all’industria dell’intrattenimento, dai discografici della RIAA alle major del cinema. Lo scaricamento di massa dalle reti di file sharing provocherebbe danni economici irreparabili, soprattutto perché i singoli downloader non sarebbero affatto intenzionati all’acquisto di musica legale.

Basato su migliaia di interviste telefoniche agli utenti statunitensi e tedeschi, il sondaggio condotto dall’ American Assembly – organizzazione indipendente affiliata alla Columbia University – ha offerto una visione diversa. Gli scariconi della Rete risulterebbero tra i più assidui consumatori di musica e film sulle piattaforme della distribuzione autorizzata .

Negli Stati Uniti, gli utenti del P2P sarebbero in possesso di collezioni musicali più ampie, ovviamente rimpolpate da file scaricati o copiati da familiari e amici. Ma, allo stesso tempo, i downloader acquisterebbero il 37 per cento in più rispetto agli utenti non legati alle reti della condivisione elettronica.

“I downloader più assidui sono anche gli acquirenti più forti nell’industria musicale”, ha riassunto Joe Karaganis, ricercatore all’ American Assembly . L’organizzazione statunitense ha trovato risultati percentuali molto simili in Germania, pur partendo da un campione troppo ristretto per risultare valido statisticamente .

Altro (prevedibile) risultato del sondaggio, il 79 per cento degli scariconi risulterebbe nella fascia anagrafica 18-29 anni . Nella media, le collezioni musicali degli utenti statunitensi del P2P ammonterebbero a 1979 brani, contro i 1264 degli ascoltatori non avvezzi alle pratiche di download.

Non è la prima volta che la tesi sbandierata dall’industria viene smentita dai risultati statistici. Alla fine del luglio 2011, l’ex-COO di EMI Douglas Merrill aveva riportato uno studio condotto dalla stessa etichetta britannica: gli utenti del defunto client LimeWire risultavano tra i più assidui acquirenti su piattaforme come iTunes .

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • nome e co scrive:
    BLOGGER ITALIANO CONDANNATO DIFFAMAZIONE
    Allora di questo blogger italiano condannato ne vogliamo ancora parlare ?sostiene che il pm abbia modificato di proprio pugno il testo incriminato al fine di ottenerne la condanna.http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10/17/legge_contro_il_negazionsimoun.html
    • Leguleio scrive:
      Re: BLOGGER ITALIANO CONDANNATO DIFFAMAZIONE
      - Scritto da: nome e co
      Allora di questo blogger italiano condannato ne
      vogliamo ancora parlare ?sostiene che il pm abbia
      modificato di proprio pugno il testo incriminato
      al fine di ottenerne la
      condanna.

      http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10Sì, sostiene Pereira.Per la cronaca, nel romanzo di Antonio Tabucchi, Pereira è spettatore dell'assassinio di un oppositore che ospita, si prende qualche bastonata dalla polizia pure lui, e poi espatria.
  • ... scrive:
    falciati decine di commenti: censura?
    il sospetto e' forte...
    • panda rossa scrive:
      Re: falciati decine di commenti: censura?
      - Scritto da: ...
      il sospetto e' forte...Nel forum di PI non esiste censura.(Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa. (cylon) )
      • Cinquecento gialla scrive:
        Re: falciati decine di commenti: censura?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: ...

        il sospetto e' forte...

        Nel forum di PI non esiste censura.

        (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa. (cylon)
        )Eh? Io non ho mai visto in vita mia un sito che censura quanto censura PI, giuro.729768
        • Leguleio scrive:
          Re: falciati decine di commenti: censura?
          - Scritto da: Cinquecento gialla
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: ...


          il sospetto e' forte...



          Nel forum di PI non esiste censura.



          (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa.
          (cylon)

          )

          Eh? Io non ho mai visto in vita mia un sito che
          censura quanto censura PI,
          giuro.Allora hai visto molto poco nella vita, amico.
        • panda rossa scrive:
          Re: falciati decine di commenti: censura?
          - Scritto da: Cinquecento gialla
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: ...


          il sospetto e' forte...



          Nel forum di PI non esiste censura.



          (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa.
          (cylon)

          )

          Eh? Io non ho mai visto in vita mia un sito che
          censura quanto censura PI,
          giuro.Quanti altri siti hai visto che puoi scrivere quel cavolo che ti pare senza il bisogno di lasciar detto chi sei?Ringrazia della liberta' di espressione che PI mette a disposizione prima di lamentarti che ogni tanto viene tolto qualcosa.Altrove non rimuovono messaggi per il semplice motivo che neppure li fanno comparire.
          • Cinquecento gialla scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Cinquecento gialla

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: ...



            il sospetto e' forte...





            Nel forum di PI non esiste censura.





            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa
            diversa.

            (cylon)


            )



            Eh? Io non ho mai visto in vita mia un sito
            che

            censura quanto censura PI,

            giuro.

            Quanti altri siti hai visto che puoi scrivere
            quel cavolo che ti pare senza il bisogno di
            lasciar detto chi
            sei?WTF? Ma migliaia! Mica tutti i siti ti obbligano a lasciare nome e cognome, la maggioranza non lo fa.
          • panda rossa scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: Cinquecento gialla
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Cinquecento gialla


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: ...




            il sospetto e' forte...







            Nel forum di PI non esiste censura.







            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa

            diversa.


            (cylon)



            )





            Eh? Io non ho mai visto in vita mia un sito

            che


            censura quanto censura PI,


            giuro.



            Quanti altri siti hai visto che puoi scrivere

            quel cavolo che ti pare senza il bisogno di

            lasciar detto chi

            sei?

            WTF? Ma migliaia! Mica tutti i siti ti obbligano
            a lasciare nome e cognome, la maggioranza non lo
            fa.Mah... io un forum come quello di PI non l'ho mai trovato da nessuna parte.
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: panda rossa
            Ringrazia della liberta' di espressione che PI
            mette a disposizione A panda rò ma che stai a dì?
      • ... scrive:
        Re: falciati decine di commenti: censura?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: ...

        il sospetto e' forte...

        Nel forum di PI non esiste censura.

        (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa. (cylon)
        )ah, il tipo che cancella in base a chi sei e non in base a quello che scrivi? si, si , lo conosco....
        • dontfeed in sciopero scrive:
          Re: falciati decine di commenti: censura?
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: ...


          il sospetto e' forte...



          Nel forum di PI non esiste censura.



          (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa.
          (cylon)

          )

          ah, il tipo che cancella in base a chi sei e non
          in base a quello che scrivi? si, si , lo
          conosco....Purtroppo chi non è nella lista nera di quel tipo, come invece lo sono io, non percepisce il problema.
          • ... scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: dontfeed in sciopero
            - Scritto da: ...

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: ...



            il sospetto e' forte...





            Nel forum di PI non esiste censura.





            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa
            diversa.

            (cylon)


            )



            ah, il tipo che cancella in base a chi sei e
            non

            in base a quello che scrivi? si, si , lo

            conosco....


            Purtroppo chi non è nella lista nera di quel
            tipo, come invece lo sono io, non percepisce il
            problema.Si potrebbe sperare nel tempo/karma/destino. Voglio dire, quell'individuo non sara' certo immortale, no?
          • panda rossa scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: dontfeed in sciopero

            - Scritto da: ...


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: ...




            il sospetto e' forte...







            Nel forum di PI non esiste censura.







            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa

            diversa.


            (cylon)



            )





            ah, il tipo che cancella in base a chi
            sei
            e

            non


            in base a quello che scrivi? si, si , lo


            conosco....





            Purtroppo chi non è nella lista nera di quel

            tipo, come invece lo sono io, non percepisce
            il

            problema.

            Si potrebbe sperare nel tempo/karma/destino.
            Voglio dire, quell'individuo non sara' certo
            immortale,
            no?Il T-1000 non solo e' immortale, ma viaggia anche nel tempo.Non te lo sei scaricato il film?
      • diritto di informazio ne scrive:
        Re: falciati decine di commenti: censura?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: ...

        il sospetto e' forte...

        Nel forum di PI non esiste censura.

        (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa. (cylon)
        )vedi questo post quanto dura...http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=3627237#p3627237
        • diritto di informazio ne scrive:
          Re: falciati decine di commenti: censura?
          - Scritto da: diritto di informazio ne
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: ...


          il sospetto e' forte...



          Nel forum di PI non esiste censura.



          (Esiste il T-1000 ma e' una cosa diversa.
          (cylon)

          )

          vedi questo post quanto dura...
          http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=362già sparito!
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: diritto di informazio ne
            - Scritto da: diritto di informazio ne

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: ...



            il sospetto e' forte...





            Nel forum di PI non esiste censura.





            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa
            diversa.

            (cylon)


            )



            vedi questo post quanto dura...


            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=362

            già sparito!allora ripostiamolo:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=3627249#p3627249
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: falciati decine di commenti: censura?
            - Scritto da: diritto di informazio ne
            - Scritto da: diritto di informazio ne

            - Scritto da: diritto di informazio ne


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: ...




            il sospetto e' forte...







            Nel forum di PI non esiste censura.







            (Esiste il T-1000 ma e' una cosa

            diversa.


            (cylon)



            )





            vedi questo post quanto dura...





            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=362



            già sparito!

            allora ripostiamolo:
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3624913&m=362già sparito pure questo...
  • lufo88 scrive:
    Secondo me i due casi sono diversi
    Nel primo caso è questione di capire se è satira o meno, l'altro se un commento su un social network è paragonabile alla televisione o ai giornali.Nel secondo caso, secondo me, va discusso se commentare su un social network è come stampare un articolo di giornale. La risposta è no, perché i giornali hanno dei sistemi di controllo interni. Però è chiaro che la diffamazione vada punita.Nel primo caso bisogna capire se è satira o no. Qui, il discorso con internet è poco o per nulla attinente.
  • leghista schifato da scandali leghisti scrive:
    E' tutto molto squallido
    Ovviamente parlo della censura applicata a questo articolo.
  • stelvio scrive:
    diritto costituzionale
    trattare i buffoni come tali dovrebbe essere un diritto sancito dalla costituzione.. Detto questo, il blogger francese, che si pasce della sua opera letteraria, dovrebbe quantomeno ridurre gli orrori di grammatica da uno per riga , a uno ogni dieci, così, solo per non sembrar di aver comprato pure lui il diplomino di ragggioniere a tirana...
    • per la precisione scrive:
      Re: diritto costituzionale
      - Scritto da: stelvio
      trattare i buffoni come tali dovrebbe essere un
      diritto sancito dalla costituzione.. Detto
      questo, il blogger francese, che si pasce della
      sua opera letteraria, dovrebbe quantomeno ridurre
      gli orrori di grammatica da uno per riga , a uno
      ogni dieci, così, solo per non sembrar di aver
      comprato pure lui il diplomino di ragggioniere a
      tirana...Il 'trota' non è manco ragioniere: dopo aver fallito 3 volte l'esame di maturità scientifica, lo ha conseguito al quarto tentativo a 21 anni. Per la gioia del suo paparino che ha festeggiato per ben due volte la propria inesistente laurea in medicina.
    • ... scrive:
      Re: diritto costituzionale
      Considera che il blogger (dal nome e cognome) è francese di origini italiane.
    • Lammy scrive:
      Re: diritto costituzionale
      Mi accontenterei di scrivere in francese come lui scrive in italiano...;-)cordialmente
  • nome e cognome scrive:
    BLOGGER ITALIANO CONDANNATO
    BLOGGER ITALIANO CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE.Tra le altre cose sostiene che il Pubblico ministero abbia modificato di proprio pugno il post attribuito al blogger al fine di ottenerene la condanna.http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10/15/fuori_dalle_procure_gli_stalli.html
  • leghista schifato da scandali lighisti scrive:
    che schifo!
    pubblico quello che penso di Bossi Jr (cioe' che e' arrivato al Pirellone solo in foza del cognome e che ha fatto piu male che bene) e qui mi cancellano! non so se mi fa piu schifo la censura di Punto informatico o le riberie di Belsito e C.
  • Gunga Diner scrive:
    Il problema non è la diffamazione
    Nessuno può diffamare e con nessun mezzo. Questo vale per tutti. Anche per i Giornalisti, i comici i blogger ecc.Il problema è capire quando la diffamazione non è punibile. Cioè quando si è in presenza di VERO diritto di satira, di VERO diritto di cronaca, di VERO diritto di critica.In presenza di questo presupposto (e di altri che non sto qui a ravanare) si può sput****are la gente perchè c'è un diritto più importante da proteggere.Il prblema è che alcuni vogliono solo sputtt***re gli altri e pensano che basta disegnare una vignetta per avere la da foglia di fico per invocare il diritto di satira e scamparla liscia.Non è così. A pensare in questo modo internet diventa un far west ed i nostri figli saranno impiegati a tempo pieno a disegnare vignette da pubblicare a fianco delle nostre invettive contro il vicino di pianerottolo
    • Lorenzo scrive:
      Re: Il problema non è la diffamazione
      Detto tra di noi... il caro Renzino... s'è mangiato i soldi della gente...Se lo diffamano fanno bene.
      • Gunga Diner scrive:
        Re: Il problema non è la diffamazione
        E' quello che intendo dire. Io non ho letto il blog.Se si parla della sua ttività politica e di come s'è pappato i soldi è un conto (diritto di satire, di critica ecc.)Se invece lo si prendeva per il c**o per ragioni estranee alla sua vita pubblica (per difetti fisici o per chessoio perchè a scuola si scaccolava) allora la diffamazione ci sta tutta.Bisogna vedere.. Non è giusto o sbagliato a prescindere solo perchè si è usato internet invece dei volantini
        • Lorenzo scrive:
          Re: Il problema non è la diffamazione
          Chiedo venia non avevo capito cosa volevi dire...Concordo al 110% con te... hai perfettamente ragione...
    • dontfeed in sciopero scrive:
      Re: Il problema non è la diffamazione
      - Scritto da: Gunga Diner
      Nessuno può diffamare e con nessun mezzo. Questo
      vale per tutti. Anche per i Giornalisti, i comici
      i blogger
      ecc.
      Il problema è capire quando la diffamazione non è
      punibile. Cioè quando si è in presenza di VERO
      diritto di satira, di VERO diritto di cronaca, di
      VERO diritto di
      critica.
      In presenza di questo presupposto (e di altri che
      non sto qui a ravanare) si può sput****are la
      gente perchè c'è un diritto più importante da
      proteggere.
      Il prblema è che alcuni vogliono solo
      sputtt***re gli altri e pensano che basta
      disegnare una vignetta per avere la da foglia di
      fico per invocare il diritto di satira e
      scamparla
      liscia.
      Non è così. A pensare in questo modo internet
      diventa un far west ed i nostri figli saranno
      impiegati a tempo pieno a disegnare vignette da
      pubblicare a fianco delle nostre invettive contro
      il vicino di
      pianerottoloNon scinderei "internet" dal resto del mondo. Internet fa parte del mondo esattamente come la stampa. Questo non vuol dire che sia UGUALE alla stampa o altre attività umane e comprenderne bene il funzionamento serve a interpretare le varie condotte anche da un punto di vista legale.Detto questo hai ragione sul fatto che la facilità con cui oggi si può esprimere la propria opinione anche in pubblico, non deve diventare libertà di diffamazione, ma è altrettanto vero che, in caso di personaggi pubblici ci andrei cauti nell'escludere il legittimo diritto di critica (che non è necessariamente diritto di cronaca).Nello specifico il figlio di Bossi no nsolo è un personaggio pubblico, ma è un personaggio pubblico che decide liberamente di svolgere attività politica, che è pubblica per definizione.Di fronte a una tale evidenza, mi sembra curioso voler punire la satira e la critica a proposito del detto personaggio, proprio in funzione della pubblicità tanto del perosnaggio che della attività che svolge.Insomma una cosa è dire "il signor x, mio vicino di casa, è ignorante come un sasso" e altra è dire "il politico x, mio rappresentante in comune/regione/parlamento, è un ignorante incompentente".Non concordi?
      • Gunga Diner scrive:
        Re: Il problema non è la diffamazione
        Ti ripeto, non conosco il contenuto del blog.Qui mi pare che venga in rilievo i diritto di satira...Comunque anche nel caso dei politici il diritto di critica e di satira non sono incondizionati (alla luce dei tre parametri della continenza, verità ed interesse pubblico).Bisogna vedere se l'intento era denigratorio o meno e sel il contenuto era oggettivamente denigratorio o canzonatorio. Non lo so, non ho visto il blog...Ormai la giurisprudenza sta falcidiando in questo campo e il messaggio che viene lanciato è preciso. Quando c'è in ballo un diritto della personalità bisogna andarci cauti ed essere sicuri che la notizia sia un fine e non un mezzo. Anche se si tratta di personaggi politici (e quindi immeritevoli, secondo la opinione comune, di qualunque tutela)
        • dontfeed in sciopero scrive:
          Re: Il problema non è la diffamazione
          - Scritto da: Gunga Diner
          Ti ripeto, non conosco il contenuto del blog.ahimè nenache io quindi è difficile discutere dei dettagli.
          Qui mi pare che venga in rilievo i diritto di
          satira...
          Comunque anche nel caso dei politici il diritto
          di critica e di satira non sono incondizionati
          (alla luce dei tre parametri della continenza,
          verità ed interesse
          pubblico).mmmm dissento i tre parametri mi pare siano validi per il diritto di cronaca...non per quello di critica o di satira.Però potrei sbagliarmi.
          Bisogna vedere se l'intento era denigratorio o
          meno e sel il contenuto era oggettivamente
          denigratorio o canzonatorio. Non lo so, non ho
          visto il
          blog...
          Ormai la giurisprudenza sta falcidiando in questo
          campo e il messaggio che viene lanciato è
          preciso. Quando c'è in ballo un diritto della
          personalità bisogna andarci cauti ed essere
          sicuri che la notizia sia un fine e non un mezzo.
          Anche se si tratta di personaggi politici (e
          quindi immeritevoli, secondo la opinione comune,
          di qualunque
          tutela)Guarda a me pare che il messaggio chiaro sia che se tocchi i "potenti" rischi sempre e cmq e che contestualmente se il diffamatore eventuale è a sua volta parte della casta allora si parla di cambiare la legge per impedirgli il carcere.Ora, non è che il reato di diffamazione non va bene se il condannato è Sallusti mentre può andare bene se il condannato è un francese blogger senza moglie in parlamento e non al soldo di altri politici.E' questo che disturba in tutta questa faccenda.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione
            I parametri valgono per tutti e tre i casi. Nel caso del diritto di satira peró viene considerato in maniera piú pregnante il parametro dell'interesse pubblico. É comunque valutata la continenza mentreper la veritá del fatto la valutazione é piú elastico dovemdosi dare la,prevalenza alle necessitá della satira. Il fatto non puó comunque essere falso ma almeno verosimile.Stabilito questo, ribadisco. Il valore dell'onore e della dignitá di una persona é identico nel politico, nel cardinale e nel mafioso.Sul caso,Sallusti non mi esprimo perché non riguarda affatto il caso della diffamazione in se ma il diverso caso dell'omesso controllo che apre un capitolo tutto diverso
          • Leguleio scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione

            Ora, non è che il reato di diffamazione non va
            bene se il condannato è Sallusti mentre può
            andare bene se il condannato è un francese
            blogger senza moglie in parlamento e non al soldo
            di altri
            politici.Ehm... Alessandro Sallusti è solo fidanzato con Daniela Santanché (pare sia già finita, tra l'altro). La moglie è Elisabetta Broli. E la stessa Santanché è un'ex parlamentare, alle ultime elezioni è stata XXXXXXXX (dagli elettori). O forse ti riferivi a un'altra persona?
          • ... scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione
            - Scritto da: Leguleio
            Ehm... Alessandro Sallusti è solo fidanzato con
            Daniela Santanché (pare sia già finita, tra
            l'altro). non seguo il gossip rosa della politica... sallustri fidanzato della santanche'... XXXXXXX che stomaco devi avere per accompagnarti ad una persona cosi' squallida. Parlo dello stomaco di sallustri, naturalmente.
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione
            - Scritto da: Leguleio

            Ora, non è che il reato di diffamazione non
            va

            bene se il condannato è Sallusti mentre può

            andare bene se il condannato è un francese

            blogger senza moglie in parlamento e non al
            soldo

            di altri

            politici.

            Ehm... Alessandro Sallusti è solo fidanzato con
            Daniela Santanché (pare sia già finita, tra
            l'altro). La moglie è Elisabetta Broli. E la
            stessa Santanché è un'ex parlamentare, alle
            ultime elezioni è stata XXXXXXXX (dagli
            elettori).


            O forse ti riferivi a un'altra persona?Semplicemente facevo un esempio di come si potrebbe appartenere alla casta per via laterali.
    • Izio01 scrive:
      Re: Il problema non è la diffamazione
      - Scritto da: Gunga Diner
      Nessuno può diffamare e con nessun mezzo. Questo
      vale per tutti. Anche per i Giornalisti, i comici
      i blogger
      ecc.
      Il problema è capire quando la diffamazione non è
      punibile. Cioè quando si è in presenza di VERO
      diritto di satira, di VERO diritto di cronaca, di
      VERO diritto di
      critica.
      In presenza di questo presupposto (e di altri che
      non sto qui a ravanare) si può sput****are la
      gente perchè c'è un diritto più importante da
      proteggere.Secondo me quando una vicenda o una persona è descritta con uso e abuso di iperboli, in modo tale che qualsiasi persona dotata di un grano di sale in zucca sia in grado di capire che la descrizione non è seria, allora è solitamente satira. Se invece si deformano fatti reali per amplificarli o attenuarli a seconda della convenienza politica, ecco che ci troviamo di fronte a qualcosa di più subdolo e non richiamabile alla libertà d'espressione.Il tutto unicamente come parere personale, so di aver formulato il principio in maniera troppo vaga per poter anche solo pensare di proporlo come regola da tribunale, ma non è il mio obiettivo. Era piuttosto per dire che mentre ad esempio la pagina di Nonciclopedia su Vasco mi pareva ovviamente frutto di fantasia, altre volte si casca davvero nella diffamazione.
      Il prblema è che alcuni vogliono solo
      sputtt***re gli altri e pensano che basta
      disegnare una vignetta per avere la da foglia di
      fico per invocare il diritto di satira e
      scamparla
      liscia.
      Non è così. A pensare in questo modo internet
      diventa un far west ed i nostri figli saranno
      impiegati a tempo pieno a disegnare vignette da
      pubblicare a fianco delle nostre invettive contro
      il vicino di
      pianerottolo
      • Gunga Diner scrive:
        Re: Il problema non è la diffamazione
        Izio, la satira ha una lunga tradizione e ormai costituisce una categoria tipica.Il dibattito purtroppo è al calor bianco perchè nell'ultimo decennio si è spesso utilizzata la satira per scopi di tipo diverso. Penso in particolare a Luttazzi, a Guzzanti ecc.Quando Luttazzi intervistava Travaglio, nella famosa (e geniale) trasmissione satirica, faceva satira o utilizzava lo schermo della satira per proteggersi rispetto a quello che si stava dicendo nell'intervista?O, cosa ancora più pertinente, quello era un tipo di giornalismo a se stante che da noi ha destato scalpore solo perchè non siamo abituati a cose del genere? (Negli USA Letterman certo non si sarebbe trovato in quei XXXXXX).Il problema è quindi che la battaglia politica non consente ancora di mettere mano ad una legge che coniughi veramente diritto all'informazione, giornalismo di inchiesta e tutela della riservatezza e onorabilità delle persone.Luttazzi ha aperto una falla (pagandone le conseguenze) nella quale però poi si sono infilati tutti facendo perdere il senso della grandezza del diritto di satira. In questa barca in tempesta sono saliti masnadieri di tutti i tipi che hanno preteso di appellarsi alla satira per avere il salvacondotto per poter denigrare impunemente chiunque.
        • voluisti birotam scrive:
          Re: Il problema non è la diffamazione
          - Scritto da: Gunga Diner
          Izio, la satira ha una lunga tradizione e ormai
          costituisce una categoria
          tipica.
          Il dibattito purtroppo è al calor bianco perchè
          nell'ultimo decennio si è spesso utilizzata la
          satira per scopi di tipo diverso.Ad esempio attuare il diritto all'informazione. In barba ai tg di regime. Quelli sì sarebbero meritevoli di sanzioni!
          Penso in
          particolare a Luttazzi, a Guzzanti
          ecc.
          Quando Luttazzi intervistava Travaglio, nella
          famosa (e geniale) trasmissione satirica, faceva
          satira o utilizzava lo schermo della satira per
          proteggersi rispetto a quello che si stava
          dicendo nell'intervista?Stavano dicendo cose vere, come poi è risultato in sede processuale nel caso specifico. È questo che dà fastidio a "lorsignori". La presunta diffamazione è solo la scusa per "bastonare" chi riesce a far giungere informazioni scomode alle platee dei milioni di elettori.
          Il problema è quindi che la battaglia politica
          non consente ancora di mettere mano ad una legge
          che coniughi veramente diritto all'informazione,
          giornalismo di inchiesta e tutela della
          riservatezza e onorabilità delle persone.Il problema vero è che da noi sulla scena politica ci sono troppi personaggi che sarebbero improponibili in qualunque nazione civile.
          • shevathas scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione

            Stavano dicendo cose vere, come poi è risultato
            in sede processuale nel caso specifico. È
            questo che dà fastidio a "lorsignori". La
            presunta diffamazione è solo la scusa per
            "bastonare" chi riesce a far giungere
            informazioni scomode alle platee dei milioni di
            elettori.
            e allora si abbia l'onestà di chiamarlo giornalismo di inchiesta, non satira.
            Il problema vero è che da noi sulla scena
            politica ci sono troppi personaggi che sarebbero
            improponibili in qualunque nazione
            civile.logica conseguenza dell'avere troppi elettori non civilizzati. :(
          • diritto di informazio ne scrive:
            Re: Il problema non è la diffamazione
            - Scritto da: voluisti birotam
            - Scritto da: Gunga Diner

            Izio, la satira ha una lunga tradizione e
            ormai

            costituisce una categoria

            tipica.

            Il dibattito purtroppo è al calor bianco
            perchè

            nell'ultimo decennio si è spesso utilizzata
            la

            satira per scopi di tipo diverso.
            Ad esempio attuare il diritto all'informazione.
            In barba ai tg di regime. Quelli sì sarebbero
            meritevoli di
            sanzioni!


            Penso in

            particolare a Luttazzi, a Guzzanti

            ecc.

            Quando Luttazzi intervistava Travaglio, nella

            famosa (e geniale) trasmissione satirica,
            faceva

            satira o utilizzava lo schermo della satira
            per

            proteggersi rispetto a quello che si stava

            dicendo nell'intervista?
            Stavano dicendo cose vere, come poi è risultato
            in sede processuale nel caso specifico. È
            questo che dà fastidio a "lorsignori". La
            presunta diffamazione è solo la scusa per
            "bastonare" chi riesce a far giungere
            informazioni scomode alle platee dei milioni di
            elettori.


            Il problema è quindi che la battaglia
            politica

            non consente ancora di mettere mano ad una
            legge

            che coniughi veramente diritto
            all'informazione,

            giornalismo di inchiesta e tutela della

            riservatezza e onorabilità delle persone.
            Il problema vero è che da noi sulla scena
            politica ci sono troppi personaggi che sarebbero
            improponibili in qualunque nazione
            civile.Ben detto!
        • Izio01 scrive:
          Re: Il problema non è la diffamazione
          Ma infatti capisco che a volte sia difficile giudicare, e sono contento di non essere io a dover decidere cosa sia satira e cosa no. Diciamo che a volte si vedono proprio situazioni come quella che hai descritto, vale a dire l'utilizzo della satira come paravento per scrivere XXXXXte plausibili, ed è un comportamento che mi dà altrettanto fastidio di quello che vorrebbe vietare la satira vera e "nobile".
  • Gennarino B scrive:
    I paladini della libertá
    Adesso mi aspetto che in difesa del blogger francese partano messaggi di solidarietá bipartisan, dirette televisive a reti unificate, la d'urso che lacrima copiosamente, la santanché che minaccia di darsi fuoco, disegni di legge ad personam ed infine raccolte di firme e avatar personalizzati da esibire in ogni forum..Come dite? Il ragazzo non fa parte della casta dei giornalisti? Non prende soldi pubblici? Non ha mai lavorato per una holding di mediaset/mediobanca? Non é brutto come la morte?Allora puó tranquillamente andare sul lastrico o marcire in galera.
    • Leguleio scrive:
      Re: I paladini della libertá
      - Scritto da: Gennarino B
      Adesso mi aspetto che in difesa del blogger
      francese partano messaggi di solidarietá
      bipartisan, dirette televisive a reti unificate,
      la d'urso che lacrima copiosamente, la santanché
      che minaccia di darsi fuoco, disegni di legge ad
      personam ed infine raccolte di firme e avatar
      personalizzati da esibire in ogni
      forum..Ogni riferimento al caso di Alessandro Sallusti e alla pena detentiva che dovrà scontare, se la legge non viene modificata in tempo, è del tutto casuale. :-DSe leggi l'articolo di PI in filigrana, in effetti, il centro di interesse è tutto lì, nel disegno di legge che vorrebbe modificare il reato di diffamazione (secondo me non sarà approvato, ma vedremo). Un giovane sconosciuto di nome Michel Abbatangelo che viene condannato in primo grado, e a una pena perfettamente nella media, farebbe notizia, nel 2012? Andiamo...
      • Gennarino B scrive:
        Re: I paladini della libertá
        Non avrei potuto aspettarmi risposta differente da un ex (?) rappresentante della casta giornalistica
        • Leguleio scrive:
          Re: I paladini della libertá
          - Scritto da: Gennarino B
          Non avrei potuto aspettarmi risposta differente
          da un ex (?) rappresentante della casta
          giornalisticaBoh? Come la pensano gli ex rappresnetanti della casta giornalistica?Qui fra poco qualcuno attaccherà i partecipanti alla discussione perché è venuto fuori che da bambini tiravano la treccia alla compagna di banco, oppure con la fionda uccidevano i passerotti.Contento tu. Il messaggio non cambia mica.
          • Maestrina scrive:
            Re: I paladini della libertá
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Gennarino B
            Qui fra poco qualcuno attaccherà i partecipanti
            alla discussione perché è venuto fuori che da
            bambini tiravano la treccia alla compagna di
            banco, oppure con la fionda uccidevano i
            passerotti.Un po' di ritalin e passa la paura :@
      • Lammy scrive:
        Re: I paladini della libertá
        Mah, evocare Sallusti qui è inopportuno.Sallusti si è scavato la fossa da solo:- È recidivo (era già stato condannato penalmente).- Era direttore responsabile (questo vuol dire ancora qualcosa).- Ha pubblicato un testo scritto da un giornalista radiato dall'albo.- Ha pubblicato un testo palesemente diffamatorio- Lo ha pubblicato con dolo. Ha rifiutato a più riprese di conciliare e di chiedere scusa. Sembra il famoso Fonzie di Happy Days che non riesce a dire "Mi sono sbagliato".- È arrivato in cassazione (non è stato condannato in un giorno).E anche adesso continua a insultare altri (http://www.liberoquotidiano.it/news/1100055/Sallusti-verso-il-carcere-slitta-la-legge-sulla-diffamazione.html). Lui non ha colpe. Mah a me sembra proprio il contrario.Sicuramente non mi viene voglia di dire "poverino".Spero proprio che NON cambino la legge in nessun caso (in base a quale principio poi? - cercare di salvare lui? perché?).Il blogger francese ha un sito palesemente satirico. E con satira si intende l'amplissimo uso di figure retoriche (http://it.wikipedia.org/wiki/Figura_retorica). Se il giudice l'ha condannato, stiamo a vedere e leggere le motivazioni. I gradi di giudizio sono 2 (+1 formale) appunto per vedere riconosciute le ragioni oltre ogni dubbio. In ogni caso mi sembra che il blogger si stia muovendo bene, oltre al fatto che la condanna non lo sfiorerà per nulla.cordialmente
        • Leguleio scrive:
          Re: I paladini della libertá
          - Scritto da: Lammy
          Mah, evocare Sallusti qui è inopportuno.Inopportuno, forse, ma credo che se l'argomento non fosse stato attuale questa notizia avrebbe avuto una ben scarsa attrattiva (alla fine, quanti weblogger vengono condannati per diffamazione?). Certo, a mettere sale e pepe nella faccenda è anche il nome del querelante, non dico di no.
          Spero proprio che NON cambino la legge in nessun
          caso (in base a quale principio poi? - cercare di
          salvare lui?
          perché?).Se ho ben capito (non seguo la vicenda proprio da vicino) il disegno di legge ha preso un cammino troppo lento perché possa essere approvato in tempo utile per lui. Sallusti può sperare solo nelle lentezze burocratiche dell'applicazione della pena.
  • ... scrive:
    ...
    Vai Renzino![img]http://www.ultimaora.net/wp-content/uploads/2011/09/umberto-bossi1-150x150.jpg[/img]
  • Leguleio scrive:
    Il reato di diffamazione
    Il reato di diffamazione è unico. La diffamazione a mezzo stampa è semplicemente una circostanza aggravante: si suppone che il danno arrecato a una persona sia maggiore se viene messo nero su bianco su qualcosa che è a diffusione generale, rispetto ad un passaparola fra amici del bar del paese. Da anni la diffamazione a mezzo stampa include anche manifesti e volantini, perché il testo recita "se loffesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità ", come è reato a mezzo stampa se il mezzo è la radio, la tv, e ovviamente le BBS, il videotel, e ora il world wide web. Non solo in Italia, ma ovunque il reato di diffamazione sia contemplato dal codice penale.Per saperne di più sulla diffamazione via web:http://www.penale.it/page.asp?mode=1&IDPag=969
    • tucumcari scrive:
      Re: Il reato di diffamazione
      - Scritto da: Leguleio
      Il reato di diffamazione è unico. La diffamazione
      a mezzo stampa è semplicemente una circostanza
      aggravante: si suppone che il danno arrecato a
      una persona sia maggiore se viene messo nero su
      bianco su qualcosa che è a diffusione generale,
      rispetto ad un passaparola fra amici del bar del
      paese.


      Da anni la diffamazione a mezzo stampa include
      anche manifesti e volantini, perché il testo
      recita "se loffesa è recata col mezzo della
      stampa <B
      o con qualsiasi altro mezzo di
      pubblicità </B
      ", come è reato a mezzo stampa se
      il mezzo è la radio, la tv, e ovviamente le BBS,
      il videotel, e ora il world wide web. Non solo in
      Italia, ma ovunque il reato di diffamazione sia
      contemplato dal codice
      penale.

      Per saperne di più sulla diffamazione via web:
      http://www.penale.it/page.asp?mode=1&IDPag=969Peccato che ci sia un problemino di giurisdizione!Non c'è il reato di diffamazione a mezzo stampa perpetrato in francia! su volantini francesi (no neppure se porti un volantino in italia!) la competenza è FRANCESE!!Non esiste il "magistrato universale" e neppure il "codice universale" che vale world-wide la giurisdizione (e i suoi limiti) è uno dei fondamenti del diritto nazionale e internazionale!Studia che ne hai bisogno!Per questo appello non sei arrivato alla sufficienza!Vediamo il prossimo...
      • Gunga diner scrive:
        Re: Il reato di diffamazione
        Non so da dove ricavi che la competenza sia Francese. Non lo è stante il principio di territorialità.Il reato si è consumato in italia (tra perfezione del reato e consumazione c'è una distinzione fondamentale ai fini della competenza)
        • pietro scrive:
          Re: Il reato di diffamazione
          - Scritto da: Gunga diner..
          Il reato si è consumato in italia (tra perfezione
          del reato e consumazione c'è una distinzione
          fondamentale ai fini della
          competenza)da cosa desumi dove si è consumato il reato?una pagina internet è visibile in tutto il mondo (e anche dallo spazio), dipende da dove sei quando la leggi.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            la Cassazione ha spiegato che nei reati di diffamazione via internet il reato si consuma nel domicilio del diffamato cioè nel luogo dove il contenuto diffamatorio produce i suoi effetti.Lascia stare le sentenze di segno ondivago. Quello che conta è la cassazione.In ogni caso secondo l'art. 6 codice penale, c'è giurisdizione italiana se in Italia si sia consumato anche un singolo frammento della condotta.Insomma. Non c'è partita
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            la Cassazione ha spiegato che nei reati di
            diffamazione via internet il reato si consuma nel
            domicilio del diffamato cioè nel luogo dove il
            contenuto diffamatorio produce i suoi
            effetti.
            Lascia stare le sentenze di segno ondivago.
            Quello che conta è la
            cassazione.
            In ogni caso secondo l'art. 6 codice penale, c'è
            giurisdizione italiana se in Italia si sia
            consumato anche un singolo frammento della
            condotta.
            Insomma. Non c'è partitaLa partita c'e' ancora.La magistratura italiana ritiene di avere la competenza.Benissimo.A questo punto scattano le indagini e risulta che il server che contiene la "verita' scomoda" (perche' sempre questo si cela dietro la diffamazione), si trova in un paese straniero che alla rogatoria internazionale risponde con flatulenze.Fine della partita.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Le indagini sono già scattate e si sono già concluse. Hanno pure accertato che il server era francese. Ma questo non conta una cippa visto l'art. 6 c.p.Al massimo si può fare appello invocando la giursdizione francese.Mettiamo che gli va bene e vince.La procura ricorre in Cassazione e lì, come ti ho già detto, la partita è chiusa.Già la Cassazione si è espressa su questo tema
          • tucumcari scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Le indagini sono già scattate e si sono già
            concluse. Hanno pure accertato che il server era
            francese. Ma questo non conta una cippa visto
            l'art. 6
            c.p.
            Al massimo si può fare appello invocando la
            giursdizione
            francese.
            Mettiamo che gli va bene e vince.
            La procura ricorre in Cassazione e lì, come ti ho
            già detto, la partita è
            chiusa.
            Già la Cassazione si è espressa su questo temaNon ci sono razzi devi chiedere l'estradizione senza se e senza ma ! Con buona pace della cassazione che dice altro!Ammesso (non conXXXXX) che il reato sia di competenza italiana ti tocca (dato che l'indiziato è francese) procedere per richiesta di rogatoria e estradizione altrimenti hai un miliardo e mezzo di vizi di forma in base ai quali la difesa ha tutte le strade spianate per trombarti!Compreso ovviamente il ricorso alla tua beneamata cassazione che sta lì apposta per giudicare sui vizi di forma (e in questo caso ce ne sono un mare!).
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Sai troppe poche cose, e parli da dilettante allo sbaraglio.Dovrei spiegarti della convenzione Italia-Francia (di Budapest) sui crimini informatici, sul trattato di cooperazione penale e di estradizione.Dovrei spiegarti che tu dei vizi di forma di questo proXXXXX non sai nulla, visto che non conosci il fascicolo. L'unica cosa che sai è dare fiato alla tua boccaMa a tutti è consentito parlare di calcio quindi a tutti può essere consentito (con certi limiti) di parlare di diritto.Comunque, mettiti il cuore in pace. Anche se agisci con un server estero, su utilizzi tor ecc.ecc., sei perseguibile, punibile ed estradabile in Italia se i fatti che hai commesso hanno il loro evento (giuridico) in Italia
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Sai troppe poche cose, e parli da dilettante allo
            sbaraglio.
            Dovrei spiegarti della convenzione Italia-Francia
            (di Budapest) sui crimini informatici, sul
            trattato di cooperazione penale e di
            estradizione.Stiamo parlando di crimini informatici o di diffamazione?Perche' la convenzione che citi, e' per i reati informatici, non per la diffamazione.
          • tucumcari scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Sai troppe poche cose, e parli da dilettante allo
            sbaraglio.
            Dovrei spiegarti della convenzione Italia-Francia
            (di Budapest) sui crimini informatici, sul
            trattato di cooperazione penale e di
            estradizione.
            Dovrei spiegarti che tu dei vizi di forma di
            questo proXXXXX non sai nulla, visto che non
            conosci il fascicolo. L'unica cosa che sai è dare
            fiato alla tua
            bocca
            Ma a tutti è consentito parlare di calcio quindi
            a tutti può essere consentito (con certi limiti)
            di parlare di
            diritto.
            Comunque, mettiti il cuore in pace. Anche se
            agisci con un server estero, su utilizzi tor
            ecc.ecc., sei perseguibile, punibile ed
            estradabile in Italia se i fatti che hai commesso
            hanno il loro evento (giuridico) in
            ItaliaRipeto non hai capito nulla nella tua foga non ti rendi neppure conto che non è stata chiesta (come io ho sottolineato) alcuna estradizione ne fatta alcuna rogatoria!cosa che (lo dice anche il trattato) è INDISPENSABILE.Questi semplici fatti costituiscono (anche senza leggere alcun fascicolo) vizio di forma a prescindere da qualunque altra considerazione!
          • Leguleio scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: tucumcari

            Sai troppe poche cose, e parli da dilettante
            allo

            sbaraglio.

            Dovrei spiegarti della convenzione
            Italia-Francia

            (di Budapest) sui crimini informatici, sul

            trattato di cooperazione penale e di

            estradizione.

            Dovrei spiegarti che tu dei vizi di forma di

            questo proXXXXX non sai nulla, visto che non

            conosci il fascicolo. L'unica cosa che sai è
            dare

            fiato alla tua

            bocca

            Ma a tutti è consentito parlare di calcio
            quindi

            a tutti può essere consentito (con certi
            limiti)

            di parlare di

            diritto.

            Comunque, mettiti il cuore in pace. Anche se

            agisci con un server estero, su utilizzi tor

            ecc.ecc., sei perseguibile, punibile ed

            estradabile in Italia se i fatti che hai
            commesso

            hanno il loro evento (giuridico) in

            Italia
            Ripeto non hai capito nulla nella tua foga non ti
            rendi neppure conto che non è stata chiesta (come
            io ho sottolineato) alcuna estradizione ne fatta
            alcuna
            rogatoria!Oggi Gunga Diner è assente, quindi rispondo io per le cose che so.Se rileggi bene la sua frase, ha semplciemnte detto che esiste un trattato di cooperazione penale e di estradizione. Eccolo esposto con parole piane: http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/judicial_cooperation_in_criminal_matters/l33108_it.htmIl nome esatto è "Convenzione relativa allassistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dellUnione europea".Non ha detto che per il reato di diffamazione è prevista l'estradizione tra Francia e Italia (non è prevista, infatti).
            cosa che (lo dice anche il trattato) è
            INDISPENSABILE.Del caso giudiziario non si sa quasi nulla, girare i propri filmini su quello che hanno sbagliato gli inquirenti italiani non ha senso. All'imputato francese Michel Abbatangelo era stato notificato l'avvio di una causa contro di lui a Varese? Ovviamente non lo so, ma sospetto di sì: :-) sappiamo che era difeso da un avvocato, l'avv. Gianmarco Beraldo, un avvocato di fiducia, quindi pagato. Perché spendere soldi, se si è così sicuri che una causa in Italia non ci toccherà mai?Della causa di Michel Abbatangelo si può leggere un lungo intervento qui, sul forum dell' <I
            Espresso </I
            :http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/03/09/i-due-condomini-rimbambiti/
            Questi semplici fatti costituiscono (anche senza
            leggere alcun fascicolo) vizio di forma a
            prescindere da qualunque altra
            considerazione!I vizi di forma è meglio lasciarli rilevare dall'avvocato difensore e farli valutare caso per caso dal tribunale. Non oso pensare che accadrebbe alla giustizia italiana se a decidere in merito ad essi ci fosse tucumcari.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Aggiungo, il tizio, nel caso di specie sarà perfettamente condannabile visto che le tue pippe mentali sul server estero sono acqua fresca. Non sarà invece estradabile perchè la pena è troppo bassa (ma solo per questo, non c'è nessun vizio di forma). Ma basterà che si faccia un viaggio in Italia o che venga controllato alla dogana e TRACCHETE!!!!!
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Aggiungo, il tizio, nel caso di specie sarà
            perfettamente condannabile visto che le tue pippe
            mentali sul server estero sono acqua fresca.Giusto un appunto.Se sempronio scrive su un server francese "tizio è scemo", e tizio riside in italia, il magistrato italiano a tutto il titolo a condannare sempronio.Il problema della territorialità del server di cui si serve sempronio però c'è. Perchè sei tu PM italiano che devi, tramite opportuna indagine, dimostrare che è sempronio ad aver scritto quella frase, e nel caso di server estero la cosa si può complicare.Certo è che se sempronio dice "si l'ho scritto io" c'è poca indagine da fare, il responsabile è chiaro.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Questo è un discorso completamente diverso e in parte condivisibile.Non riguarda però il proXXXXX, riguarda "la prova" del fatto di reato.E' sempre il PM che deve provare il fatto di reato e se non ci riesce l'indagine verrà archiviata o l'imputato verrà assolto.La prova dell'attribuibilità del fatto è senz'altro complicata ma non impossibile se tieni conto che quell'indirizzo IP, in orari prossimi a quello del reato, può avere consultato posta personale, avere avuto acXXXXX a facebook, avere avuto acXXXXX alla bnca ecc. Possono essere state poste in essere condotte che costituiscono indizi di reità (che se sono gravi, precisi e concordanti sono prova)Comunque nel caso in questione non c'era un problema di questo tipo
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Questo è un discorso completamente diverso e in
            parte
            condivisibile.
            Non riguarda però il proXXXXX, riguarda "la
            prova" del fatto di
            reato.
            E' sempre il PM che deve provare il fatto di
            reato e se non ci riesce l'indagine verrà
            archiviata o l'imputato verrà
            assolto.In effetti quello che eccepivo è che io avrei impostato la strategia difensiva diversamente.
            La prova dell'attribuibilità del fatto è
            senz'altro complicata ma non impossibile se tieni
            conto che quell'indirizzo IP, in orari prossimi a
            quello del reato, può avere consultato posta
            personale, avere avuto acXXXXX a facebook, avere
            avuto acXXXXX alla bnca ecc.Certo ma devi farti avere i tabulati dall'isp francese, da facebook, dalla banca...è difficile Italia su Italia, figurati se ci sono in mezzo le rogatorie.Non è impossibile ma è altamente improbabile che il PM riesca a "incastrarti". Soprattutto considerando i tempi della giustizia, e che l'isp per la legge sulla privacy italiana è tenuto a conservare i dati solo per 24 mesi...

            Possono essere state poste in essere condotte che
            costituiscono indizi di reità (che se sono gravi,
            precisi e concordanti sono
            prova)
            Comunque nel caso in questione non c'era un
            problema di questo
            tipoNo hai ragione nello specifico infatti.Dicevo che il fatto che il server sia estero avrebbe dovuto indurre a sostenere una linea difensiva differente.
        • tucumcari scrive:
          Re: Il reato di diffamazione
          - Scritto da: Gunga diner
          Non so da dove ricavi che la competenza sia
          Francese. Non lo è stante il principio di
          territorialità.
          Il reato si è consumato in italia (tra perfezione
          del reato e consumazione c'è una distinzione
          fondamentale ai fini della
          competenza)Il reato non si è consumato in italia sia il sito che il titolare sono francesi!Non c'è alcunchè di italiano dal punto di vista giurisdizionale!E quando anche il reato fosse stato consumato in italia dovresti chiedere l'estradizione!
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Nel reato di diffamazione "a mezzo stampa" il reato viene consumato dove viene effettivamente compromessa la rispettabilità della parte lesa, e questa viene compromessa dove sta la parte lesa stessa, per l'appunto.Non insistete su questi punti legali, non ne avete una percezione precisa.Il reato non è la pubblicazione della frase "tizio è scemo", ma il fatto che qualcuno leggendo quella frase creda che "tizio è scemo", cioè il fatto che le rispettbailità di tizio sia stata diminuita.Che l'autore abbia scritto la frase in francia e che il server sia francese è indifferente, la rispettabilità di tizio "risiede" dove risiede tizio, e non altrove, ed è dove risiede tizio che viene consumato il reato.Ed è anche una cosa logica, tutto sommato.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Sottoscrivo
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Don't feed, mi complimento per la ricostruzione però tieni conto che per stabilire chi è il giudice che se ne occupa deve mettere insieme il luogo di consumazione del reato (domicilio del diffamato come hai detto tu) e il principio di territorialità (art. 6 c.p., cioè luogo di verificazione dell'evento)Mi rendo conto che sono questioni tecniche e sto cercando di semplificare al massimo.Il primo (luogo di consumazione) riguarda la competenza territoriale, il secondo (art. 6 c.p.) riguarda la Giurdizione.Allora, prima si applica l'art. 6. IF L'evento si è verificato in Italia THEN competenza(domicilio) ELSE Exit (0)
          • dontfeed in sciopero scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            Don't feed, mi complimento per la ricostruzione
            però tieni conto che per stabilire chi è il
            giudice che se ne occupa deve mettere insieme il
            luogo di consumazione del reato (domicilio del
            diffamato come hai detto tu) e il principio di
            territorialità (art. 6 c.p., cioè luogo di
            verificazione
            dell'evento)
            Mi rendo conto che sono questioni tecniche e sto
            cercando di semplificare al
            massimo.Guarda sono cose che si comprendono appieno solo quando ti capita di averne a che fare direttamente.Per questo comprendo che molti facciano obiezioni che dal punto di vista legale appaiono bizzarre. Analogamente certi fatti giuridici appaiono bizzarri dal punto di vista tecnico, o da quello dell'uomo comune.Dal punto di vista dell'articolista era sicuramente + interessante l'analisi della faccenda in rapporto ai "reati di opinione" e di come la blogsphera si rapporti con il mondo reale.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Mi stupisce questa riflessione. Comunque hai centrato il punto secondo me. Esiste un punto di intersezione tra proiezioni virtuali di sè (attraverso quell'alter ego che, anche utilizzando il nome e cognome corretto, interagisce sul network) e vita reale.In questo punto di intersezione avvengono cose strane perchè la percezione di "colpevolezza" rispetto a comportamenti sicuramente illeciti nel mondo reale, diminuisce.Tuttavia l'evento lesivo rimane esattamente lo stesso.E' come quando si abbassa la soglia del dolore. E' la percezione che cambia e non il fatto in sè.Sotto il profilo sociologico e psicologico la questione è stata affrontata con competenza, sotto il profilo giuridico un po' meno.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: dontfeed in sciopero
            Nel reato di diffamazione "a mezzo stampa" il
            reato viene consumato dove viene effettivamente
            compromessa la rispettabilità della parte lesa, e
            questa viene compromessa dove sta la parte lesa
            stessa, per
            l'appunto.

            Non insistete su questi punti legali, non ne
            avete una percezione
            precisa.
            Il reato non è la pubblicazione della frase
            "tizio è scemo", ma il fatto che qualcuno
            leggendo quella frase creda che "tizio è scemo",
            cioè il fatto che le rispettbailità di tizio sia
            stata
            diminuita.

            Che l'autore abbia scritto la frase in francia e
            che il server sia francese è indifferente, la
            rispettabilità di tizio "risiede" dove risiede
            tizio, e non altrove, ed è dove risiede tizio che
            viene consumato il
            reato.

            Ed è anche una cosa logica, tutto sommato.Quindi se in un ipotetico paese arabo, fosse considerato diffamante veder mangiare del prosciutto, se un cittadino di tale paese arabo venisse a sapere che io sto mangiando del prosciutto alla faccia sua, questo potrebbe ritenersi offeso e denunciarmi alla sua magistratura che mi dichiarerebbe colpevole di diffamazione mediante panino al prosciutto che io sto mangiando a casa mia?Ho capito bene la logica?
          • Leguleio scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: dontfeed in sciopero

            Nel reato di diffamazione "a mezzo stampa" il

            reato viene consumato dove viene
            effettivamente

            compromessa la rispettabilità della parte
            lesa,
            e

            questa viene compromessa dove sta la parte
            lesa

            stessa, per

            l'appunto.



            Non insistete su questi punti legali, non ne

            avete una percezione

            precisa.

            Il reato non è la pubblicazione della frase

            "tizio è scemo", ma il fatto che qualcuno

            leggendo quella frase creda che "tizio è
            scemo",

            cioè il fatto che le rispettbailità di tizio
            sia

            stata

            diminuita.



            Che l'autore abbia scritto la frase in
            francia
            e

            che il server sia francese è indifferente, la

            rispettabilità di tizio "risiede" dove
            risiede

            tizio, e non altrove, ed è dove risiede
            tizio
            che

            viene consumato il

            reato.



            Ed è anche una cosa logica, tutto sommato.

            Quindi se in un ipotetico paese arabo, fosse
            considerato diffamante veder mangiare del
            prosciutto, se un cittadino di tale paese arabo
            venisse a sapere che io sto mangiando del
            prosciutto alla faccia sua, questo potrebbe
            ritenersi offeso e denunciarmi alla sua
            magistratura che mi dichiarerebbe colpevole di
            diffamazione mediante panino al prosciutto che io
            sto mangiando a casa
            mia?

            Ho capito bene la logica?No. E l'esempio dell'Arabia Saudita e del mangiare prosciutto (oppure bere birra) l'ho visto usato un milione di volte qui. Invoco una moratoria sugli esempi triti e ritriti. :pIl weblogger francese non ha diffamato un omonimo di Renzo Bossi in Francia, né altrove. Tutti i riferimenti presenti nel sito indicano inequivocabilmente che destinatario della satira fosse <B
            quel </B
            Renzo Bossi, residente nella provincia di Varese (e infatti se ne è occupato il tribunale di Varese). In più, e l'ho spiegato mille volte, il requisito della doppia punibilità (o doppia incriminazione) qui è rispettato: il reato di diffamazione esiste anche in Francia.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Leguleio

            No. E l'esempio dell'Arabia Saudita e del
            mangiare prosciutto (oppure bere birra) l'ho
            visto usato un milione di volte qui. Invoco una
            moratoria sugli esempi triti e ritriti.
            :p

            Il weblogger francese non ha diffamato un omonimo
            di Renzo Bossi in Francia, né altrove. Tutti i
            riferimenti presenti nel sito indicano
            inequivocabilmente che destinatario della satira
            fosse <B
            quel </B
            Renzo Bossi,
            residente nella provincia di Varese (e infatti se
            ne è occupato il tribunale di Varese). In più, e
            l'ho spiegato mille volte, il requisito della
            doppia punibilità (o doppia incriminazione) qui è
            rispettato: il reato di diffamazione esiste anche
            in
            Francia.E' solo l'ultima frase della tua arringa che tiene in piedi il castello di carte.Se io fossi cittadino di una nazione in cui il reato di diffamazione non esiste o comunque non e' equiparato alla lesa maesta' come in italia, e in casa mia esprimessi sincere opinioni (non balle, ma cruda e fastidiosa verita') nei confronti di qualcuno che sta all'estero rispetto a me, e io non commetto alcun reato per il mio paese, questo tizio puo' urlare quanto vuole e appellarsi alla sua magistratura, ottenendo da me e dal mio governo una doverosa pernacchia.Questo tizio viene incriminato solo perche' anche in francia, nonostante la rivoluzione francese, e' tuttora in vigore il reato di lesa maesta'.Altro che diffamazione.
          • Leguleio scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            Se io fossi cittadino di una nazione in cui il
            reato di diffamazione non esiste .... Non sono molti, ma ad esempio in Gran Bretagna è così. Si procede esclusivamente con causa civile.
            o comunque non
            e' equiparato alla lesa maesta' come in italia, e
            in casa mia esprimessi sincere opinioni (non
            balle, ma cruda e fastidiosa verita') nei
            confronti di qualcuno che sta all'estero rispetto
            a me, e io non commetto alcun reato per il mio
            paese, questo tizio puo' urlare quanto vuole e
            appellarsi alla sua magistratura, ottenendo da me
            e dal mio governo una doverosa
            pernacchia.Ma guarda che alla fine da un punto di vista pratico non succederà nulla. Il reato di diffamazione non è abbastanza grave per richiedere l'estradizione (e tra l'altro, in questo caso particolare, è stato condannato solo a una multa). Personalmente dubito che lui risieda davvero in Francia, ma una volta diventata definitiva la sentenza, è meglio per lui rimanere là per 10 anni. :-)Forse, ma non è nemmeno automatico, la magistratura italiana chiederà a quella francese di rivolgersi al server per la rimozione delle parti diffamanti. Non stavamo certo parlando di questo.
            Questo tizio viene incriminato solo perche' anche
            in francia, nonostante la rivoluzione francese,
            e' tuttora in vigore il reato di lesa
            maesta'.Tu, e altri commentatori qui su PI, avete un conflitto irrisolto col reato di diffamazione. Secondo me dovreste andare dallo psicanalista, per capirne le cause. Perché il problema è in voi, che saltate su come molle ogni volta che se ne parla, e non nella realtà che sta fuori di voi.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Leguleio
            Tu, e altri commentatori qui su PI, avete un
            conflitto irrisolto col reato di diffamazione.
            Secondo me dovreste andare dallo psicanalista,
            per capirne le cause. Perché il problema è in
            voi, che saltate su come molle ogni volta che se
            ne parla, e non nella realtà che sta fuori di
            voi.Certo che saltiamo su come molle.Questa cosiddetta diffamazione, a parte il fatto che e' solo uno strumento nelle mani del potere per tacitare verita' scomode, e' anche una comoda scusa per praticare censura.Inoltre, come spesso succede, se io scrivo "Leguleio e' scemo" e tu vai a piangere dal giudice, il giudice emette un provvedimento esecutivo di oscuramento di tutto il dominio, invece di richiedere di applicare una pecetta alla sola parola della presunta diffamazione.
          • shevathas scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            Tu, e altri commentatori qui su PI, avete un

            conflitto irrisolto col reato di
            diffamazione.

            Secondo me dovreste andare dallo
            psicanalista,

            per capirne le cause. Perché il problema è in

            voi, che saltate su come molle ogni volta
            che
            se

            ne parla, e non nella realtà che sta fuori di

            voi.

            Certo che saltiamo su come molle.
            Questa cosiddetta diffamazione, a parte il fatto
            che e' solo uno strumento nelle mani del potere
            per tacitare verita' scomode, e' anche una comoda
            scusa per praticare
            censura.
            vedi alla voce Sallusti :D :D @^
            Inoltre, come spesso succede, se io scrivo
            "Leguleio e' scemo" e tu vai a piangere dal
            giudice, il giudice emette un provvedimento
            esecutivo di oscuramento di tutto il dominio,
            invece di richiedere di applicare una pecetta
            alla sola parola della presunta
            diffamazione.questo c'entra poco con il reato in se.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: shevathas


            Inoltre, come spesso succede, se io scrivo

            "Leguleio e' scemo" e tu vai a piangere dal

            giudice, il giudice emette un provvedimento

            esecutivo di oscuramento di tutto il dominio,

            invece di richiedere di applicare una pecetta

            alla sola parola della presunta

            diffamazione.

            questo c'entra poco con il reato in se.Ma e' una possibile conseguenza con cui dobbiamo scontrarci tutti i giorni.La magistratura non puo' detenere un potere censorio cosi' ampio solo per ignoranza sul funzionamento della rete.
          • shevathas scrive:
            Re: Il reato di diffamazione

            Ma e' una possibile conseguenza con cui dobbiamo
            scontrarci tutti i
            giorni.e la soluzione non è mettere mano al reato di diffamazione ma mettere paletti in modo che la reazione sia proporzionale all'azione. Se in via verdi c'è una voragine il prefetto può chiudere, per sicurezza, il tratto di via verdi fra via rossi e via gialli, non può in alcun modo, per lo stesso motivo, bloccare il traffico di tutta la provincia.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: shevathas

            Ma e' una possibile conseguenza con cui
            dobbiamo

            scontrarci tutti i

            giorni.

            e la soluzione non è mettere mano al reato di
            diffamazione ma mettere paletti in modo che la
            reazione sia proporzionale all'azione. Se in via
            verdi c'è una voragine il prefetto può chiudere,
            per sicurezza, il tratto di via verdi fra via
            rossi e via gialli, non può in alcun modo, per lo
            stesso motivo, bloccare il traffico di tutta la
            provincia.Neanche.Il prefetto deve inviare una squadra sul posto, e SOLO SE LA SQUADRA RITIENE CHE VI SIA UNA VORAGINE, presidiare la zona e far chiudere solo il minimo indispensabile per garantire la sicurezza col minimo disagio.Anche per la diffamazione bisogna rendere OBBLIGATORIO un accertamento prima di procedere con la "messa in sicurezza", e se chi accerta ritiene che non sussistano gli estemi, deve scattare il multone per aver fatto perdere tempo alla magistratura.E' assolutamente necessario mettere dei paletti anche per evitare l'abuso di denuncia.
          • shevathas scrive:
            Re: Il reato di diffamazione

            Neanche.
            Il prefetto deve inviare una squadra sul posto, e
            SOLO SE LA SQUADRA RITIENE CHE VI SIA UNA
            VORAGINE, presidiare la zona e far chiudere solo
            il minimo indispensabile per garantire la
            sicurezza col minimo
            disagio.
            diciamo che la squadra dà una prima valutazione e se il prefetto giudica, sulla base di quella, che possa esserci pericolo può cautelativamente chiudere al traffico il tratto di strada. Ovviamente il prefetto, od il sindaco, si attivano solo dopo che c'è stata un controllo "autorevole" della voragine e non sulla base di semplici segnalazioni telefoniche dei cittadini.
            Anche per la diffamazione bisogna rendere
            OBBLIGATORIO un accertamento prima di procedere
            con la "messa in sicurezza", e se chi accerta
            ritiene che non sussistano gli estemi, deve
            scattare il multone per aver fatto perdere tempo
            alla
            magistratura.
            così avviene e nel caso il giudice ravveda qualche fondatezza della denuncia può, cautelativamente, ordinare l'oscuramento/rimozione delle parti contestate.
            E' assolutamente necessario mettere dei paletti
            anche per evitare l'abuso di
            denuncia.credo esista qualcosa come l'"incauta lite", ma non ne sono sicuro.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: shevathas

            Anche per la diffamazione bisogna rendere

            OBBLIGATORIO un accertamento prima di
            procedere

            con la "messa in sicurezza", e se chi accerta

            ritiene che non sussistano gli estemi, deve

            scattare il multone per aver fatto perdere
            tempo

            alla

            magistratura.


            così avviene e nel caso il giudice ravveda
            qualche fondatezza della denuncia può,
            cautelativamente, ordinare
            l'oscuramento/rimozione delle parti
            contestate.Cosi' non avviene mica sempre.Se effettivamente provvedessero ad oscurare solo le parti contestate non saremmo qui a discutere.Il problema e' quando tirano giu' tutto un dominio che ospita migliaia di siti solo perche' il piantagrane di turno lamenta che hanno scritto che e' scemo.

            E' assolutamente necessario mettere dei
            paletti

            anche per evitare l'abuso di

            denuncia.

            credo esista qualcosa come l'"incauta lite", ma
            non ne sono
            sicuro.Quando arriva il leguleio chiediamo a lui.
          • Leguleio scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: panda rossa


            E' assolutamente necessario mettere dei

            paletti


            anche per evitare l'abuso di


            denuncia.



            credo esista qualcosa come l'"incauta lite",
            ma

            non ne sono

            sicuro.

            Quando arriva il leguleio chiediamo a lui.Allora, si chiama "lite temeraria", e ti copiaincollo la definizione:"È lite temeraria l'agire o resistere in giudizio con mala fede e colpa grave cioè l'agire o resistere con la consapevolezza del proprio torto o per spirito di emulazione o con intenti dilatori o defatigatori, ovvero con la mancanza della pur minima avvedutezza e consapevolezza delle conseguenze dei propri atti.Per tale comportamento la legge configura una responsabilità aggravata, ossia una responsabilità che, andando oltre la normale responsabilità per soccombenza, si aggrava in quanto, essendo fondata su un illecito, dà luogo all'obbligo di risarcire tutti i danni che conseguono all'aver dovuto partecipare ad un giudizio obiettivamente ingiustificato, danni che vengono liquidati, anche d'ufficio, dal giudice nella sentenza".Purtroppo il principio, che è disciplinato da un articolo del codice di procedura civile recentemente riformato, l'art. 96, si applica solo alle cause civili. Per le cause penali a querela di parte non esiste nulla di tutto ciò. Qui un approfondimento sul tema proprio delle querele ai giornalisti, con un interventi di Milana Gabanelli, che di querele se ne intende:http://www.oggi.it/attualita/attualita/2010/07/08/lo-strano-caso-delle-querele-temerarie/Ho già detto che parliamo di querele per diffamazione perché qui su PI sono argomenti frequenti, ma nel campo del diritto penale ogni reato può essere usato come arma impropria: se due vicini di casa sono in cattivi rapporti, uno può accusare l'altro di avergli rubato il tosaerba, o altro utensile di pari valore commerciale, e trascinare il proXXXXX per i tre gradi. Se una scuola privata non è soddisfatta di un custode o bidello, può denunciarlo come responsabile perché sono stati compiuti atti vandalici nottetempo senza effrazione delle serrature, e le chiavi le ha lui. Anche qui, al di là dell'esito della sentenza, si va per le lunghe, anni e anni di lotte in tribunale. Immagina che bello.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Leguleio

            Quando arriva il leguleio chiediamo a lui.


            Allora, si chiama "lite temeraria", e ti
            copiaincollo la
            definizione:
            ...
            Immagina che
            bello.Grazie. Molto esaustivo.Quindi se ne deduce che se io voglio rompere le balle a qualcuno deve fare una denuncia penale per un reato indimostrabile e lasciargli tutte le grane.Molto bello!
          • shevathas scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio



            Quando arriva il leguleio chiediamo a
            lui.





            Allora, si chiama "lite temeraria", e ti

            copiaincollo la

            definizione:

            ...

            Immagina che

            bello.

            Grazie. Molto esaustivo.
            Quindi se ne deduce che se io voglio rompere le
            balle a qualcuno deve fare una denuncia penale
            per un reato indimostrabile e lasciargli tutte le
            grane.
            Molto bello!già :(
          • tucumcari scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: dontfeed in sciopero
            Nel reato di diffamazione "a mezzo stampa" il
            reato viene consumato dove viene effettivamente
            compromessa la rispettabilità della parte lesa, e
            questa viene compromessa dove sta la parte lesa
            stessa, per
            l'appunto.

            Non insistete su questi punti legali, non ne
            avete una percezione
            precisa.
            Il reato non è la pubblicazione della frase
            "tizio è scemo", ma il fatto che qualcuno
            leggendo quella frase creda che "tizio è scemo",
            cioè il fatto che le rispettbailità di tizio sia
            stata
            diminuita.

            Che l'autore abbia scritto la frase in francia e
            che il server sia francese è indifferente, la
            rispettabilità di tizio "risiede" dove risiede
            tizio, e non altrove, ed è dove risiede tizio che
            viene consumato il
            reato.

            Ed è anche una cosa logica, tutto sommato.Non hai capito ti tocca chiedere l'estradizione!Non puoi processare in italia un cittadino straniero (qualunque sia l'ipotesi di reato) senza rogatoria internazionale e relativa richiesta di estradizione!Ti è chiaro così??
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione

            Non c'è alcunchè di italiano dal punto di vista
            giurisdizionale!.... soltanto l'evento del reato, hai detto niente...Comunque, lasciamo perdere.Il punto è stabilire quali sono gli spazi di liceità in rete. Questione complicata e che mi scoccio ad affrontare.Comunque, prima o poi il problema si proporrà da solo perchè la questione è destinata a dflagrare a breve.
      • mr_caos scrive:
        Re: Il reato di diffamazione
        Il signore qua sopra ha fornito delle precisazioni interessanti, circostanziate, e non ha espresso alcuna opinione riguardo ai giudizi dell'articolo.In risposta, tu, paladino della libertà di espressione, hai preso ad insultarlo presupponendo che espimesse un parere opposto al tuo.Piuttosto che dire agli altri di andare a studiare, ti consiglio di riflettere sui tuoi valori e sul modo in cui li esprimi.
        • panda rossa scrive:
          Re: Il reato di diffamazione
          - Scritto da: mr_caos
          In risposta, tu, paladino della libertà di
          espressione, hai preso ad insultarlo
          presupponendo che espimesse un parere opposto al
          tuo.Lo sai che questo e' il forum di PI, vero?
          • mr_caos scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Lo so, infatti anch'io mi insulto volentieri con chicchessia su PI, ma per una volta che uno fa un commento serio e pressochè imparziale...
        • Pixar scrive:
          Re: Il reato di diffamazione
          A parte che ha sparato un mucchio di cappellate. Parla di giurisdizione ... giudice universale... Tra un po' si mette a parlare di spiriti guida e dei mondi ultraterreni
          • Leguleio scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Pixar
            A parte che ha sparato un mucchio di cappellate.
            Parla di giurisdizione ... giudice universale...
            Tra un po' si mette a parlare di spiriti guida e
            dei mondi
            ultraterreniPixar, se non capisci i commenti degli altri, perché non te la prendi con te stesso e con le tue deficienze intellettive? A cosa serve insultare il prossimo? Credi che si diventa più intelligenti così?
          • Pixar scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Leguleio, e tu che ne sai delle mie capacità intellettive?Comunque, ce l'avevo con Tumumcari non con te..Però adesso che mi tiri in ballo...Essere intelligenti significa anche capire quando si parla in un contesto in cui c'è gente che ne sa più di te. Caro Legu, non ti addentrare in questo campo, magari ti rendi conto che non sei affatto un principe del foro
          • panda rossa scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Pixar
            Leguleio, e tu che ne sai delle mie capacità
            intellettive?Sei un applefan.Tanto basta a definire le tue "capacita' intellettive".
          • Pixar scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Ah si? e tu allora )(/)£" ()"£ /AS =)(/ De poi*駰ç?=)(%$££$"CAPITO!!!!!!!!!!!!!E NON MI COPIARE.. UFFA!!!!!!!!
      • Leguleio scrive:
        Re: Il reato di diffamazione
        - Scritto da: tucumcari
        Studia che ne hai bisogno!
        Per questo appello non sei arrivato alla
        sufficienza!
        Vediamo il prossimo...tucumcari, evita di scaricare su altri le frustrazioni che vivi quotidianamente sulla tua pelle.Stavo parlando dell'aspetto della diffamazione a mezzo stampa su internet, che nell'articolo è un po' confuso. E solo di quello. Della reale residenza del querelato, parleremo un'altra volta.
    • Gunga diner scrive:
      Re: Il reato di diffamazione
      In realtà è fuorviante parlare di diffamazione a mezzo stampa nei reati commessi via internet.E' più corretto fare riferimento alla diversa locuzione del secondo comma. Diffamazione attraverso mezzi di pubblicità. E' già stato chiarito che stante il divieto di analogia la pubblicazione su internet non può essere equiparata a quella "stampata".Sembrano discussioni di lana caprina, ma da questo dipende l'applicazione delle ulteriori fattispecie in tema di stampa, compreso l'omesso controllo.
      • Leguleio scrive:
        Re: Il reato di diffamazione
        - Scritto da: Gunga diner
        In realtà è fuorviante parlare di diffamazione a
        mezzo stampa nei reati commessi via
        internet.
        E' più corretto fare riferimento alla diversa
        locuzione del secondo comma. In effetti è vero.Diciamo che per comodità si usa la locuzione impropria "a mezzo stampa", la pena prevista è la stessa. :-)
        • pietro scrive:
          Re: Il reato di diffamazione
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Gunga diner

          In realtà è fuorviante parlare di
          diffamazione
          a

          mezzo stampa nei reati commessi via

          internet.

          E' più corretto fare riferimento alla diversa

          locuzione del secondo comma.

          In effetti è vero.
          Diciamo che per comodità si usa la locuzione
          impropria "a mezzo stampa", la pena prevista è la
          stessa.
          :-)non sarei tanto sicuro nemmeno che si tratti di diffusione tramite pubblicità, la pubblicità è qualcosa esposta liberamente alla vista di tutti ( TV, manifesti, volantini), la visione di una notizia su internet è un atto volontario, una decisione personale, c'è un click di mezzo, un click che fa la differenza.C'è molto da legiferare ancora sull'argomento.
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Il termine pubblicità nel codice penale è usato in senso tecnico.E anche il giornale prevede l'atto volontario dell'acquisto.Qui si fa riferimento al significato proprio del termine. L'attitudine del mezzo a rendere pubblico, cioè a raggiungere più di una persona
          • Gunga Diner scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            Per la precisione: l'attitudine del mezzo a raggiungere un numero superiore ad una persona ma comunque deve trattarsi di un numero indeterminato.
          • pietro scrive:
            Re: Il reato di diffamazione
            - Scritto da: Gunga Diner
            E anche il giornale prevede l'atto volontario
            dell'acquisto.è una cosa diversa il giornale è un raccoglitore di notizie uno prende tutto quello che c'è, il click è una selezione specifica, l'analogia più corretta è quella di uno che "acquista" le singole notizie, selezionandole una per una.
    • nome e cognome scrive:
      Re: Il reato di diffamazione
      le aggravanti alla diffamazione possono essere molteplici e spesso utilizzate surrettìzziamente al fine di avallare l'accusa principale come nel caso di questo BLOG ITALIANO CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE con l'aggravante della violazione della privacy.http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10/15/fuori_dalle_procure_gli_stalli.html
  • nome e cognome scrive:
    altro blogger condannato
    Allora di questo blogger condannato ne vogliamo ancora parlare ?sostiene che il pm abbia modificato di proprio pugno il testo incriminato al fine di ottenerne la condanna.http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10/15/fuori_dalle_procure_gli_stalli.html
    • dontfeed in sciopero scrive:
      Re: altro blogger condannato
      - Scritto da: nome e cognome
      Allora di questo blogger condannato ne vogliamo
      ancora parlare ?sostiene che il pm abbia
      modificato di proprio pugno il testo incriminato
      al fine di ottenerne la
      condanna.

      http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10Francamente questa personale versione dei fatti non mi pare particolarmente lucida. Magari tutto ciò che scrive sarà anche vero, ma francamente dubito un po' di chi straparla di complotti giudaici e infarcisce il tutto di diffamazioni gratuite.Insomma è il suono di una campana molto di parte.
      • nome e cognome scrive:
        Re: altro blogger condannato
        - Scritto da: dontfeed in sciopero
        - Scritto da: nome e cognome

        Allora di questo blogger condannato ne
        vogliamo

        ancora parlare ?sostiene che il pm abbia

        modificato di proprio pugno il testo
        incriminato

        al fine di ottenerne la

        condanna.




        http://gerusalemmelibera.ilcannocchiale.it/2012/10

        Francamente questa personale versione dei fatti
        non mi pare particolarmente lucida. Magari tutto
        ciò che scrive sarà anche vero, ma francamente
        dubito un po' di chi straparla di complotti
        giudaici e infarcisce il tutto di diffamazioni
        gratuite.
        Insomma è il suono di una campana molto di parte.anche a me sembra di parte ma d'altronde come potrebbe non esserla ?non sono mica cosi ingenuo da aspettarmi di trovare la verità sui giornali.Il fatto che un complotto sia giudaico non mi inibisce dal ritenere che i complotti esistono.
        • iRoby scrive:
          Re: altro blogger condannato
          - Scritto da: nome e cognome
          Il fatto che un complotto sia giudaico non mi
          inibisce dal ritenere che i complotti esistono.Quelli più importanti vengono definiti complotti "sionisti".Il sionismo è un fenomeno variegato e radicato.Comprende numerose famiglie ebree soprattutto in Europa. Che vogliono l'elevazione del popolo ebreo ed aiutano altri fratelli sionisti e quelli in patria.Il sionismo lo vedi all'opera in USA, che da grande aiuto a Israele, e d'altronde vedi quella nazione sempre in guerra col mondo arabo nonostante alla quasi totalità del popolo americano non gliene fregherebbe una emerita cippa di ciò che accade in medio-oriente se non fosse che gli viene sempre propinata dai mass media controllati da oligarchie sioniste, questa solfa del terrorismo islamico.Pensaci un attimo a quanto sono grandi gli USA e quanto spazio e risorse hanno gli americani per godersi la vita ed il loro paese, ma guarda tu invece stanno sempre in guerra contro l'islam e qualche paese arabo...Che poi se chiedi a qualche americano dove stia l'Iraq, la Palestina, e lo stesso Israele non sa neppure individuarlo su una carta geografica.Evidentemente sionisti hanno preso il controllo dei paesi occidentali (e ce ne sono molti anche in Europa, quasi tutti aristocratici o banchieri come i baroni Rothschild), e fanno i loro comodi con le risorse economiche e militari di questi paesi per portare avanti i loro progetti di emancipazione del popolo ebraico, se non addirittura di elevazione a popolo eletto a capo di questo pianeta... Perché il passo dall'emancipazione all'imperialismo è breve specie se hai tanto denaro e tanto potere.
          • Pixar scrive:
            Re: altro blogger condannato
            C'avete rotto i cabbasisi co sto complotto sionista.Per la guerra in mediooriente e l'appoggio a israele il petrolio come scusa basta e avanza
    • panda rossa scrive:
      Re: altro blogger condannato
      - Scritto da: nome e cognome
      Allora di questo blogger condannato ne vogliamo
      ancora parlare ?E di questa blogger invece, ne vogliamo parlare?https://www.google.it/search?q=blogger+ferita
  • LOL scrive:
    Mah...
    Secondo me diffamare il Trota non è diffamazione @^
  • Gino Tavera scrive:
    Troppa libertà.
    Quello che più mi preoccupa è che allora chiunque potrebbe comportarsi da incompetente o da idiota nelle cose più delicate, e farla franca.
    • leghista schifato da scandali leghisti scrive:
      Re: Troppa libertà.
      - Scritto da: Gino Tavera
      Quello che più mi preoccupa è che allora chiunque
      potrebbe comportarsi da incompetente o da idiota
      nelle cose più delicate, e farla franca.La fanno gia' franca. Basta avere un cognome famoso e anche il piu' stupido degli uomini si puo' ritrovare consigliere regionale dove si puo' avere un sacco di occasioni per comportarsi da incompetente/idiota nelle cose piu' delicate, cioe' la gestione della cosa pubblica. Bossi Jr non ha brillato per meriti o altro ma si e' ritrovato al pirellono SOLO per il cognome e abbiamo visto le figure di palta che ha rimediato e che ha, per esteso, proiettato su tutto il partito.
      • Allibito scrive:
        Re: Troppa libertà.
        - Scritto da: leghista schifato da scandali leghisti
        - Scritto da: Gino Tavera

        Quello che più mi preoccupa è che allora
        chiunque

        potrebbe comportarsi da incompetente o da idiota

        nelle cose più delicate, e farla franca.

        La fanno gia' franca. Basta avere un cognome
        famoso e anche il piu' stupido degli uomini si
        puo' ritrovare consigliere regionale dove si puo'
        avere un sacco di occasioni per comportarsi da
        incompetente/idiota nelle cose piu' delicate,
        cioe' la gestione della cosa pubblica. Bossi Jr
        non ha brillato per meriti o altro ma si e'
        ritrovato al pirellono SOLO per il cognome e
        abbiamo visto le figure di palta che ha rimediato
        e che ha, per esteso, proiettato su tutto il
        partito.Questo è verissimo, se poi ci aggiungiamo che abbiamo pagato noi una laurea a Tirana dove non è mai stato neanche per sostenere gli esami, il quadro è corretto. Però, attenersi ai fatti è lecito, sberleffi, battute e quant'altro che esula dai fatti provati è sempre un rischio ed è giusto che sia così. Se di libertà parliamo, non possiamo tollerare che qualcuno venga descritto come un mostro prima di aver ascoltato il verdetto di una giuria, pur continuando ad avere una personale ideea dei fatti. Diffamare in prima pagina, per giorni una persona con ipotesi personali, reca un danno che difficilmente si può cancellare con un trafiletto di smentita in 13° pagina. Un Blog o un Social network, sono la stessa identica cosa e la rete non può far altro che adeguarsi alle leggi del mondo reale, non farlo sarebbe il caos.
    • panda rossa scrive:
      Re: Troppa libertà.
      - Scritto da: Gino Tavera
      Quello che più mi preoccupa è che allora chiunque
      potrebbe comportarsi da incompetente o da idiota
      nelle cose più delicate, e farla
      franca.Cose tipo comprare una laurea all'universita' di Durazzo, farsi eleggere al consiglio regionale come una entreneuse qualsiasi?Perche' non puo' farle chiunque. Puo' farle solo qualcuno con un simile padre.
      • 100 punti per te scrive:
        Re: Troppa libertà.
        BOM ! Headshot.
      • Carletto scrive:
        Re: Troppa libertà.
        Puoi farlo anche quando hai una specializzazione come igienista dentale...
      • leghista schifato da scandali lighisti scrive:
        Re: Troppa libertà.
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Gino Tavera

        Quello che più mi preoccupa è che allora
        chiunque

        potrebbe comportarsi da incompetente o da
        idiota

        nelle cose più delicate, e farla

        franca.

        Cose tipo comprare una laurea all'universita' di
        Durazzo, farsi eleggere al consiglio regionale
        come una entreneuse
        qualsiasi?

        Perche' non puo' farle chiunque. Puo' farle solo
        qualcuno con un simile
        padre.Sottoscrivo in toto!PS: per il cancellatore di Punto Informatico: se cancelli me devi cancellare pure quello sopra di me! Per coerenza (caso mai si sappia cosa e', ovviamente)
Chiudi i commenti