P2P, il giudice che sussurrava alla RIAA

Beryl Howell ha autorizzato tre citazioni di massa per migliaia di torrentisti. Dovranno subire lo stesso processo anche se residenti in diversi stati. Il passato del giudice affonda nell'industria del copyright

Roma – Al centro delle critiche è finito un nuovo giudice federale in terra statunitense, che ha subito partorito una decisione cruciale per le agguerrite speranze dei signori del copyright. I rappresentanti legali della Recording Industry Association of America (RIAA) potranno infatti procedere con la citazione di massa di migliaia di torrentisti e altri scariconi del P2P .

Una strategia legale più volte bocciata da varie corti a stelle e strisce, che avevano sottolineato come utenti così diversi dovessero subire un processo individuale nella propria area di residenza . Lo U.S. Copyright Group – supportato dalla società legale Dunlap, Grubb & Weaver – aveva infatti tentato di trascinare in una sola aula svariate migliaia di utenti BitTorrent, accusati di aver scaricato contenuti illegalmente.

Ma il giudice Beryl Howell di Washington D.C. ha ora rimosso questa forma di veto, autorizzando tre citazioni di massa in Texas, Illinois e West Virginia . Gli alfieri del copyright potranno in sostanza riunire migliaia di utenti anche se provenienti da stati diversi, in seguito al rastrellamento di indirizzi IP con la coatta complicità da parte dei singoli provider.

C’è un però , piuttosto significativo. Il giudice Beryl Howell – prima della nomina a Washington D.C. – aveva fatto parte della commissione del Senato al lavoro sul famigerato Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Oltre ad aver ricoperto il ruolo di Executive Managing Director in una società chiamata Stroz Friedberg, specializzata nella gestione di illeciti digitali .

E qui va fatta un’altra significativa precisazione. Stroz Friedberg è stata – a partire dal 2004 – una delle principali società di lobbying al Congresso per conto della stessa RIAA . Che avrebbe versato cifre nell’ordine delle centinaia di migliaia di dollari per la tutela dei propri interessi presso le autorità a stelle e strisce. Questo conflitto d’interessi ha scatenato reazioni a dir poco piccate da parte di molti osservatori della Rete.

Mauro Vecchio

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