PA, via allo SPID

Si parte da INAIL, INPS e diverse regioni e da tre provider di identità: Poste, Infocert e TIM. AIIP, Assintel e Assoprovider tornano a chiedere la rimozione dei vincoli che impediscono la partecipazione delle realtà medio-piccole
Si parte da INAIL, INPS e diverse regioni e da tre provider di identità: Poste, Infocert e TIM. AIIP, Assintel e Assoprovider tornano a chiedere la rimozione dei vincoli che impediscono la partecipazione delle realtà medio-piccole

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia e l’Agenzia per l’Italia Digitale hanno presentato SPID , ovvero il sistema di credenziali di accesso per i servizi della pubblica amministrazione, che nonostante i ricorsi al TAR di Assintel e Assoprovider e le polemiche che hanno accompagnato il suo processo di approvazione, farà a breve il suo esordio ufficiale.

SPID

Il nuovo sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale ed un unico login (disponibile per PC, smartphone e tablet) “ai servizi online pubblici e privati in maniera semplice, sicura e veloce”: attivo dallo scorso aprile, partirà concretamente dal 15 marzo con i siti di INAIL, INPS, Regioni Emilia Romagna e Toscana, per proseguire poi ad aprile con l’Agenzia delle Entrate, i comuni di Venezia, Firenze e la Regione Friuli Venezia Giulia. In totale si parla di oltre 300 servizi online, ma l’intenzione è quella di far sottoscrivere la convenzione con AgID ampliando così la quantità di servizi online disponibili per il cittadino e portando online tutti i servizi della PA entro 24 mesi ed, ottimisticamente, anche fornitori di servizi come potrebbero essere quelli delle banche.

Il ricorso al TAR degli operatori delle TLC e delle aziende IT associate in Assintel e Assoprovider (Confcommercio) contestava il fatto che l’applicazione di SPID così com’era avrebbe impedito alle piccole e medie imprese italiane del comparto ICT di entrarne a far parte, confliggendo con la normativa antitrust e con il Regolamento Europeo in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno: in particolare perché, imponendo il requisito di capitale sociale di 5 milioni di euro, escludeva di fatto dalla competizione tutte le realtà medio-piccole. Ciò nonostante i giudici amministrativi hanno fatto proseguire l’iter di SPID, ritenendo che in caso di conferma della sentenza in appello solo tale parte finirebbe per essere modificata e non l’impianto costituito del sistema che esordisce in questi giorni. Al momento, e AIIP, Assintel e Assoprovider non rinunciano a rimarcarlo , solo tre Gestori sono accreditati a fornire l’Identità Digitale: Infocert , Tim e Poste , che ha già lanciato il servizio PosteID .

Solo a loro tre, per il momento, spetta il compito di verificare la coincidenza tra identità reale e digitale, tramite l’adesione attraverso un modulo e l’esibizione di un documento di identità, o l’identificazione informatica con documenti digitali che prevedono il riconoscimento a vista (come per esempio la carta d’identità elettronica, sistema sperimentale che con SPID sembra già superato ), oppure la sottoscrizione del modulo di adesione con firma elettronica qualificata o firma digitale (e presentazione di un documento di identità).

Il primo ed il secondo livello di identificazione saranno gratuiti per due anni per i cittadini che stipuleranno contratti con tali identity provider entro il 2016.

Tre sono anche i livelli di sicurezza di SPID esistenti, per rispondere alle diverse esigenze legate all’acceso dei vari servizi della PA.

sicurezzaspid

Claudio Tamburrino

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