La legge di bilancio 2027 ha cancellato il contributo di 2 euro per ogni pacco in arrivo da paesi extra UE con valore fino a 150 euro. La decisione è dovuta all’entrata in vigore del nuovo codice doganale dell’Unione europea che ha introdotto un dazio di 3 euro dal 1 luglio 2026 e la commissione di gestione di 2 euro da oggi.
Pacchi più costosi a partire dal 1 novembre 2026
La legge di bilancio 2026 aveva introdotto un contributo di 2 euro per la copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni provenienti da paesi terzi. Tale contributo si doveva applicare a partire dal 1 gennaio 2026 ai pacchi con valore dichiarato non superiore a 150 euro.
Il governo ha successivamente posticipato l’applicazione per quattro volte (luglio, ottobre, dicembre e gennaio 2027). L’art. 30 della legge di bilancio 2027 (PDF) ha abrogato i commi 126, 127 e 128 dell’art. 1 della legge di bilancio 2026. In Italia non verrà quindi più applicato il contributo di 2 euro, in quanto era un “doppione” della commissione di gestione prevista dal nuovo codice doganale europeo.
A partire da oggi verrà pertanto applicata una commissione di 2 euro (handling fee) che dovrebbe coprire l’aumento dei costi per i controlli doganali dovuti all’arrivo di miliardi di pacchi dalla Cina. A differenza del dazio di 3 euro (applicato fino al 1 luglio 2028), questa commissione potrebbe rimane per sempre. Sulla commissione si paga anche l’IVA.
Sia il dazio che la commissione vengono calcolati in base al tipo di articolo. Se ad esempio il pacco contiene t-shirt e scarpe, l’importatore pagherà 6 euro di dazio e 4 euro di commissione. I 10 euro aggiuntivi verranno quasi certamente “girati” al consumatore finale.
In base alle stime viste da Reuters, l’Unione europea dovrebbe incassare circa 6 miliardi di euro all’anno. Lo scopo principale di queste “tasse” è ridurre l’arrivo di prodotti di bassa qualità e pericolosi dalla Cina, principalmente venduti tramite le piattaforme di Temu, Shein e AliExpress. Temu e AliExpress hanno ricevuto una sanzione di 200 e 550 milioni di euro per la vendita di prodotti illegali, mentre su Shein è stata avviata un’indagine.