Partito l'Hacker Journal italiano

Esce oggi in 100mila copie un esperimento da tenere d'occhio, che trasporta sul supporto cartaceo le idee che tradizionalmente girano in digitale. In 32 pagine e 2 euro viene portato in Italia un magazine di successo all'estero

Roma – Sono numerosi i siti e gli smanettoni italiani che stanno collaborando alla riuscita di un nuovo esperimento mediatico, una rivista che da oggi viene diffusa in tutta Italia con una prima tiratura di 100mila copie. Si tratta di Hacker Journal, magazine che vuole diventare riferimento cartaceo per quelle opinioni, commenti, idee, trovate e soluzioni che tradizionalmente girano in digitale.

Da oggi partirà contestualmente anche il sito dedicato sul quale mentre scriviamo campeggia, per il momento, la sola copertina del primo numero della rivista. Il sito metterà a disposizione anche quella che viene definita “palestra”, un “luogo digitale” dove “impratichirsi” senza “far danni”.

Il titolo del magazine è decisamente ambizioso e tira in ballo direttamente la cultura hacker, quella che anima un’ampia comunità in continuo cambiamento ed evoluzione di smanettoni in tutto il mondo, la stessa che è alla base della costruzione della rete e delle sue tecnologie di punta.

La copertina di Hacker Journal Il primo numero, di 32 pagine, tratterà di argomenti che vanno dai virus ad Echelon, dal software copia-DVD a Shadow Security scanner.

A tentare l’operazione, con la collaborazione di realtà web come Bismark , Gnomixland e Ondaquadra , trascinando in Italia una rivista già nota e diffusa in Francia, è la Servizi Editoriali che propone Hacker Journal al costo di 2 euro.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Premesso che credo sia una bella provocazione per farsi due risate ma ammesso che per disgrazia sia vero ti consiglio una bella cosa, stasera quando esci dal lavoro passi al bancomat, prelevi 250 eure vai a cercarti una donna.. cosi il neurone che hai in testa ti si rilassa....:-)
  • Anonimo scrive:
    il problema non è la posta.........
    leggendo i precedenti post vedo che si sta discutendo molto dell'opportunità di utilizzare la posta privata in azienda.Secondo me il problema sollevato dall'articolo è un altro.1- il "capo" ha letto l'email non per spiare ma per vedere se c'erano novità su alcuni progetti.2- non è stata licenziata perchè usava la posta personale ma perchè svolgeva attività concorrenziali all'azienda.A me non sembra una situazione così strana
    • Anonimo scrive:
      Re: il problema non è la posta.........

      1- il "capo" ha letto l'email non per spiare
      ma per vedere se c'erano novità su alcuni
      progetti.ma crede qualcuno a sta storia ????
      2- non è stata licenziata perchè usava la
      posta personale ma perchè svolgeva attività
      concorrenziali all'azienda.sembra...
      A me non sembra una situazione così stranase non fosser tutto una farsa si...
  • Anonimo scrive:
    La posta aziendale è posta privata???
    Sostenere che la posta elettronica sia equiparabile alla posta ordinaria significa anche accettare che un messaggio inviato da una casella nome.cognome@azienda.it sia non solo proveniente dal signor Nome Cognome, ma anche che arrivi da Azienda.it, e come tale "inevitabilmente" di carattere aziendale e non privato. Sostenere il contrario equivale, tornando al paragone con la posta tradizionale, a dire che se uso la carta intestata della mia azienda, ma firmo poi con il mio nome, la comunicazione che invio è di carattere privato e non aziendale.Purtroppo l'azienda è poi chiamata a rispondere direttamente ed in solido delle delle eventuali azioni perpetrate dai suoi collaboratori in suo nome.A chi aborrisce il pensiero di un "monitoraggio" della posta da parte del datore di lavoro provo a suggerire un'ipotesi: Immaginate che il dipendente di una banca invii dei dati riservati circa il vostro conto corrente, o la vostra carta di credito (proprio la vostra) ad un amico suo che utilizza tali dati per compiere una qualche truffa ai vostri danni.Adesso immaginate che la banca, pur avendo dei sospetti sull'utilizzo fraudolento dei dati da parte di qualche dipendente, non possa fare nessun controllo per rispettare l'inviolabilità della privacy delle mailbox aziendali intestate ai suoi dipendenti.Infine immaginate che il danno causatovi dalla truffa perpetrata nei vostri confronti non ve lo risarcisce nessuno. Perchè nessuno è in grado di dimostrare che una truffa è stata effettivamente perpetrata.
    • Anonimo scrive:
      Re: La posta aziendale è posta privata???

      Immaginate che il dipendente di una banca
      invii dei dati riservati circa il vostro
      conto corrente, o la vostra carta di credito
      (proprio la vostra) ad un amico suo che
      utilizza tali dati per compiere una qualche
      truffa ai vostri danni.
      Adesso immaginate che la banca, pur avendo
      dei sospetti sull'utilizzo fraudolento dei
      dati da parte di qualche dipendente, non
      possa fare nessun controllo per rispettare
      l'inviolabilità della privacy delle mailbox
      aziendali intestate ai suoi dipendenti.In questo caso, esistendo un'ipotesi di reato, l'azienda può chiedere che venga messa sotto controllo la mailbox del dipendente e verificare se esistono gli estremi per una denuncia.Inoltre credo che anche se l'azienda riuscisse ad ottenere delle prove, non siano ammissibili in fase di giudizio in quanto possono essere considerate estorte illegalmente (se c'é qualche avvocato confermi o smentisca, grazie).Però bisogna distinguere dal caso precedente. Lì il "reato" è stato rivelato in modo casuale DOPO l'intrusione. A mio avviso sarebbe stato più corretto (e indolore) per l'azienda contattare i riferimenti del progetto e chiedere l'invio delle informazioni su un altro indirizzo di posta. Certo che se esisteva già il sospetto di un lavoro parallelo allora hanno preso la palla al balzo...CiaoTheRic
    • Anonimo scrive:
      Re: La posta aziendale è posta privata???

      A chi aborrisce il pensiero di un
      "monitoraggio" della posta da parte del
      datore di lavoro provo a suggerire
      un'ipotesi:
      Immaginate che il dipendente di una banca
      invii dei dati riservati circa il vostro
      conto corrente, o la vostra carta di credito
      (proprio la vostra) ad un amico suo che
      utilizza tali dati per compiere una qualche
      truffa ai vostri danni.se lo fa per posta ordinaria, per telefono o parlandogli direttamente la cosa non cambia, la truffa e` uguale e la banca deve mettere in atto precauzioni per evitare che questo possa accadere, la responsabilita` e` del dipendente per il fatto e dalla banca perche` non lo ha impedito, tanto e` vero che le banche sono assicurate per questo tipo di truffela posta elettronica non cambia di un millimetro la situazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: La posta aziendale è posta privata???
        - Scritto da: Pietro



        A chi aborrisce il pensiero di un

        "monitoraggio" della posta da parte del

        datore di lavoro provo a suggerire

        un'ipotesi:

        Immaginate che il dipendente di una banca

        invii dei dati riservati circa il vostro

        conto corrente, o la vostra carta di
        credito

        (proprio la vostra) ad un amico suo che

        utilizza tali dati per compiere una
        qualche

        truffa ai vostri danni.

        se lo fa per posta ordinaria, per telefono o
        parlandogli direttamente la cosa non cambia,
        la truffa e` uguale e la banca deve mettere
        in atto precauzioni per evitare che questo
        possa accadere, Già bravo, PRECAUZIONI. Vuol dire che dovrebbe fare qualcosa PRIMA che il problema si verifichi.E come fa se non può "monitorare" le comunicazioni in uscita (compresa la mail)?E se invece di essere il dipendente di una banca è il dipendente di un'azienda di altro tipo? se l'eventuale truffa è ai danni di un pinco pallino qualsiasi anzichè di un correntista?Prendere precauzioni è un dovere per la banca ed una "missione impossibile" per tutti gli altri?
        la responsabilita` e` del
        dipendente per il fatto e dalla banca
        perche` non lo ha impedito, tanto e` vero
        che le banche sono assicurate per questo
        tipo di truffe

        la posta elettronica non cambia di un
        millimetro la situazione.


        • Anonimo scrive:
          Re: La posta aziendale è posta privata???


          se lo fa per posta ordinaria, per
          telefono o

          parlandogli direttamente la cosa non
          cambia,

          la truffa e` uguale e la banca deve
          mettere

          in atto precauzioni per evitare che questo

          possa accadere,

          Già bravo, PRECAUZIONI. Vuol dire che
          dovrebbe fare qualcosa PRIMA che il problema
          si verifichi.
          E come fa se non può "monitorare" le
          comunicazioni in uscita (compresa la mail)?
          non ho capito dato che l`illecito puo` essere messo in atto anche in un altro modo la banca dovrebbe anche mettergli sotto controllo l`email privata o la posta e il telefono di casa?
          • Anonimo scrive:
            Re: La posta aziendale è posta privata???

            non ho capito dato che l`illecito puo`
            essere messo in atto anche in un altro modo
            la banca dovrebbe anche mettergli sotto
            controllo l`email privata o la posta e il
            telefono di casa?+ sicurezza, - privacy...no ????
          • Anonimo scrive:
            Re: La posta aziendale è posta privata???

            + sicurezza, - privacy...no ????naturalmente perche se 1 su 100 si comporta male (e neanche) l'assicurazione preferisce rovinare la privacy a tutti i 100 piuttosto che sganciare...CHE SCHIFO...
    • Anonimo scrive:
      Re: La posta aziendale è posta privata???


      e come tale "inevitabilmente" di carattere aziendale e non privato. C'e' un piccolo punto interessante che dimentichi: che l'art, 15 della Costituzione dice che "la liberta' e la segretezza della comunicazione sono inviolabili". Non c'e' scritto privata o aziendale, o le palle del nonno. Quindi, che la scriva su carta intestata o quant'altro, sul Pc dell'ufficio o su quello di casa, in orario di ufficio o a casa. resta inviolabile. Punto. A valle, un articolo della CC che indica che, in caso di conflitto fra diritti del cittadino e diritti dell'azienda, e' il diritto aziendale che cede. Quindi, non c'e' storia....
      • Anonimo scrive:
        Re: La posta aziendale è posta privata???

        A valle, un articolo della CC che indica
        che, in caso di conflitto fra diritti del
        cittadino e diritti dell'azienda, e' il
        diritto aziendale che cede. Quindi, non c'e'
        storia....a me sembra che a cedere sono i diritti del cittadino...non quelle delle aziende...
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    - Scritto da: zopabile a falsificare il genere di "cumenda pirla" ... sono certo che il tuo è un trucco.se non ne fossi certo ti giuro che avrei studiato sodo per diventare un vero hacker, un cracker, un fottutissimo che SA TUTTO e poi mi sarei fatto assumere da te, con le migliori intenzioni, pur di fartela sotto il naso, in testa, dappertuttoma sono certo che sei un linuxiano mascherato, che voleva aizzare ... :-Dsei furbEtto
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo un par de... (seguito)
    Caro Zop... nel cervello,mi sono scordato una domanda: ma tu, tutto il giorno, oltre alle miserie che hai scritto, che altro fai????Giovanni
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo un par de ...
    Caro Zop... ma dov'è che sei zop... nel cervello??? O ci prendi tutti pel culo??? Sono un sistemista (non Linux, ma è un caso) addetto alla sicurezza della rete aziendale, delle sue varie piattaforme e degli accessi. Mi sono fermamente opposto quando mi hanno chiesto di leggere la posta di una dipendente che si era dimessa. Non le varie cartelle personali (word, excell, etc dove il dipendente deve mettere lavori aziendali) ma la posta xchè -secondo me- può contenere documenti arrivati anche ALL'INSAPUTA dell'interessato. Ho dovuto discutere parecchio, ma l'ho spuntata. Da noi la posta di chi lascia l'Azienda viene semplicemente cancellata.Bye. Giovanni
  • Anonimo scrive:
    sono l'unico........................
    sono l'unico che ha letto l'articolo fuori orario di lavoro,non è possibile !!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: sono l'unico........................
      - Scritto da: fb
      sono l'unico che ha letto l'articolo fuori
      orario di lavoro,non è possibile !!!!!!stai scherzando????non hai visto il mio comento?era il primo!!!!!!!!(e guarda ora, soprattutto)
      • Anonimo scrive:
        Re: sono l'unico........................
        - Scritto da: frollllo
        - Scritto da: fb

        sono l'unico che ha letto l'articolo fuori

        orario di lavoro,non è possibile !!!!!!
        stai scherzando????
        non hai visto il mio comento?
        era il primo!!!!!!!!
        (e guarda ora, soprattutto)Scusa, ma cosa c'e' di male se un professionista durante l'orario di lavoro si aggiorna sulle novita' del mondo informatico? Capisco se stessimo visitando un sito "frivolo", ma Punto Informatico!
  • Anonimo scrive:
    Re: il guadrone ha detto Giustissimo
    Tu sei un pazzo guardone!!!Se è vero che hai il tempo per contollare mailbox e dischi dei tuoi dipendenti probabilmente non hai niente da fare in tutto il giorno!!!Cosa vuoi dirigere....sei solo opresso, frustrato, maniaco e osseso.Hai persino il tempo si scrivere e rispondere in questo forum...Dirigi la tua vita verso la realtà.
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Andando con lo ZOP si impara a ZOPPICARE...Se fossi un tuo sistemista ti aspetterei fuori dall'azienda, all'aria aperta si chiariscono tante cose...tutti hanno bisogno di lavoro ma questo è troppo, altro che art. 18, io di solito se ricevo minacce passo alle mani e i superiori stanno muti. Volete questo cari imprenditori?? Lo avrete....
  • Anonimo scrive:
    Re: Bisogna essere un pò elastici, ma non troppo.

    1- Siamo esseri umani e sono sicuro che
    nessuno di voi (non negate) almeno una volta
    non abbia usato i mezzi della azienda per
    scopi personali:.. beh il principio e' lo stesso che usare i soldi della banca : "siamo esseri umani" ...ok. pero' ci sono delle regole e se si sbaglia si paga .. sempre di furto si tratta
    2- penso che il monitoraggio della mail o
    delle attività del dipendente debba essere
    fatto solo in certe circostanze:

    - scarso rendimento da parte dell'ufficio in
    cui è allocato il dipendente

    -in caso ci siano sospetti riguardo a fughe
    di informazioni aziendali e quant'altroNo, guarda .. meglio prevenire: anni fa ho scoperto nella mailbox aziendale condivisa di un mio dipendente le prove di un invio in email ad una sua mailbox esterna di codici di attivazione di programmi tre giorni dopo le sue dimissioni ... assieme ad altra robettina che chiaramente non poteva portare fuori dall'azienda, nemmeno in e-mail .. dopo qualche mese addirittura ho visto che aveva portato fuori i sorgenti dei programmi perche' mi sono trovato dei siti "molto simili" a quelli che aveva sviluppato per la mia azienda ... Guarda, in generale e' un problema di ignoranza dei dipendenti, che non sanno che stanno facendo cavolate grosse, un po' come "mi installo windows xp copiato, chissenefrega". L'unica cosa da fare e' prevenire, rendendo chiaro per bene le regole, i gradi di liberta' e le conseguenze che ne possono scaturire da mancanze.
    Il lavoro deve essere inanzi tutto
    flessibilità e apertura mentale, se il
    dipendente spedisce una mail ad un amico con
    su una barzelletta non mi sembra il caso di
    licenziarlo, ma se fa spionaggio ad aziende
    concorrenti o ruba i clienti allora si.nessuna flessibilita': il principio e' lo stesso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bisogna essere un pò elastici, ma non troppo.
      - Scritto da: mauro



      1- Siamo esseri umani e sono sicuro che

      nessuno di voi (non negate) almeno una
      volta

      non abbia usato i mezzi della azienda per

      scopi personali:

      .. beh il principio e' lo stesso che usare i
      soldi della banca : "siamo esseri umani" Scusa ma che cavolo di esempi fai???
      ok. pero' ci sono delle regole e se si
      sbaglia si paga .. sempre di furto si tratta Si! Ma si paga sempre in misura dell'errore che si commette(sai com'e' na rapina in banca e una email di troppo non sono proprio la stessa cosa, eppure sempre di furti si tratta.)

      2- penso che il monitoraggio della mail o

      delle attività del dipendente debba essere

      fatto solo in certe circostanze:



      - scarso rendimento da parte dell'ufficio
      in

      cui è allocato il dipendente



      -in caso ci siano sospetti riguardo a
      fughe

      di informazioni aziendali e quant'altro

      No, guarda .. meglio prevenire: anni fa ho
      scoperto nella mailbox aziendale condivisa
      di un mio dipendente le prove di un invio in
      email ad una sua mailbox esterna di codici
      di attivazione di programmi tre giorni dopo
      le sue dimissioni ... assieme ad altra
      robettina che chiaramente non poteva portare
      fuori dall'azienda, nemmeno in e-mail ..
      dopo qualche mese addirittura ho visto che
      aveva portato fuori i sorgenti dei programmi
      perche' mi sono trovato dei siti "molto
      simili" a quelli che aveva sviluppato per la
      mia azienda ...
      Guarda, in generale e' un problema di
      ignoranza dei dipendenti, che non sanno che
      stanno facendo cavolate grosse, un po' come
      "mi installo windows xp copiato,
      chissenefrega". L'unica cosa da fare e'
      prevenire, rendendo chiaro per bene le
      regole, i gradi di liberta' e le conseguenze
      che ne possono scaturire da mancanze. Questo fa' sempre bene a tutti, dipendenti e capi inclusi.

      Il lavoro deve essere inanzi tutto

      flessibilità e apertura mentale, se il

      dipendente spedisce una mail ad un amico
      con

      su una barzelletta non mi sembra il caso
      di

      licenziarlo, ma se fa spionaggio ad
      aziende

      concorrenti o ruba i clienti allora si.

      nessuna flessibilita': il principio e' lo
      stesso. "Nessuna flessibilita'"! Ora ho capito comd mai ha tanti problemi nel rimpiazzare il personale per prevenirlo a priori!Tanti Saluti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    TU hai dei grossi problemi.....cerca di risolverli.....
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Il tuo ragionamento potrebbe anche stare bene,ma non vedo che cosa c'entri linux in questa faccenda..Se il sistemista era un aministratore di NT allora poteva manovrare materiale pornografico senza problemi ?Non capisco : SISTEMISTA LINUX = ZOZZONE ??
    • Anonimo scrive:
      Re: Giustissimo

      Non capisco : SISTEMISTA LINUX = ZOZZONE ??
      In questo caso Sistemista Linux = Comunista....semplice, no???
  • Anonimo scrive:
    zop..mah...
    vedo che tal zop come colui che credosia il suo beniamino (l'On.Cav.Dott.Pres. S.Berlusconi)risponde alle provocazioni gratuite e poco argomentate e non a coloro che argomentano..ovvero ama fare i comizi e odia i contraddittori argomentati...non tenta di smontare chi lo accusa di volersemplicemente dei dipendenti ricattabilima solo a chi lo offende
  • Anonimo scrive:
    Ma fatti furbo!
    la tua mail è davvero delirante...Prendi un caso specifico e lo fai giurisprudenza senza analizzare la complessità dell'argomento: spero che qualcuno un giorno ti mandi un e-mail porno e che il tuo datore di lavoro, mentre sei in pausa pranzo la veda e ti sbatta fuori a calci nel culo!Auguri...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma fatti furbo!
      - Scritto da: Gian Luca
      la tua mail è davvero delirante...Prendi un
      caso specifico e lo fai giurisprudenza senza
      analizzare la complessità dell'argomento:
      spero che qualcuno un giorno ti mandi un
      e-mail porno e che il tuo datore di lavoro,
      mentre sei in pausa pranzo la veda e ti
      sbatta fuori a calci nel culo!
      Auguri...ehm odio "difendere"il reazionario(non delirante)zop..ma la tua risposta non c'entra un c...operche a suo dire il suo datore di lavoro e' luistesso,e' un impreditore,un "Padrone"quindi se riceve foto porno...be..non lo licenza nessuno..
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma fatti furbo!
        - Scritto da: Via Campesina


        - Scritto da: Gian Luca

        la tua mail è davvero delirante...Prendi
        un

        caso specifico e lo fai giurisprudenza
        senza

        analizzare la complessità dell'argomento:

        spero che qualcuno un giorno ti mandi un

        e-mail porno e che il tuo datore di
        lavoro,

        mentre sei in pausa pranzo la veda e ti

        sbatta fuori a calci nel culo!

        Auguri...

        ehm odio "difendere"il reazionario(non
        delirante)
        zop..ma la tua risposta non c'entra un c...o
        perche a suo dire il suo datore di lavoro e'
        lui
        stesso,e' un impreditore,un "Padrone"
        quindi se riceve foto porno...be..non lo
        licenza nessuno..cosa che accade puntualmente proprio ai controllori stronzi del cazzoda me vogliono mettere i filtroni aziendali ... ma poi i porno e le cazzate (e i virus ) arrivano a CHI?a loro, alle teste di PARUN
  • Anonimo scrive:
    ..una volta succedeva
    Se un dipendente è assente e viene violato ilsuo armadietto ripostiglio (dell'azienda ma affidato al dipendente) quest'ultimo può rivolgersi alla magistratura anche se nel suospazio vengono reperirti materiali oggetto di furto. Subira una denuncia per furto ma denuncerà per violazione chi l'ha denunciato.Non vedo quale sia la differenza se la box-mailera intestata alla persona della dipendente.Non entro in merito al diritto dell'azienda di difendere il proprio lavoro ma esiste un riferimento giuridico anche sulle procedure per indagare, spiare, difendersi.Forse che lo stato di diritto è elastico infunzione dei "tempi"?
    • Anonimo scrive:
      Re: ..una volta succedeva

      Se un dipendente è assente e viene violato il
      suo armadietto ripostiglio (dell'azienda ma
      affidato al dipendente) quest'ultimo può
      rivolgersi alla magistratura anche se nel
      suo
      spazio vengono reperirti materiali oggetto
      di furto. Subira una denuncia per furto ma
      denuncerà per violazione chi l'ha
      denunciato.
      Non vedo quale sia la differenza se la
      box-mail
      era intestata alla persona della dipendente.
      Non entro in merito al diritto dell'azienda
      di difendere il proprio lavoro ma esiste un
      riferimento giuridico anche sulle procedure
      per indagare, spiare, difendersi.
      Forse che lo stato di diritto è elastico in
      funzione dei "tempi"?non in funzione del tempo...ma di altro...
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Sento il troll-fu vero e puro scorrere nelle tue vene, sei un puro, ma ricorda il troll-fu di cui si parla non e' il vero troll-fu.il Conte
  • Anonimo scrive:
    Fanculo...
    Tu sei un animale...Se fossi un sistemista linux mi sentirei offeso...Piuttosto che lavorare per uno come te...
    • Anonimo scrive:
      Re: Fanculo...
      - Scritto da: pinguino
      Tu sei un animale...Ma come si permette ?
      Se fossi un sistemista linux mi sentirei
      offeso...Io ho molte persone come lei a lavorare per me e nessuno si sente offeso
      Piuttosto che lavorare per uno come te...... mbe ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Fanculo...
        - Scritto da: zop

        - Scritto da: pinguino

        Tu sei un animale...
        Ma come si permette ?


        Se fossi un sistemista linux mi sentirei

        offeso...
        Io ho molte persone come lei a lavorare per
        me e nessuno si sente offeso


        Piuttosto che lavorare per uno come te...
        ... mbe ?dai , non vedi?è un falso.fatevi un giro per un mesetto nel forum a tema libero ... è simpatico.senza poter accedere ai log, ovviamente.così sarebbe troppo facile!
    • Anonimo scrive:
      Re: Fanculo...
      - Scritto da: pinguino
      Tu sei un animale...
      Se fossi un sistemista linux mi sentirei
      offeso...
      Piuttosto che lavorare per uno come te...ma non hai capito che è un falso?un sistemista linux che si fa infinocchiare da uno con exchange e kazzate... sono solo cazzate.è un falso, serviva per istigare, per aizzare un po' ...ma sono certo che non durerà che qualche minuto ... e domani ve lo farete infilare da gente che così , questo , lo dice davvero
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Troll
  • Anonimo scrive:
    e-mail aziendale e non nominativa
    nella mia azienda abbiamo risolto semplicemente creando email funzionali ovvero:manager@lamiaazienda.itmarketing@lamiaazienda.itecc eccnessuno ha una email a proprio nome, ed e' giusto perche' questo crea confusione e la gente le usa per ragioni proprie.l'email e' in uso solamente per ragioni aziendali. nulla +
    • Anonimo scrive:
      Re: e-mail aziendale e non nominativa
      ma quanti siete nella tua azienda 7/8 ?
    • Anonimo scrive:
      Anche da noi funziona benissimo
      Anch'io ho adottato questo sistema (siamo un ufficio pubblico). Le email sonocapoufficio@ufficio.itsegreteria@ufficio.itsportello@ufficio.itecc. ecc.Il tutto è accompagnato da un regolamento che dispone le sostituzioni nella lettura/risposta delle mail in caso un dipendente sia assente o venga avvicendato da un altro.Mai avuto problemi; forse qualcuno userà un'email tipo hotmail, ma la responsabilizzazione del gruppo fa sì che ciò sia limitato al necessario.Nel mio ufficio siamo pochi, ma credo che il sistema sia applicabile con profitto anche in realtà più grandi, magari frazionandole in sotto-sezioni.
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Bravo, bel direttore che sei, a cazzeggiare per i forum informatici...E' per questo che le aziende vanno male: perchè i dirigenti perdono il loro tempo a scrivere commenti sul forum contro le perdite di tempo :))e invece di studiare le strategie corrette vagano alla ricerca di materiale porno sui computer dei dipendenti, con il santo obbiettivo della loro redenzione morale (vade retro linux, figlio di satana - bello sapere di essere un satanista pericoloso :)) Va beh, troppe sparate x essere vera. Mi spiace ma non è credibile.
    • Anonimo scrive:
      Re: Giustissimo
      - Scritto da: slainte
      Bravo, bel direttore che sei, a cazzeggiare
      per i forum informatici...
      E' per questo che le aziende vanno male:
      perchè i dirigenti perdono il loro tempo a
      scrivere commenti sul forum contro le
      perdite di tempo :))Quando sarai tu il titolare di un'azienda potrai fare quello che ti pare, ma finche sei dipendente no di certo.E poi, se l'azienda chiude guarda che ci perdono soldi solo i titolari, quindi sono solo affari loro !!!
      e invece di studiare le strategie corrette
      vagano alla ricerca di materiale porno sui
      computer dei dipendenti, con il santo
      obbiettivo della loro redenzione morale
      (vade retro linux, figlio di satana - bello
      sapere di essere un satanista pericoloso :))Sono loro che debbono lavorare, mica io!Io dirigo e controllo che lavorino.
      • Anonimo scrive:
        Re: Giustissimo
        Dirigi e controlli? Ma cosa? Ma sai cosa vuol dire dirigire? Ma sai cosa vuol dire lavorare con la gente? Ma sai che se la direzione sbaglia i primi a prenderlo nel culo sono i dipendenti? L'ho visto ormai tante di quelle volte...Vedrai - sempre che non tu non sia solo un provocatore - che fine farà la tua bella ed immacolata azienda : i migliori se ne andranno. E tu restai con i più impreparati. Saranno docili e faranno tutte le cazzate che dirai. Vedo un futuro radioso.Il solito pericoloso, sovversivo, perverso etc programmatore Linux.
      • Anonimo scrive:
        Re: Giustissimo

        Sono loro che debbono lavorare, mica io!
        Io dirigo e controllo che lavorino.ha tagliato la parte in cui dicevi che faceva troppoe sparate perché questa fosse vera ...è chiaro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Giustissimo
        - Scritto da: zop


        - Scritto da: slainte

        Bravo, bel direttore che sei, a
        cazzeggiare

        per i forum informatici...

        E' per questo che le aziende vanno male:

        perchè i dirigenti perdono il loro tempo a

        scrivere commenti sul forum contro le

        perdite di tempo :))

        Quando sarai tu il titolare di un'azienda
        potrai fare quello che ti pare, ma finche
        sei dipendente no di certo.
        E poi, se l'azienda chiude guarda che ci
        perdono soldi solo i titolari, quindi sono
        solo affari loro !!!Da direttrice d'azienda a direttore d'azienda:Perche', piuttosto di sparare delle cazzate a destra e a sinistra, non va a fare qualche corsino d'aggiornamento, del tipo imparare cos'e' essere un sistemista linux? Imparerai, che, per mantenere questo sistema, se deve fare un c..lo cosi'! Non e' perche' un cretino qualsiasi ha deciso di vedere qualche foto porno (cose che anche i sistemisti windows fanno, e MOLTO), tutti gli altri della stessa categoria debbono pagare per lui.Quindi se un facchino vede delle riviste porno nell'orario di lavoro, tutti i facchini sono delle mele marce?!E poi, sai benissimo che, per tirare su un'azienda, se deve lavorare non per uno, ma per dieci! E se puo' quello che te pare solo in orario di pranzo (quando c'e' orario di pranzo..).

        e invece di studiare le strategie corrette

        vagano alla ricerca di materiale porno sui

        computer dei dipendenti, con il santo

        obbiettivo della loro redenzione morale

        (vade retro linux, figlio di satana -
        bello

        sapere di essere un satanista pericoloso
        :))

        Sono loro che debbono lavorare, mica io!
        Io dirigo e controllo che lavorino.
        Ahh, se vede bene il quanto che dirige il lavoro degli altri.. spero di cuore che la tua azienda riesca a andare avanti, anche se il suo direttore e' uno di quelli che sa solo essere dietro una scrivania a puntare il dito e dare degli ordini (perche' altro non sa fare).Ahh, mi ero quasi dimenticata: prega agli dei che un giorno tu non sia nei panni di un povero disgraziato che, per colpa del articolo 18, ha perso il lavoro perche' il suo capo aveva le stesse idee che hai tu.
  • Anonimo scrive:
    non e' del dipendente ma e' dell'azienda
    e per fortuna che lo ha beccato e licenziato !ci voleva proprio !
    • Anonimo scrive:
      Re: non e' del dipendente ma e' dell'azienda

      e per fortuna che lo ha beccato e licenziato
      !

      ci voleva proprio !
      giusto!e la prossima volta purghiamoli sti dipendenti fancazzisti!
      • Anonimo scrive:
        Re: non e' del dipendente ma e' dell'azienda
        - Scritto da: maks

        e per fortuna che lo ha beccato e
        licenziato

        !



        ci voleva proprio !



        giusto!
        e la prossima volta purghiamoli sti
        dipendenti
        fancazzisti!
        i campi sono sempre li, basta riaprirli, no?
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    Hai provato a mettere le telecamere nel WC per vedere se i dipendenti fanno troppa pipì?
  • Anonimo scrive:
    Re: Giustissimo
    spero per te, e per la tua salute mentale, che fosse una provocazione ironica....
  • Anonimo scrive:
    La mia esperienza da amministratore di rete
    Lavoro come amministratore di rete presso un'azienda con circa 250 dipendenti fra impiegati, quadri e operai; vorrei raccontarvi la mia esperienza in azienda, in merito alla privacy.Amministro una rete composta da 70 client, 6 server e connessione permanente HDSL.Come amministratore di rete, ho la possibilità di monitorare costantemente sia il traffico generato verso internet, sia - pur con alcune limitazioni - il traffico E-mail.Recentemente, l'azienda ha deciso di chiedermi un controllo pervasivo delle attività degli utenti, con monitoraggio costante soprattutto dell'utilizzo di internet; poichè si può fornire un report dettagliato dell'attività di ciascun utente, ho precisato alla direzione che questo è CONTRARIO alle normative attuali. Mi hanno risposto testualmente: "Ce ne sbattiamo della privacy". Ho delegato ad altri questa attività di spionaggio, anche se, ad essere onesti, c'è più di un utente che fa un utilizzo improprio degli strumenti aziendali, ma credo che non si possa estendere a TUTTI gli utenti un controllo così pervasivo. Successivamente, è giunta anche la richiesta di monitorare anche (e soprattutto) le E-mail. Ho risposto che volevo un'autorizzazione scritta, che non è mai venuta.Concludo con le mie considerazioni personali: 1. La privacy in azienda ha bisogno di leggi chiare e precise;2. Il datore di lavoro tende a voler avere "IL" controllo sui suoi dipendenti;3. Gli amministratori di rete stanno fra incudine e martello: accondiscendere il capo o salvaguardare la propria etica?4. Una precisazione: ho scritto questo messaggio da casa mia, in quanto sono in convalescenza per una frattura alla tibia, quindi non ho usato strumenti aziendali (nè mi sognerei di farlo, oltretutto).Gradirei conoscere le vostre opinioni.P.(Per ovvii motivi non firmo con il mio nome).
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete
      [CUT]
      Ho risposto che
      volevo un'autorizzazione scritta, che non è
      mai venuta.E quindi non hai fatto quello che ti richiedevano?Oppure si?Ti hanno guardato male vero?
      Concludo con le mie considerazioni
      personali:
      1. La privacy in azienda ha bisogno di
      leggi chiare e precise;Giusto, in modo che chi le debba attuare possa essere tutelato (sistemisti)
      2. Il datore di lavoro tende a voler avere
      "IL" controllo sui suoi dipendenti;Una volta credevo che non fosse così, oggi tendo a ricredermi, il rapporto dipendente-datore di lavoro sta diventando sempre più teso e le colpe sono da imputare a tutte e due le parti.
      3. Gli amministratori di rete stanno fra
      incudine e martello: accondiscendere il capo
      o salvaguardare la propria etica?Di solito si diventa accondiscendenti, altrimenti tendi a richiare grosso.
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete


        Ho risposto che

        volevo un'autorizzazione scritta, che non è

        mai venuta.
        E quindi non hai fatto quello che ti
        richiedevano?
        Oppure si?
        Ti hanno guardato male vero?No, mi sono ben guardato dal fare una cosa del genere e chiaramente mi hanno visto come un favoreggiatore di comportamenti scorreti.
        Di solito si diventa accondiscendenti,
        altrimenti tendi a richiare grosso.D'accordo, ma c'è un limite che non si può oltrepassare: il mio lavoro non consiste nello spiare i miei colleghi. Oltretutto, anche la professionalità, con queste richieste, viene sminuita considerevolmente.
        • Anonimo scrive:
          Re: La mia esperienza da amministratore di rete

          No, mi sono ben guardato dal fare una cosa
          del genere finalmente qualcuno con un po di etica...non so quanto ti possa aiutare ma la penso allo stesso modo...
          e chiaramente mi hanno visto come
          un favoreggiatore di comportamenti scorreti.fregatene...non e cosi facile cambiare admin di tutti i client e server e visto che non l'hanno ancora fatto...proponi un sistema di regole che venga communicato a tutti i lavoratori in cui si spiega che le comunicazioni possono essere monitorate e che ogniuno puo avere delle conseguenze negative se non fa il bravo...di solito funziona...
          D'accordo, ma c'è un limite che non si può
          oltrepassare: il mio lavoro non consiste
          nello spiare i miei colleghi. Oltretutto,
          anche la professionalità, con queste
          richieste, viene sminuita considerevolmente.professionalita, etica, non pensavo di sentire piu queste parole...;-)
          • Anonimo scrive:
            Re: La mia esperienza da amministratore di rete
            - Scritto da: blah

            No, mi sono ben guardato dal fare una cosa

            del genere
            finalmente qualcuno con un po di etica...non
            so quanto ti possa aiutare ma la penso allo
            stesso modo...Grazie


            e chiaramente mi hanno visto come

            un favoreggiatore di comportamenti
            scorreti.
            fregatene...non e cosi facile cambiare admin
            di tutti i client e server e visto che non
            l'hanno ancora fatto...
            proponi un sistema di regole che venga
            communicato a tutti i lavoratori in cui si
            spiega che le comunicazioni possono essere
            monitorate e che ogniuno puo avere delle
            conseguenze negative se non fa il bravo...
            di solito funziona...Beh, infatti sono al mio posto da te anni, anche se non credo che resisterò...


            D'accordo, ma c'è un limite che non si può

            oltrepassare: il mio lavoro non consiste

            nello spiare i miei colleghi. Oltretutto,

            anche la professionalità, con queste

            richieste, viene sminuita
            considerevolmente.
            professionalita, etica, non pensavo di
            sentire piu queste parole...
            ;-)Eh già, peccato.
          • Anonimo scrive:
            Re: La mia esperienza da amministratore di rete

            Beh, infatti sono al mio posto da te anni,
            anche se non credo che resisterò...tutti hanno cio che si meritano prima o poi...basta aspettare con calma e senza incazzarsi...
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete

      Lavoro come amministratore di rete presso
      un'azienda con circa 250 dipendenti fra
      impiegati, quadri e operai; vorrei
      raccontarvi la mia esperienza in azienda, in
      merito alla privacy.
      Amministro una rete composta da 70 client, 6
      server e connessione permanente HDSL.
      Come amministratore di rete, ho la
      possibilità di monitorare costantemente sia
      il traffico generato verso internet, sia -
      pur con alcune limitazioni - il traffico
      E-mail.Cosa usi?Thanks
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete
        - Scritto da: keper

        Lavoro come amministratore di rete presso

        un'azienda con circa 250 dipendenti fra

        impiegati, quadri e operai; vorrei

        raccontarvi la mia esperienza in azienda,
        in

        merito alla privacy.

        Amministro una rete composta da 70
        client, 6

        server e connessione permanente HDSL.

        Come amministratore di rete, ho la

        possibilità di monitorare costantemente
        sia

        il traffico generato verso internet, sia -

        pur con alcune limitazioni - il traffico

        E-mail.
        Cosa usi?

        Thanksexchange server 5.5
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete
      Caro collega. Io rispondo invece dal posto di lavoro. Ho delle deroghe per quanto riguarda forum professionali. Appunto ho delle deroghe a delle regole. La legge 675/96 prevede la predisposizione di un documento programmatico sulla sicurezza per chi tratta dati sensibili (tutti), nel quale è caldamente consigliabile allegare un regolamento per l'uso dei sistemi informatici. In questo regolamento, magari fatto accettare al sindacato se c'è, stabilirai insieme alla direzione le regole per una sorveglianza lecita. Cioè i confini entro i quali tu potrai muoverti senza incappare in sanzioni. Queste regole saranno conosciute da tutti. Tutti sapranno che se scriveranno mail o andranno su siti proibiti TI METTERANNO NELLE CONDIZIONI di acquisire informazioni che TU NON VUOI ACQUISIRE. In sostanza, una volta avvisati, è come se avessero questi comportamenti in pubblico.
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete
        - Scritto da: Draculino
        Caro collega. Io rispondo invece dal posto
        di lavoro. Ho delle deroghe per quanto
        riguarda forum professionali. Appunto ho
        delle deroghe a delle regole. La legge
        675/96 prevede la predisposizione di un
        documento programmatico sulla sicurezza per
        chi tratta dati sensibili (tutti), nel quale
        è caldamente consigliabile allegare un
        regolamento per l'uso dei sistemi
        informatici. In questo regolamento, magari
        fatto accettare al sindacato se c'è,
        stabilirai insieme alla direzione le regole
        per una sorveglianza lecita. Cioè i confini
        entro i quali tu potrai muoverti senza
        incappare in sanzioni. Queste regole saranno
        conosciute da tutti. Tutti sapranno che se
        scriveranno mail o andranno su siti proibiti
        TI METTERANNO NELLE CONDIZIONI di acquisire
        informazioni che TU NON VUOI ACQUISIRE. In
        sostanza, una volta avvisati, è come se
        avessero questi comportamenti in pubblico. Direi che concordo.Ma rispondi a questa mia osservazione.Se la tua "direzione" o superiore ti chiedesse di far parte di un plotone di esecuzione; accettersti?
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete
        scritto da Draculino:
        Queste regole saranno conosciute da tutti.
        Tutti sapranno che se scriveranno mail o
        andranno su siti proibiti TI METTERANNO NELLE
        CONDIZIONI di acquisire informazioni che TU NON
        VUOI ACQUISIRE. In sostanza, una volta
        avvisati, è come se avessero questi
        comportamenti in pubblico. In parte sono d'accordo con te, ma credi che sia molto lecito affermare in un ipotetico documento aziendale: "L'azienda può effettuare, in qualsiasi momento, controlli sugli account aziendali di posta elettronica...."?
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete
      - Scritto da: Peps(cut)
      Gradirei conoscere le vostre opinioni.
      P.sei una brava persona.una cosa abbastanza rara.sono perfettamente d'accordo con te.il problema etico comunque va spiattellato su tutte le professioni.per evitare questo, negli USA la legge responsabilizza il lavoratore.così un ragioniere qualsiasi, che SA di frodare il fisco, se l'azienda viene beccata, finisce dentro.quindi COL CAZZO CHE LO FA!anche se gli dicono "o così o pomì" ... perché il pomì è il licenziamento ... e il così è la galera potenziale.Se tu sapessi che all'arrivo di una denuncia per violazione X, finisci dentro tu e non il datore di lavoro, col CAZZO che lo fai!!!!giusto?Sembra un errore responsabilizzare così l'utente ... ma invece... se uno commette (su commissione anche) un illecito COSCIENTEMENTE, deve pagare ... allora si, nessuno lo farà.E si rispetteranno le leggi.... :-( oppure vengono cambiate.
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete
      Ciao Peps, Sono un sistemista (non Linux, ma è un caso) addetto alla sicurezza della rete aziendale, delle sue varie piattaforme e degli accessi. Mi sono fermamente opposto quando mi hanno chiesto di leggere la posta di una dipendente che si era dimessa. Non le varie cartelle personali (word, excell, etc dove il dipendente deve mettere lavori aziendali) ma la posta xchè -secondo me- può contenere documenti arrivati anche ALL'INSAPUTA dell'interessato. Ho dovuto discutere parecchio, ma l'ho spuntata. Da noi la posta di chi lascia l'Azienda viene semplicemente cancellata.Bye. Giovanni
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete
        - Scritto da: giovanni
        Ciao Peps,
        Sono un sistemista (non Linux, ma è un
        caso) addetto alla sicurezza della rete
        aziendale, delle sue varie piattaforme e
        degli accessi. Mi sono fermamente opposto
        quando mi hanno chiesto di leggere la posta
        di una dipendente che si era dimessa. Non le
        varie cartelle personali (word, excell, etc
        dove il dipendente deve mettere lavori
        aziendali) ma la posta xchè -secondo me- può
        contenere documenti arrivati anche
        ALL'INSAPUTA dell'interessato. Ho dovuto
        discutere parecchio, ma l'ho spuntata. Da
        noi la posta di chi lascia l'Azienda viene
        semplicemente cancellata.
        Bye. GiovanniCiao Giovanni,è un buon segnale, ma già il fatto di "discutere parecchio" è negativo. Buon lavoro
    • Anonimo scrive:
      Re: La mia esperienza da amministratore di rete
      Ciao.Gestisco la rete di diverse aziende con anche piu' di 500 dipendenti.Distinguerei due casi distinti:1. Controlli per troppo traffico generato.2. Controlli di contenuti.nel primo caso c'e' poco da dire... aziende che spendono 40.000 euro all'anno per una cdn utilizzata per lavoro e satura delle cacate dei dipendenti, mi chiedono un controllo sull'utilizzo di banda per sapere chi ne approfitta... e mi sembra giusto! o usi internet per lavorare e mi va bene, ma se cazzeggi non lavori e per di piu' disturbi, devi pagare il traffico :)in generale mi comporto cosi': avviene la richiesta di controllo... faccio una circolare dove dico che la risorsa internet e' satura, e che quindi si faranno dei generici controlli (intesi in mbyte utilizzati giornalmente)... a questo punti i consumi di solito scendono di circa il 60-70%... la linea torna ad essere veloce... il capo e' contento e non mi chiede mai chi cazziare...sulla seconda cosa la situazione e' diversa. di solito il controllo dei contenuti lo chiedono in pochi (di solito "capi" intorno a 50-60 anni), ma tutti mi chiedono di trovare dei metodi per contenere le email personali (= non perdere tempo sul lavoro per i fatti propri).sul fatto in questione sono in generale d'accordo per questo motivo: email sul lavoro -
      SOLI contenuti di tipo aziendale. se il dipendente e' assente, o se ne va, l'azienda deve continuare a "vivere" di conseguenza mi sembra giusto rilevare o redirigere la posta.salutim.ps. x il tizio che attaccava i sistemisti linux... se non sei un falso.... sei ridicolo!
      • Anonimo scrive:
        Re: La mia esperienza da amministratore di rete
        - Scritto da: yoda
        Ciao.
        Gestisco la rete di diverse aziende con
        anche piu' di 500 dipendenti.
        Distinguerei due casi distinti:
        1. Controlli per troppo traffico generato.
        2. Controlli di contenuti.

        nel primo caso c'e' poco da dire... aziende
        che spendono 40.000 euro all'anno per una
        cdn utilizzata per lavoro e satura delle
        cacate dei dipendenti, mi chiedono un
        controllo sull'utilizzo di banda per sapere
        chi ne approfitta... e mi sembra giusto! o
        usi internet per lavorare e mi va bene, ma
        se cazzeggi non lavori e per di piu'
        disturbi, devi pagare il traffico :)
        in generale mi comporto cosi': avviene la
        richiesta di controllo... faccio una
        circolare dove dico che la risorsa internet
        e' satura, e che quindi si faranno dei
        generici controlli (intesi in mbyte
        utilizzati giornalmente)... a questo punti i
        consumi di solito scendono di circa il
        60-70%... la linea torna ad essere veloce...
        il capo e' contento e non mi chiede mai chi
        cazziare...

        sulla seconda cosa la situazione e' diversa.
        di solito il controllo dei contenuti lo
        chiedono in pochi (di solito "capi" intorno
        a 50-60 anni), ma tutti mi chiedono di
        trovare dei metodi per contenere le email
        personali (= non perdere tempo sul lavoro
        per i fatti propri).

        sul fatto in questione sono in generale
        d'accordo per questo motivo: email sul
        lavoro -
        SOLI contenuti di tipo aziendale.
        se il dipendente e' assente, o se ne va,
        l'azienda deve continuare a "vivere" di
        conseguenza mi sembra giusto rilevare o
        redirigere la posta.

        saluti
        m.

        ps. x il tizio che attaccava i sistemisti
        linux... se non sei un falso.... sei
        ridicolo!In linea di massima mi trovi d'accordo, le risorse aziendali sono risorse aziendali punto e basta. A me comunque è stato chiesto di controllare E-mail di dipendenti che non erano né assenti né si erano dimessi, ecco da dove nascevano tutte le mie perplessità. Fra l'altro, nella azienda dove lavoro ho attivato un servizio di forwarding per cui una E-mail inviata all'account vendite@azienda.it viene smistata su otto account aziendali e così via, quindi viene a mancare il fondamento su cu si basa la richiesta di controllo ad personam.SalutiP.P.S.: credo che il tizio che parlava anche dei sistemisti linux abbia scritto il messaggio dopo una consistente dose di grappa. O almeno spero (per lui).
        • Anonimo scrive:
          Re: La mia esperienza da amministratore di rete
          by the way, riguardo a quanto si diceva sopra nel forum, di policy trasparenti e pubbliche, è bene non dimenticare mai di includere nella lettera di incarico (che i dipendenti devono firmare) che gli strumenti informatici vengono concessi all'utente SOLO per compiere l'incarico assegnatogli. Così se nascono contestazioni in pratica hanno fimato per accettazione un documento che li dichiara inadempienti al contratto in caso utilizzino il loro computer a fini personali. In questo caso l'azienda può fare tutti i controlli che vuole sui computer, perchè non vi si deve trovare niente di personale e non attinente all'azienda stessa PROPRIO IN BASE A QUANTO FIRMATO dallo stesso dipendente!
  • Anonimo scrive:
    Vorrei sottolineare una cosa
    Come giustamente ho letto in un post, anche l'accesso alla posta aziendale, benche' mezzo che mi viene concesso dall'azienda stessa, andrebbe regolato.Cosa ne so io se qualcuno accede alla mia posta e dal mio account invia posta compromettente?Oppure crea mail fittizie nella mia mailbox?Chi mi protegge da questi abusi?Io posso solo sperare che cio non accada, il datore di lavoro e' certo che potra' usarle contro di me.Inoltre, corretteza vorrebbe, che pur non avendo nulla da obbiettare a che si controlli la mia posta, vorrei essere informato (per iscritto) da chi, a che ora, e per quale motivo si e' acceduto alla mia posta.Non per contestare l'accesso, ma per avere una prova.In fondo anche il carabiniere che mi fa la multa mi rilascia il verbale.Attesta che per quella infrazione sono gia' stato punito e non potro' esserlo una seconda volta.ciao
  • Anonimo scrive:
    Hanno ragione entrambi...
    Come da titolo.E' giusta la motivazione del licenziamento (un nostro ex dirigente fece leo stesso: usò i mezzi aziendali per procacciarsi clienti e mettersi in proprio).Però sarebbe altrettanto giusta una richiesta di risarcimento da parte della dipendente per non rispetto della privacy...se volevano effettuare un controllo, potevano farlo con lei presente...Che poi la signora/ina in questione non sia il massimo della furbizia è fuori questione!Una password, no, eh? settare il client di posta (che si tratti di netscape o altro fa lo stesso...) per rimuovere le mail dal server e poi proteggere l'accesso (al software) con una password?Si eviterebbe anche che sistemisti "scorretti" curiosino sulle mail presenti sul server aziendale (non che un sistemista scaltro non possa farlo comunque, però...) :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Hanno ragione entrambi...
      l'unico modo per non farsi leggere la posta neppure dal webmaster o system administrator è mandarle codificate con pgp o meglio gpg, che è free software. Il meccanismo è semplice, chiave pubblica e privata, solita roba, affidabile e indistruttibile. Comunque, concordo pienamente con slainte nel thread a fianco.
  • Anonimo scrive:
    Ma state lavorando??
    Domanda a quelli che sostengono che in azienda non puoi utilizzare posta, telefono etc...Ma voi state lavorando? State partecipando ad un forum su internet dal lavoro?Se la risposta è si, allora state rubando tempo, banda, risorse etc alla vostra azienda: licenziatevi per coerenza.Se no, e non avete mai lavorato state parlando per partito preso, senza una vera cognizione di causa.Così giusto per meditare...A proposito, sto lavorando. E nessuno mi ha detto che sono un fancazzista...
    • Anonimo scrive:
      Pausa!
      Domanda a tutti quelli che scrivono opinioni su questo forum: ma state lavorando? E l'azienda vi paga per scrivere qui? Io vi licenzierei ;-)- Scritto da: slainte
      Domanda a quelli che sostengono che in
      azienda non puoi utilizzare posta, telefono
      etc...
      Ma voi state lavorando? State partecipando
      ad un forum su internet dal lavoro?
      Se la risposta è si, allora state rubando
      tempo, banda, risorse etc alla vostra
      azienda: licenziatevi per coerenza.
      Se no, e non avete mai lavorato state
      parlando per partito preso, senza una vera
      cognizione di causa.
      Così giusto per meditare...
      A proposito, sto lavorando. E nessuno mi ha
      detto che sono un fancazzista...
  • Anonimo scrive:
    Re: art 18

    prima di avere tante risposte fatevi delle
    domande!!!!!!cosa avresti voluto dimostrare?io non l'ho capito....il licenziamento senza giusta causa in aziende con meno di 15 dipendenti e' comunque vietato.Semplicemente c'e' un rimborso pecuniario invece del reintegro.ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: art 18
      Infatti in questo caso il licenziamento aveva una giusta causa: La Sig. A.A. lavorava in proprio per concorrenti, se non addirittura passava a quelli know-how aziendale.Il punto rimane che pur essendo lecito il licenziamento la posta personale deve essere una cosa privata.Trattandosi pero' di casella postale aziendale A.A. doveva come minimo evitare di usarla per cose compromettenti, e poi bisogna vedere quali erano i termini con cui questa casella aziendale era stata costituita, se il datore di lavoro aveva specificato ai dipendenti che si trattava di una casella personale, o solo di una casella di lavoro, che il dipendente poteva usare solo per comunicazioni inerenti l'attivita' lavorativa.Evidentemente il giudice sa qualcosa che noi non sappiamo, nessuno ha letto la motivazione della sentenza?
  • Anonimo scrive:
    Quale illegalita? E' solo suggestione.
    Il Personal Computer connesso alla rete aziendale è un bene dell'impresa e deve essere utilizzato per gli scopi inerenti il rapporto di lavoro ispirandosi ai medesimi criteri di fedeltà e diligenza propri, appunto, di un rapporto fiduciario.Banalmente se il proprietario dell'azienda X pesca un suo dipendente ad usare il TORNIO in orario di lavoro (ma anche durante una pausa) per gli affari propri.. lo licenzia e credo che nessuno abbia nulla da dire. Allora come mai ci scaldiamo tanto? Corrisponenza privata, privacy... tutte balle. E' solo un modo di porsi nei confronti del bene aziendale. Chiarito questo, tutto viene di conseguenza. In ogni caso è necessario elaborare un completo e organico regolamento e possibilmente concordarlo con il sindacato o con una rappresentanza dei lavoratori. Ciò mette al riparo da ogni equivoco.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quale illegalita? E' solo suggestione.
      - Scritto da: Draculino
      Il Personal Computer connesso alla rete
      aziendale è un bene dell'impresa e deve
      essere utilizzato per gli scopi inerenti il
      rapporto di lavoro ispirandosi ai medesimi
      criteri di fedeltà e diligenza propri,
      appunto, di un rapporto fiduciario.
      Banalmente se il proprietario dell'azienda X
      pesca un suo dipendente ad usare il TORNIO
      in orario di lavoro .......e qui ti volevo...infatti lo vedo proprio un datore di lavoro così bastardo da non lasciare fare un lavoretto per se ad uno che quel macchinario te lo fa fruttare a manetta. e siccome non se lo può permettere, allora usa quello e si qualcosa per sé.succede in qualsiasi azienda.ma solo in quelle con dei veri STRONZI a comandare, si fanno notare queste cose.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quale illegalita? E' solo suggestione.
        Stiamo discutendo di principi o di casi particolari? In linea di principio se scopro un dipendente utilizzare il tornio per farsi gli affari propri e lo licenzio, in tribunale vinco un'eventuale causa senza ombra di dubbio. Se becco un impiegato a naviagare su un sito porno... non so.
  • Anonimo scrive:
    Email
    Il dipendente ha usato l'email per scopi suoi personali e in orario di ufficio.Punto.Quindi se ha percepito uno stipendio per un lavoro che non ha fatto, ha tradito la fiducia dell'azienda. Andatevi a leggere le leggi che regolamentano il lavoro, sicuramente le avete affisse in bacheca.E non dite "si, ma se il lavoro lo faccio lo stesso, l'azienda non viene danneggiata".primo: la banda si paga, e cosi' l'elettricità, e magari il tempo che i colleghi perdono perchè chi deve usare internet per lavoro ha una banda insufficiente, cosi' come se fai fotocopie per i cavoli tuoi usi illegalmente e immoralmente carta non tua, quindi è un furto bello e buono.Secondo: la grande maggioranza della gente è pagata a ore, non a cottimo. Ti pago 8 ore di lavoro e me ne devi fare 8, nemmeno un minuto in meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Email
      - Scritto da: Vertigo|.. come se fai fotocopie
      per i cavoli tuoi usi illegalmente e
      immoralmente carta non tua, quindi è un
      furto bello e buono.si, credo sia peculato.
  • Anonimo scrive:
    Come si fa con i contratti aziendali?
    Vorrei chiedere: se un'azienda fa firmare un contratto al dipendente in cui c'è scritto che la sua mail verrà letta, il suo accesso ad internet tracciato e gli è vietato installare programmi non autorizzati (in particolare di crittografia), COME CI SI COMPORTA?E' legale o no un simile contratto?
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si fa con i contratti aziendali?
      - Scritto da: Bigox
      Vorrei chiedere: se un'azienda fa firmare un
      contratto al dipendente in cui c'è scritto
      che la sua mail verrà letta, il suo accesso
      ad internet tracciato e gli è vietato
      installare programmi non autorizzati (in
      particolare di crittografia), COME CI SI
      COMPORTA?
      E' legale o no un simile contratto?Penso di si.Metti che un dipendente visiti siti illegali ,avendo un tracciato e' possibile sapere CHI e' il colpelvole.Oppure un dipendente installa software piratato ,arriva la paldina della giustzia informatica BSA ,e affibia una sanzione all' azienda ? Con un contratto simile ci si puo' tutelare
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si fa con i contratti aziendali?
      Il problema è oltremodo complesso. Ci sono sentenze a favore dei lavoratori, altre a favore dell'impresa. Il nodo principale riguarda lo statuto dei lavoratori, che vieta controlli a distanza in tempo reale che possano essere lesivi della dignità deli lavoratori. Quando lo statuto è stato scritto si pensava forse a telecamere a circuito chiuso o altri strumenti di controllo della produttività. Ma oggi? Un' ulteriore prova che invece di scannarsi sul 18.. ci sarebbe da rivedere tutto lo statuto
      • Anonimo scrive:
        Re: Come si fa con i contratti aziendali?

        Un'
        ulteriore prova che invece di scannarsi sul
        18.. ci sarebbe da rivedere tutto lo statutosostituirei "invece di scannarsi" con "oltre a resistere" :)ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si fa con i contratti aziendali?
      - Scritto da: Bigox
      Vorrei chiedere: se un'azienda fa firmare un
      contratto al dipendente in cui c'è scritto
      che la sua mail verrà letta, il suo accesso
      ad internet tracciato e gli è vietato
      installare programmi non autorizzati (in
      particolare di crittografia), COME CI SI
      COMPORTA?
      E' legale o no un simile contratto?e se ti fanno firmare un contratto in cui accetti di essere licenziata/a se ti sposi o se hai bambini?accetti?e se devi fare favori sessuali?accetti?
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si fa con i contratti aziendali?


      E' legale o no un simile contratto?No.
  • Anonimo scrive:
    Quanto siete limitati....
    Anche io sono d'accordo sul fatto che nn bisogna usare la mail aziendale per scopi privati. Ma il discorso non è questo, il discorso è che ma mail pinco.pallo@azienda.it ha diritto di leggerla solo Pinco Pallo. Punto e basta.Se non capite questo non c'è nulla da fare.Bye
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto siete limitati....
      No, giuridicamente se l'email non è personale, è solo uno strumento che l'azienda ti mette a disposizione per effettuare il tuo lavoro, che poi l'email la possa usare solo tu, e non il tuo capo all'occorrenza, non penso sia scritto da nessuna parte. Ma visto che la casella email è di PROPRIETA dell'azienda se tu ci ricevi messaggi personali:1) Se il tuo capo li legge non contravviene a nessuna regola2) Rischi pure i calci nel culo perchè nel regolamento aziendale si proibisce l'uso personale di mezzi aziendali a fini personali.PUNTO.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto siete limitati....

      Anche io sono d'accordo sul fatto che nn
      bisogna usare la mail aziendale per scopi
      privati. Ma il discorso non è questo, il
      discorso è che ma mail pinco.pallo@azienda.it
      ha diritto di leggerla solo Pinco Pallo. Punto
      e basta.

      Se non capite questo non c'è nulla da fare.Se tu in ufficio hai la selezione passante e quindi in buona sostanza un numero fisso non puoi comunque usarlo a tuo piacimento, e se per caso quando sei in pausa caffe' una telefonata impropria arriva al centralino dove per caso c'era il direttore tu ti becchi un cazziatone come minimo, un licenziamento come giusto (dipende sempre dal contenuto della telefonata).Le caselle che l'azienda consegna ai singoli dipenendenti sono dell'azienda, non dei dipendenti.Saluti.Stefano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto siete limitati....
        Vediamo la prossima volta che capita a te cosa ne pensi... Non penso diresti che l'impresa ha ragione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Quanto siete limitati....
          Non capisco il problema: se uno deve usare la propria casella di posta per messaggi personali, e' bene che se ne faccia una gratuita e personale da qualche parte; la casella aziendale e' uno strumento di lavoro. E' poi chiaro che in condizioni normali all'azienda va bene che il dipendente usi la posta aziendale per se' finche' si tratta di un uso limitato, ma in condizioni anormali e' un comportamento da reprimere.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto siete limitati....


        Le caselle che l'azienda consegna ai singoli dipenendenti sono dell'azienda, non dei dipendenti.Le caselle si, la posta no. Nessuno ti vieta di guardare da chi ti arrivano messaggi ("Ragioniere, mi spiega quella mail da www.playboy.com??") ma la costituzione vieta a chiunque, privo di autorizzazione dle giudice, di leggerla, la mail...
  • Anonimo scrive:
    Ricordo che pe prove raccolte così non hanno valor
    come da oggetto
  • Anonimo scrive:
    Il male minore
    Se un magistrato di primo grado deve decidere se far licenziare una persona o farne mettere in galera un altra, di solito decide per il male minore ...Perchè di questo si sta parlando: violare la corrispondenza altrui è un reato penale che prevede l'arresto!Quale giudice italiano manderebbe in galera un dirigente per una leggerezza come quella di usare documenti acquisiti illegalmente come prova per licenziare un dipendente fedifrago?Credete forse di essere in un paese civile?
    • Anonimo scrive:
      Re: Il male minore
      E' chiaro che hai capito ben poco della vicenda che sembra molto più grave dei semplici casi di utilizzo di mail aziendale a scopo personale...Il dipendente non ha usato un' altra casella di posta per condurre suoi progetti di lavoro paralleli, ma ha usato quella aziendale.Ovvero ha sfruttato l' immagine aziendale per condurre proprio lavoro estraneo all' Azienda infatti perchè usare la mail mionome@azienda.it anzichè mionome@libero.it , un po' di malafede c' è oppure no!?La questione verte proprio su questo particolare, che è lo sfruttamento dell' immmagine dell' Azienda a proprio vantaggio, nonchè il rischio che il dipendente danneggi anche la stessa immagine dell' Azienda magari con un lavoro svolto male.Inoltre si parla anche di sottrazione di potenziali clienti.Se qualcuno ha bisogno di tenere contatti privati basta mandare e-mail mediante interfaccia web di uno dei tantissimi provider gratuiti con cui si ha la propria mail.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il male minore

        E' chiaro che hai capito ben poco della
        vicenda che sembra molto più grave dei
        semplici casi di utilizzo di mail aziendale
        a scopo personale...
        Il dipendente non ha usato un' altra casella
        di posta per condurre suoi progetti di
        lavoro paralleli, ma ha usato quella
        aziendale.
        Ovvero ha sfruttato l' immagine aziendale
        per condurre proprio lavoro estraneo all'
        Azienda infatti perchè usare la mail
        mionome@azienda.it anzichè mionome@libero.it
        , un po' di malafede c' è oppure no!?
        La questione verte proprio su questo
        particolare, che è lo sfruttamento dell'
        immmagine dell' Azienda a proprio vantaggio,
        nonchè il rischio che il dipendente danneggi
        anche la stessa immagine dell' Azienda
        magari con un lavoro svolto male.
        Inoltre si parla anche di sottrazione di
        potenziali clienti.
        Se qualcuno ha bisogno di tenere contatti
        privati basta mandare e-mail mediante
        interfaccia web di uno dei tantissimi
        provider gratuiti con cui si ha la propria
        mail.


        quindi se il dipendente fosse stato "un furbo" o un "figlio di m....." e avesse fregato il datore di lavoro, sarebbe andato tutto bene?E se l'azienda rovinasse la mia immagine facendo trapelare la voce che ho un'amante, fatto scoperto leggendo le MIE email nella LORO casella?io sarei stato ingenuo, certo, ma non disonesto come nel punto a) dove uso la posta via web su yahoo, magari leggendola da una shell in america su cui mi collego in ssh...perche' ingannare le regole deve essere fonte di elogio e essere semplicemente ingenui deve significare essere un povero scemo che merita qualsiasi cosa?non lo capiro' mai...come dice l'inno d'italia "noi siamo un popolo di calpesti e derisi"ciao
  • Anonimo scrive:
    PC Aziendale e PC Domestico
    Se il dipendente vuole usare il pc dell'azienda come fosse il suo pc di casa allora non ha capito un ca**o della vita.La mail privata te la leggi a casa sulla tua casella email, non in ufficio dove devi lavorare!
    • Anonimo scrive:
      Re: PC Aziendale e PC Domestico
      - Scritto da: Manwe
      Se il dipendente vuole usare il pc
      dell'azienda come fosse il suo pc di casa
      allora non ha capito un ca**o della vita.

      La mail privata te la leggi a casa sulla tua
      casella email, non in ufficio dove devi
      lavorare!ah ah ah ah ah ...come no!8 ore di blackout dal mondo... non esiste!caspita per una mail ogni tanto... (fosse una)basta piuttosto usare la propria casella e lasciare la PWD così che quando non ci siamo nessuno la legge e lasciare senza PWD quella aziendale, altrimenti si possono creare più identità eventualmente usano programmi di posrta divesi (come fa qualcuno che conosco), oppure usare la webmail èer scopi privati, oppure cancellare l'account privato la sera...Basta farsi furbi e non usare la mail aziendale per le cavolate private... tutto qui!buon lavoro ragazzi.
  • Anonimo scrive:
    Computer aziendale e propria posta
    Sono in accordo con la sentenza di Milano, la casella di posta aziendale deve servire esclusivamente per comunicazioni aziendali, o almeno non private.E poi, un po' di buon senso, esistono migliaia di servizi che permettono di controllare la propria posta via web, non ci vuole una grande intelligenza a pensare di utilizzare questi ultimi per la posta personale...E poi, avete mai letto il vostro contratto di lavoro? E' giujsta causa per il licenziamento utilizzare tempo e strumenti della propria azienda per effettuare lavori di altre aziende, è questo il motivo del licenziamento.Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Computer aziendale e propria posta
      Concordo perfettamente! Se devi fare una cosa non tanto corretta, falla almeno da furbo! Se lei si fosse creata un account su uno qualsiasi dei provider gratuiti starebbe ancora lavorando lì.
      • Anonimo scrive:
        Re: Computer aziendale e propria posta
        Non concordo assolutamente con voi, a parte il "fare le cose da furbo" a cui ti riferisci, che mi da quella brutta sensazione della mentalità Italiana in cui "fare il furbo" scorrettamente va in fondo bene.A parte questo, forse dovuto ad una interpretazione scorretta delle tue parole, ritengo che entrambe le parti abbiano commesso gravi scorrettezze. Il diritto alla privacy dei mezzi di comunicazione è importantissimo, e non deve essere violato. E infatti vietato aprire la corrispondenza cartacea altrui. Il fatto che il mezzo sia dell'azienda non cambia le cose. Io sono titolare di una piccola azienda, ed è come se io ascoltassi o registrassi le telefonate dei miei dipendenti(fatte con il telefono aziendale).Allo stesso tempo, il licenziamento è stato giusto, nulla da dire, anche se le informazioni sono state ottenute con i mezzi sbagliati.Insomma: inviolabile il diritto alla riservatezza.
        • Anonimo scrive:
          Re: Computer aziendale e propria posta
          Ciao,a mio parere la questione è:fino a che punto il dipendente che usa mezzi e sistemi dell'azienda (auto, telefono, e-mail)può farne un uso personale?Penso anch'io però che l'impiegata licenziata abbia abusato dell'e-mail per attività in aperta concorrenza con la ditta stessa!Roberto G.
        • Anonimo scrive:
          Re: Computer aziendale e propria posta
          - Scritto da: SoRe
          Non concordo assolutamente con voi, a parte
          il "fare le cose da furbo" a cui ti
          riferisci, che mi da quella brutta
          sensazione della mentalità Italiana in cui
          "fare il furbo" scorrettamente va in fondo
          bene.

          A parte questo, forse dovuto ad una
          interpretazione scorretta delle tue parole,
          ritengo che entrambe le parti abbiano
          commesso gravi scorrettezze. Il diritto alla
          privacy dei mezzi di comunicazione è
          importantissimo, e non deve essere violato.
          E infatti vietato aprire la corrispondenza
          cartacea altrui. Il fatto che il mezzo sia
          dell'azienda non cambia le cose. Io sono
          titolare di una piccola azienda, ed è come
          se io ascoltassi o registrassi le telefonate
          dei miei dipendenti(fatte con il telefono
          aziendale).

          Allo stesso tempo, il licenziamento è stato
          giusto, nulla da dire, anche se le
          informazioni sono state ottenute con i mezzi
          sbagliati.

          Insomma: inviolabile il diritto alla
          riservatezza.
          Non esiste riservatezza in questo caso, perchè non c'è nulla che riguardi il proprio lavoro che il dipendente dovrebbe nascondere al suo superiore. E visto che, per regolamento, sulla casella postale ci dovevano essere solo informazioni legate al lavoro...
          • Anonimo scrive:
            Re: Computer aziendale e propria posta

            Non esiste riservatezza in questo caso,
            perchè non c'è nulla che riguardi il proprio
            lavoro che il dipendente dovrebbe nascondere
            al suo superiore. E visto che, per
            regolamento, sulla casella postale ci
            dovevano essere solo informazioni legate al
            lavoro...Ohhh ma davvero?La legge sulla privacy, in azienda, riguarda solo i seguenti punti:a) Adesione sindacaleb) Stato di salutec) Appartenenza religiosad) RetribuzioneA questo punto si possono escludere i punti a) b) e c), i primi due non sono strettamente inerenti al lavoro e quindi non possono essere argomento di e-mail, il punto b) è conosciuto dal datore di lavoro per cui egli non viola niente.Ma io POSSO usare la mia e-mail per contattare i sindacati,per cui ecco spiegato perchè il mio datore di lavoro non ha NESSUN diritto di vedere la mia posta, come non ha NESSUN diritto di sapere quali possano essere i miei contattati con il sindacato.Il problema è che non può uscire una sentenza del genere che, come spiegato sopra, si basa su prove illegali perchè violano il diritto alla privacy AZIENDALE. Chiaro poi che la dipendente è stata licenziata per ragioni giuste!
          • Anonimo scrive:
            Re: Computer aziendale e propria posta
            - Scritto da: Keper
            Ohhh ma davvero?
            La legge sulla privacy, in azienda, riguarda
            solo i seguenti punti:
            a) Adesione sindacale
            b) Stato di salute
            c) Appartenenza religiosa
            d) Retribuzione

            Ma io POSSO usare la mia e-mail per
            contattare i sindacati,per cui ecco spiegato
            perchè il mio datore di lavoro non ha NESSUN
            diritto di vedere la mia posta, come non ha
            NESSUN diritto di sapere quali possano
            essere i miei contattati con il sindacato.Puoi contattare i sindacati tramite il tuo telefono , puoi scrivergli una lettera con un tuo francobollo, contattarli da casa tua con il tuo indirizzo e-mail.
          • Anonimo scrive:
            Re: Computer aziendale e propria posta
            L'adesione al sindacato riguarda comunque il mio lavoro. Se uso il telefono dell'azienda uso comunque una risorsa aziendale, per di più + cara, quindi ...Domanda a tutti 'sti post: ma voi siete al lavoro? Se si, e pensate quello che scrivete, state rubando tempo, banda etc alla vostra azienda: licenziatevi!Se non state lavorando e non avete mai lavorato parlate per puro partito preso, senza sapere cosa dite.
          • Anonimo scrive:
            Re: Computer aziendale e propria posta
            - Scritto da: slainte
            Domanda a tutti 'sti post: ma voi siete al
            lavoro? Se si, e pensate quello che
            scrivete, state rubando tempo, banda etc
            alla vostra azienda: licenziatevi!Si, non posso licenziarmi da solo :)
            Se non state lavorando e non avete mai
            lavorato parlate per puro partito preso,
            senza sapere cosa dite.
            Parlo proprio perche' "subisco" tutti i giorni questi comportamenti non esattamente corretti ( non mi riferisco a comunicazioni con i sindacati ,ci mancherebbe , ma a ca$$eggi personali dei dipendenti )
          • Anonimo scrive:
            Re: Computer aziendale e propria posta

            Puoi contattare i sindacati tramite il tuo
            telefono , puoi scrivergli una lettera con
            un tuo francobollo, contattarli da casa tua
            con il tuo indirizzo e-mail.Eh nooo!Caro mio, troppo comodo, io non ho necessità sindacali a casa mia, queste nascono solo in ambito aziendale e mi è riconosciuto il tempo LAVORATIVO e gli strumenti AZIENDALI per poterle soddisfare, sono in liena di massima d'accordo con chi vuole una certa rigidezza, ma certi diritti devono essere riconosciuti.
  • Anonimo scrive:
    Re: art 18
    non è proprio un'esposizione chiara chiara;La prima domanda che mi farei, se fossi in te è: " ma gli altri ci capiscono qualcosa quando scrivo ?!"
  • Anonimo scrive:
    La soluzione siste....
    La societa' per cui lavoro ha fatto firmare a tutti i dipendente che hanno l'abilitazione all'utilizzo delle Email una lettera di autorizzazione. In questa lettera il dipendente si impegna a non utilizzare l' Email aziendale ad uso personale e a dare l'autorizzazione, in caso di sua assenza, alla lettura delle stesse.
  • Anonimo scrive:
    siamo chiari:
    no ma ragazzi, siamo chiari: la casella sarà pure intestata alla persona, ma se sul MIO sito ci sta scritto: inviate gli ordini alla responsabile commerciale maria.rossi@laMIAditta.it e questa se ne sta a casa per 4 mesi perchè è in cinta, io che faccio, non vendo più niente finchè non ha scodellato il pupo?E se io faccio progetti di qualche tipo, e nella sua casella c'è un subject "il progetto di cui parlavamo" avrò il diritto di leggerla, no? e se vedo che sta facendo i SUOI progetti con i MIEI mezzi enel tempo ceh IO le pago, avro il diritto di alterarmi un pelino, no?A prescindere da fatto che una così stupida da non farsi un'email da qualche parte è meglio perderla che trovarla!
    • Anonimo scrive:
      Re: siamo chiari:
      C'è anche un'altro modo, cambio l'indirizzo maria.rossi@laMIAditta.it sul sito e ci metto l'indirizzo di qualcuno che è presente in ditta, o metto un forward delle email di quell'utente ad un'altro (il suo capo ad es.). Mi sembra che la necessità di leggere a tutti i costi le email di un utente quando non c'è sia evitabile con un po' di buon senso e qualche accorgimento.
      • Anonimo scrive:
        Re: siamo chiari:
        Ah ottima idea:
        ...o metto un forward delle email di
        quell'utente ad un'altro (il suo capo ad
        es.). Mi sembra che la necessità di leggere
        a tutti i costi le email di un utente quando
        non c'è sia evitabile con un po' di buon
        senso e qualche accorgimento.questo è davvero un accorgimento astuto!
        • Anonimo scrive:
          Re: siamo chiari:


          ...o metto un forward delle email di

          quell'utente ad un'altro (il suo capo ad

          es.).
          questo è davvero un accorgimento astuto!Si', infatti oltre a violare la privacy allo stesso modo (arrivano anche le email personali al capo) si ha anche dirottamento della corrispondenza, come se il postino si portasse a casa la posta.Saluti.Stefano.
          • Anonimo scrive:
            Re: siamo chiari:
            Ma che violare la privacy!!! Siamo seri.Noi in azienda usiamo la piattaforma Lotus Notes/Domino ed esistono le deleghe e le assenze dall'ufficio. Il dipendente si configura lui uno o più utenti ai quali la sua posta deve essere girata quando è assente dall'ufficio.Non c'è nessuna violazione della privacy se è l'utente stesso a stabilire chi deve leggere la propria posta.
      • Anonimo scrive:
        Re: siamo chiari:
        - Scritto da: Flavio
        C'è anche un'altro modo... o metto un forward
        delle email di quell'utente ad un'altro.Cosi' non c'e' piu' bisogno di spiare nel pc del dipendente, i messaggi posso leggermeli seduto comodo nel mio ufficio .
        • Anonimo scrive:
          Re: siamo chiari:
          - Scritto da: Guinness
          - Scritto da: Flavio

          C'è anche un'altro modo... o metto un
          forward
          delle email di quell'utente ad
          un'altro.

          Cosi' non c'e' piu' bisogno di spiare nel pc
          del dipendente, i messaggi posso leggermeli
          seduto comodo nel mio ufficio .Mah, mica tutti... se sul sito c'è un form per gli ordini si mette direttamente li la doppia email
    • Anonimo scrive:
      Si, Facciamo chiarezza
      Il Personal Computer connesso alla rete aziendale è un bene dell'impresa. Punto. Se il proprietario dell'azienda pesca un suo dipendente ad usare il TORNIO in orario di lavoro ma anche durante una pausa per gli affari propri lo licenzia e credo che nessuno abbia nulla da dire. Allora come mai ci scaldiamo tanto? Corrisponenza privata, privacy... tutte balle. E' solo un modo di porsi nei confronti del bene aziendale. Chiarito questo tutto viene di conseguenza. In ogni caso è necessario elaborare un completo e organico regolamento e possibilmente concordarlo con il sindacato o con una rappresentanza dei lavoratori. Ciò mette al riparo da ogni equivoco.
    • Anonimo scrive:
      Re: siamo chiari:

      A prescindere da fatto che una così stupida
      da non farsi un'email da qualche parte è
      meglio perderla che trovarla!beh, anche uno che configura un account di posta personale ricevuto da una sola persona, come l'accuont su cui arrivano mail importanti e' un bel tonno, che non merita di fare neanche il capitano delle barchette nella vasca da bagno.Di solito per questi scopi si usano delle liste ricevute da almeno due persone, o alle quali e' semplice dire su quale casella forwardare la posta.E per le email che riguardano progetti importanti, io ho sempre usato inviarle al destinatario e in CC al mio responsabile.... non so se gli altri fanno lo stesso, ma mi sembrano regole banali che evitano un sacco di problemi e non facilitano il crearsi di falsi alibi tipo "avevo bisogno di leggere una email e purtroppo, mio malgrado, ho dovuto leggere tutta la casella di posta".Ciao
  • Anonimo scrive:
    Disposizioni
    Da me ogni dipendente che riceve un indirizzo di posta elettronica. Firma un formulario del seguente tenore:- La la casella di posta elettronica è proprietà della ditta.- L'utente è responsabile della medesima.- Ogni abuso verrà punito.- Il reparto Informatica può, con il consenso della direzione, accedere alla posta elettronica di tutto il personale.Giorno e firma.Così si taglia la testa al toro e non abbiamo nessuna divergenza.
    • Anonimo scrive:
      Re: Disposizioni
      E ovviamente non può rifiutare tale cortese invito in alcun modo.Che bello che ci sia gente come te al mondo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disposizioni
        Certo che può rifiutare ... il mondo è vasto e può sicuramente trovare qualche altra azienda che non ne richieda la firma (spontaneamente o ... forzatamente)
        • Anonimo scrive:
          Re: Disposizioni
          Come no. Il mondo è pieno di aziende che ti permettono la 'policy personale'. Tu vai al colloquio e chiedi di non firmare documenti di questo tipo. Facciamo una statistica dei risultati in termini di assunzioni ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Disposizioni

        E ovviamente non può rifiutare tale cortese
        invito in alcun modo.Ovvio, ogni azienda ha le sue regole, che implicitamente o espicitamente dichiarate, vanno rispettate.Il datore di lavoro non ti obbliga a lavorare per lui, ma se vuoi lavorare per lui, queste sono le regole.
    • Anonimo scrive:
      Re: Disposizioni
      Io mi configuro gli account personali su Outlook e li leggo in azienda usando la tua connettività, sto rispettando la tua policy, ma scommetto che non sei d'accordo.Aggiungi anche che la connettività sul lavoro è di tipo aziendale e che non se ne può fare un uso personale così tagli veramente la testa al toro.Chiaro che un minimo di elasticità . . .
    • Anonimo scrive:
      Re: Disposizioni
      - Scritto da: Andermatt
      Da me ogni dipendente che riceve un
      indirizzo di posta elettronica. Firma un
      formulario del seguente tenore:

      - La la casella di posta elettronica è
      proprietà della ditta.
      - L'utente è responsabile della medesima.
      - Ogni abuso verrà punito.
      - Il reparto Informatica può, con il
      consenso della direzione, accedere alla
      posta elettronica di tutto il personale.

      Giorno e firma.

      Così si taglia la testa al toro e non
      abbiamo nessuna divergenza.
      potrei anche essere d'accordo, ma aggiungerei qualche altra clausola....- la direzione informera' il dipendente dopo ciascun accesso da parte di personale autorizzato alla casella di posta fornendo i nominativi delle persone che hanno avuto accesso e la motivazione.....insomma io ti lascio leggere la posta ma dovrei almeno sapere chi lo fa' e perche'...e soprattutto chi viene a conoscenza della mia posta...non vorrei trovarmi un giorno ad essere accusato di aver passato nominativi di clienti o segreti aziendali alla concorrenza....e magari e' stato qualcuno che aveva accesso alla mia posta....un'altra cosuccia....io metterei una bella multa per quelle aziende che NON hanno controlli o log o qualsiasi mezzo per identificare chi accede alla posta altrui...e credetemi sono tante....questa mancanza di controllo permette a certe persone di accedere alla posta degli altri...all'insaputa della "dirigenza"....poi cosa se ne facciano dipende da cosa trovano...
  • Anonimo scrive:
    Bisognerebbe sapere se...
    Riferita così la notizia si presta ado ogni tipo di commento.La casella di email aziendale è dell'azienda che ha tutto il diritto di leggerla ne più ne meno che un qualsiasi documento sulla scrivania del dipendente. Basta essere chiari sin dall'inizio: email aziendale = azienda, come una sedia, un pc, la carta per le fotocopie, le salviette del bagno, etc.
    in quanto nella sua mailbox erano state trovate email riferite a progetti di lavoro personali
    di A.A. e non inerenti alla propria occupazione in seno all'azienda.Anche qui è ambiguo: i progetti di lavoro personale riguardavano la produzione di centrini all'uncinetto (lavorati dopo cena e quindi in orario non lavorativo) oppure avavano analogie o identità con lo stesso lavoro svolto in azienda?
    • Anonimo scrive:
      Re: Bisognerebbe sapere se...
      - Scritto da: Paperinik
      Riferita così la notizia si presta ado ogni
      tipo di commento.

      La casella di email aziendale è dell'azienda
      che ha tutto il diritto di leggerla ne più
      ne meno che un qualsiasi documento sulla
      scrivania del dipendente. Basta essere
      chiari sin dall'inizio: email aziendale =
      azienda, come una sedia, un pc, la carta per
      le fotocopie, le salviette del bagno, etc.


      in quanto nella sua mailbox erano state
      trovate email riferite a progetti di lavoro
      personali

      di A.A. e non inerenti alla propria
      occupazione in seno all'azienda.

      Anche qui è ambiguo: i progetti di lavoro
      personale riguardavano la produzione di
      centrini all'uncinetto (lavorati dopo cena e
      quindi in orario non lavorativo) oppure
      avavano analogie o identità con lo stesso
      lavoro svolto in azienda?Sono pienamente d'accordo.Comunque anche fossero stati lavori all'uncinetto, la dipendente andava in ogni caso licenziata.Un cretino davanti ad un computer ne può fare di danni... e una così cretina da non riuscire a farsi una fottuta casella su yahoo... meglio che vada davvero a casa a fare l'uncinetto :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Bisognerebbe sapere se...
        - Scritto da: gio

        Sono pienamente d'accordo.
        Comunque anche fossero stati lavori
        all'uncinetto, la dipendente andava in ogni
        caso licenziata.
        Un cretino davanti ad un computer ne può
        fare di danni... e una così cretina da non
        riuscire a farsi una fottuta casella su
        yahoo... meglio che vada davvero a casa a
        fare l'uncinetto :)di base NON sarei d'accordo con te.ma ripensandoci, come omaggio all'intelligenza... direi di si.Perché?perché è a causa del tutto-facile che oggi un datore di lavoro si può permettere di violare la privacy.6 anni fa non sarebbe stato in grado, perché incapace di usare il mezzo.Non suggerisco altro perché i simpatici SPIONI avrebbero vita facile.Ciao a tutti
  • Anonimo scrive:
    Soluzione: PGP
    Ormai per difendersi non rimane altro mezzo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzione: PGP
      Non credo proprio, specie ora che PGP è proprietario ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Soluzione: PGP
        - Scritto da: PGPDown
        Non credo proprio, specie ora che PGP è
        proprietario ...openpgp o simili?
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzione: PGP
      Rimane un mezzo molto piu' efficace (usandolo) ed economico (usando). Ognuno ce l'ha, A.A. non l'ha usato.Si chiama cervello.Saluti.Stefano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzione: PGP
      - Scritto da: Bigfoot
      Ormai per difendersi non rimane altro mezzo.Soluzione per cosa?Per poter lavorare di nascosto per altre aziende durante gli orari di lavoro, come ha fatto la tipa?Almeno l'articolo lo hai letto?Se invece intendi soluzione per scrivere in privato agli amici, basta creare un account web e fare tutto con quello.Ovviamente, meglio se durante gli orari di pausa.
  • Anonimo scrive:
    ci sono metodi piu "eleganti" per licenziare...
    questa causa era tutta una farsa...detto questo usate encryption se proprio dovete spedire mail da lavoro...anche se dipende a "chi" spedite...nel senso di conoscenze informatiche...
    • Anonimo scrive:
      Re: ci sono metodi piu
      - Scritto da: blah
      questa causa era tutta una farsa...
      detto questo usate encryption se proprio
      dovete spedire mail da lavoro...anche se
      dipende a "chi" spedite...nel senso di
      conoscenze informatiche...eh quello è il problema.poi magari a distanza di mesi un deficiente si ricorda della tua mailbox (ormai divenuta di dominio pubblico come contenuti) e ti scrive una cazzata ... non puoi controllare che questo accada.
  • Anonimo scrive:
    qualche considerazione...
    - il datore di lavoro AVEVA il diritto di vedere se tra le mail (suppongo che fosse una casella aziendale) c'era qualcuna che riguardava i progetti in corso- ma non avrebbe neanche dovuto leggere le email con subject/mittente a lui sconosciuti- la dipendere e' stata STUPIDA ad usare la mail aziendale per messaggi personali o cmq che non riguardavano direttamente l'azienda considerando che non e' certo un problema procurarsi una casella e-mail.- se tra dipendente e datore di lavoro c'e' cosi' poco diaglogo o i rapporti sono talmente tesi da dover ricorrere ad una denuncia e cmq e sempre meglio ANDARSENE.- io avrei cmq multato per violazione della privacy l'azienda .. lasciandogli cmq il diritto di licenziare la dipendente
    • Anonimo scrive:
      Re: qualche considerazione...
      - Scritto da: P.O.W.
      - il datore di lavoro AVEVA il diritto di
      vedere se tra le mail (suppongo che fosse
      una casella aziendale) c'era qualcuna che
      riguardava i progetti in corso

      - ma non avrebbe neanche dovuto leggere le
      email con subject/mittente a lui sconosciuti Piu' che sconosciuti, io direi che avrebbe dovuto leggere le email solo se subject e mittente sono senza ombra di dubbio relativi al lavoro svolto.
      - la dipendere e' stata STUPIDA ad usare la
      mail aziendale per messaggi personali o cmq
      che non riguardavano direttamente l'azienda
      considerando che non e' certo un problema
      procurarsi una casella e-mail.

      - se tra dipendente e datore di lavoro c'e'
      cosi' poco diaglogo o i rapporti sono
      talmente tesi da dover ricorrere ad una
      denuncia e cmq e sempre meglio ANDARSENE. L'Andarsene o meno probabilmente dipende se hai o meno alternative lavorative in congiunzione con l a tua necessita' di lavorare.
      - io avrei cmq multato per violazione della
      privacy l'azienda .. lasciandogli cmq il
      diritto di licenziare la dipendente E io concordo appieno con Te, ma licenziare un dipendente per qualche email di troppo mi sembra quantomeno eccessivo, una multa sarebbe stata piu' che sufficente.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: qualche considerazione...
        non erano mail di troppo. (non ha scritto mail all'amica o altro)erano mail che provavano l'uso dell'orario lavorativo per svolgere lavori non dell'azienda.E' quello il motivo del licenziamento.
        • Anonimo scrive:
          Re: qualche considerazione...
          - Scritto da: ddw
          non erano mail di troppo. (non ha scritto
          mail all'amica o altro)

          erano mail che provavano l'uso dell'orario
          lavorativo per svolgere lavori non
          dell'azienda.

          E' quello il motivo del licenziamento. Io invece credo fossero email di troppo, ovvero: Email con contenuto e indirizzo non inerenti con il lavoro in azienda. L'orario d'invio di una o piu' email non necessariamente deve coincidere con quello di stesura delle medesime. Anche il PC sul mio lavoro manda le email a intervalli programmati, dandomi la possibilita' di scriverle anche in orari di pausa lavoro (A parte il fatto che lavoro in proprio, ma questo non c'entra con il discorso).Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: qualche considerazione...
      - Scritto da: P.O.W.
      - il datore di lavoro AVEVA il diritto di
      vedere se tra le mail (suppongo che fosse
      una casella aziendale) c'era qualcuna che
      riguardava i progetti in corsoNon concordo con te. Secondo te, se inviassi una lettera "normale" a pinco pallino presso la ditta tal dei tali, il dirigente della ditta avrebbe diritto ad aprirla in assenza del signor pallino? Non credo proprio.Purtroppo, data la sentenza, vi è distinzione tra la posta tradizionale e quella elettronica. Spero che prima o poi qualcuno in Italia decida di equiparare i due tipi di corrispondenza.
      - se tra dipendente e datore di lavoro c'e'
      cosi' poco diaglogo o i rapporti sono
      talmente tesi da dover ricorrere ad una
      denuncia e cmq e sempre meglio ANDARSENE.Bisognerebbe conoscere la situazione. Non sempre le cose sono banali come appaiono.
      - io avrei cmq multato per violazione della
      privacy l'azienda .. lasciandogli cmq il
      diritto di licenziare la dipendenteUhm... non sta in piedi, a mio avviso. In questo caso l'azienda non avrebbe avuto il diritto di leggere la corrispondenza, ed il licenziamento sarebbe stato ingiusto.
    • Anonimo scrive:
      Re: qualche considerazione...
      Ehhhhh..... :-))))))))))Ma secondo te chi sappiamo noi un'occhiata alle nostre mail la da ogni tanto o no?Sai, la sala server e' fresca...Oh, la tua casella me la leggo pure io! :-))E la mia tu nooooo!!!!Ciao!P.S. Ho i corvi sul collo! Devo finire!!
  • Anonimo scrive:
    questo dimostra che l'Aduc non è nulla.
    "Secondo l'Aduc "spiare una persona ha un valore giuridico solo se c'è un'autorizzazione da parte di un magistrato". "L'alternativa - insiste l'Associazione degli utenti e dei consumatori - è l'inesistenza del diritto di privacy, con l'estremizzazione che porta a considerare un dipendente di un'azienda come uno schiavo, senza cioè i suoi diritti di individuo".l'aduc dice...ma la sig.na A.A. ha preso indercooler.e quindi?
    • Anonimo scrive:
      Re: questo dimostra che l'Aduc non è nulla.

      questo dimostra che l'Aduc non è nulla.... e meno male!L'azienda non voleva spiare la dipendente, voleva solo le mail che riguardavano l'azienda per mandare avanti l'attivita'. Spesso questa operazione si chiama anche customer care.Ora se la dipendente utilizzava il medesimo account per affari privati e' colpa della dipendente che poteva fare le cose piu' ordinate.Cosa direbbe un datore di lavoro se trovasse nella posta in distribuzione in ufficio il catalogo di VpC di qualche azienda indirizzato ad una dipendente? "Potevi fartelo spedire a casa e leggertelo nel tempo libero". E cosi' ha fatto questa azienda, ha dato tanto tempo libero ad A.A. per leggere la sua posta privata (da un indirizzo diverso).Saluti.Stefano.
      • Anonimo scrive:
        Re: questo dimostra che l'Aduc non è nulla.
        - Scritto da: Free.9

        questo dimostra che l'Aduc non è nulla.

        ... e meno male!

        L'azienda non voleva spiare la dipendente,
        voleva solo le mail che riguardavano
        l'azienda per mandare avanti l'attivita'.
        Spesso questa operazione si chiama anche
        customer care.Dai non facciamo gli ingenuotti, questo è quello che ha detto l'azienda in tribunale, mica poteva dire che stava cercando un modo per licenziare la dipendente, senza perderci soldi!Che poi volesse licenziarla perchè sospettava già la cosa è un'ipotesi più che palusibile.
        • Anonimo scrive:
          Re: questo dimostra che l'Aduc non è nulla.
          E' comunque un dato di fatto che A.A. usasse la mailbox aziendale per utilizzo privato, e questo è abbastanza illegale. Pensare poi che l'azienda approfitti delle ferie dei propri dipendenti per spiare nella loro posta, mi sembra un tantino paranoico. Pensi davvero che abbiano tanto tempo da perdere?
  • Anonimo scrive:
    non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
    come da subjekt
    • Anonimo scrive:
      Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
      Esatto: poiché paga il PC, il server di posta, la connessione Intenernet e l'elettricità consumata, ha il diritto di chiedere che il dipendente usi la posta aziendale solo per lavoro ed anche di controllare.Cosa diresti se fossi un datore di lavoro e i tuoi dipendenti passessero ore al telefono con la mamma in teleselezione, se usassero il PC per fare gli affari loro (comprese attività in concorrenza con la tua stessa azienda), o addirittura gli impianti aziendali per lavori per conto proprio?Il rapporto dipendente-datore di lavoro si deve basare sulla fiducia reciproca: io ti affido gli strumenti, tu li usi per lavorare.Nessuno si lamenta se spedisci un e-mail ad un amico per fissare una cena, o se telefoni a casa per avvertire che fai tardi o per sapere se il figlio ammalato sta bene, ma purtroppo c'è sempre chi ne approfitta. La signora in questione avrebbe potuto benissimo usare la sua casella e-mail personale per tutto quello che non è attinente al suo lavoro presso l'azienda, come faccio io.Non tutti i dipendenti sono brave persone solo per il fatto di essere "poveri dipendenti" come non ttti i padroni sono cattive persone per il solo fatto di essere "padroni".
      • Anonimo scrive:
        Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
        - Scritto da: ldsandonsubject: Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
        Esatto: poiché paga il PC, il server di
        posta, la connessione Intenernet e
        l'elettricità consumata, ha il diritto di
        chiedere che il dipendente usi la posta
        aziendale solo per lavoro ed anche di
        controllare.ecco, questo ultimo punto, dai tempi del fascismo, era un attimo cambiato, da quanto sapevo... ma pare che "finalmente" sia tornato eh?
        Cosa diresti se fossi un datore di lavoro e
        i tuoi dipendenti passessero ore al telefono
        con la mamma in teleselezione, se usassero
        il PC per fare gli affari loro(...)ho capito l'antifona.se il datore di lavoro, fa il lavoro per cui è pagato, non ho da preoccuparmi.è sempre successo e sempre succederà.il datore di lavoro lo sa, il dipendente lo sa.se il dipendente rende, perché devi fare l'aguzzino? Lascialo perdere.Se sta LE ORE a telefono, non riuscirà a lavorare.se il lavoro però viene fatto, ergo il dipendente non sta li a fare un cazzo.
        Il rapporto dipendente-datore di lavoro si
        deve basare sulla fiducia reciproca: alla faccia della fiducia!leggere la posta di una persona!se c'è una mailbox di TUTTI allora ok, ma quella è una mail indirizzata al DIPENDENTE e a lUi soltanto.Non ti parlo poi di quel caso ... ma di tutti, ovviamente.
        Nessuno si lamenta se spedisci un e-mail ad
        un amico per fissare una cena, [cut]salvo sia proprio quella volta che vieni a spiare la mia mail e mi vieni a dire "ah... usiamo la mail per scopi personali eh? ci facciamo le cene h? ma non avevi deto che eri incasinato in famiglia?"

        La signora in questione avrebbe potuto
        benissimo usare la sua casella e-mail
        personale per tutto quello che non è
        attinente al suo lavoro presso l'azienda,
        come faccio io.su questo non posso che darti ragione: è stata una stupida.anche perché così, legge e spioni o no, la password non l'avrebbe saputa nessun altro.quindi è lei che è stata davvero stupida.
        Non tutti i dipendenti sono brave persone
        solo per il fatto di essere "poveri
        dipendenti" come non ttti i padroni sono
        cattive persone per il solo fatto di essere
        "padroni".non ci piove.il punto è che il dipendente non avrà mai lo stesso potere nel far rispettare la propria privacy, tanto quanto il padrone ha potere e denaro per far rispettare quello che ritiene il proprio diritto.non so se hai capito QUESTO concetto che volevo sintetizzare con il titolo folkloristico ...hai voglia di associazioni, sindacati, difese dei diritti ... un ricco se VUOLE qualcosa, la ha. Legale o meno che sia la faccenda.
        • Anonimo scrive:
          Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
          IL problema è sempre questo: Chiunque è capace di lamentarsi o inneggiare ad una ridicola lotta fra classi (Datore di lavoro
          ricco
          potente e dipendende
          povero
          indifeso) ma non di riconoscere realmente come sono i fatti. A parte il caso specifico, che in parte condivido; vi voglio far presente cosa vuol dire posta elettronica in azienda:spesso gente che a casa non ha nemmeno il pc si trova ad usare una postazione sul posto di lavoro, senza conoscere le minime regole di sicurezza (vedi aprire allegati.exe etc.) o la utilizza per inviare i soliti video idioti da 1.5 Mb. Le conseguenze sono chiare a tutti, rischio di invirare la rete (per i virus) e di rallentare il server per mb di spazzatura. E soprattutto, se un datore di lavoro spende dai 2.500.000 vecchie lire in su per stipendio e contributi, hai il sacrosanto diritto di ottenere in cambio dei servizi da questo. non mi sembra assolutamente giusto che questo si faccia i fatti suoi e venga pagato.E per piacere non siamo ipocriti dicendo che i dipendenti non hanno nessun tipo di tutela. Le tutele ci sono, e spesso se ne abusa....
          il punto è che il dipendente non avrà mai lo
          stesso potere nel far rispettare la propria
          privacyNO ?! chissà perchè allora esistono tanti casi di mobbing...
          non so se hai capito QUESTO concetto che
          volevo sintetizzare con il titolo
          folkloristico ...Chiaro, come è chiaro che non hai mai provato a metterti in proprio ed avere dipendenti...
          hai voglia di associazioni, sindacati,
          difese dei diritti ... un ricco se VUOLE
          qualcosa, la ha. Legale o meno che sia la
          faccenda.Non capiscos se è una questione accecante ideologia politica o una questione di invidia....ErC.
          • Anonimo scrive:
            Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
            Sono d'accordo al 90% con te, tranne che per questa cosa:
            spesso gente che a casa non ha nemmeno il pc
            si trova ad usare una postazione sul posto
            di lavoro, senza conoscere le minime regole
            di sicurezza (vedi aprire allegati.exe etc.)
            o la utilizza per inviare i soliti video
            idioti da 1.5 Mb. Le conseguenze sono chiare
            a tutti, rischio di invirare la rete (per i
            virus) e di rallentare il server per mb di
            spazzatura. Per questo si fanno dei corsi, e per questo ci sono particolari agevolazioni per le aziende.Però, chissà perché, non si fanno mai perché è opinione comune che siano una perdita di tempo.Io, se fossi datore di lavoro, li considererei come una spesa necessaria: almeno se poi succede qualcosa (come sempre accade) potrei dire "io il corso te l'ho fatto, se combini ancora cazzate facevi meglio a non dormire durante la lezione".
          • Anonimo scrive:
            Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda

            Per questo si fanno dei corsi, e per questo
            ci sono particolari agevolazioni per le
            aziende.
            Però, chissà perché, non si fanno mai perché
            è opinione comune che siano una perdita di
            tempo.D'accordissimo anche io, il problema è che spesso i corsi non sono proprio obbligatori (tipo lager) ma aperti a quei dipendenti che vogliono prendervi parte. IL problema sorge quando questi corsi iniziano quando finisce l'orario di ufficio e buona parte di questi preferisce andare a casa piuttosto che farsi 1 ora in + in ufficio.Sono cmq favorevole ai corsi per l'uso del PC.Erc.
        • Anonimo scrive:
          Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
          Ma vai a lavorare!!!!!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: non avevo dubbi. il PADRONE ha il dané e comanda
      ha il danè fintanto che il dipendente fa il suo lavoro e non ne approfitta spudoratamente per farsi i cavoli suoi.se il dipendente non lavora,il padrone non guadagna,e se non guadagna piùcome può pagare il dipendente?alla lunga stanno a casa tutti quanti.ciao
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