Sta per cambiare radicalmente il rating PEGI attribuito in Europa ai videogiochi. Per esteso si legge Pan European Game Information ed è il metodo di classificazione che vediamo rappresentato sulle copertine dei titoli con un bollino colorato accompagnato da un numero: 3, 7, 12, 16 e 18. A partire da giugno introdurrà nuovi criteri di valutazione, tenendo conto di alcune tendenze ormai affermate in ambito gaming.

Nuovi criteri per il rating PEGI dei videogiochi
Ad esempio, nell’assegnare un’etichetta anziché un’altra sarà valutata la presenza di acquisti in-game o l’eventuale possibilità di pagare per contenuti random. In altre parole, le cosiddette loot box. L’esempio più diretto che ci viene in mente sono i pacchetti di figurine presenti nella serie calcistica di EA Sports, all’interno della modalità Ultimate Team. Per questo motivo, FC 27 potrebbe essere classificato PEGI 16 (l’attuale FC 26 è PEGI 3).
Altri criteri tenuti in considerazione sono la presenza di funzionalità per la comunicazione e altre che spingono a continuare a giocare in cambio di premi. Ecco un riassunto di cosa cambierà.
- Acquisti in-game: in presenza di offerte limitate nel tempo o per quantità scatterà la classificazione PEGI 12, con NFT o meccanismi legati alle blockchain si passerà a PEGI 18;
- contenuti random a pagamento: il rating di default sarà PEGI 16, in alcuni casi PEGI 18;
- incentivi a giocare: ad esempio, in presenza di missioni giornaliere da portare a termine sarà PEGI 7, se il meccanismo penalizzerà chi non coglie l’invito si passerà a PEGI 12;
- comunicazione: in presenza di funzionalità senza restrizioni sarà PEGI 18.
Le modifiche sono state calibrate dal comitato di PEGI in collaborazione con esperti di terze parti e con l’autorità tedesca USK che ha già implementato modifiche simili nel 2023, per conformarsi a una legge nazionale (German Youth Protection Act). Il fatto che poi sia difficile far rispettare le limitazioni quando un gioco viene acquistato, è un altro discorso.