Perché Microsoft apre i formati di Office?

Punto Informatico lo ha chiesto ad Umberto Paolucci, uno dei massimi dirigenti Microsoft, secondo cui Open XML e la richiesta di standard sono tappe di una strada intrapresa da tempo dal big di Redmond. Ecco dove porta


Roma – L’annuncio è di pochi giorni fa: Microsoft, con l’appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, da British Library ad Intel), ha presentato ad ECMA International il suo formato Office Open XML, affinché divenga standard di mercato, integrabile facilmente in applicazioni e strumenti informatici sviluppati da terzi. Si tratta infatti di specifiche che possono essere adottate con licenza libera da royalty da chiunque (vedi anche la Guida ai formati XML di Microsoft disponibile qui ). In più, il nuovo formato garantisce interoperabilità ed accesso con i documenti precedenti di Office. L’annuncio ha comprensibilmente alzato molta polvere: Office è la suite di applicativi più utilizzata da istituzioni, pubbliche amministrazioni ed imprese nel mondo. La novità, dunque, è destinata ad interessare un pubblico enorme. Per questo Punto Informatico ha parlato della cosa con Umberto Paolucci , senior chairman di Microsoft EMEA e vicepresident di Microsoft Corporation.

Punto Informatico: Il dibattito sui formati aperti è di vecchia data, perché proprio ora Microsoft ha scelto di muoversi, con ECMA, verso la standardizzazione del formato di riferimento del prossimo Office, Office 12?
Umberto Paolucci: Microsoft si è mossa da lungo tempo sul fronte degli standard aperti, basti pensare alla crociata che conducemmo sull’HTML. Decidere per OpenXML è la conseguenza ovvia di uno scenario in cui un formato aperto, grazie a soluzioni ormai mature ed affidabili, può tradursi in un vantaggio sia per i consumatori che per il mercato.

PI: Un formato come Open XML va incontro alle specifiche sull’accesso e conservazione dei documenti che sempre più spesso vengono adottate dal settore pubblico. E’ così? Qual è stata la reazione dei vostri partner e clienti all’annuncio?
UP: Office ha sempre puntato su XML, e questo è un passo avanti in una strategia di apertura centrata su XML, da qui l’idea che con l’avvento di una nuova versione di Office, Office 12 appunto, fosse opportuno tenere conto di questo scenario, quindi consentire la possibilità di rendere accessibili documenti già realizzati con precedenti formati.
L’obiettivo è quindi allargare gli spazi, fare in modo che l’IT sia via via più pervasivo e questo passa anche attraverso l’apertura dei formati. In questo senso, al di là dell’appoggio di organizzazioni come Apple o Intel, la reazione all’annuncio è stata molto positiva, sia da parte dei nostri partner che degli osservatori, dei referenti commerciali e via dicendo.

PI: In questi giorni si è sentito di tutto, in molti ritengono che se Office non adottasse formati aperti la Commissione Europea potrebbe persino formalmente “sconsigliarne l’adozione” da parte delle pubbliche amministrazioni della UE. La scelta Microsoft è una conseguenza di questo genere di preoccupazione? C’è da parte delle PA nel mondo una sempre maggiore attenzione a certe scelte tecnologiche, scelte che spesso vanno nella direzione di formati aperti e software libero
UP: Non possiamo prevedere quello che pensa la Commissione Europea ma certamente le autorità di controllo hanno obiettivi non dissimili dai nostri, quelli di un mercato più accessibile, più aperto.

PI: Non tutti crederanno alla sincerità di questo approccio da parte di Microsoft
UP: Bisogna capire che da parte delle istituzioni, delle pubbliche amministrazioni e via dicendo c’è letteralmente fame di soluzioni riutilizzabili, per rendere i documenti accessibili nel tempo. C’è un forte interesse a lavorare con noi per fare in modo che questo patrimonio di conoscenze e di dati, anche in campo artistico, pensiamo ai libri, sia accessibile e rimanga tale nel tempo.

PI: Come si ottiene questo risultato nello scenario disegnato da Microsoft?
UP: Questo si fa con la prevedibilità dell’evoluzione delle tecnologie, ossia con l’apertura dei processi di sviluppo. Si tratta, in sostanza, di valorizzare uno standard in cui abbiamo creduto fin dall’inizio e che offre proprio questo, l’accesso al passato della gestione documentale e la garanzia che in futuro quelle informazioni rimarranno accessibili.
In tutto questo si innescano evidentemente le considerazioni sull’interoperabilità delle applicazioni: la domanda del mercato è sempre più chiara e a questa intendiamo rispondere.
Il nostro approccio è rendere gli strumenti e le informazioni più accessibili e semplici e questo si ottiene con offrire sia semplicità a chi la cerca e ne ha bisogno sia maggiore raffinatezza, sistemi più sofisticati, a chi può avvalersene, con vantaggi in termini di maggiore efficacia, tempi di sviluppo ridotti e costi contenuti. Nella nostra posizione abbiamo il dovere commerciale, industriale ed etico di muoverci in questa direzione.


PI: I formati aperti sono tradizionalmente legati, pur con notevoli eccezioni, al mondo dell’open source. Di recente Microsoft ha presentato le prime proprie licenze che aprono ad una condivisione dei codici sorgenti di certi suoi prodotti: la scelta verso i formati aperti è stata in qualche modo condizionata dal loro imporsi sul mercato derivato anche alla crescente diffusione di software libero?
UP: Con Shared Source Microsoft da lungo tempo ha iniziato un cammino di apertura: il punto chiave è che il nostro focus è nel dare di più, nell’investire sull’innovazione e sull’integrazione nel nome, come dicevo, di soluzioni più facilmente accessibili e disponibili per tutti. Non c’è quindi un allineamento su denominatori comuni con realtà magari meno ricche sia in termini di tecnologie che di contenuti. Da un lato, vediamo l’esistenza, ma anche la bellezza, della filosofia di sviluppo collettivo ma dall’altro dobbiamo concentrarci sui risultati e questi devono essere i maggiori possibili.

PI: Sbagliato quindi ragionare sulle strategie di Microsoft prendendo punti di riferimento comuni con l’open source?
UP: Da parte nostra c’è un grande rispetto e una grande attenzione verso lo sviluppo collettivo, che spesso sfocia e viene canalizzato in componenti commerciali e viene veicolato anche da nomi illustri del settore IT, ma il nostro impegno rimane nel continuare ad innovare, nel non trascurare niente, nell’investire al massimo.

PI: È vero però che in molti ambiti, soprattutto istituzionali, prodotti proprietari e prodotti open source sono sempre più spesso posti in diretta competizione…
UP: Sul mercato ci sono soluzioni di varia natura e le pubbliche amministrazioni devono scegliere ciò che meglio si adatta alle proprie esigenze, ragionando su ogni singola soluzione, tenendo conto di criteri generali come la capacità di diffusione o la sensibilità verso i portatori di disabilità, spesso trascurati dall’open source, che non sempre offre su certi temi l’attenzione che noi cerchiamo di avere. È insomma importante una dialettica di alternativa ma è anche giusto che noi si faccia il nostro mestiere nel migliore dei modi.

PI: Come a dire, anche, che la vostra non è una risposta all’avanzata dell’open source trascinato pure, tra le molte cose, dai formati aperti
UP: La nostra è una strategia della cui bontà siamo profondamente convinti: credo ci sia per noi un’opportunità perché vi è un allineamento, una coincidenza di obiettivi di natura industriale e commerciale e obiettivi che derivano dalla nostra responsabilità quale leader di mercato. Scenario dai quali deriva il nostro impegno per la creazione di conoscenza diffusa e di far sì che i nostri partner e clienti facciano sempre più da sé, il cosiddetto empowerment , modelli che non sempre vengono sottesi dal fenomeno dell’open source. Siamo fieri di dire che il valore aggiunto per noi è quello dei nostri partner, dove loro fatturano 8 noi fatturiamo 1.

PI: Il nuovo Office, Office 12, supporterà formalmente anche il formato PDF. Qualche settimana fa circolavano indiscrezioni rispetto ad un possibile supporto esteso anche ad OpenDocument. Si tratta di illazioni? Si può considerare OpenDocument, che lo stato del Massachussets vuole sostituire a tutti gli altri formati per i documenti pubblici, una sorta di concorrente di OpenXML negli interessi di Microsoft?
UP: Dobbiamo tenere conto non solo del futuro ma anche della valorizzazione dei documenti che già esistono, del passato: con OpenDocument perderemmo tutto il passato ed è quindi una strada che per ragioni tecniche non intendiamo perseguire.

PI: E il fatto che con Open XML gli utenti possano scegliere di utilizzare software diversi per la gestione dei documenti non rappresenta una preoccupazione per Microsoft? Darete più spazio ai vostri competitor
UP: Noi crediamo che Office sia sempre più una piattaforma nella quale il grosso del valore viene aggiunto dalle terze parti. Quindi, perché questa promessa sia vera, è necessario che ci sia una strategia di apertura, non possiamo pretendere di fare tutto da soli.

PI: Con tutte queste novità, perdipiù così ravvicinate, parlo delle licenze aperte e dei formati aperti, si può dire che è cambiato qualcosa nel modo in cui Microsoft considera il software libero e più in generale un modello di produzione e sviluppo che fin qui si è contrapposto direttamente al “mercato tradizionale” del software?
UP: Microsoft da tempo sta allargando, trasformando ed innovando il modo in cui i nostri partner possono accedere al software, oggi sono ormai oltre un milione le organizzazioni che in vari modi hanno accesso al nostro codice. È chiaro che vogliamo garantire l’integrità del codice e della piattaforma ma non è certo una novità che Microsoft si stia muovendo in questa direzione.

intervista a cura di Paolo De Andreis

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    e il rispetto verso le persone...
    ... verso le persone che pagano un cd o un dvd, o qualsiasi cosa protetta dai diritti, un occhio della testa?se abbassassero i prezzi forse la "illegalità", come dice l'articolo, sarebbe di meno e tutte queste aziende che si fanno un sacco di soldi(e dico un sacco parlando di milioni e milioni di euro) non avrebbero problemi. anzi credo che guadagnerebbero di più! Di queste questioni se ne parla da molto tempo e loro insistono a combattere battaglie già perse di principio!non puoi lottare contro tutta la popolazione mondiale solamente perchè vuoi fare tanti e tanti soldi e a noi vuoi farci credere che noi non "rispettiamo" le "regole"? Fatevi un esame di coscienza e vedrete che state sprecando solo tempo e denaro(per gli avvocati). :s
  • Anonimo scrive:
    Re: Ne resterà solo uno!
    Dipende da molti fattori. Comunque, per trarne grandi soddisfazioni, si, deve essere sempre acceso. Però ci si può anche accontentare !Ciao,Piwi
  • Anonimo scrive:
    Era ora
    Personalmente non trovo che sia una tragedia. Meno scaricamenti = meno droga = meno soldi alla delinquenza organizzata:D
  • Anonimo scrive:
    LimeWire è molto diffuso nelle scuole
    Pare che nelle scuole italiane sia molto diffuso. Confermate?
  • Anonimo scrive:
    WinMX, Kazaa ecc.
    WinMX continua a funzionare grazie ad alcuni accorgimenti.Se la rete fasttrack (ovvero quella di Kazaa) dovesse chiudere allora il mio consiglio è di utilizzare KCeasy. Non credo che il filesharing morira'.Certo quando c'era solo Napster trovare le cose era un po' piu' facile e non parlo delle "fetecchie" di Britney Spears ed affini.
  • carobeppe scrive:
    Ma quanto sono idioti questi...
    ... ma non riescono proprio ad imparare niente questa banda di masnadieri che stanno dietro a Riaa, Siae e company... dai, l'hanno già fatto all'epoca di Napster... chi non si ricorda i Limp Biscuits e i Blink 281??? E poi... arrivata Bertelsmann e comprato tutto... TAC! Morpheus, kazaa, winmx e chi più ne ha più ne metta... PATETICI!
  • Anonimo scrive:
    Ultimatum rimandato...
    ...a febbraio 2006http://www.slyck.com/news.php?story=1008
  • TafkaL scrive:
    Fatemi capire
    ma kazaa (sharman networks) è americano o australiano?Se è americano, com'è che un giudice australiano può imporre filtri e menate varie???Sono andato sul sito ma non ho trovato un'indicazione della nazionalità della società.fatemi capire, grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Fatemi capire
      - Scritto da: TafkaL
      ma kazaa (sharman networks) è americano o
      australiano?

      Se è americano, com'è che un giudice australiano
      può imporre filtri e menate varie???

      Sono andato sul sito ma non ho trovato
      un'indicazione della nazionalità della società.

      fatemi capire, grazieE' australiano.
  • Anonimo scrive:
    L'alba del vero P2P
    Questo incidente di percorso servirà a far diffondere reti veramente distribuite......i concetti per ridondanza, fault tolerance, high availability e high reliability esistono da tempo, erano già noti da tempo quando li ho studiati nel '95, ben prima che MS li "inventasse", limitarli alla semplice condivisione di file è decisamente un problema semplificato rispetto alla loro applicazione a una rete di computer che debba fornire accesso ai file in forme più complesse da gestire della semplice messa in condivisione da un lato e scarico dall'altro, esecuzione di applicazioni, calcolo distribuito, etc.
  • Anonimo scrive:
    è stata una bella avventura il p2p
    ma presto sarà tutto finito
    • Anonimo scrive:
      Re: è stata una bella avventura il p2p
      prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
    • Anonimo scrive:
      Re: è stata una bella avventura il p2p
      - Scritto da: Anonimo
      ma presto sarà tutto finitono, presto sara tutto finito il p2p non decentralizzato, invece tutti i protocolli decentralizzati avranno lunga vita alla faccia delle major :-D
    • Anonimo scrive:
      Re: è stata una bella avventura il p2p
      - Scritto da: Anonimo
      ma presto sarà tutto finitoQuantifica questo "presto". Secondo il mitico Ekleptikal a quest'ora dovevamo essere gia' tutti dietro le sbarre e alla fine l'unico ad essere sparito e' stato lui :)
      • Anonimo scrive:
        Re: è stata una bella avventura il p2p
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ma presto sarà tutto finito

        Quantifica questo "presto". Secondo il mitico
        Ekleptikal a quest'ora dovevamo essere gia' tutti
        dietro le sbarre e alla fine l'unico ad essere
        sparito e' stato lui :)no, non è sparito affatto, è solo che il nick era diventato troppo "visibile" e trollava male.si è riciclato in tutta una serie di trolletti anonimi, più difficili da identificare.....
        • Ekleptical scrive:
          Re: è stata una bella avventura il p2p

          no, non è sparito affatto, è solo che il nick era
          diventato troppo "visibile" e trollava male.
          si è riciclato in tutta una serie di trolletti
          anonimi, più difficili da identificare.....No, più che altro s'è rotto il ca**o dell'argomento, tanto evoluzioni non ce ne sono state, nè in un senso nè nell'altro. E ora ha altro da fare, quindi posta pochi messaggi ogni tanto e in altri topic! E cmq continua a non scaricare Mp3, ma a foraggiare iTunes e OD2! :P
  • Anonimo scrive:
    A me basterebbe...
    ...che il diritto d'autore durasse 20 anni dalla pubblicazione dell'opera. Mi sembrerebbe equa come cosa. Permetterebbe di condividere legalmente molto materiale.La gente dovrebbe battersi per questo, magari raccogliendo firme per un referendum abrogativo.
    • Anonimo scrive:
      Re: A me basterebbe...
      - Scritto da: Anonimo
      ...che il diritto d'autore durasse 20 anni dalla
      pubblicazione dell'opera. Mi sembrerebbe equa
      come cosa. Permetterebbe di condividere
      legalmente molto materiale.

      La gente dovrebbe battersi per questo, magari
      raccogliendo firme per un referendum abrogativo.Un referendum sulla legge d'autore,m dove vivi!!!!!!!! :| :|
  • Anonimo scrive:
    Consiglio
    Con un amico si parlava proprio delle dipartite di sistemi di file sharing, dopo WinMx ed altri ora anche Kazaa ci lascia: voi che ce ne sapete qual' è il programma o il sistema migliore per "condividere" musica (in prevalenza) su Win?Grazie
    • Super_Treje scrive:
      Re: Consiglio
      Ants : scritto in java multipiattaforma, p2p criptato, rete organizzata secondo l'iniziale schema Mute.http://antsp2p.sourceforge.net/Supporta l'hashing ed2k oltre a quello proprio.E' open source.Ciao. :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Consiglio
        - Scritto da: Super_Treje
        Ants : scritto in java multipiattaforma, p2p
        criptato, rete organizzata secondo l'iniziale
        schema Mute.
        http://antsp2p.sourceforge.net/
        Supporta l'hashing ed2k oltre a quello proprio.
        E' open source.
        Ciao. :)Ed è italiano! :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Consiglio
      Il futuro si chiama Azureus .
  • Anonimo scrive:
    Confucio dice: Rispetta i consumatori!
    Secondo Kennedy quello di Kazaa è un destino che attende tutti i player del settore P2P: "Nel mondo, i tribunali stanno chiudendo le porte agli operatori P2P che favoriscono il furto sulle proprie reti. Queste sono notizie importanti per milioni di consumatori che possono ora rivolgersi a centinaia di siti dove possono trovare musica in un modo che rispetta il diritto degli autori, dei musicisti e dei produttori"....E dei consumatori? I diritti dei consumatori?ABBASSA I PREZZI! DIMENTICA IL DRM!
    • Anonimo scrive:
      Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
      Confucio dice pure: se i consumatori non si svegliano e si organizzano se lo pigliano in culo!
      • Anonimo scrive:
        Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
        - Scritto da: Anonimo
        Confucio dice pure: se i consumatori non si
        svegliano e si organizzano se lo pigliano in
        culo!Ragazzi ma sto confucio com'è cambiato negli ultimi anni!
      • Anonimo scrive:
        Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
        beh si dovrebbe creare un'organizzazione "internettiana" dei consumatori.Se anche ci fosse già... io non ne ho sentito per niente parlare! :P
    • Hydargos scrive:
      Re: Confucio dice: Rispetta i consumator

      ...E dei consumatori? I diritti dei consumatori?
      ABBASSA I PREZZI! DIMENTICA IL DRM!Scusate... non voglio trollare... ma il concetto di "diritti dei consumatori" è un po' una contraddizione in termini.... secondo me dovete schiarirvi un po' le idee...a) se si parla di beni di prima necessità, è SACROSANTO che vi siano questi diritti... non a caso tutti (o quasi) i beni di prima necessità sono a regime di prezzi controllatib) se si parla di beni NON di prima necessità (e la musica rientra certamente tra questi) in concetto di "diritto del consumatore" viene meno... Tu non hai un diritto perché "consumi"... hai il diritto di avere un bene o un servizio in cambio di un prezzo. Stop. Siccome siamo in libero mercato (per fortuna) e nessuno obbliga ad acquistare alcunché, se NON SEI SODDISFATTO del bene/servizio o ne reputi il rapporto prezzo/servizio insoddisfacente NON LO COMPRI. Fine delle trasmissioni.Ovviamente quest'ultima condizione NON TI AUTORIZZA a commettere un illecito....Ripeto, non sono un troll... attendo commenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
        - Scritto da: Hydargos

        ...E dei consumatori? I diritti dei consumatori?

        ABBASSA I PREZZI! DIMENTICA IL DRM!
        Scusate... non voglio trollare... ma il concetto
        di "diritti dei consumatori" è un po' una
        contraddizione in termini.... secondo me dovete
        schiarirvi un po' le idee...
        a) se si parla di beni di prima necessità, è
        SACROSANTO che vi siano questi diritti... non a
        caso tutti (o quasi) i beni di prima necessità
        sono a regime di prezzi controllatiVabene ma secondo te un consumatore non ha il diritto di essere informato su quello che sta comprando ? Se chi vende sa cosa vende e chi compra non lo sa non e' un affare e' truffa.
        b) se si parla di beni NON di prima necessità (e
        la musica rientra certamente tra questi) in
        concetto di "diritto del consumatore" viene
        meno... Tu non hai un diritto perché "consumi"...
        hai il diritto di avere un bene o un servizio in
        cambio di un prezzo. Stop. Siccome siamo in
        libero mercato (per fortuna) e nessuno obbliga ad
        acquistare alcunché, se NON SEI SODDISFATTO
        del bene/servizio o ne reputi il rapporto
        prezzo/servizio insoddisfacente NON LO COMPRI.E gia !!! E se, essendo io non informato dall'azienda di quello che mi stanno vendendo, scopro solo dopo che il loro prodotto non solo non mi e' piaciuto, ma magare non sono stato messo nelle condizioni di utilizzarlo o peggio mi ha causato danni ???
        Fine delle trasmissioni.
        Ovviamente quest'ultima condizione NON TI
        AUTORIZZA a commettere un illecito....
        Ripeto, non sono un troll... attendo commenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
        Son d'accordo che non si devono commettere illeciti.Me l'ha insegnato la mamma tanti anni fa..... e ne ho fatto un mio fondamento morale.Il problema è che si è reso illecito ciò che invece è sacrostantamente lecito, cioè il poter disporre liberamente di un bene acquistato, anche se protetto da diritto d'autore, nei limiti che il diritto d'autore impone per sua natura, cioè quello di non trarne profitti dal suo uso.Se perdi di vista questo aspetto, finisci per dar ragione a chi dice che non puoi farti una copia di un DVD che hai comprato, oppure che non puoi neppure "prestare" ad un tuo amico un libro che hai letto.Il diritto d'autore si deve esercitare nelle sale di intrattenimento (da ballo, cinema ecc.) dove il gestore "guadagna" (cioè ha fini di lucro) e quindi deve ripartire il suo guadagno tra gli "autori" che hanno contributo a questo guadagno. Stesso discorso per la società che distribuisce un CD, un DVD, un libro ecc.: parte dei proventi delle vendite devono andare all'autore. STOP.La "visione distorta" del diritto d'autore invece vuole scaricare un problema commerciale/monopolistico che nasce dall''impossibilità tecnica di tenere a freno la "libera copia"sul senso di colpa dei consumatori stessi nei riguardi degli autori.Quindi (se davvero non sei un Troll) non farti prendere dai dubbi : se siamo uniti possiamo far qualcosa di buono.
      • Anonimo scrive:
        Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
        - Scritto da: Hydargos


        ...E dei consumatori? I diritti dei consumatori?

        ABBASSA I PREZZI! DIMENTICA IL DRM!

        Scusate... non voglio trollare... ma il concetto
        di "diritti dei consumatori" è un po' una
        contraddizione in termini.... secondo me dovete
        schiarirvi un po' le idee...

        a) se si parla di beni di prima necessità, è
        SACROSANTO che vi siano questi diritti... non a
        caso tutti (o quasi) i beni di prima necessità
        sono a regime di prezzi controllati

        b) se si parla di beni NON di prima necessità (e
        la musica rientra certamente tra questi) in
        concetto di "diritto del consumatore" viene
        meno... Tu non hai un diritto perché "consumi"...
        hai il diritto di avere un bene o un servizio in
        cambio di un prezzo. Stop. Siccome siamo in
        libero mercato (per fortuna) e nessuno obbliga ad
        acquistare alcunché, se NON SEI SODDISFATTO del
        bene/servizio o ne reputi il rapporto
        prezzo/servizio insoddisfacente NON LO COMPRI.
        Fine delle trasmissioni.
        Ovviamente quest'ultima condizione NON TI
        AUTORIZZA a commettere un illecito....allora ... 1. la musica e' considerata cultura ... i discografici chiedono l'iva agevolata perche' si tratta di cultura, i cantanti equiparano i loro cd ad opere d'arte .. e si fanno chiamare artisti ... (avrei troppo da obiettare e quindi lasciamo stare)L'arte e la cultura SONO UN DIRITTO .2. Un artista o una casa discografica sicuramente non puo' venirmi ad imporre limiti nell'ambito privato altrimenti io vengo ad imporre limiti in casa tua .. Quindi ... posso mettere una legge che non si puo' vendere i cd copiati ( moralmente corretto) ma sicuramente non possono dirmi che non posso copiarmi un cd a casa mia su un supporto dove ho gia pagato una tassa per eventuali copie ....( compro i cd in germania)3. Se i sono milioni e milioni di cittadini che stanno infrangendo una legge e la maggioranza delle persone contesta una legge (che avvantaggia pochi a discapito di milioni di persone e moralmente ingiusta) e' la legge da cambiare non i cittadini da incarcerare o da multare.Questi sono tre punti inconfutabili ... poi ce ne sono altri che possono essere piu' o meno soggettivi .... e non venire a trolleggiare dicendo cavolate del tipo che copiare=rubare .... Poi una ultima cosa ... lo stato dovrebbe proteggere i piu' deboli (un paese civile) quindi bisogna proteggere chi compra i cd a prezzi da truffa ....
        Ripeto, non sono un troll... attendo commenti.sono contento per te che non sei un troll .. ma non lo sei davvero ?pensare male e' peccato ma spesso ci si indovina ... o qualcosa del genere ....
        • Anonimo scrive:
          Re: Confucio dice: Rispetta i consumator
          - Scritto da: Anonimo
          L'arte e la cultura SONO UN DIRITTO .Mi pare che nessuno ti estrometta dall'arte e dalla cultura. A meno che tu stia parlando del DIRITTO DI SCROCCARE.L'arte e la cultura non nasce sui monti del tirolo viene concessa al pubblico da chi l'ha creata, cioè gli artisti. E questi artisti hanno diritto di essere compensati come meglio credono. Se pensi sia facile falla tu l'arte e la cultura e poi dalla gratis. Facile fare i signori col lavoro degli altri.
          • Anonimo scrive:
            Re: Confucio dice: Rispetta i consumator

            Mi pare che nessuno ti estrometta dall'arte e
            dalla cultura. I prezzi alti di fatto estromettono o limitano le fasce deboli.Se si continua di questo passo si dovra' pagare la tassa anche sul brano che fischietti per la strada...
            Se pensi sia facile falla tu l'arte e la cultura
            e poi dalla gratis. Facile fare i signori col
            lavoro degli altri.Curioso.E' proprio quello che fanno i dirigenti SIAE.
  • localhost scrive:
    Morto un papa...
    Se ne fa un altro (tra muli e torrenti ce n'èdascegliere...)Intanto Kazaa è comunque alla base di Skype, quindi tutto sommato il suo sporco lavoro lo fa ancora.
    • Anonimo scrive:
      Re: Morto un papa...
      Giusto! E l'erede sarà una sorpresa come lo è stato Ratzinger per i cattoprogressisti :D :D :D :D :D
      • Anonimo scrive:
        Re: Morto un papa...
        - Scritto da: Anonimo
        Giusto! E l'erede sarà una sorpresa come lo è
        stato Ratzinger per i cattoprogressisti :D :D
        :D :D :DCattocomunisti, prego.
    • Anonimo scrive:
      Re: Morto un papa...
      Si pero con i presedente diventa sempre piu semplice chiduere in nuovi arrivati. Per tanto anche se si fa un altro questo sara obbligato a chiudere in poco tempo.
  • Anonimo scrive:
    Andra' avanti....
    Se sara' come Napster ci sono almeno un altro par de mesi in cui chi vuole scarica. Certo che a usare K ci vuole coraggio eh
Chiudi i commenti