Gemini ora sa cosa abbiamo comprato, dove dobbiamo andare, cosa ci piace mangiare e quale modello di telefono abbiamo rotto. Google ha lanciato Personal Intelligence a livello globale, la funzione che permette a Gemini di accedere ai dati personali su Gmail, Calendar, Drive, Google Foto, YouTube, Maps e altre app Google per personalizzare le risposte senza che dover spiegare nulla. Lancio mondiale, con un’eccezione significativa: l’Europa. Area Economica Europea, Svizzera e Regno Unito sono esclusi.
Gemini accede ai dati personali per personalizzare tutto, l’Europa deve aspettare
Gemini accede ai dati, come email, foto, video, acquisti, calendario, cronologia, e li usa per personalizzare ogni risposta. Non si deve dire Ho comprato un paio di sneakers da passeggio la settimana scorsa
, Gemini lo sa già dalla ricevuta su Gmail e può suggerire accessori da coordinare.
Alcuni esempi di Google: si ha un’ora di scalo in aeroporto e si vuole mangiare qualcosa? Gemini considera i cibi preferiti, i gate di arrivo e partenza, il tempo di cammino tra i due e quanto manca all’imbarco. Si ha un problema tecnico con un dispositivo, ma non si ricorda il modello? Gemini lo trova nella ricevuta d’acquisto e dà istruzioni specifiche per quel modello.
Si cerca un ristorante? Invece della lista generica “top 10,” Gemini suggerisce locali basati sui propri interessi e sui ristoranti apprezzati in passato.
Opt-in, ma poi attivo di default
Personal Intelligence è opzionale, spetta all’utente scegliere a quali app può accedere Gemini. Ma una volta attivato, è abilitato di default per ogni prompt. Si può comunque disattivare da un toggle nel menu Strumenti.
La distinzione è importante, la decisione iniziale è degli utenti, ma dopo averla presa, Gemini usa quei dati per ogni conversazione, a meno che non si disattivi manualmente ogni volta.
L’Europa esclusa (di nuovo)
Il lancio esclude l’Area Economica Europea, la Svizzera e il Regno Unito. La ragione è ovvia: il GDPR e le normative europee sulla privacy rendono l’accesso ai dati personali degli utenti molto più complicato dal punto di vista legale. L’Italia è quindi esclusa, per ora.
La funzione arriva prima agli abbonati Google AI Plus, Pro e Ultra, con gli utenti gratuiti che la riceveranno nelle prossime settimane. Insomma, per gli utenti europei, la personalizzazione AI resterà generica ancora per un po’.