PI Hardware/ GTX 560, con l'overclock nel cuore

Nascono già overcloccate e con sistemi di dissipazione personalizzati capaci di rendere più o meno confortevole l'esperienza dell'utente. Questa la carta di identità delle 4 proposte MSI, ASUS, Palit e Zotac

Il lancio della GPU GeForce GTX 560 Ti da parte di NVIDIA ha segnato un punto di svolta nel mondo degli acceleratori grafici di fascia medio-alta. Riprendendo i fasti della veloce e poco costosa GeForce GTX 460, la GeForce GTX 560 Ti si propone come il best-buy del momento, in grado di fornire prestazioni elevate, abbinate ad un prezzo interessante e ad una buona efficienza dal punto di vista dei consumi.

Le schede GeForce GTX 560 Ti hanno anche rappresentato un problema per AMD costretta a deprezzare il modello più economico della serie Cayman, la Radeon HD 6950, e creare una soluzione leggermente meno ambiziosa dotata di un gigabyte di memoria video GDDR5 (invece di 2GB) per poter combattere ad armi pari con la proposta della rivale capace di fornire gli stessi numeri con qualche decina di euro in meno.

Partendo dal motore grafico della GeForce GTX 560 Ti, qualche settimana fa l’azienda di Santa Clara ha deciso di eliminare il suffisso “Ti” per creare un nuovo prodotto che rispondesse al nome di GeForce GTX 560 posizionato a metà strada fra la vecchia GeForce GTX 460 e, appunto, la GeForce GTX 560 Ti. Con le GeForce GTX 560 NVIDIA ha lasciato ampia libertà ai propri partners AIB per quel che concerne frequenze di funzionamento, sistema di raffreddamento e configurazione di memoria, tanto da non aver nemmeno creato la solita “reference board” .

Il risultato è che oggi l’utente che vuole scegliere una GTX 560 si trova di fronte ad un elevato numero di versioni caratterizzate si dalla stessa GPU, ma con parametri di funzionamento totalmente differenti. Addirittura, quelle più “spinte” riescono a fornire risultati simili al fratellone maggiore dal quale derivano: ma è ancora troppo presto per dare giudizi sulle performance.


Quattro VGA GeForce GTX 560 ai nastri di partenza

La selezione odierna include quattro proposte tra le più accattivanti e le mette al banco di prova per individuare la migliore: le denominazioni ufficiali sono Palit GTX 560 Sonic , Zotac GTX 560 AMP! , MSI N560GTX TwinFrozr II e Asus GTX560 DirectCU II Top , caratterizzate dalla stessa dotazione di memoria video e differenti per sistemi di raffreddamento, frequenze di funzionamento di chip grafico e memorie e dimensionamento della sezione di alimentazione.


Dimensioni e sistema di raffreddamento: faites vos jeux!

Proponiamo, di rito, le specifiche tecniche base delle GPU, a confronto con le proposte concorrenti:


Specifiche tecniche GPU e reference boards

GeForce GTX 560 Ti e GeForce GTX 560 differiscono, come è evidente dalla tabella qui in alto, per il minor numero di shader processor che passa da 384 a 336 e di texture unit, da 64 a 56, rispettivamente per la prima e la seconda. NVIDIA in questo modo recupera i chip GF114 difettosi per reimpiegarli in maniera proficua. Quelle che seguono sono, invece, le specifiche dei prodotti analizzati in questa comparativa, a confronto con quelle fornite da NVIDIA come riferimento:


Specifiche schede grafiche GTX 560 a confronto

Nessuna delle schede in esame risponde ai numeri ufficiali poiché impostate per il funzionamento “fuori specifica”: considerando la sola GPU, ad esempio, si va da un minimo di 880MHz (MSI) ad una massimo di 950MHz (Zotac), garantendo un incremento che va dai 62 ai 128 MHz rispetto alla base di 822 MHz consigliata da NVIDIA, mentre per il comparto memorie ci si affida generalmente alla bontà dei moduli installati senza modificarne il quantitativo base, che è in tutti i casi 1GB di tipo GDDR5. La Asus GTX560 DirectCU II Top è una delle proposte più estreme di questa comparativa. Caratterizzata da frequenze di clock aggressive, offre un PCB a lunghezza piena in cui c’è spazio per ospitare una sezione d’alimentazione estesa ed un dissipatore in taglia extralarge, dotato di doppio radiatore in alluminio, heat pipes in rame e doppia ventola di raffreddamento. L’occhio vuole la sua parte ed il prodotto Asus lo soddisfa in pieno: la scheda da una certa impressione di solidità ed imponenza per via del convogliatore che la compre per intero e la scelta azzeccata della colorazione, in rosso ed in nero.


 Asus GTX560 DirectCU II Top

La vista dall’alto lascia intravedere la complessità del sistema di raffreddamento e del comparto energetico, di cui analizzeremo il particolare nelle prossime pagine. Il prodotto necessita di una doppia connessione a 6-pin per poter funzionare, corrispondente alle specifiche tecniche NVIDIA.


Sezione superiore

Anche la proposta di MSI risulta non proprio discreta: dotata di un PCB lungo come quello della Asus, utilizza la nuova versione del dissipatore Twin Frozr II che, grazie ad un particolare design delle ventole di raffreddamento e del radiatore integrato, permette in teoria di abbattere totalmente ogni problema legato alla rumorosità contenendo efficacemente le temperature quando il sistema è sotto massimo carico di lavoro.


MSI GTX 560 Twin Frozr II

Questo dissipatore è particolarmente "aperto", con le due ventole montate su un foglio d’alluminio ripiegato in alto che fa da unico convogliatore al flusso d’aria, e che lascia scoperte le quattro heat pipes in rame con rivestimento cromato (che le preserva dall’ossidazione).


Grosse heatpipe nichelate

La scheda inviataci da Zotac risulta essere quella con frequenze di funzionamento per il core grafico e per le memorie più elevate e che, per forza di cose, devono essere accompagnate da una sezione d’alimentazione extra large e da un sistema di raffreddamento sovradimensionato. Le foto che seguono ne sono una chiara testimonianza. Il PCB è quello più lungo in assoluto, completamente coperto da un dissipatore in plastica e da due ventole tradizionali con diametro di 70 millimetri.


Zotac GTX 560 AMP!

Ci sembra strana la scelta effettuata per il posizionamento dei connettori d’alimentazione supplementare in quanto orientati nel senso della lunghezza della scheda anziché verso l’alto: date le dimensioni del PCB questo potrebbe creare intralcio una volta connessi i cavi, che andrebbero a toccare il cestello dischi nei cabinet PC più piccoli.


La scheda di profilo

La proposta di Palit è, viceversa quella più anonima e discreta: si è scelto di impiegare un PCB accorciato in cui far stare una sezione d’alimentazione standard (che, comunque, permette un certo margine di oveclock) e coprirlo con un sistema di raffreddamento a singola ventola piuttosto silenzioso. Gli ingombri sono contenuti e non ci sono problemi di installazione anche nei case più piccolini, mentre le performances (sulla carta) sono molto buone per via della dose di overclock praticato in fabbrica.


Palit GTX 560 Sonic

Il dissipatore copre il prodotto per intero e lascia scoperta la sola parte superiore, per permettere all’aria calda di defluire verso l’alto. Notiamo che le memorie non sono dotate di moduli di dissipazione e vengono raffreddate dal solo flusso d’aria generata dalla ventola, dopo l’attraversamento del radiatore interno. Presenti i due canonici connettori a 6-pin per l’alimentazione supplementare (stavolta rivolti verso l’alto).


Connettori di alimentazione

Particolare dei comparti video, identici in tre casi su quattro: le schede MSI, Asus e Zotac offrono due connettori DVI-I che, in caso di connessione ad un monitor tradizionale, possono essere trasformati in VGA D-SUB 15-pin tramite adattatore fornito in dotazione, ed una terza connessione HDMI con audio per il collegamento a pannelli LCD od altri moderni dispositivi audiovisivi; il prodotto Palit, invece, mette a disposizione una porta VGA 15-pin, una porta DVI-I ed una HDMI, risultando maggiormente orientato verso macchine dal costo più ridotto.


Connettori di uscita video

Il design del PCB Asus è molto ordinato, con la GPU disposta tradizionalmente nell’area centrale e tutta la sezione di alimentazione sul lato destro, assieme ai rispettivi connettori. Le memorie sono disposte ad L attorno al chip, e sono raffreddate attivamente dalla sola corrente prodotta da una delle due ventole, poiché mancanti di dissipatori.


PCB nero opaco per la soluzione ASUS

Particolare della colossale sezione d’alimentazione che impiega elementi di qualità a basso profilo e fornisce sufficiente cavalleria per alimentare la GPU overcloccata. Questi componenti sono sormontati da due piccoli dissipatori sui quali finisce l’aria generata dalla ventola posteriore. Il mix di componenti prende il nome di Asus Super Alloy Power ed, a detta del produttore, è capace di garantire performances del 15 percento più elevate rispetto ad una GTX standard, temperature del 30 percento più basse ed una vita media di 2,5 volte quella di un pari prodotto.


Complessa sezione di alimentazione

L’approccio di MSI è parimenti aggressivo, almeno nel design: la scheda impiega un PCB esteso ad elevato quantitativo di rame molto simile a quello Asus nella disposizione delle componenti. La GPU è posizionata al centro, contornata dai moduli di memoria, mentre la sezione di alimentazione è tutta spostata a destra ospitando, oltre agli elementi elettronici, anche un componente di raffreddamento passivo (sul quale finisce, anche in questo caso, l’aria soffiata dalla ventola posteriore).


La MSI a nudo

Particolare della sezione di alimentazione, che integra elementi del Military Design II tipico delle schede madri di fascia media ed alta dello stesso produttore: Super Ferrite Chockes, HI-c CAPs e Mosfets raffreddati tramite dissipatore in alluminio, che permettono di ridurre l’impedenza dei circuiti e, conseguentemente, abbattere le temperature, ridurre i consumi ed allungare la vita media del prodotto. Ad una sezione di alimentazione così ben realizzata corrispondono frequenze di clock basse rispetto agli altri concorrenti, segno che si è optato per un prodotto più tranquillo che, in caso di necessità, lascia ampio margine di guadagno sotto overclock.


Componenti di elevata qualità

La Zotac GTX 560 AMP! è la più spinta del lotto in esame: il PCB segue lo schema delle proposte Asus ed MSI, impiega un elevato quantitativo di rame per garantire, assieme alla sezione d’alimentazione sovradimensionata, la massima stabilità nelle tensioni di alimentazione per le memorie e la GPU (che lavora a ben 950 MHz rispetto agli 822 originari) e la riduzione delle temperature e degli sprechi energetici.


Disposizione standard dei componenti per la Zotac

La componentistica impiegata è raffreddata naturalmente dalla corrente generata dalla ventola più a destra, poiché non integra alcun modulo di raffreddamento diretto.


Sezione di alimentazione interessante

Il prodotto Palit sembra essere stato privato di un pezzo se lo si confronta col PCB delle proposte concorrenti: il design riguardo il posizionamento della GPU e dei moduli di memoria è esattamente lo stesso di Asus ed MSI, ma cambia l’estensione laterale per via di una non eccessiva complessità della sezione di alimentazione. Non che ci dispiaccia: non tutti i prodotti nascono per overclock spinti e, in tutta sincerità, i 900 MHz con cui la GPU è impostata per funzionare già rappresentano un interessante guadagno rispetto alle specifiche base (822 MHz), tali da garantire quel pizzico di grinta in più che male non fa quando si gioca.


Componenti ravvicinati ma comunque molto ordinati per la Palit

Il particolare della sezione d’alimentazione, idonea a supportare il prodotto nel funzionamento fuori specifica impostato in fabbrica ma che lascia poco margine di miglioramento. Interessante il posizionamento dei connettori di alimentazione, orientati verso l’alto, riducendo al minimo l’ingombro laterale con i relativi cavi.


Sezione di alimentazione interessante anche in questo caso

Le memorie sono, in tutti i casi, prodotte da Samsung, e sono marchiate K4G10325FE-HC04 : sono moduli GDDR5 con densità 1Gbit, refresh 32ns, package FCBGA, velocità massima 0,4 ns (5GHz effettivi), tensione di alimentazione 1,5V e velocità di funzionamento massima pari a 4,4 GHz (1100 MHz x 4), declinata in modo differente a seconda delle proposte.


I chip di memoria, uguali per tutte le proposte

Uno dei più interessanti elementi di distinzione è individuato certamente nel sistema di raffreddamento. La proposta di Asus si avvale di una struttura per certi versi molto simile a quella impiegata per le normali CPU di un personal computer: una placca di contatto in mix rame e alluminio è attraversata da heat pipes dal diametro maggiorato. Sopra di questa una ventola permette di raffreddare la GPU in maniera diretta mentre parte del calore viene spostato verso il radiatore a destra ed ulteriormente dissipato tramite l’azione della seconda ventola.


Doppio sistema di raffreddamento per la scheda ASUS

Parimenti importante e maggiormente complessa la sezione di raffreddamento che equipaggia il prodotto MSI: il dissipatore TwinFrozr, giunto alla seconda revisione, sembra essere il gigante del gruppo, con il radiatore che sovrasta tutta la parte frontale del PCB della scheda, attraversato da heat pipes in rame che spostano il calore dalla GPU a zone strategiche; indi, l’abbattimento delle temperature avviene tramite la coppia di ventole, in modo silenzioso (anche in condizioni di massimo carico di lavoro).


Il Twin Frozr II della MSI. Imponente

Il sistema impiegato nel prodotto Zotac è strutturalmente simile a quello di casa Asus, anche se porta in se scelte differenti per la realizzazione dei due moduli di raffreddamento: quello che si occupa di tenere a bada le temperature della GPU è di tipo radiale ed interamente realizzato in rame tagliato dal pieno ed in cui è ricavata al centro una piastra di contatto; il modulo secondario è di dimensioni ridotte, realizzato totalmente in alluminio e, posizionato sul lato più esterno, dissipa il calore portato dalle heat pipes tramite ventola dedicata.


Rame e alluminio con heatpipe per la Zotac

Il sistema di raffreddamento del prodotto Palit lascia a desiderare se confrontato con la concorrenza: la struttura impiega un convogliatore superiore con ventola integrata che soffia aria fresca su un piccolo radiatore in alluminio; lo spostamento del calore dalla GPU alle aree più fresche avviene tramite una grossa placca di contatto in rame e due heat pipes ben dimensionate che attraversano il radiatore alle estremità.


Piccolo radiatore per la soluzione di Palit

Per ottenere risultati comparabili e stabili utilizziamo sempre le stesse condizioni di prova e ripetiamo i test più di una volta prendendo il loro valor medio e scartando eventuali numeri con varianza troppo elevata. Per cercare di ridurre al minimo le “interferenze” installiamo nel sistema solo ed esclusivamente i componenti necessari (CPU, memorie, disco fisso e scheda grafica).

Installiamo il sistema operativo, le patch ed i drivers di tutti i componenti che lo prevedono. Tocca poi ai vari software di benchmark ed ai giochi. Verifichiamo dunque che tutti i parametri di funzionamento del sistema rientrino nelle nostre condizioni standard di prova onde evitare qualunque possibile errore.

La configurazione di prova che utilizziamo è riassunta in tabella:


Sistema di prova

Di seguito i programmi usati nei test.

  • Staker: Clear Sky : gioco di ruolo in prima persona ambientato in un periodo post nucleare dove contrapposte fazioni si scontrano continuamente. Il motore grafico X-Ray, lo stesso di STALKER: Shadow of Chernobil, offre un sistema d’illuminazione che rende molto suggestive albe e tramonti o il filtrare dei raggi di sole tra la vegetazione, il tutto grazie ad un sapiente utilizzo di HDR e lens flare.
  • Shogun Total War II :
  • Mafia II : Sequel del noto titolo rilasciato qualche anno fa, il motore di Mafia II utilizza ora le API DirectX 11 per far immergere il videogiocatore nella New York degli anni ´40. Mafia II è compatibile con le API Microsoft DirectX 9, 10 e 11 (i nostri test sono effettuati in modalità DX11) ed utilizzano l´engine grafico proprietario Illusion Game Engine, successore dell´LS3D usato nell´originario Mafia: The City of Lost Heaven.
  • Devil May Cry 4 : Capcom ha sviluppato l´ultimo titolo della saga Devil May Cry 4 del quale abbiamo utilizzato il benchmark disponibile in download in modalità DX10.
  • HAWX II : il titolo offre un nuovo livello di visualizzazione con le DirectX 11 grazie ad un profondo uso della tessellation applicata al background delle scene 3D. Il secondo capitolo del gioco aereo di Ubisoft ripropone una formula nota ma con un gameplay milgiorato e con diverse novità interessanti.
  • Metro 2033 : FPS con pieno supporto DirectX 11, avido di risorse hardware. Il gioco usa la tessellation in maniera estensiva e le tecniche di DirectCompute per la gestione degli effetti depth-of-field.
  • Far Cry2 : prevede aree molto vaste, esplorabili liberamente nelle quali sparare a tutto e a tutti. L´ambientazione è quella dell´Africa dove non mancano animali ed una ricca vegetazione e, a farci compagnia, sono presenti altri otto membri di una squadra di mercenari. Il motore sul quale gira il gioco è stato appositamente sviluppato da Ubisoft Montreal sotto il nome di Dunia. Esso è in grado di fornire ambienti realistici che possono essere distrutti, effetti speciali come la propagazione dinamica del fuoco oppure come le tempeste o ancora la ciclicità notte-e-giorno in real-time e l´intelligenza artificiale (A.I.) dei nemici non realizzata mediante semplici script.
  • Lost Planet 2 : nuova avventura d´azione sci-fi di CAPCOM disponibile in versione DirectX 9 e DirectX 11 nella quale vengono pesantemente sfruttati effetti di tessellation.
  • Crysis Warhead : uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.
  • The Last Remnant: dalla Square Enix (già conosciuta per la fantastica serie Final Fantasy) giunge un nuovo gioco di ruolo alla giapponese, caratterizzato da un comparto grafico eccezionale e da una giocabilità piuttosto elevata, tali da garantire una certà longevità al titolo.
  • Crysis II : degno successore di Crysis e Crysis Warhead, porta l’esperienza grafica ad un livello sinora inimmaginabile, eguagliato solo dalla bontà delle scene di Metro 2033. Il motore grafico offre tre sole impostazini di dettaglio grafico, ottimizzate dal produttore in modo da funzionare decentemente anche con hardware più datato. Nelle impostazioni massime si fa pieno utilizzo di DirectX11 e tecnica connessa.
  • Colin McRae Dirt III : terzo capitolo del noto simulatore di guida rally per personal computer, offre nella sua più recente incarnazione pieno supporto a Microsoft DirectX 10 ed 11.
  • Stone Giant : benchmark DirectX 11 basato sul motore grafico sviluppato da BitSquid e Fatshark che utilizza ampiamente effetti di tessellation.
  • Unigine Heaven : si tratta di un benchmark sintetico compatibile con le DirectX 11 che mette a nudo tutte le feature di queste API e ne sfrutta a dovere ogni peculiarità (Tesselation, Screen Space Ambient Occlusion, Volumetric clouds, Dynamic Sky con effetti luce).

Abbiamo eseguito test in due modalità ed alle risoluzioni di 1280×1024, 1680×1024, 1920×1080 e 2048×1536, al fine di avere il polso della scheda sotto diversi carichi di lavoro. Una prima modalità non prevede l´utilizzo di filtri di AntiAliasing ed Anisotropico mentre la seconda impone un livello di 4x per il primo e 16x per il secondo (a meno che non sia diversamente specificato). Contrariamente alle precedenti recensioni, in questa comparativa emettiamo un solo verdetto poiché trattasi di prodotti praticamente identici, caratterizzati dalla stessa GPU e dallo stesso quantitativo e tipologia di memoria impiegata. È chiaro che i modelli più veloci sono quelli che hanno le frequenze di clock più elevate e, via via a seguire, quelli che più si avvicinano alle specifiche tecniche base.

Ricordando che, secondo gli standard NVIDIA, Geforce GTX 560 Ti offre frequenze di funzionamento base pari ad 822 MHz per il core grafico e 4 GHz per le memorie (gli shaders processors seguono un rapporto di 2:1 rispetto alla velocità base del core grafico), queste sono le specifiche tecniche per ogni modello che va a popolare la classifica:

  1. Zotac GTX560 AMP!: 950MHz per il core video e 4,4 GHz per il sottosistema memorie (1100 MHz x 4);
  2. Asus GTX560 DirectCU II TOP: 925 MHz per il core video e 4,2 GHz per il sottosistema memorie (1050 MHz x 4);
  3. Palit GTX560 Sonic: 900 MHz per il core video e 4,2 GHz per il sottosistema memorie (1050 MHz x 4);
  4. MSI N560GTX TwinFrozrII: 880 MHz per il core video e 4,2 GHz per il sottosistema memorie (1050 MHz x 4).

I valori per singola applicazione sono riportati nei grafici seguenti.


Colin McRae Dirt 3


Crysis 2


HAWX 2


Lost Planet 2


Mafia II


Metro 2033


Shogun Total War II


Stalker: Clear Sky

Anche se non ci possiamo aspettare differenze abissali, la differenza nelle frequenze di funzionamento passando da un modello all’altro genera un interessante incremento delle prestazioni, segno di quanto l’architettura di casa NVIDIA sia sensibile a questi parametri.

In media quel che abbiamo rilevato con questo primo set di grafici è sintetizzato nella tabella seguente:


Differenze medie fra le schede in prova

Analizziamo ora la situazione con il filtro di antialising attivato a 4x e, ove specificato, anche il filtro anisotropico a 16x.


Colin McRae Dirt 3


Crysis 2


HAWX 2


Lost Planet 2


Mafia II


Metro 2033


Stalker: Clear Sky

Anche in questo caso facciamo una valutazione media della situazione:


Differenze medie fra le schede in prova

Rispetto al caso precedente non cambia molto con una differenza del 10 percento circa fra il modello meno spinto – MSI N560GTX TwinFrozrII – e quello più “pompato”, Zotac GTX560 AMP!. Nel grafico seguente vi mostriamo le rilevazioni effettuate con alcuni benchmark Direct Compute ed OpenCL per valutare la potenza di calcolo GPGPU, in cui il processore che equipaggia la scheda video viene impiegato come se fosse una CPU fortemente parallela per svolgere differenti compiti.

Non siamo interessati ai numeri in sé, bensì nell’osservare se le performances complessive scalino in base al variare della velocità di clock per GPU e memorie: osserviamo che si va dai 2904/3781 punti (OpenCL/DirectCompute) del modello MSI N560GTX TwinFrozrII ai 3168/4356 punti di Zotac GTX 560 AMP!: le differenze in MHz (880MHz GPU – 4,2 GHz Memorie contro 950MHz GPU – 4,4 GHz Memorie) si fanno ben sentire, e garantiscono incrementi fino al 13 percento.


Benchmark OpenCL e DirectCompute

Segue una serie di grafici in cui riportiamo i valori restituiti in OpenGL impiegando il benchmark Turbine, che fa uso del motore di rendering CAD di Redway3d. Il software analizza le prestazioni in modalità rasterizzazione e ray tracing dell’intero sistema. In alcuni casi è possibile osservare che i prodotti NVIDIA scalano in modo piuttosto evidente in base al numero di MHz, a parità di hardware e dotazione di memoria video.


Redway3d Turbine: valore complessivo


Redway3d Turbine: Real Time Viewport


Redway3d Turbine: Dynamic Ambient Occlusion


Redway3d Turbine: hybrid Ray Tracing


Redway3d Turbine: High Quality Real Time

Consumi
Nel grafico seguente riportiamo il consumo complessivo del sistema ottenuto in IDLE e sotto sforzo, eseguendo i test Pixel Shader e Vertex Shader Complex del 3DMark06 ed una sequenze del gioco Alien vs. Predator. I valori indicati tengono conto anche di un fattore di correzione relativo all’alimentatore utilizzato:

  • Il valore registrato va considerato solo in termini comparativi in quanto include anche l’inefficienza dell’alimentatore;
  • L’inefficienza dell’alimentatore non è lineare ma segue una curva che tenderebbe a penalizzare i consumi ridotti (l’efficienza è generalmente maggiore quando il carico sull’alimentatore aumenta). Per questo abbiamo applicato una correzione percentuale ai risultati utile a rendere idealmente lineare la curva di inefficienza.


Consumi

Né più né meno quello che ci si aspettava: è ovvio che il prodotto maggiormente overcloccato – Zotac GTX 560 AMP! – risulta essere quello che consuma di più, e che quello più conservativo – MSI N560GTX TwinFrozrII – consuma di meno; è però vero che ben tre schede su quattro risultano essere piuttosto vicine in quasi tutte le condizioni di test, segno che la sola variazione della velocità di clock della GPU ed entro certi limiti non necessita di ritocchi eccessivi nelle tensioni di alimentazione (si va dagli 880 MHz del modello MSI ai 920 MHz di quello Asus).

Discorso a parte va fatto per il modello Zotac che, oltre ad un eccessivo overclock della GPU, offre frequenze di funzionamento pari a 4,4 GHz per il sottosistema memorie contro i 4,2 GHz degli altri prodotti: per mantenere stabile la scheda in queste condizioni è stato necessario agire sulle tensioni di funzionamento dei componenti e così gli assorbimenti schizzano in alto, così come la produzione intrinseca di calore.

Rumorosità
Il test sulla rumorosità è stato effettuato all’interno di un ambiente con un rumore di fondo compreso fra 30 e 30,2 dBA ed isolando la sorgente di rumore da possibili rifrazioni tramite apposite pareti fonoassorbenti. Le nostre prove prendono in considerazione tre valori di rotazione della ventola, pari al minimo (solitamente tra il 20 percento ed il 40 percento del duty cycle), al 50 percento del duty cycle ed al massimo (solitamente tra l’85 percento ed il 100 percento del duty cycle) con fonometro (modello Lafayette MSL.80 con tolleranza pari al 2 percento nell’ambito delle nostre misure) posizionato frontalmente alla scheda ad una distanza di 20cm ( ± 2mm)


Rumorosità

  • Velocità di rotazione al minimo (si va dal 30 al 40 percento del duty cycle delle ventole a seconda dei modelli): i sistemi di raffreddamento funzionano al minimo dei giri, massimizzando il comfort acustico; in questo caso il prodotto di casa Palit risulta essere quello più silenzioso, seguito a ruota dalla scheda di Asus, dalla MSI N560GTX ed infine dalla Zotac GTX 560 AMP!.
  • Velocità di rotazione al 50 pecento: troviamo nuovamente il prodotto Palit fra quelli meno rumorosi con appena 37,9 dBA, seguito dalla MSI N560GTX, dalla Zotac GTX 560 AMP! ed infine dalla Asus GTX 560 DirectCU II che raggiunge la soglia dei 46 dBA.
  • Velocità di rotazione massima (dall’80 al 100 percento): la soluzione che emette la maggiore rumorosità alla massima velocità delle ventole è la Asus GTX560 DirectCU II con 57,3 dBA. Questa è seguita dalla Palit con 55,5 dBA e poi dalla Zotac GTX 560 AMP! ed infine dalla più silenziosa MSI TwinFrozrII (52,6 dBA).


Rumorosità vs. temperature in 3DMark 11

Per darvi un’idea corretta della rumorosità media generata da ognuna delle schede grafiche, abbiamo registrato l’andamento delle temperature e della velocità delle ventole durante un loop di 3DMark 11. Nella parte bassa del grafico abbiamo inserito i valori delle temperature in °C raggiunti dalla GPU: è facile notare come i sistemi di raffreddamento della MSI e della ASUS siano notevolmente più efficienti di quelli adottati da Palit ma soprattutto da Zotac.

Guardando la parte alta del grafico notiamo come la velocità delle ventole (espressa come duty cycle, dunque in valore percentuale) sia molto simile per le tre soluzioni MSI, ASUS e Palit, mentre salga notevolmente per la proposta di Zotac. Incrociando i valori del duty cycle con quelli della rumorosità rilevati in precedenza possiamo pervenire ad un importante dato, che è quello della rumorosità media che dovrete sopportare in base alla scheda grafica utilizzata:

  1. Asus GTX 560 DirectCU II : rumorosità media pari a 41 dBA circa. Rumorosità massima pari a 47 dBA circa.
  2. MSI N560GTX Twin Frozr II : rumorosità media pari a 39 dBA circa. Rumorosità massima pari a 43 dBA circa.
  3. Palit GTX 560 Sonic : rumorosità media pari a 36 dBA circa. Rumorosità massima pari a 38 dBA circa.
  4. Zotac GTX 560 AMP! : rumorosità media pari a 41 dBA circa. Rumorosità massima pari a 53 dBA circa.

> In questa pagina vogliamo proporvi le rilevazioni in termini di overclock, per vedere sino a quanto è possibile forzar la mano in condizioni di stabilità.


Overclock

Il prodotto Asus, a partire dai 920 MHz per la GPU e 4,2 GHz per le memorie riesce a raggiungere quota 963 MHz e 5 GHz rispettivamente, garantendo un incremento di performances di quasi il 4 percento. Situazione interessante per il prodotto di casa MSI che parte da frequenze di clock più basse per spingersi sino a 970 MHz per la GPU e 5 GHz memorie con un incremento di prestazioni del 10 percento circa.

La piccolina (per modo di dire) del gruppo dimostra di avere i muscoli quando posta alle strette riuscendo a raggiungere frequenze di funzionamento pari a 1GHz per il chip grafico e 4,8 GHz per le memorie (contro i 900 MHz e 4,2 GHz originari). Il +9 percento guadagnato rispetto alle prestazioni ottenuti con i parametri di base serve alla soluzione di Palit per ottenere la palma di prodotto più veloce sotto overclock.

Al contrario, il prodotto Zotac dimostra di essere già al limite e di non riuscire a spingere ulteriormente: a partire dai 950MHz per la GPU e 4,4 GHz per le memorie siamo riusciti a raggiungere solo 984 MHz e 4,6 GHz rispettivamente a garanzia di un misero +3 percento. > Quattro prodotti che condividono la stessa anima e parte della dotazione di serie, quattro facce della stessa medaglia: le schede video basate su GPU GTX 560 invadono gli scaffali dei negozi con molteplici differenziazioni, capaci di soddisfare vari aspetti che spaziano dalla massimizzazione del comfort acustico alla riduzione dei consumi, sino a toccare il prezzo di vendita. Il chip è sempre lo stesso, ed è il solo contorno che cambia la verve di ogni modello: si va da proposte con meno pretese e che, di fatto, nascondono positive sorprese, come la Palit GTX 560, per raggiungere le vette più alte rappresentate da numeri elevati nel 3D e componentistica di prim’ordine (Zotac GTX 560 AMP!) fino a prodotti meno spinti ma certo più attenti al comfort.

Esponiamo le nostre considerazioni per modello, assieme ad un giudizio complessivo che può eventualmente aiutare in termini di scelta:

  • Zotac GTX 560 AMP! : è la punta di diamante di questa comparativa come prestazioni velocistiche: forte di frequenze di funzionamento per core grafico e memorie decisamente sopra la media (950/4400 MHz rispettivamente per GPU e Memorie contro gli 822/4000 MHz dei modelli base), riesce a garantire quel pizzico di potenza in più che male non fa, specialmente se si fruisce di moderni titoli videoludici con pesante uso di DX11 ed annesso calcolo GPGPU. Il rovescio della medaglia è che questa scheda è la peggiore del lotto in quanto a comfort acustico, a temperature raggiunte dai componenti e a consumi (per poter garantire certi numeri è stato necessario aumentare le tensioni di alimentazione con conseguente aumento degli assorbimenti energetici e della dissipazione). Il PCB è decisamente lungo, e può creare intralcio in case dalle ridotte dimensioni, in special modo per un non felice posizionamento dei connettori di alimentazione supplementari a 6-pin. Molto limitate le potenzialità in overclock.
  • Asus GTX 560 DirectCU II : come dotazione tecnica entra di diritto nell’olimpo delle proposte enthusiast basate su GPU GTX 560, e fornisce performances da seconda posizione per via delle frequenze di funzionamento del core e delle memorie molto elevati seppure inferiori a quelle del prodotto Zotac. Il PCB ha una lunghezza decisamente accentuata, ma difficilmente crea problemi in fase di installazione per via del corretto posizionamento dei connettori di alimentazione a 6-pin e per compattezza del convogliatore d’aria. Il sistema di raffreddamento è complesso e di buona fattura ma tanto da garantire un buon comfort acustico unito a temperature ottimali dei componenti interni. I consumi restano bassi mentre c’è abbastanza spazio per l’overclock.
  • MSI N560GTX TwinFrozr II : caratterizzata da soluzioni tecniche già viste in alcune schede madri MSI con cui abbiamo avuto a che fare qualche tempo fa (Military Class Design II), offre una sezione d’alimentazione ben dimensionata che garantisce tensioni stabili in qualsiasi condizione di funzionamento, ottime capacità di overclock ed il più efficiente sistema di raffreddamento fra i modelli provati (le più basse temperature registrate unitamente a rumorosità molto contenuta). Le frequenza di clock sono però quelle più basse rispetto agli altri modelli anche se salgono fino a valori interessanti quando la scheda è sottoposta ad overclock. Buoni i consumi.
  • Palit GTX 560 Sonic : questa scheda sintetizza il prodotto più interessante di questa comparativa! La piccolina (solo nelle dimensioni) dimostra di essere grande nell’anima e di fornire performances di tutto rispetto: le frequenze di clock sono pari a 900/4200 MHz e permettono di ottenere valori vicini a quelli della Asus GTX560 DirectCU II Top. La sezione d’alimentazione è ridotta, ma dimostra di lavorare bene e di assecondare il prodotto anche in condizioni estreme tanto da permettere il raggiungimento delle più alte frequenze in overclock e dunque delle migliori performance. I consumi restano contenuti e così anche la rumorosità (in assoluto la più bassa fra i modelli testati in condizioni di utilizzo quotidiano) anche se le temperature dei componenti non sono le migliori registrate. Il PCB decisamente accorciato permette di mettere insieme una scheda talmente piccola da poter essere inserita anche nei case più angusti, eliminando ogni problema di spazio.

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  • Pippo scrive:
    basta monopolio nazionale
    Non devono far nascere una sola azienda di ultimo miglio in fibra ma ne devono costituire almeno 3 che operano in ambiti diversiAmbiti la cui concessione deve essere messa a gara periodicamente e gli ambiti non possono essere assegnati tutti alla stessa azienda.Sarebbe ideale avere un controllo di assegnazioni delle concessioni che tenga conto dell'intero territorio della Unione Europea.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: basta monopolio nazionale
      - Scritto da: Pippo

      Sarebbe ideale avere un controllo di assegnazioni
      delle concessioni che tenga conto dell'intero
      territorio della Unione
      Europea.e poi li spot in tv chi li paga ?
  • ops scrive:
    punto informatico e' proprio da cestinar
    articoli copiati, scopiazzati e mal copiati, commenti cancellati e ora quella faccia da XXXXX di mariuccia che insulta ai quatto venti e si sente anche orgoglioso... spero che PI fallisca presto per dare spazio a gente migliore (e non ci vuole molto)
    • panda rossa scrive:
      Re: punto informatico e' proprio da cestinar
      - Scritto da: ops
      articoli copiati, scopiazzati e mal copiati,
      commenti cancellati e ora quella faccia da XXXXX
      di mariuccia che insulta ai quatto venti e si
      sente anche orgoglioso... spero che PI fallisca
      presto per dare spazio a gente migliore (e non ci
      vuole
      molto)Spiegami come la presenza di PI tolga spazio a gente migliore.
  • ricottaro scrive:
    che schifo
    "Telecom Italia sarà riconosciuto un indennizzo per singola linea migrata nell'ambito dei progetti FiberCo"Solita foraggiata statale per le casse di telecom. e la gente che quazzo lo paga a fare il canone????lo stato foraggia ma ad incassare ingordamente sarà solo telecom quando comincerà a vendere l'adsl su fibra alle masse, a prezzi proibitivi immagino, visti i costi delle adsl pacco di oggi.
    • Sapone scrive:
      Re: che schifo
      Telecom è una società fallita PUNTO.........
      • Nome e cognome scrive:
        Re: che schifo
        Quanta gente ignorante...
        • Sgabbio scrive:
          Re: che schifo
          Bhe dal punto di vista dei debiti, se non fosse per la sua posizione di monopolio, sarebbe caduta da anni.
          • Picchiatell o scrive:
            Re: che schifo
            - Scritto da: Sgabbio
            Bhe dal punto di vista dei debiti, se non fosse
            per la sua posizione di monopolio, sarebbe caduta
            da
            anni.diciamo esattore per conto delle stato a cui la "tassa" del canone assume diritto privato...
    • Picchiatell o scrive:
      Re: che schifo
      - Scritto da: ricottaro
      "Telecom Italia sarà riconosciuto un indennizzo
      per singola linea migrata nell'ambito dei
      progetti
      FiberCo"

      Solita foraggiata statale per le casse di
      telecom. e la gente che quazzo lo paga a fare il
      canone????

      lo stato foraggia ma ad incassare ingordamente
      sarà solo telecom quando comincerà a vendere
      l'adsl su fibra alle masse, a prezzi proibitivi
      immagino, visti i costi delle adsl pacco di
      oggi. veramente e' piu' buio di cosi':"fa entrare a far parte di FiberCo con la possibilità di esercitare l'opzione di acquisizione una volta esaurito il proXXXXX di migrazione degli utenti dal rame alla fibra, con gli azionisti di minoranza che potranno uscire dal capitale. Inoltre a Telecom Italia sarà riconosciuto un indennizzo per singola linea migrata nell'ambito dei progetti FiberCo."oggi lo stato mette i soldi telecom mette i clienti gravati da un canone ex-statale, un domani telecom puo' acquisire per due soldi tutto, in piu' alla telecom va riconosciuto un indennizzo per dei clienti che resteranno de facto sempre suoi...senza contare che e' inutile la fibra senza la infrastruttura a monte o a valle (ultimo km)
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